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Mar 10 2010

Il cuore che non soffre più

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

Riceviamo e pubblichiamo volentieri alcune riflessioni di Luca Rigamonti in merito al recente attacco al villaggio di Dogo Nahawa, in Nigeria, da parte di pastori islamici, nel corso del quale sono stati uccisi selvaggiamente cinquecento cristiani.


Nigeria, 500 cristiani uccisi a colpi di machete. Centinaia in fuga
Pastori islamici hanno attaccato un villaggio a sud di Jos colpendo la popolazione

MILANO
– E’ di almeno 500 morti il bilancio delle violenze interreligiose tra cristiani e musulmani avvenute nelle ultime ore nei pressi della città di Jos, nel centro della Nigeria. Lo riferiscono testimoni oculari. Una fonte della Croce Rossa ha riferito che centinaia di persone stanno abbandonando le proprie case a Jos a causa degli scontri.

L’ATTACCO – Secondo quanto riportano testimoni locali intorno alle tre di domenica mattina i pastori islamici hanno attaccato il villaggio di Dogo Nahawa, a sud di Jos, sparando in aria e colpendo la popolazione a colpi di machete. Circa 18 cadaveri sono stati portati fuori dalla città e sotterrati, altri feriti sono stati portati in ospedale. La situazione nel Paese è sempre più tesa da quando il 9 febbraio scorso il vicepresidente Goodluck Jonathan è stato nominato presidente provvisorio in vista delle prossime elezioni presidenziali nel primo semestre 2011. Il rientro a sorpresa poi dell’ex presidente Umaru Yar’adua, musulmano del sud, ha poi accentuato il clima di violenza, dal momento che Jonathan, cristiano, ha dichiarato di non voler lasciare la carica.
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Mar 07 2010

La giustificazione spiegata da Sproul

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Approfondimenti, Multimedia

Proponiamo oggi un breve video, tratto da un seminario di R.C. Sproul, nel quale il teologo americano spiega in maniera succinta ma chiara il concetto della giustificazione dei credenti. Buona visione.



             

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Feb 26 2010

Devozione popolare, ennesimo atto

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Approfondimenti, Riflessioni

Un’interminabile attesa, con migliaia di persone ordinatamente in fila che attendono di osservare da vicino un feretro trasparente, all’interno del quale giacciono ossa annerite dal tempo. Nonostante tutti i visitatori possano rendersi conto della staticità della morte, molti di loro si lasciano andare ad espressioni di «devozione» verso quei resti, che più di ogni altra cosa parlano di come l’uomo non sia che un soffio fugace. Con questa breve introduzione, mi sto riferendo a quanto ho avuto modo di osservare nei pochi minuti in cui, ieri sera, ho assistito ad una puntata del programma televisivo «Terra!», all’interno del quale è stato proposto un servizio riguardante l’esposizione al pubblico dei resti di Antonio da Padova.

Chi, come me, è profondamente innamorato della verità biblica, non poteva provare, davanti a quelle immagini, altra sensazione che una profonda tristezza. Duecentomila anime che pregano ed invocano un morto, che è stato uomo come loro, ed i cui resti dovrebbero urlare la sua incapacità di essere mediatore o compitore di grazie! Eppure, con il cuore pieno di devozione, ciascuna di quelle persone si è presentata convinta della possibilità di poter avanzare le proprie richieste al «santo», con la speranza dell’esaudimento. Quel teschio annerito dovrebbe essere un monito per ciascuno, un simbolo che grida «solo Dio è Eterno!», ma gli occhi dei più, sigillati da una dottrina che insegna menzogne, non erano in grado di osservare l’evidenza.
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Feb 17 2010

Gli angeli sono liberi di scegliere?

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Discussioni aperte

Una nostra lettrice ci ha recentemente posto una domanda che abbiamo ritenuto utile trattare pubblicamente, in modo da fornire una risposta accessibile anche ad altri che dovessero interrogarsi sul medesimo argomento. Il testo della domanda è il seguente:

«Si dice nella Bibbia che l’uomo è stato creato con il libero arbitrio mentre, per esempio, per gli Angeli questo non esiste, loro possono solo ubbidire a Dio. Allora come è possibile che quello che noi chiamiamo “Lucifero” abbia trasgredito all’ordine di Dio?»

Il quesito parte dall’assunto che le creature angeliche e gli esseri umani siano stati formati con differenti standard di comportamento: all’uomo sarebbe stata conferita la capacità di scegliere, mentre agli angeli tale diritto sarebbe stato negato. Una tale premessa però è inesatta, proprio perchè – contrariamente a quanto viene affermato nella domanda – non esistono passaggi biblici sui quali costruire un ragionamento di questo tipo. La conclusione della domanda, di per sé, ne è già la prova più evidente: «come è possibile che Lucifero abbia trasgredito, se non poteva esercitare il libero arbitrio?». Se le Scritture parlano però della ribellione di quello che divenne l’avversario di Dio, è conseguentemente logico affermare che egli era in grado di scegliere. Quelle che seguono vogliono essere brevi considerazioni per chiarire meglio il discorso, vedendo rispettivamente la posizione dell’umanità e quella delle schiere angeliche in relazione all’autorità divina.
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Feb 13 2010

Gasteropodi: un dettaglio storico

Scritto da Barbara Venturello, inserito nelle categorie: Attualità

Oggi proponiamo la lettura di un articolo di Emanuela Di Pasqua tratto da Il Corriere Della Sera riaprendo sulle nostre pagine l’eterno dibattito tra evoluzionisti e creazionisti.

MILANO – Sette centimetri, contro le misure di non più di un centimetro fino ad ora osservate nei loro contemporanei: tanto misurano i fossili scoperti da un team di ricercatori francesi, tedeschi, americani e svizzeri. Eppure risalgono a un periodo successivo all’estinzione di massa più catastrofica di tutti i tempi, il Permiano-Triassico, dopo il quale si è sempre parlato di effetto Lilliput, alludendo a un ridimensionamento significativo – dopo questa crisi – degli organismi abitanti il Pianeta.

IL PERMIANO-TRIASSICO – Durante questo periodo geologico, circa il 96 per cento delle specie animali marine si estinse e complessivamente scomparve il 50 per cento delle famiglie animali esistenti. Potrebbe essere stato un episodio di vulcanismo intenso verificatosi circa 250 milioni di anni fa a causare questa ondata distruttiva. Ciò che è certo è che da lì in poi nulla fu più come prima. Pare che piano piano la vita tornò sulla Terra, ma tutto si fece molto più piccolo. Come spiegare l’esistenza dei gasteropodi di taglia forte, più di un milione di anni dopo la grande estinzione di massa (quella che viene chiamata dai paleontologi transizione biotica)?

L’IMPORTANZA DEI GASTEROPODI – Letteralmente significa «animale che striscia sulla pancia»: il gasteropode, pur nel suo aspetto non particolarmente interessante, è in realtà fonte di grande interesse per gli studiosi. I fossili di gasteropodi ritrovati sono cruciali perché questa specie, come i bivalvi, ha una notevole importanza paleoecologica essendo legata a condizioni ambientali ben precise. Ora questa specie gigantesca dello Utah rimette in discussione molte certezze ormai acquisite sull’origine della vita sulla Terra.

Fin qui l’articolo del Corriere.it. Continua la lettura »



             

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Feb 10 2010

Il cuore del Vangelo – Intervista a John MacArthur

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Approfondimenti, Multimedia

Oggi vi proponiamo la nostra recente traduzione di un’intervista al noto teologo John MacArthur, pastore battista americano, nella quale egli tocca argomenti decisamente importanti, quali ad esempio il rapporto tra il cosiddetto «vangelo della prosperità» e l’autentico messaggio biblico, soffermandosi a definire cosa significhi realmente abbracciare il cristianesimo da una prospettiva scritturale. Consigliamo caldamente la visione di questi due video a tutti i nostri visitatori e lettori (in particolar modo la seconda clip per coloro che vogliano conoscere meglio la fede cristiana), nella certezza che le parole di MacArthur non mancheranno di lasciare il segno.

Prima parte:

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Feb 05 2010

Riflessioni sulle dichiarazioni di Veronesi

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

Intervistato a Sky Tg24 Pomeriggio sul rapporto tra scienza e fede, il professor Umberto Veronesi ha affermato come, a suo avviso, queste due aree della vita e della conoscenza umana non possano procedere assieme, bensì esistano in uno stato di reciproca e profonda antitesi. Secondo il parere dell’oncologo, la fede «presuppone di credere ciecamente in qualcosa di rivelato nel passato, una specie di leggenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza il diritto di mettere in dubbio i misteri e dogmi che vanno accettati o, meglio, subiti». Prosegue poi affermando di aver recitato il rosario tutte le sere fino ai 14 anni, decidendo poi di allontanarsi dalla fede, per esaminare successivamente tutte le religioni, ricavando da questo la convinzione secondo la quale «ogni religione esprime il bisogno di una determinata popolazione in quel momento storico».

Nel leggere queste sue affermazioni, credo sia lecito chiedersi se Veronesi stia parlando davvero di fede, oppure non stia piuttosto descrivendo il percorso proposto dalla chiesa che più di ogni altra ha voltato le spalle alla semplicità ed alla potenza del messaggio di Cristo, quella chiesa della quale il capo si fa arrogantemente chiamare con titoli che le Scritture ci dicono essere appannaggio esclusivo di Dio. Il professore cita dogmi, integralismo, costrizione a «subire passivamente», arrivando persino a parlare della sua provenienza da una famiglia religiosissima, e di come lui stesso recitasse il rosario ogni sera. E a fronte di tutto questo, mi è balenata nella mente una domanda: qualcuno si sarà mai preso la briga di spiegargli che il cristianesimo autentico non ha nulla a che spartire con tutto questo? Non faccio fatica a credere che nella sua adolescenza, il professore abbia preso le distanze da una chiesa che cucina ipocrisia e mezze verità, e che pretende che i fedeli le ingurgitino senza fiatare. Pur non conoscendo i trascorsi di Veronesi, posso immaginare che in molti aspetti siano stati comuni a quelli di ciascuno: le incertezze, il profondo bisogno di risposte, lo sbigottimento davanti all’inevitabile, il dolore di sentire scivolare via lentamente ciò in cui, da bambino, credeva fermamente, perchè gli era stato insegnato così. Una fede vissuta nel riflesso altrui.
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Feb 01 2010

Occulto via etere, una riflessione biblica

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

Fin dalla sua istituzione, il sistema dei «bollini televisivi» si è proposto a garanzia della salvaguardia del pubblico minorenne rispetto ai contenuti trasmessi dalle emittenti. Attraverso gli ormai noti colori rosso, giallo e verde, ispirati alle colorazioni delle luci semaforiche, gli utenti possono rapidamente capire se un film o una trasmissione possano essere adatti o meno per la visione da parte dei più piccoli. È un sistema che, essendo nelle mani degli uomini, è pur sempre passibile di errore, ma in generale dovrebbe funzionare: spesso però viene da chiedersi in base a quale criteri venga assegnato, ad un dato programma, un colore piuttosto che un altro. Un esempio attuale che potremmo citare è il telefilm «Le avventure di Merlino», trasmesso in questo periodo da una tra le maggiori emittenti nazionali. La narrazione ruota appunto attorno alla mitica figura del mago Merlino, narrandone la gioventù alla corte dell’allora principe Artù. È una produzione decisamente leggera, con un taglio giovanile, che rispetta sicuramente gli standard di gradimento della fascia a cui è destinato; ma come si possa assegnare ad esso il «bollino verde», visti i contenuti della produzione, rimane un mistero.

Il telefilm, infatti, mostra il ricorso a pratiche occulte (magia generica, stregoneria, negromanzia) come cose assolutamente normali, e anzi, addirittura positive per garantirsi vantaggi di qualche tipo (la riuscita di un’impresa, lo scoprire un determinato segreto, ecc.). Come si può ritenere che una tale pellicola sia visibile dai piccoli in completa autonomia? Possibile che non meriti nemmeno un bollino giallo (e già sarebbe una concessione), di modo che i genitori siano avvertiti della necessità di stare con i propri figli durante la visione? In una società come quella italiana, dove l’occulto rappresenta una vera e propria piaga sociale, come si può pensare che la visione di determinate pellicole sia priva di pericoli? Ovviamente questo è un discorso che possiamo allargare a molti programmi, perchè é sufficiente dedicare un po’ di tempo ad osservare ciò che viene trasmesso nella cosiddetta «fascia protetta» per rendersi conto che molto di ciò che arriva nelle nostre case è un vero e proprio attentato alla sana educazione degli uomini e delle donne del domani, che oggi sono assegnati alle nostre cure.
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Jan 30 2010

Ritratto dell’empio, ritratto del giusto: il ritratto di ognuno

Scritto da Barbara Venturello, inserito nelle categorie: Riflessioni, Testimonianze

Dal libro dei Salmi.
Salmo 14. Salmo 15. (se si usa la versione C.e.i. Salmo 13. Salmo 14)

Tante volte mi chiedo se ancora abbia senso condurre una vita all’insegna dell’onestà e della trasparenza.
E’ difficile.
E’ difficile mediare continuamente tra un alto valore morale e la sensibilità degli interlocutori che, ignari delle norme di Dio, del suo amore e della sua santità non hanno alcun ritegno.
Non c’è giustizia, non c’è compassione, non c’è trasparenza. La calunnia è un’abitudine. Un modo di condurre la vita. Il creare divisioni con lo scopo di dominio sui più è una pratica quotidiana.

Se da un lato il Salmo 14 mi fa comprendere che con le mie sole forze non sono in grado di fare il bene, il Salmo 15 mi dà le motivazioni per continuare a perseverare perché mi assicura che un giorno il Signore farà giustizia. Non devo farmela da sola, ci penserà Lui con i suoi parametri e con i suoi metodi. Io devo solo continuare a lasciare che lo Spirito Santo agisca in me per compiere le opere buone che Dio ha precedentemente preparato affinché io le pratichi.

Caro lettore. Non sto parlando di utopia ma dell’opera reale che Dio compie attraverso il suo Spirito nella vita di tutte le persone che si sono riconosciute mancanti davanti a Lui, hanno accettato il dono di salvezza che è rappresentato dalla morte e resurrezione di Gesù e hanno deciso di eleggerlo come Re nel loro cuore.
Dopo tanti anni di disperazione, rabbia e delusioni io ho chiesto a Dio di prendere le redini della mia vita e ti assicuro che se oggi posso scrivere queste parole è perché la sua opera si è compiuta.

Dio vuole che anche tu possa essere annoverato tra i giusti. Vuole il tuo bene. Vuole darti un avvenire, una speranza e vuole che oggi tu possa condurre una vita ricca di benedizioni. Vuole che tu possa accorgerti che quando sei in difficoltà Lui è lì, pronto a soccorrerti.
Se anche tu lo vuoi, smetti di leggere e ricava ora del tempo per parlare con Lui. Confessagli le tue mancanze ed i tuoi dubbi e certamente il nostro Creatore ti risponderà.

Che Gesù ti benedica.



             

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Jan 27 2010

Il silenzio di Dio

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

A seguito del tragico evento che ha colpito l’isola di Haiti, molte voci si sono alzate per domandarsi il motivo di quella grande sciagura. Un segmento della crosta terrestre ne urta un altro in maniera violenta, e non rimane che contare il numero di vittime, osservando (in maniera silenziosa per alcuni e disperata per altri), ciò che resta dell’opera umana dopo quella catastrofe. Molti si interrogano, domandando con rabbia dove fosse Dio mentre quelle persone morivano, e la solita propaganda atea di quart’ordine cerca di fare «sciacallaggio spirituale» presso le persone, sussurrando alle loro orecchie che se Dio fosse realmente esistente e buono, certo sarebbe intervenuto in quella circostanza. Approfittando del triste momento di riflessione che tali avvenimenti ci propongono in maniera forzata, i nemici della fede strisciano come novelli «serpenti in Eden», nel tentativo di vincere a sé anime che non sanno darsi risposta davanti a quello che potremmo definire «il silenzio di Dio».

Prima di scrivere questo articolo, mi sono fermato più volte a riflettere, perchè spesso – davanti a grandi dolori – il silenzio è di gran lunga migliore, e la semplice (ma mai scontata) compassione, accompagnata dalla preghiera a Dio per chi è nella prova, sono attitudini certamente preferibili rispetto a lunghi discorsi, troppe volte «asettici». Ma al tempo stesso, come poter tacere davanti a coloro che affermano che Dio non si cura delle proprie creature? Come poter ascoltare asserzioni sulla non esistenza di Dio, senza invece offrire ciò che Dio stesso ci comunica attraverso la sua Parola? Ed è per questo motivo che mi ritrovo a scrivere proprio su questo fantomatico «silenzio di Dio», sperando vivamente che da ogni singola parola traspaia il rispetto verso persone che hanno subìto perdite così importanti, e che proprio in questi istanti stanno lottando per sopravvivere.
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Jan 23 2010

Scoprire l’acqua calda

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

È di oggi l’articolo del Corriere.it che riporta le parole dell’attuale pontefice cattolico, ed il suo appello affinché i sacerdoti siano attenti alle nuove tecnologie (la Rete in primis), sfruttandole per predicare il messaggio del Vangelo in quella che è – di fatto – una “grande nazione virtuale“, al quinto posto al mondo per “numero di abitanti“, perlomeno secondo stime recenti. Ed è proprio per questo motivo che ho intitolato queste poche riflessioni con l’espressione “scoprire l’acqua calda“: perché l’utilizzo della Rete per parlare dell’offerta di riconciliazione fatta da Cristo agli uomini, è ormai “prassi comune” per tanti, da diversi anni. È pur vero che la chiesa di Roma è storicamente retrograda in fatto di innovazioni, ma concedere eccessivo spazio a questa notizia, come se si trattasse di una assoluta novità, è certamente svilente per il lavoro dei molti che vi si impegnano.

Ma più che superficiali considerazioni di questo tipo, ciò che mi preme evidenziare è la natura del messaggio che si intende portare: il papa parla della “Parola di Dio”, ma allora sarebbe quantomeno doveroso specificare se con tale espressione si intenda il vero messaggio dell’Evangelo, oppure – come d’altronde il cattolicesimo intende da sempre – si indichi invece il tentativo di proselitismo verso una particolare religione, finalizzato all’ottenimento di un potere maggiore (più seguaci, maggiore influenza – se si è un’istituzione gerarchicizzata).
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Jan 17 2010

Andate a mostrarvi ai sacerdoti

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Approfondimenti

Nel recarsi a Gerusalemme, Gesù passava sui confini della Samaria e della Galilea. Come entrava in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, i quali si fermarono lontano da lui, e alzarono la voce, dicendo: «Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!» Vedutili, egli disse loro: «Andate a mostrarvi ai sacerdoti». E, mentre andavano, furono purificati. Uno di loro vedendo che era purificato, tornò indietro, glorificando Dio ad alta voce; e si gettò ai piedi di Gesù con la faccia a terra, ringraziandolo; ed era un samaritano. Gesù, rispondendo, disse: «I dieci non sono stati tutti purificati? Dove sono gli altri nove? Non si è trovato nessuno che sia tornato per dar gloria a Dio tranne questo straniero?» E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato» (Vangelo di Luca, cap.17 vv.11-19)


Nel suo viaggio verso Gerusalemme, città al di fuori della quale sarebbe morto per pagare il peccato dell’uomo, Gesù passò sul confine tra Samaria e Galilea. In un villaggio, gli si fecero incontro dieci lebbrosi, che invocarono a gran voce il suo aiuto. I dieci chiamano Gesù con l’appellativo di “maestro” (in aramaico “rabbì”, riconoscendo quindi la sua autorità nel campo dell’insegnamento della legge di Dio), ma con ogni probabilità era giunta alle loro orecchie la fama di Gesù come “operatore di miracoli”: se aveva potuto sanare altre infermità, perché non avrebbe potuto aiutare anche questi lebbrosi? Ed ecco quindi che i dieci lo invocano dicendo “abbi pietà di noi”.

È un’espressione che in qualche modo rivela la loro fiducia in quel maestro itinerante, perché normalmente si chiede pietà a qualcuno che ha il potere di gestire una determinata situazione: questi uomini avevano creduto all’autorità che Gesù aveva mostrato sulla malattia, e pertanto gli si rivolgono come colui al quale far riferimento per risolvere il proprio problema.

La lebbra nel pensiero giudaico
Davanti all’uomo nato cieco, i discepoli chiesero a Gesù chi avesse peccato perché l’uomo fosse in quella condizione (“lui, o i suoi genitori?”). Vediamo quindi che nel pensiero ebraico del tempo c’era una certa correlazione tra l’idea della malattia e quella del peccato. Tale concezione derivava da molti passaggi veterotestamentari, nei quali è possibile vedere come davanti all’uomo israelita ci fossero sostanzialmente due strade: la prima, quella che implica fedeltà a Dio, ricca di benedizioni e sicurezze, mentre la seconda – ossia quella dei ribelli alle prescrizioni divine – fatta di stenti, di pericoli, e di malattia.
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Jan 06 2010

Cosa affermano le Scritture sull’eucarestia?

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Multimedia

Il video che proponiamo oggi è una nostra piccola creazione, che intende offrire alcuni spunti di riflessione sul tema dell’«eucarestia»: possiamo trovare sue indicazioni nel contesto biblico? Si tratta davvero di un sacramento che è in grado di elargire grazia, oppure la Bibbia ha qualcos’altro da dirci in proposito? Lungi dal voler fornire una trattazione esaustiva dell’argomento, questo filmato intende sottolineare alcuni aspetti che è possibile approfondire, sia autonomamente che, per quanti lo desiderassero, in sede di commento. Buona visione!



             

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Dec 30 2009

Superstizione in diretta TV

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

«…È inopportuno che il servizio pubblico dedichi trasmissioni agli oroscopi. Il rischio è che si sfrutti la superstizione, la credulità o la paura, in particolare delle categorie di utenti psicologicamente più vulnerabili. La delibera 34 del marzo 2005 dell’Agcom chiede che le trasmissioni di televendita di servizi di astrologia non traggano in inganno il pubblico. Non sarebbe utile estendere tale disposizione a tutte le trasmissioni? Ancor di più quando si tratta di servizio pubblico e in prima serata?»

Con questa dichiarazione, il Consiglio Nazionale degli Utenti ha commentato la scelta del CdA Rai di inserire, nel palinsesto televisivo di Raidue, la puntata speciale de «I fatti vostri» dedicata all’oroscopo per l’anno 2010, regolarmente andata in onda ieri sera nonostante la levata di scudi che è stata fatta contro di essa. Non è la prima volta che ciò accade, ma nonostante un’ampia fetta di utenza si dichiari scontenta della presenza di una tale trasmissione sui canali pubblici, essa continua ad essere proposta, promettendo costantemente che l’anno successivo verrà valutato il malcontento degli utenti prima di stilare il palinsesto. Il CNU ne fa (giustamente, dal suo punto di vista) una questione di carattere prevalentemente sociale, date le pesanti ricadute che la superstizione ha dimostrato (e tutt’ora dimostra) di avere nel nostro Paese, particolarmente vulnerabile sotto questo aspetto rispetto ad altre nazioni. Le stime relative al numero di italiani che ogni anno diventano vittime di sedicenti «operatori dell’occulto» è impressionante, e se da un lato una trasmissione come quella condotta da Paolo Fox non ha certo il fine di nuocere direttamente, c’è comunque da considerare che contribuisce ad alimentare un clima già pesante di suo, «cementando», nella mente di chi presta ascolto, concetti superstiziosi che risultano dannosi a causa dei processi mentali che scatenano.
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Dec 24 2009

Il senso del Natale

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Multimedia

Nell’augurare un sereno periodo di festa a tutti i nostri lettori, desideriamo condividere due video per far riflettere sulla realtà dell’evento natalizio, che sebbene non sia avvenuto nel momento in cui il mondo lo festeggia, è stato l’evento storico di maggior rilevanza, grazie al quale, ancora oggi, è aperta la prospettiva di una vita con un proposito eterno per chiunque accetta il dono che Dio ha voluto fare all’umanità nella persona del suo amato figlio Gesù. Buona visione, e un sincero augurio di un felice Natale.

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Dec 18 2009

Il regalo più prezioso

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Riflessioni

In un periodo così particolare come quello natalizio, mentre il mondo si ammanta di buonismo e si produce in corse disperate all’ultimo acquisto, o all’organizzazione di questo o quell’altro evento, desideriamo invitare ogni lettore ad una pausa – proprio qui, davanti allo schermo. Per i prossimi dieci minuti, non sarete più in ritardo per le compere, non penserete alla scelta tra lo starvene a casa un paio di giorni o andare a sciare, e non vi farete condizionare da spot pubblicitari che vorrebbero farvi credere che in questo periodo potete fare cose impossibili durante il resto dell’anno. Vorrei fare a ciascun lettore una domanda: ti é mai capitato, mentre organizzavi qualcosa di importante, di dimenticarti di un dettaglio essenziale? A me é capitato, sono cose che succedono – tutto é preparato nei minimi particolari, eppure ci siamo scordati di quell’elemento che avrebbe reso tutto perfetto, e che avrebbe fatto la differenza.

Con il Natale non é diverso: si guarda alle meritate ferie (per chi ha la benedizione di poterne godere), al tempo con la famiglia, si pensa ai vari regali da fare ai propri cari, si organizzano pranzi e cene, si ricerca quell’atmosfera che ci fa stare bene, a nostro agio. Tutte cose lecite e buone, ma troppo sovente dimentichiamo un «dettaglio» fondamentale: chi stiamo festeggiando a Natale? Nell’antichità c’era l’usanza, in occasione di grandi festività o di eventi particolari, di scambiarsi doni per manifestare la propria gioia: oggi, i doni arrivano quasi su ordinazione, e stiamo educando le nuove generazioni ad attendere particolari periodi dell’anno solo perché «se fanno i bravi, magari qualcuno gli porta ciò che desiderano». Non manca un pezzo? Dov’é l’evento per il quale manifestare quella gioia a cui accennavo? Nella società odierna, una grande deficienza che mi sento di sottolineare é la mancanza di motivazioni: tutto si fa perché «si deve fare», perché «é tradizione», ma non sono molti quelli che vanno alla radice dei loro gesti. Farai un regalo ad un tuo caro? Bene, ma qual é la tua motivazione? Se questo dono glielo consegnassi tra due settimane, avrebbe lo stesso senso? E se rispondi di no, qual é allora il senso che dai al tuo gesto in questo periodo? Molti esclamerebbero: «Che discorsi sono? Si fa così perché….é Natale!» (tipico esempio di ragionamento circolare, dove non si arriva ad una conclusione). Evidentemente, la risposta é altrove.
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Dec 17 2009

La stele di Eliodoro

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Archeologia biblica

Gerusalemme, 15 dic. – (Adnkronos) – E’ un antico comunicato reale che descrive l’incarico ad un nuovo esattore di tasse. E il suo testo, decifrato dopo che quattro recenti reperti archeologici sono stati riuniti, conferisce una chiara verosimiglianza agli avvenimenti che causarono la rivolta dei Maccabei nel 167-164 a.C. e alla storia di Hanukka. Il significato del comunicato, inviato dal re siro-greco Seleuco IV (187-175 a.C.) ai governanti della Giudea, è emerso quando si è capito che tre frammenti di pietra con iscrizioni, trovati a Tel Maresha di Beit Guvrin tra il 2005 e il 2006, dovevano essere riuniti a un più grande pezzo di stele, donata al Museo d’Israele nel 2007. La ricostituita stele, o tavola inscritta, riporta un testo del re, datato 178 a.C: undici anni prima della rivolta dei Maccabei. La notizia della ricomposta stele di Eliodoro, come è stata ribattezzata dagli archeologi israeliani, è stata annunciata dal quotidiano «Jerusalem Post» citato dal sito on line Israele.net. La stele contiene istruzioni per il suo capo ministro Eliodoro, riguardanti l’incarico, conferito ad un certo Olimpiodoro, di cominciare a raccogliere denaro da tutti i templi della regione, cosa che segnò l’inizio di un periodo negativo nella politica dei seleucidi rispetto all’autonomia ebraica. Quel periodo culminò in una spietata persecuzione da parte dei seleucidi ai danni degli ebrei di Giudea, e nelle misure restrittive per il Tempio del 168-167 a.C., che generarono la rivolta dei Maccabei, come viene ricordato nella storia di Hanukka. I tre pezzi più piccoli, che provengono dalla base della stele, sono stati dissotterrati sotto l’egida dell’Istituto dei seminari archeologici di Ian Stern.
Fonte: Adnkronos.com



             

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Dec 15 2009

Berlusconi aggredito, qualche considerazione

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

Dopo aver letto il titolo di questo articolo, molti lettori si staranno giustamente chiedendo cosa ci faccia un post del genere su un blog come SoloVangelo.it. Desidero soddisfare immediatamente questa curiosità, fornendo una risposta piuttosto semplice al quesito: su queste pagine non abbiamo mai fatto politica (e, a Dio piacendo, ci asterremo anche in futuro da questo), proprio perché non vogliamo distogliere l’attenzione da quello che é il nostro intento principale, ossia presentare tematiche legate al rapporto tra Dio e l’uomo, e commentare fatti di attualità secondo tale ottica. Dunque, se oggi mi appresto a scrivere qualche riga sull’accaduto di due giorni fa, ossia l’aggressione al primo ministro Berlusconi, é perchè ho ravvisato nella vicenda uno spunto di riflessione che ho ritenuto di condividere, e che ancora una volta é segnale della veridicità delle affermazioni che le Sacre Scritture fanno sull’uomo. Non é quindi un articolo di taglio politico, ed in nessuna sua parte verranno affermati concetti «nascosti» o aventi un duplice significato.

Ma andiamo con ordine: un bambino, incuriosito da un formicaio, decide di «armarsi» di lente di ingrandimento per osservare più da vicino i piccoli insetti, calandosi di fatto tra di loro attraverso immagini rese decisamente più apprezzabili e chiare grazie all’ausilio della lente. Se il bambino si facesse però affascinare dalla lente, ed iniziasse ad osservare questo strumento anziché utilizzarlo per analizzare le formiche, non riuscirebbe a comprendere la realtà del formicaio, ossia non potrebbe acquisire maggiori conoscenze su ciò che inizialmente era il suo reale obiettivo.
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Dec 08 2009

L’immacolata concezione: Il Dramma, Il Dogma e il Disastro

Scritto da Barbara Venturello, inserito nelle categorie: Apologetica, Approfondimenti

Con timore di poter offendere la sensibilità di qualcuno, ma spinta dal sincero desiderio di condividere quello che Dio rivela nella sua Parola (la Bibbia), pubblico oggi un articolo, scritto da Richard Bennett nel 2004, il quale fornisce una corretta visione biblica sulla festività che in questo giorno è celebrata dal mondo cristiano-cattolico.
Buona lettura.


Da: http://www.riforma.net/cattolicesimo/cultomaria/immacolata.htm

“L’immacolata concezione”: Il Dramma, il Dogma, e il Disastro
Il mondo cattolico-romano si sta preparando per le celebrazioni che avverranno per commemorare la promulgazione del dogma della “Immacolata Concezione” di Maria ben 150 anni fa. Gli occhi del mondo cattolico si uniscono a quelli del Vaticano per guardare a Lourdes, in Francia. E’ là, infatti, come afferma il Vaticano, che il 25 marzo 1858, Maria apparve ad una giovane contadina, Bernadette Soubirous, annunciando: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Il Papa di allora ritenne così si trattasse di una palese conferma di quanto aveva proclamato quattro anni prima, nel 1854. Già molto è avvenuto e ci si sta preparando al culmine delle celebrazioni, l’8 dicembre 2004. Un intenso culto di Maria è già pratica corrente: “Chiedendo a Maria di pregare per noi, ci riconosciamo poveri peccatori e ci rivolgiamo alla “Madre della misericordia”, alla Tutta Santa. Ci affidiamo a lei “adesso”, nell’oggi delle nostre esistenze. E la nostra fiducia si dilata per consegnare a lei, fin da adesso, “l’ora della nostra morte”[1]. Il motivo di tutto questo entusiasmo e fervore nell’ulteriore diffusione di questo dogma pontificio è che la maggior parte degli altri tradizionali dogmi su Maria, sono fondati sulla dottrina della “Immacolata Concezione”.
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