Jul 05 2007
Coerenza
Tante volte è difficile rimanere coerenti con se stessi, con gli altri e soprattutto con Dio. Oggi mi è capitata una “prova”.
Una persona mi ha informata di un prossimo assentarsi da un programmato incontro di lavoro chiedendomi di non dire agli interessati questo fatto. Dopo dieci minuti (coincidenza?) un’altra persona mi ha chiesto conferma sulla presenza all’incontro di tutti gli invitati.
Che fare? Dire la verità tradendo la fiducia di chi si è confidato con me? Oppure non tradire la parola data dicendo una bugia? In tutti e due i casi, avrei commesso un atto in pieno disaccordo con quanto esposto nella Parola di Dio.
In una frazione di secondo ho dovuto prendere la decisione. E’ stata quella di temporeggiare con una frase di circostanza del tipo: “l’orario, il luogo e la data dell’incontro è chiaro a tutti”.
Ho ritenuto opportuno informare la persona che non vorrà partecipare all’incontro di rendere pubblica la sua posizione per una questione d’ordine e di coerenza additando le motivazioni dell’impedimento. Essa, dopo un attimo di esitazione mi ha permesso di informare l’altra sullo stato delle cose.
E’ poi nata una discussione interessante sulle ragioni di diniego all’incontro. Domani vorrò ritornare sul discorso per poter dare una parola di pace e apportare il mio sano ed onesto contributo affinchè ci sia dialogo tra le persone.
Mi rendo conto che questo spaccato di vita sia poco interessante per voi lettori ma quello che vorrei trasmettere è la difficoltà oggettiva (anche nelle piccole cose) di essere coerenti fino in fondo con quanto si professa.
E’ bellissimo vivere un rapporto con Dio perchè, conoscendo il suo amore ed accentando la grazia della salvezza in Cristo, si sperimenta una relazione unica ed insostituibile con l’unica fonte inesauribile di gioia e vita. Tante volte, alla domenica mattina, si esce dalla chiesa felici e pieni di amore per gli altri ma, passata la sensazione emotiva, quanto siamo capaci di tradurre in pratica quello che sappiamo essere la volontà di Dio?
Come diceva Emiliano qualche tempo fa nel suo post intitolato “impegnarsi”, noi cristiani siamo chiamati a decidere volontariamente di modificare il nostro modo di pensare ed agire. Possiamo decidere di farlo e siamo sicuri di riuscirci ad una sola condizione: mettere da parte i nostri limitati umani ragionamenti e dare spazio allo Spirito Santo di agire in noi affinchè ci sia la possibilità di lasciarci trasformare dall’opera del Signore consci del fatto che tale cambiamento è possibile solo a Lui perchè va oltre ogni sforzo umano.
Che il Signore possa chiamarci a vivere una vita di coerenza e santità crescenti.
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| 7 July 2007, 9:31
Cara Barbara,
sono d’accordo con te su tutto quello che dici, ma vorrei anche riflettere su un’altro aspetto di questa situazione, che come dici tu, potrebbe essere definita “prova” che già in questa parola, evoca qualcosa di negativo, ecco perchè vorrei vedere un altro aspetto.
“difficile rimanere coerenti “, “difficoltà oggettiva (anche nelle piccole cose) di essere coerenti fino in fondo con quanto si professa.”
Queste sono sicuramente verità assolute di situazioni in cui spesso verremo a trovarci, ogni giorno della nostra vita terrena, ed è giusto analizzarle, guardarle bene in faccia e decidere cosa fare.
Ma in tutto questo, non dico che lo stai facendo tu, ma la maggior parte delle persone, anche e sopratutto credenti, io stesso, nel vedere, pensare, guardare sempre e solo questi aspetti di una situazione, e qualificarli in toto come “prova”, senza vedere appunto un altro aspetto, ci fanno inquadrare la mente, la nostra vita e ovviamente le nostre azioni e rapporti con gli altri, spesso e volentieri in maniera negativa.
L’altro aspetto della medaglia che vorrei vedere, che vorrei aiutarci e aiutarvi a vedere, è l’opportunità, l’occasione, la possibilità che queste situazioni, con tutti gli aspetti che possiamo qualificare negativi, ci da per CONOSCERE un’altra volta di più, in modo più profondo, la persona di Dio, la SUA personalità, il SUO carattere, il SUO modo di agire nella nostra vita.
Sto dicendo una cosa banale, già sentita altre volte? Certo, ma il problema è VEDERE l’altra faccia della medaglia, è spesso la nosta natura peccaminosa, continua a farci vedere solo una parte di questa medaglia, influenzando maggiormente tutta la nostra vita.
Già dal primo uomo vediamo questo, già dalla prima situazione in cui Adamo ed Eva si trovano subito dopo il peccato.
“8 Poi udirono la voce di Dio il SIGNORE, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il SIGNORE fra gli alberi del giardino.
9 Dio il SIGNORE chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?»
10 Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto”.
Ma non era lo stesso Dio di prima del peccato? Ma la voce non era sempre la stessa? Certo, chi era cambiato era l’uomo, cambiato dal peccato, cambiato nella sua mente, nei sui pensieri, nel suo modo di vedere e di affrontare le cose.
Oggi è la stessa cosa, anzi peggio, perchè siamo ormai intrisi, pieni, circondati dal peccato e questo ci fa vedere sempre meno DIO.
Ecco perchè è importante vedere un’aspetto della medaglia, ma vedere anche l’altro, che il peccato non ci fa vedere; ecco perchè è importante ricordarlo alla nostra mente, a noi stessi di vedere questo altro aspetto.
Proviamo ad immaginare se potremo vedere in ogni cosa, anche l’altra faccia della medaglia, come cambierebbe la nostra vita.
Facile? No! Dobbiamo decidere noi di vedere l’altra faccia della medaglia, dobbiamo noi volerla vedere, dobbiamo CONOSCERE sempre di più la voce di Dio, dobbiamo conoscere sempre di più che Dio è sempre lo stesso.
Prova aspetto negativo? Anche, ma cerchiamo, impariamo, chiediamo a DIo di farci vedere l’altra parte, scopriremo Lui, scopriremo una parte del Suo carattere, scopriremo e conosceremo di più il Signore; allora? ben vengano queste prove, questi momenti, questi fatti, queste OPPORTUNITA’; a bello, potremmo chiamarle OPPORTUNITA’ e non prove… PROVARE per credere.
| 9 July 2007, 22:24
Vivere.
Tutti i nostri ragionamenti, esperienze, “lati” della medaglia si possono riassumere con una semplice espressione: Vivere in Cristo.
Ti racconto un’altro episodio accaduto la scorsa settimana…
Un giorno, prima della pausa pranzo, una persona mi chiede di andare a pranzo con lei. Questa persona mi chiede di stare con lei solo quando è sola altrimenti non si fa troppi problemi su cosa io faccio o non faccio in pausa pranzo.
La mia reazione? Penso: ” Non vengo con te neppure se piangi in cinese!!! Tu mi cerchi quando ti fa comodo? A me oggi non fa comodo assecondare le tue voglie!”
Dovendo passare in banca, le dico che ho un impegno e che quindi non sono disponibile. Questa persona mi invita a raggiungerla qualora l’impegno in banca non mi avesse portato via troppo tempo.
Nella strada dal lavoro alla banca parlo con il Signore: “No, questa volta non ho voglia di farmi usare. Non mi interessa se è una persona debole, non mi importa se tu mi insegni a non giudicare gli altri. Qui si tratta di un mio diritto: ho il diritto di non farmi calpestare!! O, se lo faccio, voglio farlo in modo eclatante in modo che si sappia che non sono fessa e che sto facendo un atto di pietà verso chi ritengo inferiore!”
Subito il Signore mi porta la mente al passo dove dice ” sarete giudicati nella misura in cui giudicate”. Mi vengono in mente molte situazioni in cui io mi sono comportata male nei confronti degli altri e del perdono dei peccati trovato in Cristo.
Uscita dalla banca, il mio cuore non era più arrabbiato. Avevo deciso di fare la cosa giusta. Di onorare il nome di Gesù. Nessuno l’avrebbe saputo solo Lui ma non importava perchè io lo amo immensamente.
Presi il cellulare e telefonai alla persona che mi aveva invitata dicendole che essendomi sbrigata in tempo utile la stavo per raggiungere.
Essa mi risponse che era già uscita dal bar.
Cambiai strada per andare a mangiare un boccone nei pressi del mio ufficio. Incontrai per caso un’amica nonchè una ragazza che frequenta la mia chiesa. Anche lei stava andando a mangiare. Mi chiede di andare insieme.
Ho lodato il Signore per questo. La sua giustizia è al di sopra di ogni nostra via. La sua benedizione non tarda ad arrivare quando lo mettiamo al primo posto nella nostra vita. Quando scendiamo dal trono del nostro cuore e permettiamo a Gesù di prendere quel posto.
In quello stesso giorno, leggendo la Bibbia, incappai nel racconto del giudice ingiusto (Vangelo di Luca capitolo 18 versetti da 1 a 8). Quel brano parlò al mio cuore, chiesi perdono per tutte le volte che mi ergo a giudice e lodai Dio per la prontezza con la quale rende giustizia.
Le “prove” o le “opportunità” ci sono tutti i giorni. Non sono cose negative perchè ci permettono di Vivere Cristo e comprendere per esperienza cosa vuole Lui da noi. Certo che però una cosa la devo dire: è difficile non seguire la via del male. Occorre proprio fare ciò che ha detto Giovanni il Battista “occorre che Lui cresca ed io diminuisca” (Vangelo di Giovanni capitolo 3 versetto 30).