Uno sguardo al mondo con gli occhi della fede

Dec 31 2007

Buon 2008

In questo ultimo giorno dell’anno, è nostra intenzione augurare un buon anno nuovo a tutti coloro che seguono questo blog.

Un augurio a chi si impegna per il prossimo, a chi spera in un mondo migliore. Un augurio a quelli che sono stanchi delle ingiustizie, a quelli che sospirano davanti al disfacimento di ogni morale. A chi desidera la pace, e guarda al prossimo non come ad un nemico, ma come ad una persona da comprendere. Un augurio a tutti quelli che vorrebbero un mondo senza sofferenza, senza morte, senza separazioni: un mondo dove abbondi la vita in tutte le sue espressioni, e dove le brutture che ogni giorno ascoltiamo o viviamo non siano altro che uno sbiadito ricordo.

Un sincero augurio anche a tutti coloro che, magari nelle difficoltà, aspettano con impazienza il ritorno di Colui che realizzerà tutto questo. Buon 2008!

                                         
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Dec 29 2007

Le cose che il Signore odia

Dal libro dei Proverbi Capitolo 6:

Sei cose odia il Signore,
anzi sette gli sono in abominio:
occhi alteri, lingua bugiarda,
mani che versano sangue innocente,
cuore che trama iniqui progetti,
piedi che corrono rapidi verso il male,
falso testimone che diffonde menzogne
e chi provoca litigi tra fratelli.

Se siamo sinceri con noi stessi, almeno uno di questi aspetti ha fatto parte o fa parte della nostra vita.

Che dire dunque? Il Signore mi odia? Per me non c’è speranza? Attenzione a non confondere mai le azioni che Dio odia con le persone che le commettono.

La Bibbia dice che Dio è amore e che dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata.

Nella lettera che l’apostolo Paolo ha scritto ai Romani, è spiegato chiaramente che tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.

Affermo quindi con certezza che Dio odia il peccato ma ama il peccatore. Tutti noi (indistintamente) siamo peccatori. Nella nostra condizione possiamo comunque accettare il dono di Dio ossia la riconciliazione con Lui che implica la nostra santificazione ed il perdono dei peccati. Questo dono è Cristo Gesù.
Una buona notizia vi reco oggi: Il Signore odia le nostre azioni malvagie ma ama ognuno di noi singolarmente e ha mandato suo Figlio affinchè chiunque crede in Lui sia giustificato, trovi il vero senso della vita ed abbia la salvezza eterna.

                                         
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Dec 28 2007

La voce di Dio

Oggi è stata una giornata molto particolare.
Nonostante il pressante incalzare dei ritmi lavorativi non è mancato il sentire la mano del Signore tesa nei miei riguardi.
Una persona, infatti, mi ha regalato una pergamena contenente dei passi biblici tratti dal libro del profeta Geremia.

Attraverso la lettura di quel testo, ho trovato una risposta chiara ad un interrogativo che ho posto al Signore.

Lo scorcio di vita che condivido con voi è molto personale. Non posso nè voglio scendere nei particolari ma scrivo questo breve post perchè voglio testimoniare ancora una volta la Sua fedeltà, il Suo amore e la Sua presenza costante accanto a quanti abbandonano l’orgoglio e decidono di affidargli la conduzione della propria vita.

Il Signore, con il suo Santo Spirito ci parla in mille modi: attraverso la sua Parola (la Bibbia), direttamente nel nostro cuore quando siamo in preghiera… spesso anche attraverso chi ci circonda o attraverso degli eventi che ci permette di vivere. Continua la lettura »

                                         
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Dec 28 2007

Tradizione

Riporto la definizione etimologica del termine tradizione, con alcune considerazioni:

Tradizione: lat. TRADITIONEM da TRADERE consegnare, trasmettere (v. Tradire). Propr. Consegna; Trasmissione di fatti storici, di dottrine religiose, di leggende passate di età in età, per via orale e senza prova autentica e scritta (dal sito http://www.etimo.it)

Su questa definizione riflettevo qualche giorno fa con mia moglie Barbara, proprio in occasione delle festività natalizie. Quanto si sente parlare di “tradizione“, in questo periodo! La tradizione, per come la vedo io, è certo innocua (oppure perfino utile) se applicata ad alcune aree della nostra vita, ma si trasforma in un vero flagello quando introdotta nell’ambito della fede, perché porta l’uomo a crearsi una norma senza fondamento ma basata sulla consuetudine.

Si fa così – si dice – perché è tradizione, senza specificare le motivazioni di un atteggiamento rispetto ad un altro. Ed ecco che “a Natale si deve essere tutti più buoni“, oppure che “a Natale guai se non fai visita ai parenti“, e così via, ovviamente questo per rimanere all’analisi del solo modus vivendi richiesto (imposto?) da una società sempre più volta all’apparenza – poco importa se poi certi gesti vengano fatti senza trasporto, l’importante è salvare l’esteriore. Ci sono tradizioni più soft, tipo quelle elencate, ed altre decisamente più hard, vedasi molta parte della religiosità ipocrita e frutto di fantasia che appesta quello che invece è un cristianesimo sano, pulito – in una parola, biblico. Continua la lettura »

                                         
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Dec 26 2007

Una parola per oggi…

Dal calendario “Una Parola per Oggi”: Versetto del giorno

Io, Io sono Colui che vi consola (Isaia 54:12)

Ieri tutto il mondo cristiano ha ricordato l’evento che ha segnato la storia; l’incarnazione del Signore Gesù Cristo. Ma, come tutte le festività che lasciano il tempo che trovano, anche questa farà lo stesso, se la Persona che è stata ricordata non ha un posto speciale nella nostra vita.

Il Signore vuole offrirci molto di più, Egli desidera vivere nel nostro cuore non come un bambino indifeso ma come Colui che regna e che dà vita, pace e consolazione.

Ha già realizzato tutto questo, morendo sulla croce, e ora lo offre a ciascuno di noi.
Per la sua violenza e il suo odio, l’uomo incute terrore, ma Dio ci offre liberazione e consolazione.
Se ci affidiamo a Lui e ci fidiamo di Lui, allora l’uomo non potrà più incuterci alcun timore, perchè dalla nostra parte c’è Colui che protegge e consola.

                                         
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Dec 11 2007

Un salmo sulla sofferenza

La maggior parte delle persone è incline a simpatizzare con coloro che sono vittime di sciagure o torti: questo fa parte della vera natura dell’uomo, oggi sepolta nel profondo ma mai completamente vinta, quella natura che “piange con chi è triste, e gioisce con chi esulta“. Nell’empatia che si sviluppa tra un essere umano ed un altro, spesse volte si lasciano correre, considerandoli giustamente “sfoghi”, se tali rimangono, espressioni e frasi che in altri contesti lascerebbero inorriditi.

Quante volte si sentono, da parte di chi è stato privato di un affetto, frasi che inneggiano ad una giustizia sommaria e sbrigativa, all’indirizzo di chi si è macchiato del delitto? E spesso non si può far altro che “comprendere”, chiaramente non nella pratica, un tale sentimento, pur senza giustificarlo – quello strazio e quel dolore profondi che urlano dalle viscere della stessa essenza umana, per affermare il proprio diritto di essere “adeguatamente risarciti” con la stessa moneta che si è ricevuta.

Questa empatia è vera in più ambiti, ed è la tendenza alla comprensione prima, ed all’aiuto poi, per essere quella mano amica che si sporge a soccorrere chi è nel baratro della disperazione. Riflettevo su questa attitudine proprio dopo aver letto l’ennesimo attacco verso i contenuti delle Sacre Scritture: qualcuno, decontestualizzando (e vedremo come) il versetto 9 del Salmo 137, si chiedeva infatti come potesse un Dio buono e giusto chiosare con una frase come quella che cita “Beato chi sbatterà i tuoi figli sulla roccia“. Continua la lettura »

                                         
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Dec 10 2007

Diffusione biblica in Cina

Dal Corriere.it:

PECHINO – Cresce esponenzialmente in Cina la domanda di copie della Bibbia. L’unica casa editrice locale autorizzata a stamparle per quest’anno ne ha realizzato 50 milioni di copie a fronte dei 3 milioni di copie degli anni scorsi. Lo ha confermato Ye Xiaowen, capo dell’Ufficio Affari Religiosi, l’organo statale addetto al controllo delle religioni. In Cina i fedeli cristiani sono in continuo aumento: se ne calcolano ufficialmente quattro milioni di cattolici e 17 milioni di protestanti, ma sarebbero molti di piu’. (Agr)

Fonte originale: clicca qui

                                         
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Dec 01 2007

Contrastando falsi insegnamenti

Leggevo qualche giorno fa, a questo indirizzo, alcune riflessioni che vorrebbero, utilizzando le Sacre Scritture, dimostrare l’equivalenza tra Dio e satana, cercando di arrivare all’orrida conclusione secondo la quale il nostro mondo sarebbe stato creato da un dio malvagio che, addirittura, si traveste da salvatore del genere umano per meglio devastare l’umanità. Invito a leggere l’articolo linkato, per rendersi conto della portata di quanto affermato (nonchè dello stile), prima di proseguire con le riflessioni che mi sono sentito di scrivere dopo la presa visione del post.

E’ indubbia, osservando l’articolo, la grande ignoranza in materia scritturale dell’autore: vediamo infatti l’ampio utilizzo della cosiddetta “versettologia” per trarre conclusioni affrettate, ma soprattutto una attitudine ad analizzare il testo assolutamente errata. Infatti, nel voler estrapolare un certo insegnamento da una qualsivoglia composizione, è necessario avvicinarla nella maniera più neutra possibile, in modo da non visionare l’opera attraverso quelli che sono nostri pregiudizi, bensì “ascoltando ciò che ha da dire”. Dall’introduzione dell’articolo, è evidente che invece ci sia già una idea ben radicata, che verrà usata a mò di lanternino per tentare l’estrazione di quei concetti che invece la Scrittura non esprime – e che da una analisi seria non emergono.

C’è da chiedersi, allora, perchè affrontare il commento di un articolo, se già a priori lo si bolla come “superficiale”, oppure fazioso. E’ presto detto. Ritengo indispensabile, nonchè onesto, esporre, per quanto posso, quelle che sono le realtà scritturali come la Bibbia stessa ce le comunica, zittendo coloro che essa stessa definisce come “falsi maestri”, “ciechi guide di altri ciechi”, la cui fine più ovvia è quella di finire in un fosso. Zittire, sì ma nella speranza che lo Spirito di Dio apra loro gli occhi, e che vedano la grande opera che Dio propone anche a chi gli è stato nemico (e personalmente, in questo senso, direi di poter parlare a ragion veduta). Continua la lettura »

                                         
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