Jan 31 2008
Il patto di Abramo
(1) Dopo questi fatti, la parola del SIGNORE fu rivolta in visione ad Abramo, dicendo: «Non temere, Abramo, io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima». (2) Abramo disse: «Dio, SIGNORE, che mi darai? Poiché io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Eliezer di Damasco». (3) E Abramo soggiunse: «Tu non mi hai dato discendenza; ecco, uno schiavo nato in casa mia sarà mio erede». (4) Allora la parola del SIGNORE gli fu rivolta, dicendo: «Questi non sarà tuo erede; ma colui che nascerà da te sarà tuo erede». (5) Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda il cielo e conta le stelle se le puoi contare». E soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». (6) Egli credette al SIGNORE, che gli contò questo come giustizia. (7) Il SIGNORE gli disse ancora: «Io sono il SIGNORE che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti questo paese, perché tu lo possegga». (8) Abramo chiese: «Dio, SIGNORE, da che cosa posso conoscere che ne avrò il possesso?» (9) Il SIGNORE gli rispose: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un montone di tre anni, una tortora e un piccione». (10) Egli prese tutti questi animali, li divise nel mezzo e pose ciascuna metà di fronte all’altra; ma non divise gli uccelli. (11) Or degli uccelli rapaci calarono sulle bestie morte, ma Abramo li scacciò. (12) Al tramonto del sole, un profondo sonno cadde su Abramo; ed ecco uno spavento, una oscurità profonda cadde su di lui. (13) Il SIGNORE disse ad Abramo: «Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro: saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni; (14) ma io giudicherò la nazione di cui saranno stati servi e, dopo questo, se ne partiranno con grandi ricchezze. (15) Quanto a te, te ne andrai in pace presso i tuoi padri e sarai sepolto dopo una prospera vecchiaia. (16) Alla quarta generazione essi torneranno qua; perché l’iniquità degli Amorei non è giunta finora al colmo». (17) Or come il sole fu tramontato e venne la notte scura, ecco una fornace fumante e una fiamma di fuoco passare in mezzo agli animali divisi. (18) In quel giorno il SIGNORE fece un patto con Abramo, dicendo: «Io do alla tua discendenza questo paese, dal fiume d’Egitto al gran fiume, il fiume Eufrate; (19) i Chenei, i Chenizei, i Cadmonei, (20) gli Ittiti, i Ferezei, i Refei, (21) gli Amorei, i Cananei, i Ghirgasei e i Gebusei.
Ultimamente mi sto dedicando ad uno studio sistematico dell’Antico Testamento, ed approfondendo il passo appena citato, ho scoperto che contiene un aspetto meraviglioso del carattere di Dio, aspetto che ritroviamo in tutta la rivelazione biblica. Il contesto nel quale si colloca questo passo è sicuramente noto, ed il brano proposto la riassume brevemente. Il particolare che mi ha colpito inizia al versetto 8: Abramo, dopo aver ricevuto per l’ennesima volta la conferma della volontà divina di concedergli il possesso della terra promessa, chiede sostanzialmente a Dio una sorta di “segno“. Nonostante la sua fede incrollabile, vuole in qualche modo ricevere una conferma tangibile dell’impegno di Dio. Continua la lettura »



































