Uno sguardo al mondo con gli occhi della fede

Mar 29 2008

Platinette

Strano parlare di un personaggio famoso come Platinette su un blog come questo.
Eppure, coerente con le finalità di SoloVangelo esposte nella sezione “chi siamo”, scrivo il presente “articolo” condividendo quelle che sono le mie sensazioni dopo aver seguito (questa mattina) una trasmissione su Raitre in cui è stato ospite.
Platinette ha parlato della sua presenza alla trasmissione “Amici” facendo magistralmente tacere chi lo ha definito “un prodotto” di Costanzo e De Filippi.

Ha smascherato un sottile tentativo di strumentalizzazione di affermazioni da lui scritte inerenti alle statistiche di ascolto della sua trasmissione radiofonica ed ha apportato commenti personali ed appropriati relativi ad un reality americano in cui personaggi famosi si sottopongono alle terapie di un centro di recupero dalle dipendenze, mettendo in gioco se stessi e le loro famiglie.

Tra i tanti servizi proposti dalla trasmissione di Raitre, hanno mostrato delle riprese di Platinette mentre conduce la consueta trasmissione radiofonica su Radio DJ (trasmissione che non conosco in quanto in onda in un momento della mattinata in cui sono al lavoro).
A voi sembrerà impossibile ma oggi, per la prima volta, ho visto Platinette senza parrucca e senza i vestiti eccentrici che indossa in TV.
Mi è piaciuto moltissimo.
Perfettamente consapevole (come lui stesso ammette) che il suo successo sia anche dovuto all’esuberanza del personaggio, credo che potrebbe benissimo concedersi qualche puntata di “Amici” nelle vesti di Mauro Coruzzi perchè ritengo che Mauro trasmetta un’umanità che a Platinette non è concessa.
Ovviamente, non conoscendolo personalmente, quello che scrivo in questo spazio deve essere letto come mie personali convinzioni basate solo ed unicamente su sensazioni. Continua la lettura »

                                         
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Mar 20 2008

Scienza Incerta

Riporto pari pari un articolo tratto dal sito Evangelici.net

Steven Shapin, professore alla Harvard University, viene intervistato su Tuttoscienze della Stampa, e chiede ai ricercatori un maggiore impegno per comunicare la scienza in maniera efficace: «Parto da un indizio: quando i bambini imparano la scienza dai libri di scuola, vengono convinti che è assolutamente certa. In qualunque area del mondo reale, dal riscaldamento globale agli Ogm, sappiamo che non è affatto così. Ecco perché abbiamo bisogno di una diversa educazione scientifica, che migliori il nostro grado di comprensione sull’inevitabile incertezza del sapere: penso che i metodi della ricerca si dimostrino sempre molto vari e che le sue condizioni siano spesso più complicate di quanto suggerisca il senso comune».

La scienza come qualcosa di incerto, aperta a continui sviluppi, tutt’altro che infallibile: è sicuro, professore, che riuscirà a scalfire con questa verità le granitiche certezze di alcuni suoi colleghi?

                                         
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Mar 16 2008

La fonte della vita

E’ comparso ieri, sul Corriere.it, un breve articolo che riporta alcune delle considerazioni fatte da Giuliano Ferrara in merito al problema dell’aborto, data l’eco che sta avendo in questo periodo la vicenda della città di Genova. L’articolo è visionabile a questo indirizzo.

Tra le varie frasi, una mi ha colpito particolarmente, ossia quella che si riferisce alla problematica de «il collegamento tra la libertà individuale e l’aborto moralmente indifferente». In effetti, tralasciando le casistiche dove effettivamente ci vogliono ben più di due righe per poter risolvere la questione, molte volte i fatti di cronaca ci riportano a vicende di giovani donne che abbandonano i figli (anche se non per reale bisogno economico), oppure che abortiscono in quanto ciò che hanno in grembo è considerato frutto di un “errore“. L’indifferenza morale. Tremenda.

Sul calendario “Una parola per oggi“, proprio ieri era riportato un versetto stupendo, estratto dal Salmo 36. Il versetto 9 recita:

“O Dio, in Te è la fonte della vita”

Ritengo doveroso trascrivere anche la riflessione a corredo di questo versetto, che reputo particolarmente pertinente, e che sicuramente può essere un ottimo soggetto per meditare maggiormente sull’argomento. Essa cita:
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Mar 07 2008

Intervista sui pericoli del Reiki

Martedì 4 aprile è comparsa, sul quotidiano astigiano “La Nuova Provincia” (consultabile on-line a questo indirizzo), una intervista a Enrico Baccella, responsabile della Chiesa Cristiana Evangelica in Asti, in merito alla recente scelta, da parte del reparto oncologico dell’ospedale cittadino, di introdurre nell’iter terapeutico alcune tra le cosiddette “terapie alternative”. Riportiamo a seguito il testo dell’intervista, lasciando il consueto spazio per le eventuali discussioni che potranno emergere.


“Le pratiche di medicina alternativa come il Reiki, nascondono ambiguità insidiose, che possono provocare effetti negativi e pericolosi. Inoltre, come tutte le discipline che hanno radici nelle filosofie orientali, sono assolutamente incompatibili con i principi della fede cristiana.” A mettere in guardia dall’approccio a questo genere di terapie alternative è Enrico Baccella, membro responsabile della Chiesa Cristiana Evangelica di via Parini. Il suo intervento fa eco alla presa di posizione del cappellano dell’ospedale di Asti, don Claudio Sganga, contro l’introduzione, dalla scorsa estate, dei trattamenti Reiki nel reparto di Oncologia, di cui è primario il dottor Franco Testore, per verificare scientificamente il loro impatto sui malati di tumore (ad oggi sono sedici quelli che hanno iniziato la sperimentazione). Nello specifico, si tratta di un presunto metodo di guarigione olistico (che interessa cioè spirito, corpo e mente), di origine giapponese, basato sull’invocazione di energie cosmiche, ritenute sananti, attraverso l’imposizione delle mani in determinate parti del corpo, provocando così vibrazioni e calore dal presunto potere terapeutico e rilassante.
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Mar 05 2008

Strane tesi su Mosé

Secondo quanto riportato in questo articolo, sul Corriere.it, un ricercatore israeliano afferma che Mosé sarebbe stato sotto l’effetto di droghe nella sua permanenza sul Sinai, quando ricevette i dieci comandamenti.

Riporto un breve stralcio dell’articolo, stralcio che intenderebbe confermare la bontà della tesi:

«La Bibbia riporta che le persone udivano dei suoni, e questo è uno dei classici fenomeni col quale si manifestano certe droghe». Molti culti amazzonici utilizzano a scopi rituali l’ayahuasca, un intruglio vegetale, che combinato sintetizza la molecola in questione e provoca degli effetti psicoattivi. La sostanza è ancora usata frequentemente dagli sciamani o stregoni indigeni in Amazzonia. «Anch’io ho avuto delle visioni, che avevano significati religiosi e spirituali», ha detto lo scienziato che afferma di aver testato il miscuglio. Gli effetti psichedelici sono comparabili con la sostanza estratta dalla corteccia dell’albero di acacia. E quest’albero viene menzionato spesso nella Bibbia, dice in conclusione Shannon al Time and Mind Journal of Philosophy.

Peccato che non si tenga conto del fatto che già l’Antico Patto aveva, tra le sue caratteristiche, quella di imporre un comportamento diverso da quello dei popoli cosiddetti “pagani”, e questo riguardava anche l’approccio alle droghe, utilizzate nei culti alle divinità dei popoli circostanti, ma proibite agli israeliti.

Facendo qualche stima basata su quanto la Bibbia ci dice in merito alla grandezza del popolo d’Israele fuggito dall’Egitto, sappiamo che si parla di circa 2 milioni di persone…Come poter imputare dunque alle droghe i prodigi che così tante persone ebbero a vedere e sperimentare?
Come poter non considerare che solo l’intervento divino potè togliere d’impaccio così tante volte un popolo che senza la protezione di Dio non avrebbe potuto sussistere?

Ma tant’è: all’uomo piace inventarsi ogni genere di scusa, anche la più improbabile, pur di non ammettere la sua necessità di riallacciare una relazione sincera con il proprio Creatore.

                                         
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