Uno sguardo al mondo con gli occhi della fede

Jul 05 2008

Ostensione della sindone, il no dei valdesi

TORINO – Il pastore valdese Giuseppe Platone esprime dissenso sulla prossima ostensione della sindone e afferma «che i cristiani non devono arrendersi al prorompente bisogno religioso di toccare, vedere, sentire la divinità; la Parola di Dio, testimoniata nelle Scritture, è sufficiente».

«È una bella notizia, una notizia che aspettavamo. La città è pronta. Certo l’ostensione è innanzitutto un fatto religioso ma è anche un fatto culturale che contribuirà a far conoscere ulteriormente Torino nel mondo». Così il sindaco Sergio Chiamparino ha commentato l’annuncio dato lo scorso 2 giugno da papa Benedetto XVI di una nuova ostensione della sindone, in programma per la primavera del 2010. La spesa preventivata dalle istituzioni locali (Regione Piemonte, Comune e Provincia di Torino) è di 10 milioni di euro: soldi pubblici, versati dai contribuenti – cattolici e non – e utilizzati per finanziare un evento che attirerà nel capoluogo piemontese centinaia di migliaia di pellegrini da tutto il mondo.

Ma non tutti si sono associati al coro di consensi che ha unito gerarchie ecclesiastiche e vertici delle istituzioni locali.

Sul settimanale protestante Riforma (24/08) il pastore valdese di Torino Giuseppe Platone ha scritto: «Ci sentiamo liberi di dissentire come credenti e come cittadini visto che l’operazione Sindone la paghiamo anche noi che cattolici non siamo». Le critiche di Platone investono anche questioni teologiche molto importanti e assai delicate sul piano del dialogo ecumenico. «Come protestanti che non hanno né il culto delle immagini», «né praticano la venerazione di oggetti o reliquie né lucrano indulgenze – ha affermato il pastore valdese – prendiamo distanza da certe pratiche religiose. Dal sangue di san Gennaro al culto di Padre Pio, le cui spoglie mortali sono state riesumate e finemente restaurate a uso dei fedeli, sino al “sacro lenzuolo” di Torino emerge una teologia dell’immagine che intercetta un profondo bisogno di religione».

«Appare, una volta di più – ha aggiunto Platone – l’enorme distanza che ci separa dalla Chiesa di Roma. Al di là della considerazione che il denaro pubblico potrebbe essere meglio investito rispetto all’alimentare queste pratiche devozionali popolari, non credo che i cristiani debbano arrendersi al prorompente bisogno religioso di toccare, vedere, sentire la divinità. Quasi che Dio fosse questione d’immagine. La Parola di Dio da sola, testimoniata nelle Scritture, non è forse sufficiente? L’immagine ha solo un valore pedagogico, didattico. Non mi sembra che l’evangelo vada nella direzione del culto o se si vuole della venerazione di raffigurazioni. Contemplare un ipotetico volto di Cristo, pregare davanti a una reliquia non aggiunge nulla alla fede».

Fonte: http://www.evangelici.net/notizie/1214912294.html

                                         
Vota/condividi questo articolo:

31 Commenti »

  1. #5486. Aldo
    | 10 July 2008, 13:16

    perfettamente d’ accordo con i fratelli Valdesi, come scriveva l’ apostolo Paolo ai Corinzi il Cristo bisogna averlo nel cuore per poi predicarlo ad altri(1 Cor 1,23), non è con queste lenzuola e relique varie che si dimostra di conoscere la verità intorno al Piano di Dio e intorno alla figura del Cristo.
    Ma la cosa più grave è che con questi atti si convince la gente che basta una visita alla sindone per essere Cristiani, insomma niente studio della Bibbia, niente di niente.
    Purtroppo paghiamo il dominio Vaticano ancora una volta.
    Un caro saluto nella pace del Signore.


    Vota il commento:  

  2. #5905. Michele Salcito
    | 31 July 2008, 15:49

    Se qualcuno pensa che gli basti fare una visita alla Sindone per essere cristiano si sbaglia certamente di grosso ma questo è un problema delle persone, non è la Chiesa che ispira questi pensieri.
    Se vi ricordate bene, nell’ultima ostensione del 2000, visti i limitati spazi del duomo, che praticamente era diventato una “galleria” verso la Sindone, nella piazzetta Reale c’era una cappella ove i pellegrini avevano modo di confessarsi. Alla Sindone si va per cercare un Volto, un incontro che ti può cambiare la vita, anche se poi tanti fingono di andare a fare una loro piccola indagine da illuministi. L’ostensione è occasione di conversione, di vedere quanto Dio ha amato il mondo da dare il suo unico Figlio. E noi che facciamo? Ci limitiamo a contare le pagine che abbiamo letto della Bibbia e non ci facciamo leggere il cuore da Dio?


    Vota il commento:  

  3. #5910. Emiliano
    solovangelo.it | 1 August 2008, 0:12

    Il problema sollevato da Michele è, purtroppo, una delle piaghe del cristianesimo all’acqua di rose, ossia ciò che accennava Aldo nel suo commento: non c’è studio delle Scritture e, di conseguenza, non c’è conoscenza della volontà di Dio.

    Riguardo al cercare un volto recandosi all’ostensione, penso basti citare il secondo comandamento: il cattolicesimo, consapevole della propria idolatria per reliquie ed oggetti vari, recita «Non nominare il nome di Dio invano»…personalmente, però, dato che a me interessa il messaggio biblico in quanto Parola di Dio, vorrei citare il secondo comandamento così come scritto nella Bibbia:

    «Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.» (Esodo 20:4-6)

    e ancora, quando Mosè istruisce il popolo israelita in Deuteronomio, leggiamo:

    «Siccome non vedeste nessuna figura il giorno che il SIGNORE vi parlò in Oreb dal fuoco, badate bene a voi stessi, affinché non vi corrompiate e non vi facciate qualche scultura, la rappresentazione di qualche idolo, la figura di un uomo o di una donna, la figura di uno degli animali della terra, la figura di un uccello che vola nei cieli, la figura di una bestia che striscia sul suolo, la figura di un pesce che vive nelle acque sotto la terra; e anche affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto l’esercito celeste, tu non ti senta attratto a prostrarti davanti a quelle cose e a offrire loro un culto, perché quelle sono le cose che il SIGNORE, il tuo Dio, ha lasciato per tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli.»

    Gesù disse: ««Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto.» (Matteo 5:16-18)

    Da questo possiamo capire come ci sia la proibizione divina di farsi rappresentazioni di realtà celesti a scopo di adorazione, il tutto convalidato dalle parole di Cristo stesso.
    Pertanto, l’ostensione non può essere veicolo per il raggiungimento di quel Volto di cui parla Michele, in quanto Dio stesso ha in abominio queste pratiche.


    Vota il commento:  

  4. #5921. Michele Salcito
    | 1 August 2008, 9:24

    Non è certamente da mettere in discussione i paragrafi biblici citati da Emiliano. Pero, sono convinto che la consapevolezza delle sofferenze di Cristo stimolino la persona a fare un autoesame di coscienza. Che la Sindone sia o meno il lenzuolo che avvolse Gesù nel sepolcro importa molto l’archeologia e la scienza ma è meno importante per stimolare le persone ad aprire il cuore alla fede. L’ostensione della Sindone non è un punto di arrivo, come quando si va a idolatrare il proprio idolo allo stadio o ai concerti. L’ostensione è un punto di partenza perché dalla consapevolezza delle sofferenze ben visibili sul telo dell’Uomo crocifisso può nascere la voglia di avviare un serio percorso di ricerca religiosa o di correzione del proprio modo di essere cristiani. Poi, ovviamente per andare avanti ci vorrà logicamente la Parola di Dio ed anche altri “umani” strumenti che ci aiutano nel percorso. Vorrei far notare che proprio perché non abbiamo mai visto messuna persona crocifissa per la strada (e mi auguro che non capiti mai di dover vedere uno spattacolo del genere) non percepiamo la vera realtà della crocifissione. Un esempio tipico lo vediamop negli artisti che hanno dipinto o scolpito un Gesù sulla croce sempre molto lontano dalla realtà della sofferenza nel suo apice. La Sindone ci ricorda invece che è stata molto più dura, che la vita stessa è dura ma lui ha poi vinto la morte. Questa speranza può aprire molti cuori. Ridimensioniamo l’aspetto della ricerca scientifica e non lasciamo che i ricercatori debbano diventre i “tecnici” della Resurrezione e e poi teologi improvvisati da ascoltare. Coloro che vanno all’ostensione della Sindone arrivano dalle più svariate esperienze personali. C’è chi ha sofferto più di altri e chi sta soffrendo molto mentre altri sono nell’agiatezza massima. Per tutti quel Volto può dire qualcosa di importante. Perché cambiare canale? e lasciare che la gente si perda nelle Dynasty?


    Vota il commento:  

  5. #5927. Michele Salcito
    | 1 August 2008, 17:29

    La scultura della rana crocifissa e messa in esposizione al museo di arte moderna di Bolzano e i messaggi pagani che girano nei blogs testimoniano come molta gente sia ben lontana dal conoscere il senso della vita di Cristo.
    Ora, se non sanno vedere il crocifisso e non credono nella sua divinità come potete pensare che certa gente accetti la Bibbia come parola di Dio? Tommaso, prima dovette vedere per credere. Per completare il concetto dianzi esposto, la Sindone fa proprio questo: ti getta davanti con tutta la sua cruda realtà delle sofferenze inenarrabili affinché colui che si ritiene di buona volontà possa mettersi una mano sulla coscienza. E’ più facile credere nella vicenda di Adamo ed Eva o vedere il sangue dell’Uomo della Sindone? Io vedo più facilmente il sangue e i segni della Passione che coincidono con le sofferenze di cui narrano i Vangeli sulla passione di Gesù. Allora, se i Vangeli sono stati veritieri su questo non vedo perché non lo dovrebbero essere per tutto il resto, inclusa la Resurrezione. Non bisogna temere l’ostensione ma l’astensione.


    Vota il commento:  

  6. #5941. Emiliano
    solovangelo.it | 2 August 2008, 11:21

    Caro Michele,
    non posso trovarmi in accordo con quanto hai espresso negli ultimi due commenti, e questo per alcune ragioni che vado a spiegarti.

    Dici che da un punto di vista fideistico non è importante sapere se la sindone sia realmente il lenzuolo che avvolse Gesù, in quanto stimolo per aprire il cuore alla fede. Questo però non può essere vero, perchè ciò che non viene da Dio non può aprire il cuore verso la conoscenza dell’unico vero Dio: è semplicemente superstizione, al pari di coloro che fanno pellegrinaggi verso questa o quella reliquia, sperando di riceverne qualche grazia o concessione particolare.

    Parli poi della necessità che le persone avrebbero di “toccare per credere“, alla maniera di Tommaso. Ma in questo caso il discepolo non dovrebbe rappresentare l’esempio, la norma di riferimento, anche perchè subito dopo viene ripreso dal Maestro. Inoltre, la fede non è certo il prodotto del toccare: a questo proposito voglio citare alcune scritture.

    «Ed egli disse: “Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre,
    perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento”. Abraamo disse: “Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli”.
    Ed egli: “No, padre Abraamo; ma se qualcuno dai morti va a loro, si ravvedranno”.
    Abraamo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscita“».
    » (Lu.16:27-32)

    «Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c’è chi lo annunzi? E come annunzieranno se non sono mandati? Com’è scritto:
    «Quanto sono belli i piedi di quelli che annunziano buone notizie!»
    » (Ro.10:14-15)

    «Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo.» (Ro.10:17)

    «Camminiamo per fede e non per visione» (2Co.5:7)

    Tutti questi passi per chiarire quello che le Scritture affermano sulla fede: essa non è il prodotto del vedere, del toccare, bensì dell’opera di Dio, tramite lo Spirito Santo, nella vita dell’individuo. È indispensabile annunciare la Buona Notizia così come presentata nella Bibbia, perchè solo allora potremo dirci certi che le persone conoscono il consiglio di Dio, e sono quindi libere di accettarlo o respingerlo.

    Ma il coltivare una «fede vaga», basata sulla superstizione e sul feticismo, è qualcosa di anti-scritturale, di contrario alla volontà di Dio. E allora mi chiedo: tali persone, in cosa hanno fede? Se è vero (ed è vero) che non possono aver fede nel Dio biblico, in quanto nella pratica ne travisano i comandamenti e gli insegnamenti, in cosa pongono la propria speranza?

    Le persone che si recano all’ostensione, oppure alla liquefazione del sangue di San Gennaro, o ad altre manifestazioni di tipo «semi-miracolistico» sono persone che necessitano costanti iniezioni di fede, che hanno bisogno di vedere «il sacro manifestato dinanzi a loro». Poco gli importa che la Parola di Dio li dichiari chiaramente idolatri (ma non possono saperlo perchè non conoscono le Scritture), loro hanno necessità dell’evento misterico, del momento estatico, della manifestazione nell’immanenza.

    Ma come abbiamo letto, l’apostolo Paolo dichiara espressamente che «camminiamo per fede, e non per visione». La lettera agli Ebrei riporta un intero capitolo di esempi di fede (cap.11), personaggi biblici che «sperarono contro speranza», affidandosi a Dio, forti di una fiducia salda nell’Eterno.

    Tali personaggi erano davvero poco rassomiglianti a coloro che viaggiano da una reliquia all’altra i quali sono «come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore» (Ef.4:14)


    Vota il commento:  

  7. #5943. Barbara
    solovangelo.it | 2 August 2008, 12:44

    Caro Michele, capisco quello che intendi.
    Umanamente non posso darti torto.
    Viviamo nella società dell’immagine. Mi spiego: internet, TV, cartelli pubblicitari, reportages con foto provocatorie …
    Vedere e toccare significa vero, sicuro, provato.
    Se riuscissimo a fare del nostro vedere e toccare un punto di partenza per l’avvio di un’introspezione sul nostro modo di vivere e di rapportarci agli altri, saremmo sicuramente persone migliori.
    Consapevole che il tuo discorso è ben più ampio di quello che ho espresso, mi permetto di linkare una pagina Web che forse ti rappresenta pienamente: http://www.sindone.org/it/documenti/saldar_chius.htm

    Dietro all’ostensione della Sindone c’è un concetto. Un voler portare le persone ad un incontro personale con Gesù Cristo utilizzando quello che si crede essere uno strumento lasciatoci da Dio.
    Iniziativa certo lodevole ma ti chiedo: veramente Dio vuole questo?

    Il fatto di voler giustificare questa venerazione con i passi dei vangeli che raccontano le scene delle persone che si sono recate al sepolcro mi pare sia una forzatura .
    Ho voluto andare a rileggere i racconti. In particolare sono rimasta colpita dalla lettura del vangelo di Luca (24:1-8).
    “Perché cercate il vivente tra i morti?”
    Tutti e quattro i racconti mettono enfasi sul fatto che Gesù non era lì. Il compito che venne affidato alle donne fu proprio proclamare l’avvenuta resurrezione.
    Le persone che si erano recate al sepolcro con gli aromi non stavano andando a venerare un morto ma a dare una sepoltura degna d’onore alla persona che loro amavano.
    Leggendo i vangeli credo di scorgere l’invito che Gesù rivolge ancora a noi cristiani oggi: andate e predicate queste cose ad ogni persona affinché credendo sia salvata!

    Nel vangelo di Giovanni è scritto che Maria Maddalena, vedendo il sepolcro vuoto si disperò credendo che qualcuno avesse tolto il corpo di Gesù per portarlo chissà dove. Quando Giovanni e Pietro entrarono nel sepolcro videro le fasce per terra ed il sudario piegato a parte. Questi due elementi diedero loro la conferma che le parole di Maria Maddalena erano veritiere. Tornarono dunque a casa. La Bibbia dice che ancora non avevano compreso la Scrittura secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti mettendo ancora una volta enfasi non sul fatto della morte e della rappresentazione della stessa ma sulla risurrezione di Gesù.

    Leggendo il racconto esposto in questo vangelo, verrebbe da pensare che il sudario abbia un qualche valore perché accuratamente riposto (al contrario delle fasce che erano buttate a terra). Però gli apostoli tornarono a casa sconsolati e successivamente (racconti del Libro degli Atti) non vediamo mai l’utilizzo o l’ostensione del lenzuolo a dimostrazione di principi di fede o come elemento sacro che in qualche modo ha il potere di “creare” la fede. Al contrario, si nota che in nessuna parte del Nuovo Testamento è presente un qualsivoglia riferimento al sudario di Cristo o all’utilizzo di oggetti mistici per portare le persone alla consapevolezza di quello che Gesù ha fatto per ciascun uomo.

    Non voglio mettere in dubbio che per alcuni la visita alla sindone possa essere stata un modo di riavvicinarsi alla fede (le vie di Dio sono infatti infinite…), ma questo è comunque molto diverso dal farne una prassi.


    Vota il commento:  

  8. #6056. Michele Salcito
    | 25 August 2008, 15:03

    Cari amici,
    l’incontro personale con Gesù Cristo è fondamentale affinché nasca la fede. Per i teologi è un fatto scontato ma non lo è per la gente comune che si lascia affascinare dalle Veline della televisione. Se l’individuo alla ricerca di Dio non affronta i grandi temi della sofferenza, della morte e del destino del mondo (e non accetterà queste realtà anche sulla propria pelle) non acquisterà mai l’ulmiltà di riconoscere la divinità di Cristo. Il richiamo alla Passione di Gesù (che la SIndone propone chiaramente) mi sembra uno modo semplice e diretto per stimolare l’uomo a rivolgersi verso di Lui, a porgergli la domanda: “Ma sei veramente tu? a cercare il suo Volto. La Sindone è certamente un povero segno ma è proprio dalle pietre scartate dai costruttori che Dio ricava le testate d’angolo. Se voi aveste ragione le chiese sarebbero piene di fedeli ma così non è! Anche nella religione ci vuole innovazione, pur rimandendo all’interno dell’insegnamento evangelico.


    Vota il commento:  

  9. #6062. Emiliano
    solovangelo.it | 29 August 2008, 11:26

    Ciao Michele, grazie per il tuo commento.
    In linea generale concordo con quanto scrivi, è l’incontro personale col Cristo che fa nascere la fede, è la riflessione sul nostro essere ciò che siamo che ci apre le porte a capire la necessità di un Redentore. Eppure, voglio rilanciarti la mia domanda precedente: è possibile che qualcosa che, nel concreto, è in avversione a quanto dichiara la Parola di Dio possa davvero indicare la Via da percorrere?

    Personalmente non lo credo: l’uomo cerca riferimenti tangibili, cerca segni, ma il messaggio biblico lo invita a camminare per fede, che è dimostrazione di realtà che non si vedono e non si toccano. Senza scendere nell’analisi di quel drappo così discusso (datazione, fisionomia della figura, piuttosto distante da quella di un ebreo del 1 d.C., ecc.), continuo a domandarmi come un feticcio possa condurre alla fede. È vero, Dio ricava le testate d’angolo dalle pietre scartate, ma possiamo dire che lo faccia in disaccordo con la Sua stessa Parola?

    E la questione che voglio portare alla tua attenzione è piuttosto evidente, in quanto sotto gli occhi di tutti: il cristianesimo, così come è concepito attualmente presso tantissime località, è diventato la religione del feticcio: il sangue del tal santo, la reliquia di quell’altro, la venerazione di un certo morto piuttosto che di un altro…e molti di quelli che amano “segnarsi” davanti a questi “idoli” sono poi feroci bestemmiatori (sia nelle parole che negli atti) nel loro quotidiano. Il cammino della redenzione è stato reso un discount della grazia a buon mercato, dove chiunque può attingere senza porsi problemi di coerenza e di coscienza. L’idolatrare varie reliquie non porta cioè all’interrogarsi sulla salvezza, sulla realtà del peccato e sulla necessità del Salvatore. Ma è così che deve essere?

    Mi pare evidente di no: te l’ho espresso biblicamente, cercando, nel mio precedente commento, di sottolineare il perchè la venerazione di un pezzo di stoffa sia inammissibile. Piuttosto, ti chiederei di provarmi il contrario basandoti sulla Parola di Dio, che è poi il nostro terreno di confronto quando intendiamo conoscere il consiglio divino su quanto viviamo e sperimentiamo.

    Un caro saluto.


    Vota il commento:  

  10. #6095. Barbara
    solovangelo.it | 1 September 2008, 23:42

    Ciao Michele,
    non avevo intenzione di aggiungere alcunché a questa discussione e mi stavo facendo un giro per il blog prima di spegnere e dedicarmi ad altro quando, nel rileggere il tutto, mi è venuta in mente una cosa:

    Dunque… hai scritto:” se non sanno vedere il crocifisso e non credono nella sua divinità come potete pensare che certa gente accetti la Bibbia come parola di Dio?”
    E ancora, riferendoti alla sindone: “mi sembra uno modo semplice e diretto per stimolare l’uomo a rivolgersi verso di Lui”.

    Credo che in tutti i nostri discorsi abbiamo dimenticato di sottolineare una questione importante: non siamo noi che convinciamo le persone o le “convertiamo”. Questa è l’opera dello Spirito Santo!!!
    Noi siamo tenuti a continuare a sviluppare il nostro rapporto con Dio e a condurre una vita il più possibile “in linea” con i suoi insegnamenti. Siamo tenuti a predicare la Buona Notizia che Dio ama gli uomini e ha mandato Gesù affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna. Siamo chiamati ad amare, ascoltare, incoraggiare, sostenere, pregare, anche per i nostri nemici ma dobbiamo toglierci dalla testa di cercare mille escamotage per convincere la gente!! Sinceramente io non vivo i rapporti con gli altri per poter convincerli di qualcosa. Sono spontanea e amo veramente.

    Non so se da qualche parte ho già scritto della discussione che ho avuto con un mio amico cattolico il quale mi ha detto che le statue dei santi o le raffigurazioni sono state introdotte per poter aiutare la gente semplice ad avvicinarsi a Dio. Sinceramente, più penso a quella affermazione e più mi convinco che non ci sia cosa più sbagliata perché alcuni cristiani, pensando di far bene, hanno voluto trasgredire quello che Dio ci ha comandato per poter essere più attuali e comunicativi verso gli altri ed il risultato è sotto gli occhi di tutti (idolatria, superstizione, concezione del Dio oggetto per esempio: faccio un voto così Dio mi dà una mano in quella faccenda amorosa ecc.)
    Secondo me è come sostituirsi allo Spirito Santo.
    Credo sia una mancanza di fede.
    Se veramente sappiamo e crediamo che la Bibbia è la Parola di Dio, non dovremmo cercare altre vie per condurre le persone a Dio e non dovremmo aver timore di risultare impopolari nel presentare Dio per come Lui ci ha detto di farlo.

    Non so, sto scrivendo di getto e forse risulto “invasata” ai più, però è quello che ho pensato rileggendo i nostri commenti.

    Un fraterno saluto.


    Vota il commento:  

  11. #6124. Michele Salcito
    | 4 September 2008, 11:24

    Vi siete mai chiesti perché una qualsiasi frase del Vangelo ad una persona dica molto e ad un’altra dica quasi niente?
    Perché noi uomini, sebbene abbiamo un codice genetico simile, siamo tutti diversi mentalmente?
    Voi sapete che non esiste un individuo del tutto identico all’altro. Esistono i sosia ma non sono mai completamente uguali.
    Ora, nell’approccio alla fede non possiamo creare una griglia identica per tutti perché i cristiani non sono automi costruiti in serie. Ognuno fa le sue esperienze di vita. C?è chi si è trovato in situazioni famigliari di un certo tipo e chi in altre. Dio parla a ciascuno secondo un linguaggio ed un “dialetto” comprensibile da quella persona.
    Oggi, per il tipo di vita che svolgiamo diventa sempre più difficile ricordarsi di Dio. Dobbiamo trascorrere troppo tempo sul posto di lavoro. Poi ci sono gli impegni di famiglia, il riposo, la spesa, ecc. ecc. Non possiamo, insomma, predicare Cristo porta a porta, come sarebbe necessario fare.
    Credo fermamente che aldilà di tutte le disquisizioni teologiche la Sindone possa essere un ottimo strumento per invitare la gente aguardare in Alto, verso Dio. Se non si instaura quell’incontro, quell’anelito verso Cristo non può nascere la fede. La Sindone è un richiamo alle sofferenze di Gesù e, come tale è uno strumento pastorale. Per avere la Sindone e poi non fare ostensione, tanto vale relegarla in qualche museo. Lasciamo che Cristo parli al cuore della gente… e che la gente apra il suo cuore. Quelle lacrime di persone davanti alla Sindone erano pure crisi isteriche? Non credo. Erano segni di pentimento e di propositi che possono portare alla vera fede.


    Vota il commento:  

  12. #6127. Emiliano
    solovangelo.it | 4 September 2008, 20:12

    Me lo sono chiesto più di una volta, e la risposta, confermata nel tempo, personalmente è stata che c’è poca conoscenza della Bibbia, ed ogni versetto o brano viene considerato a sé stante dalla maggior parte delle persone, invece di considerarlo nell’intero contesto scritturale.

    Ti do ragione quando dici che Dio parla a ciascuno secondo quanto siamo in grado di capire, ma non ti indicherà mai una strada che sia diversa da quanto Egli ha voluto comunicarci nella Sua rivelazione scritta, altrimenti sarebbe come dire che Dio può cadere in contraddizione, il che è semplicemente assurdo.

    Non credo si possano accantonare le “disquisizioni teologiche” per fare del sentimentalismo: la sindone è e rimane un idolo, davanti al quale troppa gente crede di poter ottenere grazia. Ma la parola di Dio è chiara:

    «Siccome non vedeste nessuna figura il giorno che il SIGNORE vi parlò in Oreb dal fuoco, badate bene a voi stessi, affinché non vi corrompiate e non vi facciate qualche scultura, la rappresentazione di qualche idolo, la figura di un uomo o di una donna, la figura di uno degli animali della terra, la figura di un uccello che vola nei cieli, la figura di una bestia che striscia sul suolo, la figura di un pesce che vive nelle acque sotto la terra; e anche affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto l’esercito celeste, tu non ti senta attratto a prostrarti davanti a quelle cose e a offrire loro un culto, perché quelle sono le cose che il SIGNORE, il tuo Dio, ha lasciato per tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli.»


    Vota il commento:  

  13. #6181. Michele Salcito
    | 8 September 2008, 11:25

    Caro Emiliano,
    l’assurdo fa parte della stessa vita di Cristo e dei suoi insegnamenti (“porgi l’altra guancia”, “perdona i nemici”, ecc….). Eliminare l’assurdo significa razionalizzare a nostro modo il pensiero di Dio mentre tale pensiero non è persctutabile da un essere umano. La Sindone non è una ricchezza che la Chiesa espone quando gli conviene. I padroni dell’Ostensione sono i fedeli e coloro che sono alla ricerca di Dio. L’idolo che voi dite non ha una corona in testa; non è nell’agiatezza. Le impronte della sua corona sono ferite di sangue sparso per il bene del’umanità. Altro che idolo. Qui si tratta della massima condivisione di Dio alla condizione umana che, però, vuole offrire Speranza nella certezza che Cristo ha vinto il mondo. Perché la gente dovrebbe essere privata di un messaggio così’ meraviglioso?


    Vota il commento:  

  14. #6197. Emiliano
    solovangelo.it | 8 September 2008, 22:09

    Ciao Michele,
    quanto affermi in merito all’assurdo mi suona davvero male.

    Affermare che gli insegnamenti di Cristo siano “assurdi” dimostra come non li si abbia interiorizzati, e li si ritenga essere dei punti ideali, irrealizzabili, che sono posti soltanto per essere osservati come modello, ma non per essere praticati.
    Dici poi che eliminare l’assurdo significa razionalizzare Dio alla maniera umana: ma se Egli ha voluto lasciarci la Sua Parola, quale strumento intelligibile per capire la Sua volontà, allora sta a noi investigarla, studiarla, uniformarci ad essa.

    Alcuni tra i sinonimi di assurdo sono:

    illogico, irrazionale, irragionevole, insensato, inconcepibile, impossibile, inammissibile, incoerente, incongruente, contraddittorio, incongruo, paradossale, falso, stravagante, sciocco, folle, pazzesco

    e non c’è uno solo di questi termini che io assocerei alla rivelazione biblica, o al cammino cristiano. Non che la Bibbia non parli di “follia“, ma quando lo fa, spiega come il seguire Cristo sia una follia agli occhi dei pagani, degli increduli – e non certo dei credenti. Dobbiamo forse paragonarci a coloro che non conoscono Dio, ma che intendono deriderlo? Non lo credo.

    Se poi la gente pensa di poter pervenire a Dio prostrandosi dinanzi ad un feticcio, io non posso far altro che spiegare la verità del Vangelo, ma oltre a questo, la scelta è personale, e ciascuno verrà chiamato a rispondere del proprio.

    Tuttavia, non c’è escamotage che possa funzionare per affermare che quel lenzuolo sia qualcosa di diverso da un idolo, che alimenta soltanto superstizioni umane: se volessi provare il contrario, dovresti poterlo dire con le Scritture alla mano, ma non è possibile farlo, perché esse condannano esplicitamente quanto stai cercando di difendere.

    Nei brani che ti ho riportato durante tutta la nostra discussione, è chiaro il pensiero divino in merito all’idolatria, ed alla venerazione generale di oggetti che pretendano di raffigurare realtà celesti.

    Il problema è un altro, a mio avviso.
    Se le Sacre Scritture ci informano chiaramente in un senso, quali possono essere i motivi per praticare il contrario? È una domanda che mi sento di porti, per cercare di costruire la discussione in una direzione che sia proficua: spero concorderai che la Bibbia è autorevole in materia di fede in quanto Parola di Dio. Se questo è il punto di partenza, si devono necessariamente tralasciare i pareri personali, ed abbracciare quella che è la volontà di Dio. Ora, se Dio stesso ha tracciato per noi un determinato cammino, chi siamo noi per accantonare un tale percorso per abbracciare nuove norme di fede, nuovi metodi o mezzi, diversi da quelli che Egli ha voluto rivelarci come buoni?


    Vota il commento:  

  15. #6199. Barbara
    solovangelo.it | 8 September 2008, 22:56

    Caro Michele,
    su questo argomento le nostre strade non convergono. Per quel che mi è dato di comprendere, io non accetto la venerazione di un telo o di una statua o di una persona (morta o viva, non importa).
    Mi dispiace. Per me questa è idolatria. Mi dispiace dirlo perché immagino che a te questa frase faccia male eppure è quello che ho avuto modo di riscontrare nella Parola di Dio.
    Con forza voglio però trovare un punto d’incontro tra la mia posizione e la tua …lo trovo.
    Lo trovo nel fatto che io sono umana e non posso permettermi di giudicare la sovranità di Dio nell’agire anche là dove si è chiaramente andati oltre la Scrittura.

    Anche se forse sto per “uscire” dal tema centrale, ho deciso di porti una domanda in merito al tuo ultimo post.

    Cosa intendi quando scrivi che l’ assurdo fa parte della vita di Cristo e dei suoi insegnamenti? Citi alcuni esempi quali l’amare i nemici ed il porgere l’altra guancia.
    Io non li trovo assurdi. Penso siano “estremi” ma non assurdi.
    Gesù ha fatto molti discorsi volti a svelare il senso della legge che era rigidamente e formalmente seguita dal popolo d’Israele senza essere compresa.
    Mi spiego.
    Gli esempi che citi fanno parte di un discorso fatto da Gesù (il famoso sermone sul monte). Precisamente si trovano nel vangelo di Matteo al capitolo 5 versetti da 17 a 48.
    Gesù dice: “Non pensate ch’io sia venuto ad abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento”.
    Dopo aver fatto questa affermazione, inizia con una serie di insegnamenti in cui dice:” avete sentito che fu detto … ma io vi dico…
    egli sta cercando di far comprendere la portata della legge di Dio, il vero significato che non è quello di eseguire alla lettera regole senza capirne la ragione, il senso. Farà comprendere in altre circostanze che l’uomo non può fare questo da solo. Deve affidarsi a Lui.
    Sapendo questo, non trovo assurdo quello che Gesù ha detto e tu?


    Vota il commento:  

  16. #6210. Michele Salcito
    | 9 September 2008, 10:34

    Vista la delicatezza degli argomenti mi riservo di rispondere non frettolosamente, dopo aver soppesato il vostro pensiero, che io rispetto ma vorrei far capire anche il mio nella speranza che possa essere utile ma che, ovviamente, rimane una mia opinione personale.


    Vota il commento:  

  17. #6219. Michele Salcito
    | 9 September 2008, 15:35

    In appendice al mio precedente messaggio vorrei precisare che comunque, visto lo spazio limitato di un blog e visto che è facile, a computer in linea, essere imprecisi o farsi scappare frasi che vengono poi malamente interpretate, dobbiamo cercare di rimanere più vicini possibile al tema in questione.
    E’ giusto proporre la Sindone come rimando alla Passione di Cristo? Io sostengo di sì per tanti motivi.
    Voi invece sostenete che la Bibbia non incoraggia affatto un simile metodo pastorale.
    Il primo motivo per cui sostengo che la Sindone sia un ottimo strumento pastorale è questo:
    sul misterioso Telo di Torino vediamo inequivocabilmente le tracce di un uomo che ha subìto i patimenti della
    - coronazione di spine al capo
    - percosse al volto
    - perforazione del costato destro
    - inchiodamento degli arti
    - flagellazione
    - sepoltura affrettata
    tutte sofferenze che concordano con quelle che i Vangeli ci narrano a proposito della Passione di Cristo. Fin qui tutti daccordo?


    Vota il commento:  

  18. #6223. Emiliano
    solovangelo.it | 9 September 2008, 19:03

    Possiamo essere d’accordo sulle similitudini, tenendo conto comunque che i test con il carbonio 14 datano la sindone tra il 1290 ed il 1360, cosa che già la squalifica da essere il sudario di Cristo. Se a questo aggiungi che la figura impressa sul telo è più rassomigliante ad un’europeo piuttosto che ad un giudeo del 1° secolo, ti puoi già fare un quadro piuttosto nitido della situazione.

    Ripeto, possiamo trovare similitudini, ma affermare con sicurezza che il telo sia quello che ha coperto il corpo di Cristo, quando tutte le prove sono contrarie a tale asserzione, è un’approssimazione che può viziare il proseguo di questa analisi.


    Vota il commento:  

  19. #6225. Barbara
    solovangelo.it | 9 September 2008, 20:37

    Michele scrivi:

    “sul misterioso Telo di Torino vediamo inequivocabilmente le tracce di un uomo che ha subìto i patimenti della
    - coronazione di spine al capo
    - percosse al volto
    - perforazione del costato destro
    - inchiodamento degli arti
    - flagellazione
    - sepoltura affrettata
    tutte sofferenze che concordano con quelle che i Vangeli ci narrano a proposito della Passione di Cristo. Fin qui tutti daccordo?”

    Sì, concordo che si scorge la figura di un uomo che ha subito quello che tu hai detto.


    Vota il commento:  

  20. #6235. Michele Salcito
    | 10 September 2008, 9:06

    Mentre Barbara concorda Emiliano dà una tiepida adesione “Possiamo essere d’accordo sulle similitudini”. Io direi che le copie pittoriche della Sindone siano delle similitudini. Aggianciarsi al discorso del C14 significa andare fuori tema in questo momento. Se sarà necessario arriveremo anche al C14.
    Scusa Emiliano ma io non sto sostenendo che la Sindone sia il vero lenzuolo che avvolse Gesù nel sepolcro. Mi sto semplicemente limitando all’osservazione oggettiva.
    Dire “similitudine” significa che
    - o non si ha avuto modo di esaminare la Sindone nel suo complesso. Però, le fotografie di oggi e i numerosi libri ci danno questa possibilità
    - o, per partito preso, si parte già con l’idea che quella non può essere…..
    Non diamo per scontato cose che non lo sono. Partiamo da ciò che vediamo con i nostri occhi e da quello che il nostro cervellp ci permette di capire.


    Vota il commento:  

  21. #6247. Emiliano
    solovangelo.it | 10 September 2008, 19:27

    Da parte mia, ho usato il termine similitudine in quanto, nel tuo ultimo commento, hai parlato di un generico uomo che ha subito quanto la narrazione evangelica ci racconta di Gesù. Se questo uomo generico non è Cristo, allora gli avvenimenti non possono che essere simili, ossia, non si tratta della stessa vicenda.

    Ad ogni modo, se svilupperai ulteriormente il discorso ti leggerò con interesse.
    A presto,


    Vota il commento:  

  22. #6259. Michele Salcito
    | 11 September 2008, 9:06

    Ok. Il secondo punto fondamentale sul quale concordano i risultati delle ricerche effettuate dagli scienziati che esaminarono la Sindone nel 1978 è
    che non si tratta di un manufatto.
    E’ veramente un tessuto di lino, peraltro, a giudicare dalle flore batteriche e dalle sue caratteristiche, piuttosto antico, che possiede un’immagine umana non replicabile in laboratorio.
    La non riproducibilità dell’Immagine della Sindone riguarda tutto il suo complesso, cioè, con le macchie di sangue, con il corpo intero, nella visione frontale ed anche dorsale.
    Attenzione, quindi, a non cadere nella trappola delle periodiche sensazionalistiche notizie di esperimenti nei quali dicono di aver riprodotto l’Uomo della Sindone perché non è mai vero. Semmai, possono aver individuato un fattore che può aver contribuito alla formazione di detta immagine. Sono comunque esperimenti utili per la ricerca.
    Non essendo il frutto di un apporto pittorico o di qualsiasi altro metodo artistico e non essendo nemmeno il prodotto di una leggera bruciatura (teoria del bronzo riscaldato) gli scienziati sono concordi nell’affermare che
    la Sindone ha avvolto per qualche decina di ore il corpo di un uomo morto. Ma, attenzione! Ho detto “qualche decina di ore” e non di anni o decenni. Ciò significa che l’Uomo della Sindone è scomparso dall’interno dell’avvolgimento sindonico, cosa che non succede ai comuni mortali. Se dovessimo fare una inchiesta medico-legale per scoprire l’identità della vittima, questo lenzuolo contiene molte informazioni utili.
    C’è però un grande quesito che la scienza non sa spiegare. Nell’istante della formazione di tale immagine il lenzuolo non era afflosciato lungo il corpo ma è come se una qualche energia lo avesse alzato lateralmente e lo avesse trasformato in una lastra fotografica perfettamente dritta. Mentre le macchie di sangue si sono formate per contatto diretto con il corpo, l’immagine somatica si è formato come per una irradiazione, come se il corpo si fosse acceso a mo’ di lampadina che emette i suoi raggi luminosi intorno a sé.
    Non vorrei dilungarmi troppo ma se avete modo di controllare qualche testo sulla Sindone potrete riscontrare quanto ho scritto.
    Quindi, nella Sindone non fu avvolto un comune mortale proprio perché non potrebbe lasciare un’impronta del genere, oltre al fatto di svanire senza minimamente alterare le macchie di sangue come succederebbe se staccassimo delle bende o dei teli dalla pelle mentre c’è ancora la crosta in fase di formazione. E se non è Gesù, chi sarebbe ? Qualcuno di voi avrebbe una minima idea?


    Vota il commento:  

  23. #6267. Emiliano
    solovangelo.it | 11 September 2008, 19:49

    Tralascio tutta la spiegazione sulle modalità di impressione dell’immagine, in quanto io non ho mai affermato che il telo sia il risultato dell’opera di un abile contraffattore, e neanche affermo che l’immagine impressa su di essa non sia quella di un corpo. Il mio ragionamento è tutt’altro.

    Ti chiedo la cortesia di seguirmi, anche se apparentemente le righe sottostanti sembrano centrare poco con quanto hai affermato: mi serve un po’ di spazio per introdurre la questione, tirerò le fila del discorso più sotto.

    Dio, fin dall’antichità, proibì di farsi immagini, e questo per due motivi fondamentali: il primo, è che in nessun modo l’uomo può riuscire a rappresentare la complessità e la santità di Dio, e di conseguenza ogni opera sarebbe assolutamente inefficace nel suo tentativo di mostrare ciò che l’uomo non può nemmeno immaginare. Il secondo motivo, è che Dio, conoscendo la fragilità spirituale dell’uomo, sapeva benissimo che, allorché si fossero introdotte immagini atte a rappresentare le realtà celesti, l’uomo sicuramente le avrebbe adorate/venerate, lasciandosi quindi portare via dalla strada corretta della lode (ed a questo proposito ne ho parlato molto nei miei precedenti commenti).

    In effetti, vediamo come tutto l’Antico Testamento sia la dimostrazione pratica, da parte del popolo ebraico, dell’incapacità di seguire la legge di Dio senza contaminarla con culti idolatri (pensiamo al vitello d’oro, per arrivare poi ai culti di Baal ed Astarte, e così via). A causa della sua idolatria, Israele dovette subire ben tre deportazioni: la prima, nel 722 a.C., anno in cui ben dieci tribù israelite su dodici furono portate in Assiria, nazione dalla quale non fecero mai più ritorno. Le altre due, ad opera dei babilonesi, nel 597 a.C. e nel 586 a.C., riguardante le tribù rimanenti. Tutto questo per dire che Dio tratta seriamente il problema dell’idolatria (Geremia ed Ezechiele sono precisi nell’additare questa come causa dello sfacelo del popolo), e sicuramente desidera che il suo popolo se ne astenga.

    Mosè, durante la permanenza nel deserto mentre guidava Israele verso Canaan, dovette farsi un serpente di rame per ordine di Dio, oggetto al quale il popolo doveva guardare se voleva guarire dai morsi dei rettili mandati dal Signore stesso per punirli. Con il passare del tempo, tale serpente divento un oggetto di culto, venerato dal popolo, oggetto attraverso il quale le persone ritenevano di poter ricevere una specie di grazia divina. Quando il re Ezechia, 400 anni dopo (circa) lo distrusse, la Bibbia ci dice che «egli fece ciò che è buono agli occhi del Signore»: ormai quell’oggetto era diventato malvagio, ed aveva assolto il suo scopo. Distruggerlo fu un’azione gradita a Dio.

    Lo stesso Gesù disse di non essere venuto ad abolire la Legge, ed in tal senso, siamo obbligati a pensare che il pensiero di Dio, comunicato ai padri, valga anche per tutte le epoche successive.

    Riassumendo: abbiamo un Dio che comanda determinate cose, e punisce i trasgressori. Il Suo unigenito Figlio ci spiega che i comandamenti del Padre, benché da osservare in un’ottica di grazia, saranno sempre validi. Ora, possibile che Cristo stesso (avendo la mente di Dio), abbia lasciato un oggetto verso il quale si sarebbe ingenerata una vera e propria adorazione? Certo che no.

    Come risolviamo allora il problema? Se non è stata opera di Gesù, di chi è stata? La risposta è piuttosto semplice: chi può desiderare che l’uomo infranga i comandamenti di Dio, se non il suo avversario? La seconda lettera ai Corinzi afferma chiaramente che «anche satana si traveste da angelo di luce», e Pietro rincara ancora la dose dicendo che «il diavolo va come leone ruggente, cercando chi possa divorare».

    Quante false espressioni di fede possiamo contare oggigiorno? Tante, tantissime: le varie reliquie dei santi, le apparizioni mariane, le statue venerate, amuleti benedetti, indumenti consacrati, ecc. ecc.: un telo non è che un elemento in più nella lista.

    Potremmo stare ore a parlare di come l’uomo sia lontano dalla vera adorazione, tanto che pochi oggigiorno possono affermare di conoscere la volontà di Dio, perché in questa pletora di falsi culti, non hanno nessuno che li guidi nello studio delle Scritture.

    Poi c’è da considerare anche la constatazione scientifica che ti ho esposto due commenti fa, ma in questa sede ho preferito prendere la questione dal punto di vista puramente spirituale, che personalmente mi basta ed avanza.

    Attendo comunque tue ulteriori considerazioni.
    Voglia il Signore benedire i tuoi passi.


    Vota il commento:  

  24. #6275. Michele Salcito
    | 12 September 2008, 11:53

    Caro Emiliano, tu scrivi:
    “io non ho mai affermato che il telo sia il risultato dell’opera di un abile contraffattore”
    e condividi l’opinione degli scienziati “e neanche affermo che l’immagine impressa su di essa non sia quella di un corpo hai ammesso, in qualche modo la ragionevolezza della mia introduzione al problema Sindone, ma poi cadi nell’istinto di fuga: “Il mio ragionamento è tutt’altro. Ti chiedo la cortesia di seguirmi, anche se apparentemente le righe sottostanti sembrano centrare poco con quanto hai affermato…..”
    E’ vero che “Dio, fin dall’antichità, proibì di farsi immagini” però, a mio modesto, parere riguardava il fatto che il popolo di Israele si costruiva facilmente idoli così come tutti i popoli di questo mondo. Il peccato non stava tanto in un’innocua immagine in sé ma perché attribuivano (per ignoranza) una personalità spirituale a pezzi di pietra. Oggi, invece, gli idoli per tanta gente sono le star, i soldi e i piaceri, momenti che molti ricercano in modo forsennato, rifiutando la realtà presente. Dio, donatore della vita, giustamente pretende un po’ di attenzione!
    E’ vero che
    “…in nessun modo l’uomo può riuscire a rappresentare la complessità e la santità di Dio, e di conseguenza ogni opera sarebbe assolutamente inefficace nel suo tentativo di mostrare ciò che l’uomo non può nemmeno immaginare”
    ma, oggi, a 150 anni dalle apparizioni mariane di Lourdes, pensando ai grandi frutti spirituali ottenuti in tutti questi anni, sono certo che Dio non dannerebbe mai un povero malato che ha riposto speranza nella Vergine Maria, tramite la raffigurazione di una statua.
    E, per favore, non ditemi che l’apparizione di Maria a Lourdes era un’allucinazione diabolica.
    Dire che “il pensiero di Dio, comunicato ai padri, valga anche per tutte le epoche successive” è giusto ma tale pensiero necessità della più precisa interpretazione alla luce della fede e della nostra cultura di oggi, che è cresciuta in tutti questi secoli.
    Poi poni il quesito: “Ora, possibile che Cristo stesso (avendo la mente di Dio), abbia lasciato un oggetto verso il quale si sarebbe ingenerata una vera e propria adorazione? Certo che no.”
    E invece sì, nel senso che l’uomo è libero di scegliere. Gli sono offerti degli strumenti, poi è sempre l’uomo che deve decidere di utilizzarli bene o male. Se si utilizza male la Sindone si può incappare al massimo nell’errore di scrivere preghiere come quella che girava negli anni ’30 e che diceva più o meno così: “Santa Sindone prega per noi”. Potrebbe mai pregare un lenzuolo?
    Oggi, che invece la Sindone è ben conosciuta e si sa che porta l’immagine dell’Uomo Crocifisso non trovo altri pericoli se non la possibilità di strani slogan che non farebbero male a una mosca.
    Teniamo anche presente che l’immagine dell’Uomo della Sindone non è stata fatta dall’uomo! Non è un idolo costruito.
    Teniamo anche presente che l’idolo è tutto ciò che non è Dio ma se io tramite il Santo Volto dell’Uomo della Sindone prego Gesù non sto pregando un altro e quindi dove starebbe il peccato di idolatria?


    Vota il commento:  

  25. #6290. Emiliano
    solovangelo.it | 13 September 2008, 12:18

    Ciao Michele,
    grazie ancora per il tuo commento, e della possibilità di proseguire nella discussione.

    Dunque, andiamo con ordine: no, nella mia apertura non stavo affatto avvalorando il tuo ragionamento, ma semplicemente constatando, ma non hai colto, che la figura impressa è sicuramente quella di un uomo, ossia, sicuramente non è contraffatta in senso di produzione. Non ho affermato neanche per un istante che si tratti di Cristo.

    La questione dell’idolatria di Israele non è isolata, e ritengo sia da ingenui pensare che oggi gli “idoli” siano solo le star, il potere, ecc. ecc.. “Idoli” sono anche i vari feticci religiosi che la gente porta con se, o davanti ai quali si inginocchia per ottenere (credono loro) grazie particolari. Pensiamo ad esempio al cadavere di padre Pio, all’ampolla col sangue di s. Gennaro, ai vari crani di s. Paolo sparsi per il mondo (neanche fosse stato pluricefalo…), ai santuari sparsi per il mondo (come se Dio fosse confinato in essi)…vado avanti? La lista è molto più lunga di questa, e questo solo se vogliamo restare all’interno del cattolicesimo: prendendo in esame altri culti, l’elenco diventa gigantesco: no, l’idolatria non è un qualcosa di antico, che oggi non ha più risvolti spirituali, bensì è qualcosa di assolutamente vivo e presente, ed ahimè, fa vittime in continuazione tra i “superstiziosi”.

    Poi mi tocca affermare a gran voce, prendendo il fiato che mi è possibile, che a mio avviso, ma con il supporto delle Sacre Scritture, posso affermare senza ombra di dubbio che le apparizioni mariane sono il frutto di attività diabolica: pensaci bene, come definiresti un essere che pretende di essere chiamato redentrice, salvatrice, mediatrice della grazia divina, ma non è Cristo? La Bibbia è chiara:

    «Esiste un solo mediatore tra Dio e l’uomo: Cristo Gesù uomo, che ha dato sé stesso come prezzo di riscatto per tutti»

    Un essere che non è ciò che dice di essere: Maria nata senza peccato? Ma la Bibbia dice:

    «Tutti hanno peccato, e sono privi della gloria di Dio» (Ro.3:23)

    Tutti, Maria inclusa: ella non è stata scelta per il suoi meriti, perchè davanti a Dio nessuno ha meriti. È stata scelta per la grazia di Dio, ed ella stessa adesso non è vivente, non è ascesa a nessun luogo, ma riposa come tutti i mortali in attesa della resurrezione, alla quale riceverà il suo premio come tutti i facenti parte del popolo di Dio.

    Inoltre: tu dici che “sei sicuro che Dio non dannerebbe mai, ecc. ecc.“. Ed io ti domando: in base a cosa ne sei sicuro? In base ai tuoi ragionamenti oppure in base alla Parola di Dio? Tutto quello che hai esposto finora arriva da opinioni personali, oppure dal sicuro terreno delle Sacre Scritture? In altre parole, ritieni che Dio abbia una Sua volontà da seguire, oppure pensi di poterla scavalcare con opinioni che, seppur rispettabili come tutte le opinioni, provengono dalla tua interpretazione della verità?

    Io so che Dio non dannerebbe la vecchietta che va dietro alle favole mariane se ella non ha mai sentito il vero Vangelo ,e va dietro a ciò che altri le hanno insegnato. Davanti però ad una persona consapevole, Dio richiede coerenza. L’apostolo Paolo dice infatti:

    «Infatti, tutti coloro che hanno peccato senza legge periranno pure senza legge; e tutti coloro che hanno peccato avendo la legge saranno giudicati in base a quella legge;
    perché non quelli che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che l’osservano saranno giustificati. Infatti quando degli stranieri, che non hanno legge, adempiono per natura le cose richieste dalla legge, essi, che non hanno legge, sono legge a sé stessi; essi dimostrano che quanto la legge comanda è scritto nei loro cuori, perché la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche si scusano a vicenda. Tutto ciò si vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo.» (Ro.1:12-16)

    E questa non è una mia opinione, è quanto riportato dalla Parola di Dio, che Egli ha voluto comunicarci affinché conosciamo cosa sia la nostra fede, e non siamo quindi vittime dell’adesione ad un generico culto basato sui pareri. Se arrivi a dire che il pensiero divino debba essere interpretato secondo lo spirito del tempo, vuol dire che la Parola di Dio è soggetta a cambiamento, ma questo è impossibile, perchè Dio è:

    «il Padre degli astri luminosi presso il quale non c’è variazione né ombra di mutamento» (Giac.1:17)

    E vedi attorno a te il disastro di “adattare al nostro pensiero” la Parola di Dio! Vi sono “credenti” che accettano come prassi degli abomini che la Bibbia condanna. Possibile che questo non importi? O, forse, i più gradiscono far finta di niente, e tirare avanti come desiderano loro, anzichè secondo quanto desidera Dio?

    Poi, l’uomo è certo libero di scegliere, ma Dio non lo tenta mettendogli davanti degli idoli per vedere se cade! Ma stiamo scherzando?! Sempre nella lettera dell’apostolo Giacomo, leggiamo:

    «Nessuno, quand’è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno; invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce.» (Giac.1:13-14)

    Capisci? Il problema proviene dall’interno dell’uomo, dal suo essere guastato dal peccato: egli è il responsabile delle proprie cadute, perchè in principio si è allontanato dalla Legge di Dio, ed ha peccato contro il proprio Creatore. Dio vuole la liberazione spirituale delle proprie creature, affinché diventino Sue figlie a tutti gli effetti: certo Dio permette che siamo provati, ma Egli stesso non muove la Sua mano contro di noi!

    La sindone non rappresenta l’uomo crocifisso, ma un uomo crocifisso. E la differenza è abissale. Non hai alcuna certezza che sia Cristo, per il semplice fatto che se ti basi sulla “straordinarietà” dell’evento, rischi di farti sviare dalle macchinazioni di satana, che ti vuole lontano da Dio e si inventa ogni artificio per riuscire nel suo intento, compreso l’imprimere su un telo un’immagine da idolatrare.
    Ignori che satana sia il «principe di questo mondo», e che egli ha il potere di influenzare coloro che non sono stati lavati dal sangue di Cristo?

    Ed in ultimo (scusa se mi sono dilungato così tanto), ti spiego dove sta il peccato di idolatria. Tu dici: “se io tramite il Santo Volto dell’Uomo della Sindone prego Gesù non sto pregando un altro e quindi dove starebbe il peccato di idolatria?

    Ma se avessi letto meglio il passo di Deuteronomio che ti ho citato, vedresti che Aronne non fece il vitello d’oro per venerare altri dèi, ma per venerare l’Unico Dio! E questa fu considerata idolatria, e punita severamente.

    Continuo a pregare per te: possa il Signore benedirti nel tuo cammino.


    Vota il commento:  

  26. #6303. Barbara
    solovangelo.it | 14 September 2008, 20:30

    Ciao Michele, nel leggere Emiliano, noto come lui abbia fatto delle affermazioni talvolta forti e forse irriverenti verso la tua fede.
    Si è certamente sforzato di parlare non secondo il proprio parere ma alla luce di quanto legge sulla Bibbia.
    Inutile dire che sono d’accordo con lui anche se tante volte trovo i suoi interventi poco delicati.
    Ma…. nell’ottica di un dialogo, trovo giusto non solo rispondere alle domande o alle affermazioni del nostro interlocutore (che, in questo caso, sei tu) ma dare modo ad esso di esporre in modo totale il proprio pensiero.
    Non potendo aggiungere nulla di nuovo alla discussione, credo sia doveroso concederti spazio e mi permetto di porgerti delle domande affinché nel rispondere tu possa avvallare il tuo credo.

    Nella preghiera che è riportata a questo link (di cui ho già fatto precedentemente menzione), a proposito della Sindone si legge:

    Sii benedetto, Signore,
    perché ci hai donato nella Sindone
    il segno del tuo amore.
    Sii benedetto perché
    ci hai chiamato a venerarla.

    Noi ci impegniamo
    a ricambiare il tuo amore
    nella fedeltà al Padre
    e ai nostri fratelli,
    e ci affidiamo per questo a Maria
    tua madre
    che ti guardò crocifisso
    mentre una spada le trafiggeva l’anima
    e ora ti contempla nel Regno
    luminoso della gloria
    a cui noi pure speriamo di giungere.
    Amen.

    Cattedrale di Torino – 14 Giugno 1998

    Dal dizionario etimologico della lingua italiana (www.etimo.it):

    Venerare:

    Fare onore con riverente ed amorosa osservanza… meno di Adorare ma più di Riverire.

    Venerabile:

    Che può essere e quindi Degno di essere venerato. In forza del sostantivo, dicesi nella Chiesa per antonomasia l’Ostia consacrata esposta all’adorazione dei credenti…

    In base a cosa si dice che questo lenzuolo ci è stato dato da Dio per la venerazione?
    Esiste il concetto di venerazione di cose o persone nella Bibbia? Dove?

    Sempre secondo la preghiera, impegnandoci a ricambiare l’amore di Gesù, ci affidiamo a Maria.
    Dove trovo nella Bibbia l’indicazione di affidarmi a Maria?

    Sempre in base alla preghiera: Maria ora contempla Gesù nel Regno
    luminoso della gloria a cui noi pure speriamo di giungere.
    Perché noi speriamo di giungere a questo Regno quando la scrittura ci dice che se accettiamo la grazia (immeritato dono) di Dio ossia Gesù quale nostro Signore e Salvatore, siamo certi di avere la salvezza?

    Estratto da “Rivelazioni Mariane”:
    Dio dice agli uomini:

    “…MARIA, IL MIO POLO PRIMIGENIO DEL CUORE si manifesta negli spazi della Mia creazione sempre laddove la SANTITÀ E LA PUREZZA DEL MIO AMORE ETERNO si deve rivelare affinché le creature del creato si rendano conto che al di sopra di tutti i cieli per così dire fluttua la maestosità dell’Amore Eterno, LA REGINA DELL’AMORE. Infatti, al tempo in cui IO DIO E SIGNORE fino alla mia NASCITA COME GESÙ ero il DIO invisibile, tutto ciò che era spirito doveva però essere in grado di percepire la parte PIÙ INTRINSECA DELL’AMORE e ciò avvenne e avverrà per sempre nei secoli dei secoli tramite MARIA, sempre quando è la MIA VOLONTÀ e se lo ritengo necessario mediante la VIRTÙ PRIMA DEL MIO CUORE DI PADRE DIVINO e cioè la PIÙ SOMMAMENTE SANTA parte di ME e al contempo la PIÙ SENSIBILE: Maria….”

    Posso credere che sia veramente il Dio della Bibbia a fare tale affermazioni quando nella Bibbia non trovo neppure un passo che avvalla quanto sopra anzi, nella lettera che Paolo scrive ai Galati dice:
    “Mi meraviglio che così presto voi passiate, da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo.
    Ché poi non c’è un altro vangelo; però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.
    Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia anatema.
    Come abbiamo già detto, lo ripeto di nuovo anche adesso: se qualcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema.”

    Qual era il vangelo di Paolo? Contemplava la Regina Dell’Amore quale tramite utile a percepire la parte più intrinseca dell’amore di Dio?

    Grazie fin d’ora delle risposte.
    Mi impegno a non ribattere a quanto andrai ad esporre.

    Un fraterno saluto.
    Barbara


    Vota il commento:  

  27. #6326. Michele Salcito
    | 16 September 2008, 12:32

    A Emiliano
    mi sembrava che si fosse capito che avevo inteso la tua condivisione nel fatto che dentro la Sindone vi fu un uomo ma non ho affatto detto che pensi che vi sia stato Gesù.
    Ora, se l’interpretazione delle frasi è così “larga” mi trovo veramente contro un muro di gomma.
    Dobbiamo stare attenti a non islamizzare le Sacre Scitture.
    Parola di Dio? Certamente! ma con sale nella zucca.
    Non mi sembra logico deviare il discorso dalla Sindone. Di questo passo non finiremo mai un discorso.


    Vota il commento:  

  28. #6346. Emiliano
    solovangelo.it | 16 September 2008, 21:02

    Usi il termine “islamizzare” in accezione negativa, ma almeno per quanto riguarda l’applicazione del proprio credo i musulmani si dimostrano ben più zelanti e coerenti di chi intende fare quello che vuole mascherandosi dietro una facciata di religiosità (leggasi “cattolicesimo“).

    Se la Bibbia è Parola di Dio, accettala, altrimenti rifiutala: non ci sono mezze misure nel seguire Dio. Posso affermare di seguire l’Eterno facendo il contrario di quanto mi richiede? No, non è possibile. O lo seguo, o non lo seguo.

    E questo è quanto di più affine alla nostra discussione, non sto affatto deviando da essa: se la Parola di Dio mi proibisce esplicitamente la venerazione di alcunché (e lo fa per il mio bene), non vedo perché dovrei fare diversamente. Per chi osserva invece costumi degni del paganesimo, capisco perfettamente che la Bibbia rappresenti la più classica delle “spine nel fianco“.

    Piuttosto, direi che nei tuoi ultimi commenti ti ho visto circumnavigare molto il problema: ti ho esposto una buona fetta di quanto le Scritture asseriscono, ma non ho visto risposte concrete che arrivino dallo stesso terreno. Tante congetture, e richiami ad una moderazione del tutto fuori luogo, in quanto avrebbe l’effetto di sottomettere la volontà divina alla nostra.

    Gradirei invece che potessimo spostare il nostro dire sull’argomento centrale del discorso, che poi è quello che ha fatto scaturire l’articolo: la liceità o illiceità del telo sindonico.


    Vota il commento:  

  29. #6371. Michele Salcito
    | 17 September 2008, 11:10

    Il termine “islamizzare” richiederebbe troppo spazio e tempo per essere ben spiegato. Ho il massimo rispetto per tutte le religioni e quindi non è un verbo inteso negativamente.
    A questo punto, per tornare sulla strada maestra, direi di rallentare la velocità di questo dibattito in modo che vi sia meno approssimazizone e superficialità nell’espressione di certi concetti (io per primo!).
    Per parte mia riprenderò il discorso settimanalmente perché dobbiamo guardare ciò che ci unisce e non ciò che ci divide. Quindi, ogni vostra riflessione troverà riscontro adeguatamente ma nei tempi necessari.


    Vota il commento:  

  30. #12864. Emiliano
    solovangelo.it | 31 October 2008, 20:48

    A distanza di più di un mese dall’ultimo commento, chiedo a Michele se ancora desidera proseguire (e se pertanto possiamo continuare laddove abbiamo sospeso), oppure possiamo considerare esaurita la discussione.

    Grazie.


    Vota il commento:  

  31. #15553. Michele Salcito
    xoomer.alice.it/misalcit | 8 November 2008, 19:25

    Certo Emiliano
    si può continuare ma sulla domanda se sia lecito o illecito ostendere la Sindone la risposta è presto trovata.
    L’Italia è un paese moderno ove:
    - si arrestano coloro che incendiano le moschee
    - si criticano giustamente coloro che non vorrebbero la beatificazione di Pio XII
    - si lasciano sfilare coloro che vivono la sessualità in maniera diversa da ciò che la religione ritiene lecito, ecc. ecc.
    Quindi,
    dal punto di vista sociale è indubbiamente giusto che la Chiesa Cattolica possa esporre una tela importante come la Sindone.
    Dal punto di vista religioso, così come si lascia che minoranze e addirittura sette come quella di Damanhur possano convivere nel variegato mondo interculturale di questo paese e possano avere loro adepti che regolarmente eseguono massaggi, lettura della mano ecc. ecc. come tutti gli altri professionisti, non si può privare la gente di credere nella possibilità che la Sindone sia quella tela che avvolse il Cristo nel sepolcro e non si può censurare la Chiesa Cattolica chiedendole di non utilizzare la Sindone per fini pastorali.
    Tutto qui.
    Grazie per lo spazio che mi avete concesso. Un saluto.


    Vota il commento:  

Feed RSS per i commenti a questo post.

URL per trackback

Lasciate un vostro commento

XHTML: È possibile utilizzare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Tastiera ebraica: utilizzare la tastiera seguente per inserire caratteri dell'alfabeto ebraico

Tastiera greca: utilizzare la tastiera seguente per inserire caratteri dell'alfabeto greco

SoloVangelo - powered by WordPress.org
Tema creato da Emiliano Musso

Creative Commons License
SoloVangelo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. SoloVangelo non ha alcuna finalità di lucro


Amministrazione sito