Aug
31
2008
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Gli spiriti non dimenticano – V.Zucconi, Ed. Mondadori Vittorio Zucconi è un giornalista modenese che vive e lavora negli States, scrive per il giornale “La Stampa”. Con “Gli spiriti non dimenticano” ha ricostruito la vita di Cavallo Pazzo, il guerriero Lakota che insieme ad altri fu protagonista della resistenza indiana contro la squallida, barbara ed ipocrita invasione dei bianchi fino ad arrivare, nel 1876, a sconfiggere il 7° Cavalleggeri del celeberrimo generale Custer a Little Bighorn.
E’ un libro che mi è stato prestato da un ragazzo innamorato della cultura degli Indiani d’America e della loro concezione della spiritualità. |
L’ho voluto leggere per poter comprendere a fondo il mio interlocutore: in cosa crede e perché è arrivato a certe conclusioni.
Visti la mia completa ignoranza circa la storia americana e la mancanza di interesse verso l’argomento “America”, ho iniziato la lettura sperando di riuscire ad apprezzare la storia narrata dall’autore.
Ma dopo le prime 15 pagine mi sono completamente appassionata all’argomento e mi sono immedesimata nella struggente e meravigliosa storia di un popolo “selvaggio” che ha dovuto subire l’invasione ed il genocidio perpetrati dalle cosiddette popolazioni del mondo “civile” ed “evoluto”. Continua la lettura »
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Aug
18
2008
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Articolo del 17 u.s. di Frattini Davide tratto da Il Corriere Della Sera:
GERUSALEMME – Geremia e la sua disperazione finiscono in fondo a una vecchia cisterna piena di fango. I notabili di Gerusalemme temono che i suoi annunci di sventura demoralizzino i soldati, durante l’ assedio babilonese alla città. Il profeta minaccia una punizione, se il popolo non tornerà a rispettare l’ alleanza con Dio. |
I ministri del regno di Giuda vorrebbero zittire la propaganda negativa: cospirano per eliminarlo, fanno pressioni sul re. Un astuccio ritrovato a Gerusalemme, negli scavi alla Città di Davide, porta impresso su un sigillo il nome di uno di loro, Gedalyakhu Ben Pashur (Godolia, figlio di Pascùr), che Geremia cita assieme a quello di Yehukual ben Shelemyahu (Iucàl, figlio di Selemia). I due ministri – racconta il profeta – cercarono di convincere il re Sedecia a giustiziarlo, perché esortava la città sotto assedio ad arrendersi. «Sefatià figlio di Mattàn, Godolia figlio di Pascùr, Iucàl figlio di Selemia e Pascùr figlio di Malchia udirono queste parole che Geremia rivolgeva a tutto il popolo: “Dice il Signore: Chi rimane in questa città morirà di spada, di fame e di peste, mentre chi passerà ai Caldei vivrà: per lui la sua vita sarà come bottino e vivrà. Dice il Signore: Certo questa città sarà data in mano all’ esercito del re di Babilonia che la prenderà”». Tre anni fa, un altro sigillo – appartenente a Yehukual ben Shelemyahu – era stato trovato nella stessa zona, tra i resti della distruzione del primo Tempio. «Solo raramente gli archeologi – commenta Eilat Mazar, docente all’ università di Gerusalemme e direttrice degli scavi – si imbattono in ritrovamenti che hanno legami così concreti con figure storiche significative e che permettono di riportare in vita quello che succede nel Vecchio Testamento». I sigilli misurano un centimetro di diametro. Nell’ astuccio, sono conservate lettere in antico ebraico, ancora leggibili. Non è la prima volta che nell’ area della Città di Davide, vengono scoperti sigilli con nomi e riferimenti biblici. Nel 1982, l’ archeologo Yigal Shilo aveva recuperato la bolla di Gemayahau ben Shaphan, citato come ministro e scriba durante il governo di Ioiachin, terzo figlio di Giosia. È proprio sotto la guida di Giosia, che il regno prospera. La pace del periodo è offuscata dalle visioni negative di Geremia, che predica tra il 622 fino a oltre il 587 a.C. Il piccolo regno di Giuda è coinvolto nel gioco delle grandi potenze (Egitto, Assiria, Babilonia). Geremia annuncia un’ invasione, i babilonesi guidati da Nabucodonosor, e consiglia di sottomettersi al loro potere, invece che cercare un’ alleanza con gli egiziani. Dopo la caduta di Gerusalemme, resta in quella che è ormai una provincia dell’ impero babilonese. I suoi nemici lo avrebbero catturato e portato in Egitto, dove muore.
L’immagine del sigillo, a sinistra, è stata prelevata da
Getty.
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Aug
11
2008
Anche se con un po’ di anticipo, comunico che nel mese di ottobre, la Chiesa Cristiana Evangelica di Asti organizzerà una prestigiosa Mostra della Bibbia, inserita nel contesto delle iniziative per la ricorrenza del 150° anniversario della presenza evangelica nella città.
Più avanti comunicherò il programma completo, che consta di diverse conferenze su temi di attualità, la già citata Mostra della Bibbia, ed alcuni appuntamenti ludici per piccoli e grandi. Nel mese di settembre pubblicherò i riferimenti precisi.
La Mostra della Bibbia, patrocinata da Comune, Provincia, Regione, e Biblioteca Astense, vanta molti pezzi rari, attraverso i quali ricostruire la storia della diffusione del testo biblico dalla prima stampa di Gutenberg fino ai giorni nostri.
Per saperne di più, potete consultare il sito http://www.mostradellabibbia.org.
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