Sep 30 2008
Considerazioni sull’amore
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Una notizia, pubblicata oggi sul Corriere.it mi sta portando a riflettere su cosa sia l’amore ai giorni nostri, o meglio, su cosa l’uomo intenda per amore. Stando agli avvenimenti riportati sul quotidiano on-line, una ragazzina si è lasciata convincere a prostituirsi dal suo innamorato, che con il ricavato si dava all’acquisto di vestiti e divertimenti. Denunciato ed arrestato, ora questo ragazzo non può più nuocere alla giovane, che rischiava percosse se rifiutava di accontentarlo. |
Ma, seppur sfruttata e ferita, la quattordicenne riesce a pronunciare una frase quasi surreale, sicuramente sofferta: «Lo amo ancora».
Certo ci si potrebbe lasciar andare alla facile critica sull’ingenuità della vittima (alcuni forse direbbero «stupidità»), ma non è questa la mia intenzione: sono convinto che dietro ad un comportamento del genere ci siano motivazioni molto profonde, e desidero lasciare andare le dita sulla tastiera per rifletterci un po’ su, soprattutto alla luce di quel sentimento che oggi è così frainteso: l’amore.
Che cos’è l’amore? Centinaia di scrittori, filosofi, pensatori, hanno cercato di trovare una definizione per questo sentimento, e certo non ho la pretesa di aggiungermi alla lista, per cimentarmi nella ricerca di un’espressione che possa descrivere soddisfacentemente un’emozione così complessa. Al tempo stesso trovo però impossibile non fermarsi a riflettere sulla dimensione, assurda, che tale sentimento ha assunto nel corso del tempo. Nel mio sovente parlare del decadimento morale della nostra società, mi rendo conto che troppo spesso mi fermo alla sua manifestazione esteriore, superficiale, tralasciando l’ammorbamento che esso trascina nel cuore dell’uomo, andando a sovvertire e stravolgere le emozioni, facendole acquisire un significato distorto, soltanto pallidamente somigliante all’originale, ma profondamente differente nelle motivazioni di fondo.
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