Sep 03 2008
Un libro per te – Gesù non l’ha mai detto
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Gesù non l’ha mai detto – Bart D. Ehrman, Ed. Mondadori Il testo che presento in questo post è, lo ammetto, un libro al quale mi sono avvicinato con estremo pregiudizio. In prima battuta, infatti, credevo si trattasse della solita accozzaglia di luoghi comuni sulla Bibbia, utilizzati ormai da anni da sedicenti critici. Tuttavia, per poter vedere se il mio pensiero corrispondesse o meno alla realtà, dovevo leggere quelle pagine con la massima imparzialità possibile, e nel corso della lettura ho dovuto ricredermi in proposito, tanto da ritrovarmi a rileggerle non appena completate, per assimilarne meglio i contenuti. |
Testo di tutt’altro che facile accesso (almeno in termini di studio più che di lettura), fornisce le basi per un approccio piuttosto diretto alla critica testuale, spiegando di cosa si occupa tale branca delle scienze bibliche, ed accompagnando il lettore tra nozioni ed argomentazioni su alcuni dei brani che gli esperti del settore ritengono essere i più controversi tra quelli presenti nel Nuovo Testamento. Un aspetto che ho apprezzato molto, è il vedere come l’autore non pretenda di esaurire l’argomento, invitando i suoi lettori ad analizzare altri testi sull’argomento, i quali – egli afferma – potrebbero tranquillamente giungere anche a conclusioni differenti da quella presentata nel libro, essendo il campo della critica testuale molto vasto ed in continua evoluzione. Un esempio di umiltà, questo, non indifferente.
Molto interessante è anche la parte dedicata all’analisi delle procedure di copia dei testi fatta antecedentemente all’invenzione della stampa a caratteri mobili, sezione che aiuta a capire meglio le vicissitudini a cui va incontro un testo (qualsiasi), nel tentativo di essere propagato nel corso della storia.
Sebbene Ehrman intenda mostrare l’inaffidabilità (in termini di ispirazione) della parte più recente del Testo Sacro attraverso argomentazioni tutt’altro che campate in aria, non posso affermare che le pagine di questo libro mi abbiano sorpreso più di tanto. Per fare un esempio, conoscevo già la questione legata al brano finale del Vangelo di Marco, probabilmente inserito più tardi rispetto al completamento del testo, così come mi era noto che l’episodio dell’adultera, narrato al capitolo 8 del Vangelo di Giovanni, in origine era con tutta probabilità assente, facendo parte di una narrazione soltanto orale. È stato interessante andare però alla radice del problema, capendo il perché di tali “modifiche“. Dalla lettura del testo di Bart D. Ehrman credo di essere uscito con una fede ancora più solida nella veridicità delle Sacre Scritture: ho infatti visto come le critiche più feroci verso i vari manoscritti che compongono il Nuovo Testamento non possano arrivare a scalfirne il cuore del messaggio, ossia la riconciliazione con Dio offerta attraverso il sacrificio di Cristo all’umanità peccatrice, messaggio che affonda le sue radici nell’Antico Testamento, inattaccabile da un approccio critico di questo tipo.
Data la complessità dell’argomento e la necessità di una preparazione di un certo tipo per poter affrontare proficuamente un libro del genere, mi sento di raccomandarlo quasi esclusivamente a coloro che desiderano studiare seriamente l’argomento, per i quali sono certo sarà una lettura istruttiva e piacevole, che aprirà le porte a possibili approfondimenti. Lo sconsiglio invece a chiunque intenda fare del campanilismo a buon mercato: l’autore stesso dimostra infatti che nel campo della critica testuale si è ancora ben lontani dal poter prendere una posizione di assoluta certezza, posizione alla quale probabilmente non si giungerà mai. Come ogni aspetto del cammino cristiano, in ultima analisi, anche l’autorità delle Sacre Scritture non può essere che una questione di fede.
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SoloVangelo - powered by 
| 5 May 2009, 14:42
E’ ovvio che l’autorità delle Sacre Scritture non può essere che una questione di fede. Mica ci si può aspettare che la gente laica la accetti come accetta la Costituzione della repubblica nel campo del diritto.
Ma per favore, bando alle ambiguità! Nell’ambito della fede se si crede che Gesù Cristo è risorto e ha fondato la Chiesa dandole autorità di magistero sulla Sua Parola si deve necessariamente accettare che la Sua parola è capace di varcare le barriere contestuali dei secoli e si non necessitare di alcuna ermeneutica. E’ parola di Dio e solo la Parola di Dio è capace di fare questo se è stata capace di creare il mondo, di incarnare il Figlio e farlo risorgire dai morti con il Suo corpo di uomo. La Bibbia va creduta esattamente e solamente per il livello più semplice di comprensione.
Ovviamente, ci può essere chi la pensa diversamente ma non chi è cattolico. Chi è cattolico ha solo questo modo di pensare. Dio non inganna e se ha comandato di predicare il Vangelo è perchè tutto quello che ci serve e che sostanziale al messaggio è perfettamente conosciuto 2000 anni fa come oggi come alla Fine del mondo.
solovangelo.it | 5 May 2009, 19:22
Grazie per il commento, anche se in effetti mi trovo in disaccordo su diversi punti: in primis, perchè il Signore non ha dato alcuna autorità sulla Sua Parola se non quella di predicarla. Pensarla diversamente, vuol dire accettare supinamente gli innumerevoli danni fatti nel corso dei secoli da una chiesa che certo non ha saputo tenersi lontana dall’ambiguità.
Prova ne è il fatto di affermare di farsi guidare dalle Scritture, per poi contraddirne il senso, autorizzando dottrine assolutamente al di fuori di quanto dichiarato nella Parola di Dio.
La Bibbia, per essere creduta davvero nel suo senso più completo di verità rivelata, deve essere testata, messa alla prova – Dio non teme certo che l’uomo scavi nel Suo mistero, anzi, lo desidera. Accettare il testo sacro al livello basilare di comprensione è certo sufficiente per comprendere la salvezza offerta da Dio ma – come sempre – i nemici della dottrina cristiana potrebbero intrufolarsi tra le pieghe di questa verità per inserire menzogne in chi anela allontanarsi dall’errore: è il caso, per esempio, dei testimoni di Geova con la loro falsa cristologia, ma anche dei cattolici, con gli innumerevoli dogmi anti-biblici portati avanti da una chiesa che anela ad un potere ormai perduto, risalente a quando il popolino, ignorante in materia di Sacre Scritture, riteneva che semplici uomini potessero avere un’autorità reale sulle cose di Dio.
Analizzare, scavare nelle Scritture è importante: perchè se oggi l’87% del popolo italiano vede ancora il clero come una casta di superuomini spirituali, e prega santi e madonne, oppure si allontana da Dio, non è certo perchè manca di intelletto, ma perchè nel corso dei secoli uomini pieni di frode hanno fatto credere ai più semplici che la rivelazione divina deve passare attraverso una elite particolare, la quale ha distorto la Verità a danno di chi non ha avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con il consiglio di Dio.