Durante la Mostra della Bibbia (tutt’ora in corso), ho ricevuto una interessantissima fotocopia, relativa al frontespizio di una Bibbia data alle stampe dalla chiesa cattolica nel 1929. Ho deciso di “digitalizzare” questo documento, per due ragioni: in primis, perché tale fotocopia si riferisce ad un pezzo tutto sommato raro, e difficilmente rinvenibile, e poi perchè quanto riportato sul documento (in prevalenza sproloqui) si presta ad essere commentato in maniera seria – cosa che intendo fare con questo articolo.
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PREFAZIONEMentre i cattolici delle altre nazioni già da parecchio tempo potevano gloriarsi di una traduzione nella propria lingua di tutti quanti i libri della Sacra Scrittura raccolti in un unico volume, e quindi di facile consultazione,
i cattolici italiani dovevano assistere, impotenti, alla continua propaganda delle Bibbie protestanti senza poter dare nelle mani del popolo e degli studiosi una Bibbia manuale completa in lingua italiana. A colmare questa lacuna ha pensato la nostra Casa Editrice, che, prima in Italia, presenta ai cattolici italiani una versione in lingua nostra di tutta quanta la Sacra Scrittura. Non si è creduto opportuno ristampare la nota versione di Mons. Antonio Martini, la quale pur presentando parecchi pregi, avrebbe avuto bisogno di essere qua e là corretta. Si è pensato invece di affidare il lavoro di traduzione ad un gruppo di studiosi, che si sono uniformati alle seguenti norme. La versione venne fatta dal testo latino della Volgata, salvo i casi in cui certamente la lezione di essa non rappresenta o rende evidentemente con improprietà l’originale ebraico o greco; in questi casi nella traduzione si è seguito il testo originale e in nota si è dato, senza commento, il testo tradotto dalla Volgata. La versione è chiara e popolare e le note sono poche, solo le strettamente necessarie, per poter presentare tutta la Bibbia in un solo volume manuale. Quando per rendere chiaro un periodo oscuro del testo sacro fu necessario aggiungere qualche parola, essa venne posta fra parentesi quadre.
Sono lieto di presentare al popolo italiano questa Bibbia manuale, nella lingua nostra, quasi l’opera la più cara che la Compagnia di S.Paolo ha potuto compiere in questi suoi primi anni, che furono di preparazione alla sua vita di apostolato. Monsignor Angelo Mercati, Prefetto degli Archivi vaticani, ci consegnò le prime traduzioni di alcuni libri sacri e i Padri Bonaccorsi, Mezzacasa, Ricciotti, il Sac. Castoldi e i compianti Paddre Giovannozzi, prof. Ramorino e Sac. Zampini, vi collaborarono. Amorevolmente ne curò tutta l’edizione il chiaro sacerdote dott. Giovanni Castoldi. Il protestantesimo, dopo aver manomesso l’integrità della Sacra Scrittura, mutilandola e inserendovi la zizzania ereticale, ha fatto tra noi larga diffusione dei suoi testi, sicchè sovente, dove si trova una Bibbia, si ha ragione di supporla una produzione protestantica. Noi confidiamo che questa edizione sarà gradita dall’Episcopato italiano, dal Clero, da quanti hanno fatto scopo della propria vita l’apostolato cattolico; soprattutto ci auguriamo che piaccia al Santo Padre Pio XI, il Papa delle Missioni e dell’Azione Cattolica, al Quale devotamente la umiliamo, fra gli osanna che da ogni parte del mondo Gli pervengono nell’anno del Suo Giubileo Sacerdotale.
Splendido e indimenticabile il quadro dei primi tempi della Chiesa quando il Pontefice, portando la Bibbia, si assideva all’agape cristiana e leggeva il sacro testo. Poi consacrava il pane e il vino e distribuiva ai fedeli il Corpo e il Sangue del Signore.
Sempre e solamente così, la parola della Bibbia è luminosa di verità e feconda di virtù, quando è portata dalla Chiesa Cattolica e la conforta la grazia di Gesù Cristo.
S. Giovanni Battista 1929
Sac. Giovanni Rossi
Generale della Compagnia di S.Paolo
Ritengo sia necessario, prima di calarmi nel commento vero e proprio, fare una piccolissima introduzione storica, in modo da comprendere meglio il peso di quanto si è potuto leggere nel frontespizio. Prima dell’avvento dei Riformatori, il Testo Sacro era assolutamente inaccessibile agli esterni al clero, e perfino per i gli interni non era compito semplice. Per poter leggere una Bibbia, ci si doveva far autorizzare dal vescovo (e soltanto i nobili o comunque le persone influenti potevano sperare in un assenso). Era inoltre proibito anche il solo possesso della Parola di Dio. Furono persone come Martin Lutero in Germania e Giovanni Diodati in Italia a pensare che il messaggio divino avrebbe dovuto essere divulgato a tutti, proprio perchè tutti ne erano i destinatari.
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