Jan 25 2009
L’utopia della pace
Qualche giorno fa un mio collega di lavoro mi ha passato un foglio su cui è scritto il credo dei Marines. Nel leggerlo la prima cosa che ho pensato è stata la famosa scena del film “Full Metal Jacket” in cui viene recitato il credo. Ma nei giorni seguenti, rileggendone il testo, mi sono venute in mente una serie di considerazioni. …
Questo è il mio fucile.
Ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio.
Il mio fucile è il mio migliore amico, è la mia vita.
Senza di me, il mio fucile non è niente; senza il mio fucile, io non sono niente.
Debbo saper colpire il bersaglio.
Debbo sparare meglio del mio nemico che cerca di ammazzare me.
Debbo sparare io prima che lui spari a me.
E lo farò.
Al cospetto di Dio giuro su questo credo.
Il mio fucile e me stesso siamo difensori della patria.
Siamo i dominatori dei nostri nemici.
Siamo i salvatori della nostra vita.
E così sia, finché non ci sarà più nemico, ma solo pace.
Amen.
Pace
L’uomo è assetato di giustizia e di pace. La follia dell’uomo è evidente: ottenere la pace facendo la guerra. Il credo dei Marines ne è un esempio. “Al cospetto di Dio giuro su questo credo!”.
Attenzione soldato, sei un grande uomo e alti ideali ti spingono a combattere ciecamente per la tua patria e per raggiungere la pace con gli altri popoli ma il Dio sul quale giuri ti dice che stai sbagliando strada. Non illuderti di ottenere pace perché nel tuo cuore non c’è pace.
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Leggo in questi momenti la recente dichiarazione del CT della nazionale di calcio italiana, Marcello Lippi, la cui richiesta è quella di «assolvere» quei giocatori che, complice il nervosismo, la stanchezza, la tensione della competizione e chissà quante altre scusanti, si ritrovano a bestemmiare in campo. Lo stesso Lippi asserisce di essersi trovato sovente in questa condizione, ma afferma anche che per i toscani come lui, «la bestemmia è cultura, un modo di parlare toscano», con buona pace di tutti quegli abitanti della regione menzionata che inorridiscono davanti ad una espressione del genere.
Secondo quanto riportato questa mattina sulle pagine del
Un opuscolo compatto e dettagliato, quello che presentiamo oggi, il quale solleva argomentazioni ben più sostanziose di quanto fa intendere ad un’occhiata superficiale: si tratta di “Evoluzione: mito o realtà?“, a cura di John Blanchard ed edito dalla casa editrice