Jan 12 2009
Un libro per te – Evoluzione, mito o realtà?
Un opuscolo compatto e dettagliato, quello che presentiamo oggi, il quale solleva argomentazioni ben più sostanziose di quanto fa intendere ad un’occhiata superficiale: si tratta di “Evoluzione: mito o realtà?“, a cura di John Blanchard ed edito dalla casa editrice Passaggio. Già dal titolo, sono sicuro che questo testo non mancherà di accendere il fuoco della polemica tra evoluzionisti e creazionisti, in lotta da secoli nell’affermare la bontà delle reciproche posizioni.
Il testo in oggetto si “limita” a confrontare la scienza con sé stessa, dimostrando come molti dei capisaldi dell’evoluzionismo, che tendiamo a dare per scontati e che studiamo come verità assolute, si appoggino ad assunti che poco hanno di scientifico, derivando da fantasiose teorie del passato, mai verificate, in merito alle quali più di un esperto dei nostri giorni nutre seri dubbi. Devo dire che la sensazione provocata dalla lettura di queste pagine è piuttosto strana: la prima conclusione che ne ho tratto, è che per affidarsi ai dogmi evoluzionisti sia necessaria la stessa (quando addirittura non maggiore) dose di fede che i detrattori del creazionismo trovano così illogica.
Un’ottima lettura, adatta sicuramente a tutti, dal linguaggio semplice ma al tempo stesso capace di spiegare concetti complessi. È possibile acquistarlo al prezzo di soli 1,50 € sul sito di Casa della Bibbia, a questo indirizzo: http://www.bible.it/catalog/product_info.php?products_id=2640
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| 12 January 2009, 21:12
Sono contento di questo tuo post Emiliano, questo è uno degli argomenti che ultimamente mi stanno molto a cuore, in quanto, come dici tu, la polemica tra i due schieramenti c’è sempre stata, ma ultimamente sempre più sta diventando molto più difficile anche solo parlare di creazionismo, che subito subisci degli attacchi per non dire che vieni deriso e non ascoltato.
Sarei molto contento invece, che questo post o un’altro più specifico su questo argomento, possa innestare un sano confronto, un sano, per così dire, dibattito su questo argomento, non tanto per avere l’ultima parola o per avere ragione su una delle due posizioni, ma che parlandone chiunque possa valutare avendo più elementi possibile per decidere, perchè come dici tu, forse bisogna avere più fede per credere all’evoluzione.
Difficile definirsi cristiano e non credere alla creazione, essa è una delle basi della fede, se togliamo la verità, la realtà della creazione, tutta la Bibbia non potrebbe stare in piedi.
La Parola di Dio lo dichiara chiaramente senza bisogno di provarlo, inizia essa stessa con la realtà della creazione, i salmi la esaltano, Gesù stesso ne parla.
Per fede intendiamo, sappiamo, crediamo, abbiamo la certezza che l’universo è stato formato per mezzo della parola di Dio.
Spero che a tanti, che credono nell’evoluzione possa venire anche minimo dubbio, perchè chiedersi, sapere e accettare che Dio ha creato tutto è il primo passo per avvicinarsi a Lui.
| 24 March 2009, 2:13
http://startswithabang.com/wp-content/uploads/2008/05/skulls.GIF
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/de/Primate_skull_series_with_legend.png
http://tbn0.google.com/hosted/images/c?q=e17f90563132aecd_large
http://www.newscientist.com/data/images/ns/cms/dn9989/dn9989-1_300.jpg
http://msnbcmedia1.msn.com/j/msnbc/Components/Photo_StoryLevel/071210/071210_evolution_hmed2p.hmedium.jpg
http://www.whyevolution.com/skeleton.gif
si, è tutta una bufala tirata là.
| 24 March 2009, 18:27
ci si butta sulla censura?
solovangelo.it | 24 March 2009, 19:23
Abbi pazienza, ho potuto pubblicare il tuo commento solo ora: se non lo posti con lo stesso nick e indirizzo e-mail, viene messo in moderazione.
Nessuna censura
| 24 March 2009, 20:18
ah ok è che ieri lo vedevo e oggi era scomparso
perdona la poca fiducia, non ero al corrente del meccanismo di autorizzazione. Userò il mio e-mail valido. Mi inchino all’onestà.
Ne approfitto per aggiungere che le immagini che ho inviato, non vogliono ovviamente costituire prova dell’effettività di tutta la teoria dell’evoluzione.
Però costituiscono buona prova del fatto che esistano e siano esistite specie del tutto simili a quella umana; inoltre dovreste convenire che la continuità che si riscontra nelle variazioni di tali strutture scheletriche fino a quella umana pone serie domande sul perchè (un eventuale)Dio abbia optato per la generazione di specie così simili e difficilmente separabili l’una dall’altra.
Le similitudini però non si riscontrano solo tra gli uomini e i loro antenati(?) ma si possono apprezzare caratteri comuni tra questa ed altre famiglie.
Incredibile la somiglianza dell’embrione umano con quello del delfino fino ad un certo punto (convenzionale)dello sviluppo oltre il quale si verifica una progressiva diversificazione. Ho potuto constatare(fidandomi) quest’altro aspetto alla mostra su Darwin, molto interessante, che si sta svolgendo a Roma al palazzo delle esposizioni; che consiglio.
Ignoro i risvolti teologici di tutto ciò…anche se mi sembra di capire che qual’ora l’evoluzione si rivelasse fondata(e la maggior parte degli studiosi ritiene che lo sià già) per Voi protestanti evangelici sarebbe la fine della baracca non potendo interpretare le parole della Genesi, come peraltro madre chiesa si è già rassegnata a fare alla luce dell’evidenza.
| 24 March 2009, 21:50
io penso che ci sia una spiegazione che riesca a far cobaciare (almeno in parte)la teoria darwiniana e gli scritti della bibbia…
se ne siete al corrente potete farmelo sapere?
solovangelo.it | 24 March 2009, 21:52
Figurati, nessun problema: probabilmente vedevi il tuo commento perché il sistema ti permette di osservarne una specie di “anteprima”. Chiudendo però il browser, non lo vedrai più finché non sarà approvato.
Tornando a noi, intanto ti ringrazio per le fonti, che alla fine sono sempre di arricchimento, però mi vorrei fermare sulla tua ultima affermazione, che mi stimola non poco. In effetti, come penso saprai, ci sono varie correnti che originano da due tronconi: interpretazione letterale / interpretazione allegorica del racconto della Genesi.
Su queste due non c’è molto da dire, alla fine una dice che ogni singola parola sia da prendersi così com’è, mentre l’altra, incapace di trovare la quadra con le ipotesi scientifiche, si limita a cercare una spiegazione nascosta, sublimata, per cercare di salvare “capra e cavoli”.
Personalmente mi trovi in una posizione “intermedia”, nel senso che se da un lato affermo che il racconto di Genesi parla realmente di come si siano svolte le cose, d’altro canto mi rendo perfettamente conto che la complessità di alcuni aspetti creazionali (aspetti scientifici) fossero comunque quasi impossibili da capire per un uomo del 1400 a.C. quale era Mosé (autore della Genesi, per l’appunto).
Quello che voglio dire è che i testi sacri sono sì ispirati da Dio, ma lo sono in quanto al contenuto (=messaggio, rivelazione di Dio agli uomini), e non in quanto alla forma. Infatti parliamo di ispirazione da parte dello Spirito Santo, e non di “possessione” – come se quanto riportato nella Bibbia fosse il frutto di una coercizione degli autori a scrivere precise parole. Ciascun redattore dei libri biblici è stato cioè guidato nella stesura del testo, ma ha mantenuto il proprio carattere, il proprio stile (ed in effetti, le differenze di questo tipo sono percepibili)
Tornando al nostro caso (e mi scuso se la sto facendo lunga, ma in questo modo mi spiego meglio), possiamo fare l’esempio dei giorni creativi. La Bibbia dice che sono 7, e non è un 7 “inventato”: la parola ebraica “yom”, usata in quel contesto, quasi sempre identifica un periodo di 24 ore. Al tempo stesso, mi chiedo se Mosé sarebbe stato in grado di afferrare il concetto di era geologica, e di riportarlo.
Parliamo poi della creazione della donna: ho pubblicato fra i video di Danilo Valla (dovresti trovarli tra i primi post attuali sul blog) un interessante clip che parla della traduzione approssimativa che abbiamo sempre usato per parlare di questo evento: mi riferisco alla costola, estratta da Adamo, che in effetti fa sembrare tutto molto fiabesco.
Il punto è che nel testo ebraico non c’è la parola “costola”, bensì “tselah”, che significa “metà”. Letto così, vediamo che “Dio prese metà dell’uomo, e fece la donna”. Ai primi traduttori dovette sembrare strana come espressione, ed ecco quindi l’adattamento fuorviante. Il professor Valla proponeva una visione che si rifacesse alla genetica, dal momento che l’uomo possiede cromosomi XY mentre la donna XX (ed ecco quindi che la X sarebbe la metà dell’uomo). Logicamente si tratta di un’ipotesi, di una supposizione, ma evidenzia ciò che sto cercando di dirti: la Bibbia non è contro la scienza, bensì, se mi permetti, può esserle considerata “complementare”, sotto certi aspetti.
Se la scienza spiega il “come”, la Bibbia ci dice il “perché”, indicando inoltre l’origine prima delle cose. I brani “controversi” ritengo siano tali proprio perchè non era possibile renderli in altro modo, ma penso che l’evoluzione scientifica possa contribuire a gettare più luce su questi passaggi, introducendo argomentazioni che nei tempi passati ci erano del tutto sconosciute.
Di contro, credo che la comunità scientifica dovrebbe considerare maggiormente l’aspetto fideistico: soffermandosi un attimo a pensare alla complessità della “macchina uomo”, delle possibilità che abbiamo (a livello cognitivo/cerebrale siamo qualcosa di stupefacente), non è possibile che non ci si ponga domande sul Creatore.
| 1 June 2009, 1:35
Io sono un cattolico praticante e sono arrivato ad una conclusione abbastanza soddisfacente…In poche parole sono convinto che l’evoluzione c’è stata e che l’uomo non è spuntato dal nulla come è scritto nella bibbia….Bensì è frutto dell’evoluzione della specie di alcuni animali, ma tutto ciò è accaduto tramite la mano di Dio, senza la quale non sarebbe potuto accadere…La vita sulla terra è stata permessa grazie a determinati fattori che sono stati ricreati da Dio e non per pura coincidenza…Come diceva Einstein “Dio non gioca a dadi” e nel creare l’universo, le leggi della fisica e l’uomo ha dato tutto il suo amore e se stesso fino a immonare suo figlio per la nostra salvezza
Quindi infine posso consapevolmente affermare che la scienza e la religione sono complementari, e che negare una delle due cose è davvero senza senso.
ps: la bibbia è stata scritta x gli ebrei che non potevano sapere nulla dell’evoluzione, né tantomeno della teoria di Eliocentrica che confuta il famigerato “Sole fermati”…Per i cristiani cattolici ricordiamo che la bibbia ed il vangelo non sono stati dettati direttamente da Dio (come è per i testimoni di geova) ma scritti sono la guida dello spirito santo
solovangelo.it | 1 June 2009, 14:59
Grazie John per il tuo commento, davanti al quale mi sento di fare alcune precisazioni in merito a quanto scrivi sulle Sacre Scritture.
Anzitutto, è assolutamente falso che esse siano state scritte soltanto per gli Ebrei: nel caso fosse come dici tu, per noi non avrebbero alcun valore, ma soprattutto non conterrebbero alcun riferimento a ciò che noi siamo – i Gentili del Nuovo Testamento – spiegando nel dettaglio come le verità in esse espresse ci coinvolgano intimamente.
Probabilmente, dietro alla tua affermazione c’è una mancanza di conoscenza relativamente a ciò che siano le Scritture: lo si capisce, tra le altre cose, quando parli di “bibbia e vangelo”: logicamente, la prima include il secondo (a sua volta ripartito in quattro versioni), ma dal momento che ne fai un distinguo, significa che con il termine “Bibbia” tu intendi solamente le Scritture dell’Antico Patto, cosa che è assolutamente inesatta.
Una cosa che mi preoccupa seriamente, relativamente al cattolicesimo, è che non si accontenta di aver traviato la dottrina cristiana introducendo elementi pagani a non finire, ma continua ad allegorizzare quella che per un cristiano è la Parola di Verità: di questo passo,la chiesa di Roma arriverà a dire che anche il sacrificio espiatorio di Cristo è da leggersi in tale chiave.
Come in tutte le occasioni in cui si tira fuori questo argomento, il mio consiglio non può che essere quello di ritornare alle Sacre Scritture lasciando da parte le modifiche fatte ad esse dalle tradizioni umane, le quali si arrogano diritti che non hanno sulla Parola di Dio.
| 2 June 2009, 22:05
Caro Emiliano,
questa volta mi trovo in disaccordo con te, il peso che dò alle scritture è enorme, in esse sta la verità, nella Torah Shebiktav, per me, sta scritto persino il nome di Dio esteso per essere comprensibile agli uomini.
Come te, penso che le Scritture siano state create non solo per gli ebrei, ma anche per i Goim (anche se, qualche razzista ebreo, preferirebbe chiamarci Akum, che è ben spregiativo e fastidioso).
Però proprio perché ritengo che siano indirizzate a tutti, dai nomadi ebrei non istruiti di 3500 anni fa al bambino privo di istruzione del burundi di oggi, penso che alcune parti della scrittura siano allegorie, precisamente i primi 11 capitoli della Genesi, le allegorie terminano con il così detto “ciclo di Abramo”.
Io sono Cristiano, né cattolico né luterano.
Molti di voi, lo sò, sono evangelisti.
Però accettare a braccia aperte il creazionismo senza metterlo in discussione alcuna lo ritengo deleterio per il proprio credo, come lo è il fideismo di cui molti si fanno scudo (ed anche voi, se posso permettermi, accettando il creazionismo così com’é).
Nel Cattolicesimo, il fideismo è l’eresia di credere in Dio senza averlo prima cercato, senza aver cercato le impronte di Dio nella creazione, e lunge da me, benché non sia cattolico, peccare di fideismo !!!
Cito una famosa frase di Galileo Galilei:
“la Bibbia ci dice come si vadia al Cielo, e non come vadia il cielo” (da distinguere il Cielo celeste dal cielo ordinario, che vediamo, il nostro cosmo).
In altre parole, Dio ci ha dato il raziocinio per comprendere la creazione con la scienza, ma ci ha anche dato le Sacre Scritture per comprendere la sua benevolenza, del resto anche la Torah dice che l’uomo viene dal fango, come la scienza moderna (che per giunta asserisce che dall’inorganico non può formarsi la materia organica, quindi presume l’intervento divino).
L’esperimento di Miller, che voleva provare come la vita si poteva formare spontaneamente, produsse solo alcuni aminoacidi scombinati, che se non fossero stati isolati in tempo dal sistema, si sarebbero persino distrutti.
Questo dimostra l’intervento di Dio nella creazione della vita.
Dio ci dice che veniamo dal fango, è vero, Dio ci dice che, ad un certo punto dell’esistenza umana, qualcosa ci ha permesso di avere coscienza di noi (cioé aver mangiato dall’albero della conoscenza), ed è vero, Dio ci ha spiegato che l’universo proveniva da un punto contratto dal suo grembo, ed è vero, si chiama singolarità quantistica.
La scrittura non è in nessun punto in disaccordo con la scienza.
Del resto però, condanno anche i sostenitori del disegno intelligente, benché sappia che tutto è guidato da Dio, alcune loro affermazioni sono assolutamente ridicole nei confronti sia della fede che della scienza.
Quanto a John, penso che usi il concetto di Bibbia come il concetto di Tanach, che include tutti i libri anticotestamentari, quindi non vedo un vero e proprio errore in questo, solo una mancata conoscenza del termine Tanach, è ovvio che la Bibbia ccontenga anche i Vangeli.
Non mi schiero dalla parte dell’evoluzionismo, che si sà essere solo una teoria, ma neanche abbraccio il creazionismo.
Io stesso sono un uomo di scienza, benché il mio campo sia la medicina, ho studiato molto la fisica e la fisica quantistica, e posso accertarvi che questo cosmo ha ben più di 6000 anni, qualche miliardo di anni in più …
Vi ringrazio, che Dio vi benedica.
Un grazie particolare a Emiliano che ha inserito le tastiere virtuali con caratteri ebraici e greci!!
solovangelo.it | 3 June 2009, 0:04
Ciao Simone,
invito te e John a cercare Richard Wiskin. Egli è un archeologo cristiano che è in grado di dimostrare con elementi scientifici come sia possibile credere che il primo libro della Bibbia sia da non intendersi in chiave allegorica.
Qualche mese fa è venuto nella mia città e ho assistito ad una conferenza sull’esistenza dei dinosauri e sulla veridicità del racconto biblico riferito al diluvio.
Ha spiegato, tra le altre, come cose date per certe dalla scienza siano in realtà soltanto teorie che per quanto plausibili, rimangono tali.
Per esempio, ci ha detto che pochi sanno che in laboratorio si è riusciti ad ottenere il carbone con la compressione di elementi naturali.
Con la compressione del legno si è ottenuto carbone in pochissimo tempo (non ricordo se ore o minuti).
Quest’informazione pare di poco conto ma in realtà è la base su cui si fondano alcuni ragionamenti che dichiarano l’errata datazione delle ere geologiche data dalla scienza che non potrebbe spiegarsi la presenza di alcuni minerali o del carbone stesso senza ipotizzare che la loro formazione sia avvenuta in secoli e secoli di storia.
Quest’informazione fa altresì riflettere sull’esattezza della datazione che si dà alla creazione basandosi sullo studio biblico.
Ovviamente quando si tratta questi argomenti si sta parlando di “scontri” tra teorie perciò per me è doveroso sottolineare che non può non entrare in gioco la fede.
Fede: certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. (Ebrei 11:1)
L’approccio scientifico è tale solo quando non esclude alcuna possibilità. Siamo capaci (e qui parlo anche a noi creazionisti) di avere equilibrio in questo?
| 3 June 2009, 21:38
Ciao Barbara,
Ti ringrazio per aver citato Richard Wiskin, che conosco proprio come uno fra i principali oppositori di Richard Dawkins, che personalmente detesto con le sue teorie atee persino peggiori di Odifreddi, benché alcune valide, altre non hanno nessun rigor né logico né scientifico.
Allora, io di archeologia non me ne intendo, l’inaffidabilità dell’esame del C14 l’ho notata nell’esame del velo sindonico, non sò se lo ritieni come una reliquia sacra o un falso, ma la formazione dell’immagine è veramente incredibile, poiché prevede un fascio di fotoni o neutroni (una sorta di lampo improvviso) e il corpo, morto e in rigor mortis, non è stato presente nel velo per più di 48-72 ore, poiché ulteriormente si sarebbero notati i segni dei vapori della decomposizione, questo supporta la resurezione, come il fatto che l’immagine si sia formata con un irradiamento di fotoni con lumen così elevati da rispondere a 30 mila volte la luce che il sole fa giungere alla terra, ad ogni modo non voglio parlare di archeologia, poiché non è questo il mio campo, benché resti affascinato dal velo sindonico, che sò con certezza non essere il Madilyon. raffiigurato nelle pitture di Edessa.
Quello su cui mi baso, per la datazione del cosmo, è la sua grandezza.
Alcune precisazioni, la radiazione luminosa composta da fotoni viaggia ad una velocità pari a 299792458 metri al secondo, cioé 299792,45 km/s.
La galassia più distante a noi conosciuta è la Abell 1835-IR1916, che dista 13230 anni luce.
Un anno luce risponde alla distanza di 9463800000000 km.
La luce della galassia Abel 1835-IR1916 è quella di un universo giovane, di appena 480 milioni di anni.
Bene, allora ora scomodiamo la teoria dell’inflazione (per risparmiare tempo).
Allora, secondo questa teoria (da non confondere con la teoria dell’universo inflazionario), quando l’universo primigenito si espanse, per l’assenza di valori scalari da un lato, e per l’espansione della trama spaziotemporale, l’universo arrivò ad espandersi ad una velocità superiore a quella della luce, in tutte le direzioni, senza seguendo un baricentro preciso (per questo il redshift è uniforme in tutto lo spazio, e non è direzionato verso nessuna parte centrale, per via della spinta inflazionaria).
Da notare, nessun oggetto avente massa può viaggiare ad una velocità superiore a quella di 299792,45 km/s, ma lo spaziotempo si è espanso alla velocità della luce omnidirezionalmente, faccio uno piccolo schemino:
le due frecce rispondono all’espansione alla velocità della luce dello spaziotempo in due direzioini opposte, in ogni direzione si espandeva in questo modo, creando così anche una radiazione di fondo uniforme a tutta la sua ampiezza, senza un centro preciso.
In pratica, l’universo primigenito, per qualche istante, si è espanso ad una velocità SUPERIORE a quella della luce, poiché l’espansione non era della materia, ma della trama spaziotemporale, non solo, ma i valori scalari non eisstevano ancora, poiché sono chiaramente dipendenti dalla materia.
Sant’Agostino d’Ippona (e mi permetto di definirlo Santo, benché non sia cattolico, poiché leggere i suoi trattati teologici mi ha guidato molto) disse che “è illogico pensare al tempo come separato dalla creazione, poiché è stato creato insieme a tutto il resto”, guarda caso, queste affermazioni sono state riprese da Bohm, Einstein e Hawkings.
Allora, escludendo l’inflazione l’universo ha circa 13-18 miliardi di anni.
Includendo la spinta inflazionaria, in realtà, l’universo risulta più giovane, di circa 10 miliardi di anni.
Ma non coincidono comunque con la datazione esclusivamente Bibblica di 6000 anni.
Come Emiliano giustamente asserisce tre messaggi fa:
“Personalmente mi trovi in una posizione “intermedia”, nel senso che se da un lato affermo che il racconto di Genesi parla realmente di come si siano svolte le cose, d’altro canto mi rendo perfettamente conto che la complessità di alcuni aspetti creazionali (aspetti scientifici) fossero comunque quasi impossibili da capire per un uomo del 1400 a.C. quale era Mosé (autore della Genesi, per l’appunto).”
Ritengo appunto questo il modo corretto di approcciarsi alle Scritture.
Un’altra possibile dimostrazione che il cosmo non è così giovane, e non lo è tantomeno la nostra terra, è l’uranio.
Se fosse così giovane la terra (6011 anni) allora non ci sarebbe traccia né di nettunio né di radio, poiché sono i prodotti del suo decadimento.
Ma mi sembra che elementi simili siano in abbondanza.
Per un istante fingo di accettare la teoria evoluzionistica: la vita si è creata dal fango primordiale (!) da una combinazione di ammoniaca, azoto, vapore acqueo e anidride carbonica che, reagendo con la ionizzazione dei fulmini, ha formato degli aminoacidi.
Bene, saltiamo ora un bel pezzo, arriviamo alla nascita dell’homo spaiens sapiens sapiens (noi).
Prima di noi, è certo, nessuna scimmia con noi “imparentata” si è posta domande esistenziali.
Quel mangiare dall’albero al centro del giardino la vedo un pò in questo modo (l’acquisizione della coscienza, del bene e del male).
Del resto la presa di coscienza dell’uomo non è stata casuale ma causale, e si deve collocare in un momento preciso della nostra storia, qualcosa ha spinto l’uomo a prendere coscienza.
L’albero al centro del giardino lo reputo una metafora per definire l’albero sefirotico.
E quale Sephirah era a disposizione dell’uomo ?
La più bassa, cioé Malkut, che (guarda caso) risponde alla coscienza del “bene e del male”.
Quindi forse questa allegoria serviva (e serve) a spiegare anche a persone non proprio colte l’origine del tutto, rendendo così le scritture accessibili a chiunque.
Vi immaginate se, nella Genesi, fosse riportata la meccanica quantistica, la sequenza genomica dell’uomo e degli animali, la distinzione fra realtà quantistica e realtà fenomenica … pensate che così tante persone l’avrebbero letta e capita ?
solovangelo.it | 4 June 2009, 22:38
Ciao Simone,
permettimi di ribattere brevemente al tuo commento: io sono assolutamente possibilista fintanto che non vengono messi in discussione i pilastri della fede. Davanti all’infinito (per lo meno, rispetto a noi) universo, l’uomo si pone domande, e l’uomo di fede, in particolare, cerca di analizzare quello che è il pensiero divino rivelato alla ricerca di punti di congiunzione che aprano gli occhi su una comprensione superiore.
Questo è logico, è naturale, è doveroso – se davvero vogliamo continuare a fregiarci del titolo di “capolavoro della creazione” (se non altro, perlomeno a livello delle nostre possibilità/capacità).
Al tempo stesso, però, ritengo che anche il più serio dei ricercatori corra dei gravissimi rischi, se non mette davanti a tutto la Parola di Dio. Nel tuo commento, che ho apprezzato molto, fai riferimento al cibarsi del frutto proibito come di un racconto allegorico, che serva quindi da “maschera” per altri processi che potrebbero essere avvenuti.
Utilizzare però questa chiave esegetica significa relativizzare e allegorizzare anche il comandamento divino all’obbedienza, nonché l’ingresso del peccato e della morte nel mondo (cose tangibili, reali, ben fuori di metafora nel nostro quotidiano).
In pratica, se è simbolico il cogliere il frutto, ne é simbolica anche la conseguenza: e questo, in qualche modo, è privare la Scrittura di uno dei suoi concetti fondamentali, ossia l’affermazione dello stato di ribellione dell’uomo verso Dio e della necessità di redenzione. Se non esiste il comandamento, non esiste contrappasso alla sua infrazione: ne deriverebbe che l’uomo – di per sé – non è condannato, in quanto non esiste una disposizione superiore che gli abbia chiesto di rispettare l’Autorità.
Capisci bene che davanti ad un discorso di questo tipo, non posso assolutamente essere d’accordo: è vero, con ogni probabilità ho portato all’estremo quella che era una tua considerazione abbozzata, ma volevo dimostrare brevemente le possibili conseguenze del considerare le Scritture non più come Parola di Dio, ma come “parabola della scienza”.
Esse invece sono “ripiene” dello Spirito di Dio, perché non ci parlano di processi pseudo-casuali o di tappe evolutive, ma affermano con forza la volontà del Dio Vivente di rapportarsi alla Sua creatura: prima nel formarla ed istruirla, e poi, dopo la caduta, nel darle la possibilità di redimersi attraverso l’intervento divino.
Un caro saluto
Emiliano
| 6 June 2009, 0:56
Ciao Emiliano,
con pregio ho letto il tuo commento, perché molto curato e ben formato.
Ma anche la ribellione a Dio potrebbe essere un’allegoria.
Mi spiego, dall’istante in cui un bambino è sufficiente maturo dal distinguere il bene dal male ed accetta di fare il male (o la cosa sbagliata) allora entra nel mondo del peccato, ecco il peccato originale …
Anche così la Legge è uguale, o mi sbaglio forse ?
solovangelo.it | 6 June 2009, 13:31
Ciao Simone,
grazie per il tuo apprezzamento. Per quello che so della Scrittura, direi che è evidente che il peccato sia una condizione esistente in qualsiasi istante, più che un qualcosa di scatenato da determinati avvenimenti.
Per continuare il tuo esempio, direi che il bambino in questione non è peccatore perché compie un’azione sbagliata, bensì sbaglia perché è peccatore. La Bibbia ci informa di come l’uomo nasca naturalmente schiavo del peccato: la sua natura è cioè contaminata dalla ribellione ai fondamenti divini, e tale condizione si esprime poi nelle azioni (le quali saranno inevitabilmente malvagie, perché guidate da una natura decaduta).
In sostanza, se paragoniamo la storia dell’umanità ad un corso montano di acqua pura (esempio mutuato da Billy Graham), possiamo affermare che il peccato abbia rappresentato – e rappresenti – la sorgente fangosa che in un determinato punto sfocia nel nostro torrente: da lì in avanti, l’acqua sarà necessariamente torbida.
D’altra parte, il definire alcune azioni come peccaminose ha l’effetto, in senso lato, di esaltare le opere meritorie, grande eresia fortemente alimentata ancora oggi: essa afferma «se io riesco a comportarmi come Dio richiede, allora posso considerarmi al sicuro, perchè privo di peccato.»
Ma la Scrittura è chiara a tal proposito: «Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi» (1Gv.1:10)
Se ci pensiamo, è anche logico: affermare che l’uomo sia in grado, con le proprie forze, di agire rettamente verso Dio, significherebbe asserire implicitamente che il sacrificio di Cristo abbia una valenza soltanto apparente, e che dovrebbe metterci in grado di compiere qualcosa che con un po’ di sforzo potremmo perseguire autonomamente.
Sappiamo invece che così non è: il sacrificio di Cristo richiama fortemente lo Yom Kippur ebraico, giorno in cui il popolo, consapevole delle proprie mancanze, si radunava presso il tabernacolo attendendo con impazienza il sacerdote, che all’interno del Santissimo ministrava alla presenza di Dio per la remissione del peccato di Israele. Gesù ha incarnato entrambi gli aspetti di vittima sacrificale e sacerdote: offertosi per rimediare alla separazione eterna tra uomo e Dio, ora intercede continuamente per il suo popolo, in virtù del suo sacerdozio eterno:
«Gesù è divenuto garante di un patto migliore del primo. Inoltre, quelli sono stati fatti sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare; egli invece, poiché rimane in eterno, ha un sacerdozio che non si trasmette. Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro. Infatti a noi era necessario un sommo sacerdote come quello, santo, innocente, immacolato, separato dai peccatori ed elevato al di sopra dei cieli; il quale non ha ogni giorno bisogno di offrire sacrifici, come gli altri sommi sacerdoti, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo; poiché egli ha fatto questo una volta per sempre quando ha offerto sé stesso. La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento fatto dopo la legge, costituisce il Figlio, che è stato reso perfetto in eterno.» (Eb.7:22-28)
Ecco quindi la grandiosità della croce: su di essa, Gesù ha ricostruito il ponte della comunione con l’Eterno, e ci ha dato la possibilità di varcarlo. Nasciamo comunque con una natura decaduta, che manterremo fino alla morte, ma non siamo destinati all’eterna separazione da Dio per questo, se accettiamo di essere resi puri dal sangue di Cristo.
Ecco perché, molto stringatamente, non posso dirmi d’accordo sull’allegoria del peccato, proprio perché esso non è un qualcosa di superabile, scavalcabile, ma è la reale e drammatica situazione in cui versa un’umanità che, a causa di scelte di indipendenza da Dio, ha macchiato il proprio essere con le conseguenze di tale scelta. Non è ciò che facciamo, ma è ciò che siamo!
Ed ecco che la croce arriva come un raggio di luce nelle tenebre, a tendere quella Mano che, sola, può rialzarci dal nostro stato di esseri caduti, riconciliandoci con Dio e rendendoci parte del suo popolo, acquistato al prezzo del sangue dell’Agnello.
Pietro scrisse:
«Per voi dunque che credete essa è preziosa [la pietra del fondamento cristiano, ossia Cristo]; ma per gli increduli «la pietra che i costruttori hanno rigettata è diventata la pietra angolare, pietra d’inciampo e sasso di ostacolo». Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; e a questo sono stati anche destinati. Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa; voi, che prima non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia.» (1P.2:7-10)
Un caro saluto
solovangelo.it | 6 June 2009, 13:33
Ciao Simone,
il tuo intervento è veramente interessante.
Il senso del ragionamento si comprende bene. Grazie.
Nel leggerti ho riflettuto su quanto vado a scrivere…
Tentando di datare l’esistenza del cosmo con la teoria dell’inflazione hai portato il lettore a riflettere di come sia auspicabile rivedere la datazione ricavata da Genesi. La maggior parte dei sostenitori del creazionismo, infatti, dice che la creazione descritta nel primo libro della Bibbia è stata fatta senza l’uso di di materia preesistente. Quando leggono le parole “i cieli e la terra” essi intendono l’universo. Ecco quindi che se si riuscisse a datare l’esistenza dell’universo in maniera nettamente differente a quanto il racconto biblico pare che insegni, cadrebbe tutta la teoria creazionistica.
Per quanto mi riguarda e per quanto mi è dato di capire. Ad oggi io credo che il racconto di Genesi si riferisca solo alla creazione della Terra.
Ci sono brani biblici che fanno comprendere che Dio è eterno e che ha creato ogni cosa (compreso l’universo) ma non ho ancora trovato un supporto biblico concreto che mi faccia intendere che il Berescit si riferisca sia all’universo che al mondo in cui viviamo. D’altra parte la Bibbia è un libro che racconta la storia dell’uomo e lo spinge ad avere un rapporto personale con il proprio Creatore, non è un libro di risposte scientifiche che appaga nei minimi dettagli le domande sulla creazione di tutte le cose!
E’ da circa un mesetto che sto facendo un corso di ebraico. In una lezione la professoressa, spiegando l’impossibilità di vocalizzare la lettera א (Alef) e spiegandone il significato simbolico, ci ha fatto notare che la Bibbia inizia con la ב (Bet). Dopo aver dato quest’informazione ci ha parlato di come la lingua ebraica rispecchi la mentalità del popolo ebreo anche nel modo di scrivere (da dx verso sx) proprio perchè la loro mentalità prevede una vita vissuta con un occhio nel passato che vive il presente e guarda al futuro. Secondo una speculazione rabbinica la Bibbia inizierebbe con la seconda consonante dell’alfabeto per testimoniare silenziosamente l’eternità divina risiedente in qualche modo nell’ineffabilità della prima lettera.
Facendo finta di credere che questo affascinante modo di rapportarsi al testo sia attendibile, mi verrebbe da pensare che in quel “sospiro impercettibile” che è l’Alef si possa racchiudere la creazione dell’universo il quale, come Dio, è incalcolabile per l’uomo.
| 16 June 2009, 4:42
Con estremo interesse ho letto sia il post di Emiliano che il tuo, Barbara.
Bene, secondo sempre una speculazione ebraica, talmudica, il mondo è stato creato in 6 giorni, ma non giorni umani, bensì epoche, rappresentanti la rotazione del nostro astro intorno alla Via Lattea.
In altre parole, a breve dovrebbe esserci il settimo giorno, cioé il giorno di riposo, poiché fra breve, la nostra stella, il Sole, avrà compiuto 7 giri intorno al nucleo della galassia da quando è comparsa la vita.
Questo non lo ritengo in conflitto con il Bereshyt, anzi.
Quello che hai detto riguardo l’Alef è veramente incredibile, poiché vero, così confermava nel Sepher Ha-Zohar anche Mohsè De Lion.
Alef vuol dire anche bue, l’offeerta che più era ben vista da Dio.
Questo implica significati più profondi, a noi tutt’ora ignoti.
Un Rabbino disse “ho riscoperto Dio in uno yod”.
Lo stesso aggiunse che, per comprendere la creazione intera, e non solo l’uomo, bisogna meditare su tutte le lettere.
Penso che il Bereshyt intenda la sola creazione del nostro mondo, l’immensità dell’universo non ci è dato modo di sapere da cos’é iniziata, ma prima è da precisare: in principio Dio creò il cielo e la terra.
in principio Dio CREÒ!
Quindi la materia non esisteva da sempre.
Poiché è esplicito…
In principio vi era SOLO Dio, eterno.
Il tempo è iniziato con la Creazione.
La presenza di materia implica l’esistenza di tempo anticedente a Dio: ERESIA!
Dio vi benedica!
solovangelo.it | 17 June 2009, 22:12
Ciao Simone, e grazie, come sempre, per il tuo commento. Ho una domanda da farti, su un aspetto che esprimi in questo tuo dire e che hai già menzionato in altre occasioni: citando alcuni rabbini, parli di una conoscenza di Dio (e delle sue opere) che passa attraverso la meditazione sulle lettere dell’alfabeto ebraico.
Questo punto mi è un po’ fumoso, nel senso che non riesco a capire precisamente a cosa ci si riferisca con tale espressione. Da un lato, mi pare di intendere che ci sia un lavoro di tipo cognitivo/riflessivo, ma sapendo che l’insegnamento cabalistico è comunque fondato sulla mistica, penso ci sia qualcosa in più.
Potresti chiarirmi questo punto? Grazie mille per il tempo che vorrai dedicarmi.
Voglia il Signore benedire la tua vita, e accrescerti nella Sua conoscenza.
| 18 June 2009, 1:08
Mi scuso fin da subito per la difficoltà (aggiunta: e la lunghezza) che potreste trovare nel leggere le mie parole, ma tenterò di esprimermi quanto più semplicemente potrò e ampliamente, in modo da tentare di essere comprensibile.
In realtà è qualcosa di molto semplice, per nulla mistico, consiste in una forma di meditazione contemplativa della Creazione, di Dio, di sé stessi e di ogni cosa che ci riguardi.
Ho analizzato molte forme di contemplazioni o meditazioni, comprese quelle taoiste, tantriste e sanscrite, quale medico e appassionato di coscienza, mi son permesso di analizzare ogni cosa relativa la mente, che non ritengo essere un epifenomeno meramente cerebrale ma unicamente spirituale, l’uomo è “diviso”, secondo le mie interpretazioni il diencefalo serve solo ad interpretare come un modulatore/demodulatore (modem) la realtà quantistica, effettiva, una realtà semplice ma nel contempo complessa poiché con stimoli INFINITI, che filtriamo ed interpretiamo, rendendola fenomenica, quotidiana.
Faccio un esempio riferendomi alla “teoria delle informazioni” e al dispositivo hardware che tutti conosciamo, il modem digitale.
Quando un modem è malfunzionante, non del tutto rotto, non è in grado di negoziare le informazioni, che effettivamente gli arrivano, ma non riesce ad interpretare, l’informazione (la coscienza, per quanto ci riguarda quali “anime viventi”) è comunque presente, solo che il modem (il diencefalo) non è più in grado né di interpretarla quando arriva né di inviarne di interpretate.
In altre parole, anche dopo la morte dell’hardware, il software continuerà ad esistere quale informazione, per sempre.
Questo spiega perché, chi ha danni cerebrali di qualche tipo, non riesce ad interagire più adeguatamente con l’ambiente esterno, anzi, decada in uno stato di grande dolore, tormento per il corpo e l’anima, per questo più degna di compassione.
Mente e corpo sono separati, lo sostengo per un fatto, le NDE, Near Death Experiences:
Quando si verifica un arresto miocardico, il torrente ematico smette di fluire, il sangue non scorre e quindi non può ossigenare i tessuti, per questo si ha una anossia (alfa-privativo) cerebrale (non ipossia, come alcuni sostengono, poiché il torrente ematico è fermo, non carenza ma assenza), quindi, per la neruoscienza ufficiale, non dovrebbero verificarsi alcun tipo di esperienze coscienti.
Ecco che però entrano in gioco le NDE, per le neuroscienze ufficiali NON devono esserci stati di coscienza in queste fasi, eppure ci sono.
Questa, per me, è la più lampante evidenza che la vita dopo la vita sia indipendente dal corpo, che la coscienza vera, benché mutata nel suo essere, chiamiamola per un attimo “ænima”, benché la distingua in 3 punti, sopravviva alla morte, per unirsi a quell’essere di Luce e Amore chiamato Onnipotente, Shaddai, Elyon, Elohim, YHWH, in pieno rispetto della suddivisione dell’anima in tre parti.
TUTTE le NDE hanno in comune almeno 15 punti, ci sono ricerche decennali a riguardo.
Questa è solo una mia considerazione, riguardo l’anossia cerebrale.
Ma vorrei che leggeste anche altre dimostrazioni SCIENTIFICHE del perché la coscienza non è un mero epifenomeno del cervello, ma qualcosa di più, un Dono.
Qui riporto un link interessante, che raccoglie (nota bene, raccoglie soltanto) interventi di varii medici e ricercatori:
http://www.victorzammit.com/book/italian/cap18italian.html
Chi vuole può leggerlo, gran parte dei medici con i quali ho a che fare e che lavorano al prontosoccorso conoscono bene le NDE e, benché usciti atei dalle università, diventano credenti nel praticare al prontosoccorso.
È anche vero che le NDE interessano anche non credenti, che vengono comunque accettati “nella luce”, mentre alcuni “credenti” (o presunti tali, lessi una NDE di una donna che venne colpita da un fulmine, tradizionalista cattolica del primo concilio, che era convinta di finire all’inferno per non aver riportato il resto extra che le diede un negozio, qui non si ha morte cerebrale e si parla di ALLUCINAZIONI, benché vivide ma abbastanza instrutturate, sono simili alle NDE, ma non uguali, la cultura cattolica tende ad ossessionare l’individuo con il concetto di PECCATO, questo altera la sua percezione del mondo e quindi anche del Trascendente, quindi di Dio, non visto più come AMOREVOLE e MISERICORDIOSO ma come un giudice pronto a condannare la più minima pena se non confessata AD UN INTERMEDIARIO, cioé un prete, questo intossica l’anima e la corrompe con inutili sensi di colpa che rendono la fede fallace e la mettono alla prova invece di rafforzarla.
Il fatto che anche non credenti o appartenenti ad altre religioni si siano ricongiunti a questa “Luce” di cui si son sentiti subito appartenere da sempre, lo spiego con il semplice fatto che i criteri di selezione di Dio sono quasi completamente sconosciuti agli uomini, benché noi siamo stati illuminati dalla parola di Gesù e quindi guidati a seguirlo, Pilato disse Ecce Homo, ecco l’uomo, ammise così, seppur inconsciamente, forse divinamente ispirato, che quello è il modello che ogni uomo deve seguire, siamo quindi maggiormente guidati nel seguire ciò che Dio vuole per noi e sappiamo che il suo Figlio unigenito si è sacrificato per noi.
Le NDE negative sono quasi esclusivamente quelle degli omicidi o dei suicidi, gran parte dei suicidi rivivono il momento del loro dolore più grande come in un ciclo continuo, così per gli assassini non pentiti, o esperienze infernali, ma anche alcune NDE di persone fortemente Credenti e Virtuose sono state negative, ma sono servite più come un messaggio per le altre persone che come un modo per cambiare sé stessi, ad esempio l’esperienza dell’inferno, per un Credente, lo renderà più attivo nel tentare di salvare quante più persone può dal peccato.
Le NDE sono la dimostrazione, a parer mio, che l’ANIMA non è un epifenomeno nervoso, ma ci dicono anche che l’inferno è meno pieno di quel che pensiamo, ovviamente include molte più persone di quelle che vivono al tutt’oggi al mondo, ma una percentuale molto piccola, appena l’8%, riporta questo tipo di esperienze, quindi Dio è più indulgente di quello che possiamo immaginare nel perdonare.
Quanto al perdono plenario, lo ritengo essere una dimostrazione non solo del fatto che i criteri di Dio ci sono parzialmente sconosciuti, ma persino che le persone vengono giudicate, se atee o di altre religioni, per come si sono comportate (non si potrebbe mai dire che il Mahatma Ghandi sia stato condannato all’inferno, dopo aver promosso la pace e aver sedato tumuli all’inizio del secolo che avrebbero causato milioni di morti).
ECCOMI AL PUNTO.
Chiedo vivamente scusa per essere stato così estensivo ma penso che sia stato necessario a spiegare una mia personale teoria sulla connessione fra corpo/mente.
Alcune forme di meditazione, se separate dalla teologia a cui appartengono, possono risultare benefiche per il corpo, ma rischiano di contaminare la mente che, stimolata al trascendente, si immerge nella tradizione sbagliata ed inizia a seguire culti che non sono “congeniali” allo spirito.
Quindi ecco, la meditazione sulle lettere ebraiche.
Poiché questa è la lingua prescelta da Dio, la lingua in cui Dio stesso leggeva le scritture, benché costretto a parlarne un’altra per la cattività babilonese del secolo precedente, non ritengo che questo tipo di meditazione sia contaminativo.
Bue è stato chiamato Aleph, si chiama bull, toro, taur, tauros, ma è sempre Aleph, ed è una lettera.
La meditazione consiste nel chiudere gli occhi e meditare sulla fonetica, sul suono, anche sussurrandolo, e sulla forma della lettera, abbandonandosi a queste, lettera per lettera, con la dovuta pazienza ma senza sottrare tempo alla preghiera.
Con questo metodo, alcuni rabbini ebbero delle rivelazioni, o riuscirono a comprendere aspetti profondi della vita quotidiana e del Trascendente.
Ricordate, in questa occasione, di iniziare dalla prima lettera, da destra a sinistra, non l’opposto come nella lingua scritta!
Questo è un tipo di meditazione teista che permette di rilassare il corpo dalle tensioni quotidiane e di riflettere su Dio, contemplandolo e venerandolo, e ringraziandolo indirettamente per il dono che ci ha fatto dandoci questa lingua e rendendocela accessibile.
Ovviamente è una mia considerazione!
Se può interessarvi, ho suddiviso i Sette Giorni della Creazione in 142857,15 anni, per un totale di 1000000 di anni, periodo in cui si formarono, secondo la teoria delle stringhe (che prevede, appunto, sette periodi, di cui uno chiamato “vacuum expansion”, cioé l’ultimo, poiché il cosmo, freddo, continuò ad espandersi per miliardi di anni senza materia visibile, prima che questa si formasseche potremmo identificare con il giorno del riposo) dando un significato assoluto ai versi della Genesi, spiegando così anche il perché la creazione è ripetuta due volte in ordine differente nel libro del Bereshyt, riferendolo all’intero Universo e non solo al nostro pianeta i primissimi versi, mentre al nostro Pianeta i secondi.
Questo rende la Creazione ancor più bella, e le conferisce un ordine infinito, giustificabile solo con l’Onnipotenza di Dio, e mostrandoci come la ragione che ci è stata donata per comprendere ciò deriva dalla predilezione di Dio su di noi rispetto alle altre creature, se possiamo comprendere la Creazione, siamo, appunto, a Sua immagine.
L’idea di far congiungere le due cose mi è venuta proprio meditando in questo modo.
Con questo abbatto anche i limiti del fideismo, eresia che porta all’ateismo, ricordate, Dio va cercato nella Creazione!!
Dio vi benedica tutti, spero siate sempre pieni del suo Spirito, vi prego di dirmi cosa pensate delle mie considerazioni.
solovangelo.it | 28 June 2009, 20:37
Caro Simone,
ti chiedo scusa se tardo così tanto nella risposta, ma è stato un periodo piuttosto pieno. Ho apprezzato moltissimo le tue considerazioni, anche se mi rendo conto che, davanti ad una fenomenologia così complessa, sia piuttosto arduo arrivare a stabilire con assoluta certezza la realtà delle cose.
Mi riferisco in particolare alle NDE, positive o negative che siano, che se rapportate alla presentazione scritturale di ciò che sarà per l’uomo, si trovano in contrasto: voglio dire che la Scrittura ci parla certamente di un luogo di tormenti, ma esso è ben diverso dal “classico” modo di concepire il cosiddetto «inferno» che sembra invece visto/vissuto da coloro che sperimentano una NDE negativa; al tempo stesso, gli ambienti celestiali osservati da alcuni non sono riconducibili alla nuova creazione descritta nella Bibbia: nel Testo, si parla di nuovi cieli e nuova terra, sulla quale abiterà l’umanità redenta.
Per questo motivo, leggo senza dubbio con estremo interesse quanto scrivi dal punto di vista medico, consapevole però di non poterlo ricondurre alla realtà spirituale secondo un’equazione del tipo «uno ad uno»: probabilmente, siamo di fronte ad uno di quei molti aspetti che sfuggono dalla nostra piena comprensione, e per i quali dovremmo attendere la perfezione, in vista di conoscere di più.
Ti ringrazio altresì per le tue delucidazioni in merito a quanto ti avevo chiesto di chiarirmi, ho capito cosa intendi con le espressioni legate alla meditazione sull’alfabeto ebraico: cercherò di capire ancora meglio la questione, studiando meglio il pensiero rabbinico in questo senso.
Che il Signore continui a benedirti,
| 30 June 2009, 23:00
In realtà, Emiliano, mi spiace contraddirti, veramente.
È vero che il modo di concepire i tormenti nelle NDE e il modo in cui si concepisce la Vita dopo la vita non confuta le scritture, ma è anche vero che quelle persone stavano per morire o erano appena morte, non lo sono state per molto tempo.
Per me, questo serve solo a farci capire quanto poco sappiamo in realtà.
Comunque è vero, si parla di Cielo e di Terra sui quali abiterà l’uomo dove non conoscerà la morte, ma questo non è in contrasto con l’esistenza di un anima, anche quando si parla di Ressurezione.
Mi spiego, la materia di questo cosmo è composta da stringhe, le stringhe vibrano tutte ad una data frequenza, se delle stringhe vibrassero a frequenze differenti, sarebbero impercepibili a questo universo ma, occupando lo stesso spazio, potrebbero formare materia/energia concreta in un altro universo parallelo al nostro, occupante lo stesso spazio ma a noi indipendente.
Questa teoria può sembrare in contrasto con il Creazionismo (si chiama teoria delle stringhe, e parla anche di multiversi), ma non la ritengo affatto così, poiché Dio, nella sua immensità, può aver riservato, per ciò che riguarda il Trascendente, un posto in un universo creato appositamente per questo.
Come possiamo, dalla nostra immensa ignoranza, comprendere l’immensità di Dio e del suo pensiero ?
La Scrittura si chiama anche Sapienza, ma è pur sempre Sapienza per noi uomini, che ben distiamo dall’essere onniscienti.
Non per nulla, lo Shaddai, l’Onnipotente, è solamente uno.
Dio è misterioso e perfetto.
Che Dio vi benedica tutti e vi ricolmi del Suo Spirito!