SoloVangelo
Uno sguardo al mondo con gli occhi della fede

Cos'è SoloVangelo?
Ultimi commenti

Licenza
Disclaimer
Feeds
L'angolo della lettura

Feb 28 2009

Giudicare il prossimo

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Riflessioni, Testi esterni

Traduzione e adattamento dell’articolo Judging Our Brothers, di John W. Ritenbaugh

Ma tu, perché giudichi tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio. (Ro.14:10)

La nostra posizione di esseri umani peccatori, meritevoli del giudizio divino, ci squalifica automaticamente dal poter giudicare. Le abitudini di vita del nostro passato hanno così pervertito la nostra capacità di giudizio, da renderci impossibile l’emissione di un qualsiasi verdetto con la stessa imparzialità di Dio. Le nostre valutazioni sono troppo soggettive per essere imparziali, troppo influenzate dalle nostre esperienze, per considerare tutte le sfumature presenti nella vita altrui, senza usare pregiudizio verso di esse. Soltanto dopo aver vissuto una vita vittoriosa [in Cristo, NdT], ed essere stati liberati da questo corpo e mente carnali, saremo nella posizione di giudicare le vite degli altri (1Co.6:2-3).

Dal momento che siamo ovviamente in possesso della capacità di discernere tra il giusto e lo sbagliato, e siamo esortati a scegliere per il bene anche quando valutiamo la condotta altrui, il giudizio che Dio proibisce è quello che si riversa contro un altro uomo. In altre parole, Dio proibisce l’emissione di una sentenza diretta [come attacco, NdT] alla persona. Una cosa è chiamare un determinato comportamento con il proprio nome, e decidere se quel tale atto sia malvagio o meno, ma condannare la persona che lo compie come malvagia, implicando quindi l’impossibilità di correzione del proprio modo di agire, equivale ad entrare in un campo minato.

Link all’originale (in inglese): [http://www.bibletools.org]



             

Parole chiave/Tags: [, , ]


Feb 26 2009

Sindrome da preghiera compulsiva?

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

Alcuni psichiatri israeliani hanno recentemente individuato una nuova sindrome, che pare affliggere in maniera preminente i fedeli ebrei e musulmani, ma non soltanto: si tratterebbe della cosiddetta «sindrome da preghiera compulsiva», responsabile di condurre ad una osservanza maniacale delle prescrizioni del proprio credo. L’articolo del Corriere.it dal quale ho appreso questa notizia affronta il problema come se esso fosse un disturbo unicamente mentale, ma in questo mio commento vorrei invece cercare di approfondire quella parte che forse, in una società come la nostra, tende ad essere accantonato: esso riguarda l’aspetto puramente fideistico.

Nel discutere il disturbo da preghiera compulsiva, sul Corriere è possibile leggere quanto segue:

LA MALATTIA – Il fenomeno spunta qui, nella città che negli ultimi quindici anni ha cambiato pelle, dove gli ultraortodossi sono passati dal 5% al 35% della popolazione: gente che si fa un obbligo dell’osservanza, fin nei minimi dettagli, di pratiche e precetti. «In questo mondo – spiega la psichiatra Margarit Ben-Or –, si può creare una certa confusione tra zelo eccessivo e disturbo mentale». Ecco dunque il caso del fedele che ripete più volte la stessa preghiera, per paura di non averla recitata con la dovuta convinzione. O di chi va in bagno anche decine di volte, per lavarsi e purificarsi. O degli ebrei che passano il tempo a sistemarsi i tefillin, i lacci di cuoio nero che devono essere allacciati al braccio e alla testa. Il professor David Greenberg e il dottor Avigdor Buncik seguono al momento tre casi che definiscono «interessanti». Uno riguarda un ragazzo di 18 anni: «Questi pazienti sono ossessionati da domande che ripetono: “Ho avuto pensieri eretici?“, oppure “Dio è soddisfatto di come prego?“». L’équipe è in collegamento con un collega egiziano, il professor Ahmed Okasha, che al Cairo sta conducendo una ricerca parallela: «Ci sono musulmani – racconta Okasha – che mostrano lo stesso tipo di disturbi: rileggono più volte la stessa pagina del Corano, temono di non inginocchiarsi correttamente, spostano di continuo il tappeto per paura di non essere esattamente diretti verso la Mecca».

Un primo aspetto che a mio avviso emerge dalle consuetudini religiose «estreme» delle persone citate è la paura: essi hanno una concezione di Dio quale giudice severo, che studia nel profondo ogni azione dell’uomo per poterlo trovare mancante e giudicarlo colpevole. In seconda battuta, possiamo notare l’estrema insicurezza di tali persone: dal momento che sono consapevoli dei propri limiti, cercano di diventare quanto più possibili conformi a quello che, secondo loro, è gradito a Dio, allo scopo di compiacerlo e sfuggire alla sua ira. Ed è proprio qui che arrivamo al grande spartiacque tra le fedi monoteiste: cerchiamo dunque di vedere brevemente di cosa si tratta, e di capire come poterci rapportare ad esso.
Continua la lettura »



             

Parole chiave/Tags: [, , , , , ]


Feb 25 2009

Discriminazione televisiva

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

Può un essere umano suscitare scandalo a causa di un handicap fisico? Può l’uomo essere così cieco da «scartare» un suo simile, colpevole unicamente di non rispettare i canoni della «normalità»? È con questi pensieri che oggi ho letto l’articolo, apparso sul Corriere.it, relativo alla vicenda di Cerrie Burnell, ragazza di 29 anni, spigliata, simpatica, e conduttrice di un programma per bambini su una emittente inglese di primo piano.

Un solo «difetto»: alla presentatrice manca un braccio. Nessun incidente o amputazione, Cerrie è nata così. L’handicap non le ha però impedito di affrontare la vita con esuberanza, e di conseguire il diploma presso una celebre scuola di recitazione. E la Bbc, l’emittente che le ha affidato il programma, ha deciso di scommettere su questa talentuosa ragazza.

Ma i genitori dei piccoli destinatari del programma di Cerrie sono del parere che la ragazza non sia adeguata per un pubblico di bambini: con messaggi paradossali, padri e madri hanno fatto sentire il proprio disappunto sul sito dell’emittente. E ci sono un paio di queste espressioni di dissenso, lette sull’articolo del Corriere, che vorrei commentare: a mio avviso, dietro ad esse si nasconde molto di più di quanto non appaia in superficie.
Continua la lettura »



             

Parole chiave/Tags: [, , , , , , , ]


Feb 22 2009

Un video per riflettere

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Multimedia, Riflessioni

Oggi voglio proporre un breve filmato che ho trovato in rete, e che parla di una realtà molto sottile che da diverso tempo ormai serpeggia nel cristianesimo. L’obiettivo che mi pongo, condividendo questo filmato, è quello di portare alla riflessione individuale su contesti che sovente vengono etichettati come «innocui» o semplicemente «cialtronerie», ma verso i quali dovremmo invece sviluppare un occhio biblicamente critico, per considerarli alla luce di ciò che la rivelazione di Dio ci dice su essi. Buona visione.



             

Parole chiave/Tags: [, , , ]


Feb 19 2009

A volte ritornano

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Ateismo, Attualità

Una piccola appendice, quella di oggi, ad un articolo pubblicato non molto tempo fa, e riguardante l’iniziativa dell’UAAR (unione atei ed agnostici razionalisti) di far circolare nella città di Genova alcuni autobus recanti slogan contro la fede cristiana.

Ad un paio di settimane circa dal rifiuto, da parte delle autorità, di concedere il permesso per l’esposizione pubblica di frasi che potevano risultare offensive verso i lettori, l’UAAR è tornata all’attacco con un nuovo motto, che sta facendo magro sfoggio di sé sui mezzi pubblici del capoluogo genovese. Le foto sottostanti (dal sito tgcom.it) mostrano la banalità del nuovo messaggio: si fa una bandiera della propria osservanza della libertà di pensiero, ma questa non è certo prerogativa di atei o agnostici, bensì – fortunatamente – oggi è la prassi, nel bene e nel male.

La domanda che mi pongo a fronte di tutta questa ostinazione è quale sia il motivo reale che può spingere un’associazione fino a questo punto: se tali persone si rifiutano di credere ed anche soltanto di mettersi in discussione, perché fare delle proprie opinioni un continuo mettersi in mostra? A mio avviso è altresì una prova di ignoranza nei confronti delle possibili ricadute sociali di un buon esito della loro iniziativa: davvero si può essere così ingenui da pensare che distaccandosi dai principi divini l’uomo possa migliorare il proprio stato? Eppure, la cronaca quotidiana – che già parla di una umanità ben lontana da Dio – dovrebbe aiutare a riflettere su quanto ci sia la necessità di riavvicinarsi al pensiero del nostro Creatore.
Continua la lettura »



             

Parole chiave/Tags: [, , , ]


Feb 14 2009

Il nome di Dio

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Apologetica, Approfondimenti, Multimedia

Un breve filmato, a cura di EvanTv, in cui il prof. Danilo Valla spiega con estrema chiarezza alcuni concetti riferiti al nome di Dio, dimostrando come la pretesa della conoscenza di tale nome da parte di alcuni sia un assoluto controsenso. Un ottimo clip, leggero ma molto profondo, che lascia ampio spazio all’approfondimento.
Buona visione!



             

Parole chiave/Tags: [, , , , , ]


Feb 09 2009

Tempo di raccolta con Carlos Annacondia

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Apologetica, Inviti alla lettura

Da «Invito alla lettura su “Fede controcorrente“»

Tempo di raccolta con Carlos Annacondia
All’inizio di gennaio 2009 ho ricevuto una missiva dal titolo “Tempo di Raccolta 2009″ dallo “Oikos Network”. Si annunciava “come ospite principale l’evangelista argentino Carlos Annacondia”. Inoltre si leggeva in un testo messo in risalto: “L’apostolo Paolo Montecchi dichiara: “La visione e’ di incoraggiare tutta la chiesa a prendere un impegno serio nell’evangelismo e alzare evangelisti per la nazione. L’invito fatto a Carlos e’ perche’ durante la conferenza tenga dei seminari per condividere con tutti i servitori di Dio e con tutti quelli che hanno desiderio per il risveglio la sua esperienza e il suo cuore per la salvezza delle anime”".

Tali inviti sono continuati regolarmente fino a quasi l’inizio della conferenza. Su una di tali missive di febbraio si legge, oltre alle altre cose: “Gesù colui che ti salva, guarisce e libera“; poi si legge a grandi lettere il riferimento “Giovanni 3,16″, che pero’ non convalida tutto ciò, ma recita solo che chi crede in Lui, ha la vita eterna. Subito accanto c’e’ la foto di Carlos Annacondia e sotto si legge: “Vieni e ricevi il tuo miracolo“. Come si vede, Gesu’ viene degradato a una mera macchina taumaturgica automatica, ossia che deve dispensare prodigi a richiesta, senza obiettare alcunché; tanto questo e’ il suo mestiere. Il motto e’ questo: Il tuo miracolo tanto ti appartiene già, basta solo che tu vieni a prendertelo! E’ la tipica mentalità da lotteria. Quanto e’ distante tutto ciò dal Dio della Bibbia che, nel suo sovrano e imperscrutabile consiglio, decide nel suo arbitrio che cosa fare, se e quando farlo. “Il nostro Dio e’ nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace” (Sal 115,3). “L’Eterno fa morire e fa vivere… fa impoverire ed arricchisce, egli abbassa ed anche innalza…” (1 Sam 1,6ss).

Tuttavia il Dio dei carismaticisti e’ fatto a loro propria immagine e somiglianza e sta alla dipendenze dell’”unto” di turno! Rispetto al Dio vivente e sovrano della Bibbia i credenti delle varie epoche si sono atteggiati cosi’: “Se il Signore vorra’, allora…” (1 Cor 4,19); “Se piace al Signore, allora…” (Gcm 4,15); “Padre nostro che sei nei cieli… sia fatta la tua volonta’ anche in terra com’e’ fatta nel cielo” (Mt 6,9s; 26,42 Gesu’); “Sia fatta la volonta’ del Signore” (At 21,14). [Continua la lettura: http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Raccolta_Carlos_Annacondia_MeG.htm] Dopo aver letto l’intero scritto, voi che rispondereste alle questioni in esso contenute? {Nicola Martella}



             

Parole chiave/Tags: [, , , ]


Feb 08 2009

Riflessioni in merito alla vicenda di Eluana

Scritto da Barbara Venturello, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

Ancora una volta, poche ore fa, ho assistito allo show che circonda il drammatico caso “Eluana”. Su Rete Quattro, infatti, Emilio Fede ha iniziato il telegiornale trattando proprio questo argomento.
Mi accingo a scrivere il mio articolo non perché voglio entrare nel “fantastico mondo” dell’opinionista ma perché sono molto disgustata da tutta la faccenda.
Trovo orribile strumentalizzare la sofferenza ed il dolore di una famiglia.
Pare che proprio oggi il padre di Eluana abbia rilasciato la seguente dichiarazione : “Rispetto la Chiesa ma non mi può imporre i suoi valori”.(qui la fonte).
Mi domando come si possa dar torto alla posizione di questo padre che, dopo 17 anni di sogni infranti ha maturato la convinzione che la condanna a vivere senza limiti sia peggio della condanna a morte.
Mi domando che diritto abbiamo noi cristiani di prendere una posizione contro un padre che ha vissuto un dramma così grande da non poter essere veramente compreso.
In tutto questo stato di idee contrastanti, i nostri politici sono alle prese con una bella “patata bollente”.
Personalmente credo che rendere mediatico questo caso sia una buona tattica per distogliere il popolo dai mille problemi economici che attanagliano l’Italia e l’Europa in questi ultimi tempi ma, lasciando perdere le mie posizioni politiche, esprimo sostegno verso coloro i quali, trovandosi a ricoprire certe cariche, devono gestire in maniera imparziale casi come questo facendo i conti con la propria coscienza e con una legge che è assurda in quanto per cercare di tutelare il diritto a vivere, permette che una persona muoia di stenti.
Perché in questi casi si interrompono l’alimentazione e l’idratazione? Io trovo che sia veramente crudele.
Ora, visto che, sempre secondo il mio parere, ci troviamo di fronte ad un caso di accanimento terapeutico, visto che Eluana ha vissuto sin’ora grazie ad un intervento esterno forzato, mi domando perché non si possa applicare la stessa filosofia nel terminare la sua vita ossia applicando un intervento esterno assolutamente veloce ed indolore.
Ci farebbe sentire assassini? Quindi è meglio farla soffrire?
Continua la lettura »



             

Parole chiave/Tags: [, , , , , ]


Feb 02 2009

Il valore di una vita

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

Qual è il valore di una vita?
Domanda che in molti forse si staranno ponendo, in un periodo come questo, in cui certo non siamo risparmiati dal sentire notizie di cronaca al limite dell’immaginazione. Senzatetto bruciati vivi, ragazze abusate, in una successione seriale che fa ripensare alla “moda” di gettare sassi dai cavalcavia, come avveniva qualche anno fa: dopo alcuni servizi giornalistici, ecco il moltiplicarsi degli emuli, in un crescendo di follia e di bestialità.

Non ho alcun dubbio che nel caso dei sassi tutto fosse più semplice: ragazzi alla caccia di forti emozioni si appostavano, sceglievano un bersaglio, lanciavano la propria pietra e si “divertivano” a guardare gli effetti. Diversi metri separavano il carnefice dalla vittima, ed allo stupido in cerca di sballo non veniva offerta la possibilità di osservare da vicino le catastrofiche conseguenze della propria demenza: l’unica cosa che poteva vedere era una carcassa di metallo che andava ad impattare contro qualche muro, o contro altre carcasse di metallo; nulla della sofferenza umana era percepibile, nessun pensiero si apriva a considerare la tragedia che si sarebbe scatenata all’interno delle famiglie. Tutto troppo lontano dalla mente di idioti che fanno della vita altrui il proprio divertimento del fine settimana, salvo poi versare le proverbiali «lacrime di coccodrillo».
Continua la lettura »



             

Parole chiave/Tags: []


SoloVangelo, powered by WordPress | SoloVangelo.it theme created by Emiliano Musso

Amministrazione sito | Copyright ©2008