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L'angolo della lettura

Apr 21 2009

I Testimoni di Geova e la nuova nascita

Scritto da Barbara Venturello, inserito nelle categorie: Apologetica, Attualità, Discussioni aperte

Qualche giorno fa, mi è capitata tra le mani la rivista “Torre di Guardia” del mese di Aprile 2009. Per chi non lo sapesse, si tratta di una delle due pubblicazioni che spesso ci offrono i Testimoni di Geova quando vengono a casa nostra o quando li incontriamo per strada.
Su questo numero, spicca il titolo di quello che poi è l’argomento sviluppato all’interno: Cosa significa Nascere di Nuovo?
Ho letto due volte le 10 pagine dedicate e devo ammettere che al di là del contenuto, ammiro moltissimo la capacità di comunicazione che contraddistingue da sempre gli articoli dei Testimoni di Geova.
Prima di commentare la rivista geovista andiamo innanzitutto alle Scritture.

L’espressione “nato di nuovo” o “dall’alto” di cui ha parlato Gesù con Nicodemo (Giovanni 3:1-12) esprime certamente un concetto che non può essere condensato in poche righe. Tra le tante definizioni “in pillole”, quella che ho trovato più equilibrata e rappresentativa ne spiega il significato inquadrando immediatamente tre aspetti dell’incontro tra i due:

1. (Versetti da 1 a 3) Nicodemo si reca da Gesù per svolgere un’indagine, ossia per cercare di capire come, nonostante l’evidente potenza di Dio espressa attraverso i miracoli compiuti da Gesù e la profonda conoscenza che dimostrava in merito alle cose di Dio, Egli non appartenesse a nessuno dei movimenti religiosi attivi al tempo.

2. (Versetti da 4 a 8 ) L’indagine di Gesù nel cuore di Nicodemo ossia l’immediata risposta di Gesù a Nicodemo ad una domanda che Nicodemo non aveva neppure posto. Gesù, infatti, lesse nel cuore del fariseo e passò subito al nocciolo del problema: il profondo bisogno di trasformazione o rigenerazione spirituale.

3. (Versetti da 9 a 10) La riprensione che il Signore fa a Nicodemo che, nonostante aver sentito e sicuramente avvertito la certezza di quel che ascoltava, non ha voluto ammettere i suoi sentimenti.
Riassunti questi punti, posso riportare la definizione di cui sopra:
La nuova nascita è l’atto mediante il quale Dio accorda al credente la vita eterna. Quest’espressione esprime altresì l’idea dell’adozione quale “Figlio di Dio” per mezzo della fede in Gesù. Esprime il concetto di rigenerazione spirituale.

All’inizio dell’articolo, la rivista “Torre di Guardia”, dicendo di citare un dizionario di uso corrente, dà alla nuova nascita questa definizione: “Persona, solitamente di fede cristiana, che ha rinnovato o confermato il proprio impegno di fede, specie dopo un’esperienza religiosa mistica”.

Il primo errore grossolano che noto, è che l’articolo parla di questa specifica come se fosse realmente rappresentativa di quello in cui credono i cristiani, cercando un punto di forza ed autorevolezza nel sostenere che la Bibbia non dice così.

Continuando la lettura, scopro che la grossa diversità tra quanto affermato dalla Bibbia e quanto sostenuto dai Testimoni di Geova risiede nel considerare la nuova nascita come una sorta di “implementazione” alla salvezza riservata ad un numero scelto da Dio di 144.000 individui.
Per parlare di quelli che i Testimoni chiamano “unti” senza annoiarvi troppo, vi riporto due frasi tratte dalla rivista che ho tra le mani:

1. “Il Regno di Dio è un governo celeste formato da Gesù Cristo e da un gruppo di coregnanti scelti tra il genere umano”;

2. “Ai tempi degli apostoli, Dio iniziò a scegliere tra il genere umano un numero limitato di cristiani fedeli, adottandoli come figli”.
Secondo la dottrina dei Testimoni di Geova, questi cristiani fedeli sono un piccolo gruppo (144.000) che, grazie alla volontà di Dio hanno la possibilità di nascere di nuovo e un giorno regneranno in cielo con Gesù su tutti coloro (un’innumerevole moltitudine: un grande gruppo) che vivranno sulla terra.

Per sostenere questa loro “verità” interpretano arbitrariamente alcuni brani dell’ultimo libro della Bibbia (l’Apocalisse o Rivelazione). Tanto per citare due esempi assolutamente non esaustivi: il capitolo 5 con particolare riferimento al versetto 10 e il capitolo 20 concentrandosi soprattutto sul versetto 6 ed estrapolano dal loro contesto alcuni versetti quali 2 Timoteo 2:12, e 1Giovanni 2:2.

Vorrei riportare il versetto di 1Giovanni 2:2 esattamente come compare sulla rivista ossia con i commenti posti tra parentesi scritti dall’articolista perché è la chiara dimostrazione di come il versetto sia estrapolato dal contesto :

” Egli è un sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non solo per i nostri (il gruppo più piccolo) ma anche per quelli di tutto il mondo (il gruppo più grande).

Se leggiamo 1Giovanni, ci rendiamo immediatamente conto che l’apostolo si sta rivolgendo ad una comunità di cristiani e sta esprimendo vari concetti. Nel capitolo 2, Giovanni sta dicendo che i credenti (non li divide affatto in due gruppi) sono soggetti al peccato ma che trovano in Gesù un avvocato: Egli (Gesù) è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo!

Parafrasando si può dire che Giovanni ha affermato che Gesù Cristo, il giusto, è morto per tutti gli uomini. Essi sono (tutti – indipendentemente dall’essere cristiani o meno) nella condizione di peccato davanti a Dio e quindi destinati ad una morte eterna. Egli (Gesù) per il genere umano è il sacrificio propiziatorio (ossia, riferendosi al Vecchio Patto, quel sacrificio che una volta espletato dal Sommo Sacerdote, cancellava i peccati del popolo che gli si affidava).

Ogni volta che il Nuovo Testamento utilizza il termine “mondo”, rende il greco “kosmos” riferendosi sia al mondo (la Terra) che alla totalità degli uomini o alla società. Spesso mette in contrapposizione il mondo inteso come la società lontana da Dio, ai credenti (esempio: Giacomo 4:4).
Dai miei studi, è emerso che il termine mondo usato nelle Sacre Scritture non identifica mai i cristiani. Essi, al contrario sono chiamati (senza distinzioni o categorie) figli di Dio (Romani 8:15-16); santi (Seconda Corinzi 1:1-2). L’insieme dei credenti (la chiesa) è paragonata ad un corpo umano perché tutte le persone che la compongono sono utili ed indispensabili (1 Corinzi 12:12) addirittura è paragonata ad una sposa che Cristo ha amato a tal punto da dare la vita per lei (Efesini 5:25).

La nuova nascita non è per pochi eletti ma per tutti coloro che hanno ricevuto Gesù quale Salvatore e Signore. E’ opera della fede e, al contrario di quello che espongono i Testimoni di Geova, i cristiani sanno che la nuova nascita non si ha per le proprie forze ma è un dono di Dio elargito a tutte le persone che accettano la sua grazia.

Ancora tanto ci sarebbe da dire ma non posso analizzare 10 pagine di una rivista in un solo post. Ecco perché ho deciso di “allacciare” questo mio scritto alla categoria “Discussioni Aperte”.

Mi piacerebbe moltissimo che i Testimoni di Geova che di tanto in tanto approdano da queste parti o tutte le persone che ritengono di poter apportare un loro contributo alla discussione, si facciano avanti. Sarò lieta di leggervi e di proseguire le mie considerazioni su questo argomento e su quello ad esso correlato: Il Regno di Dio spiegato dai Testimoni di Geova.



             

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16 Commenti »

  1. Amicusplato
    semperamicus.blogspot.com | 22 April 2009, 23:04

    Ottime osservazioni :-) Ma è difficile parlare di rinascita spirituale con chi non crede (i Testimoni di Geova) che lo Spirito Santo è Dio.

    Ciao!

    Amicusplato

     

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  2. Barbara
    solovangelo.it | 28 June 2009, 19:35

    Ciao Amicus,
    credo che il problema non sia solo quello. Arrivare ad affermare che lo Spirito Santo è Dio è un’altra cosa rispetto al fatto di far dire alla Bibbia quello che non dice con un’esegetica del tutto arbitraria.

     

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  3. Anna
    | 25 September 2009, 9:09

    La cosa che mi stupisce ogni volta che sento parlare di questi 144mila dai testimoni (che non ritengo una cifra da interpretare letteralmente, come nemmeno il contesto in cui é inserita), é questa: ma che senso avrebbe una “gerarchia celeste”, capitanata da Gesù e dai 144mila, per regnare su una “nuova” popolazione terrena già redenta`e purificata (i giusti risorti), dunque non più bisognosa di correzioni?

    E già che Vi contatto (sono entrata per caso nel Vostro sito oggi facendo una ricerca su Google con la parola “discernimento”) e che dai Vostri testi comprendo che mi potreste dare una risposta utile, vorrei sottoporVi una domanda. Tra i personaggi biblici che conosco c’é Davide, che viene considerato un esempio di obbedienza a Dio, pur avendo molto peccato ed essere ricaduto spesso nel peccato ed essere stato, per come la posso vedere io, un uomo sanguinario, senza scrupoli e crudele. E’ vero, ha avuto anche delle disgrazie nella vita, ma come molti… Perché i cattolici, i testimoni e altre rappresentanti di matrice cristiana, lo tengono in così alta considerazione? E’ una cosa che non comprendo.

    Grazie per l’attenzione, Vi auguro una buona giornata, gioia e felicità.

    Anna

     

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  4. Emiliano Musso
    solovangelo.it | 25 September 2009, 9:28

    Buongiorno Anna, e grazie per il suo commento.
    Risponderemo certamente al suo quesito, le chiedo soltanto di pazientare fino all’inizio della prossima settimana: per varie questioni, non potremo occuparci della redazione attiva del blog fino ad allora.

    Nel frattempo, ricambio gli auguri di gioia e felicità.
    A presto,
    Emiliano

     

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  5. Barbara
    solovangelo.it | 28 September 2009, 22:09

    Ciao Anna,
    il tuo dubbio è certamente il dubbio di una persona logica e riflessiva. Ecco perché, nel formulare una risposta cercherò di lasciarti degli elementi su cui riflettere. Non risponderò in maniera completa (moltissime considerazioni ci sarebbero da fare ed il mio post risulterebbe eccessivamente “pesante”) ma sarò lieta di iniziare un dialogo con te su questo argomento qualora, alla fine della lettura di questa mia risposta tu abbia ancora delle domande.

    Interessante sarà per te notare che i cristiani che tengono Davide in alta considerazione non lo fanno per ragionamenti personali o perché hanno il “mito” di questo personaggio. Essi lo fanno perché è la Bibbia stessa (nella sua totalità ossia dal Vecchio al Nuovo Testamento) che lo presenta come “un uomo secondo il cuore di Dio” (cfr. Atti 13:22 e I Samuele 13:14).
    Nel nuovo testamento troviamo ben 58 riferimenti a Davide. Gesù spesso si apostrofa come “figlio di Davide”.
    Ripercorriamo brevemente la sua storia (la trovi tra I Samuele 16 e I Re 2).
    Davide crebbe in una famiglia numerosa. Era il più giovane di otto fratelli e la sua famiglia viveva di pastorizia. Tant’è che sin da ragazzino la sua principale occupazione fu quella di pastore. Questa attività gli permise di diventare un uomo molto coraggioso (si trovò ad affrontare bestie selvagge per difendere il suo gregge) ma nello stesso tempo imparò a curare il gregge con tenerezza. Aveva certamente un animo molto sensibile infatti gli piaceva suonare, comporre poesie… ed è per queste sue caratteristiche che si ritrovò alla corte del re Saul divenendone poi il successore per volere di Dio.
    Se vuoi leggere le parole di Davide scritte in forma poetica e sicuramente messe “in musica”, apri nella tua Bibbia il libro dei Salmi. Troverai tante sue preghiere ed inizierai a comprendere perché Dio poté considerarlo un uomo “secondo il suo cuore”.
    Quando si parla di uomini, però, non bisogna dimenticare che essi non sono perfetti. Dio ci insegna attraverso la Sua Parola che ogni uomo, per quanto unico e meraviglioso, è un peccatore, incapace di fare costantemente il bene.
    Ed ecco che, sfogliando le pagine della Bibbia che raccontano la storia di Davide, vediamo un uomo con una grande fede ma anche un assassino ed un adultero. Leggi la storia di Uria l’ittita e sua moglie Bat-Sceba (2 Samuele capitolo 11). Davide fu un uomo a cui Dio non risparmiò le conseguenze delle sue azioni. Un uomo che, comunque ricercò sempre il volto del suo Dio con sincerità e profondo pentimento. Un uomo che ebbe a cuore la volontà di Dio anche quando si trovò sul letto di morte.
    Una cosa che trovo veramente bella della Bibbia è che non cela mai i difetti caratteriali o i peccati dei figli di Dio. E’ nel leggere le storie di questi uomini che Dio ci aiuta a comprendere molte cose di noi stessi perché i difetti ed i peccati raccontati sono in qualche modo i nostri difetti, i nostri peccati, i nostri ragionamenti.
    Dio scelse Davide come discendenza carnale di Gesù non per i suoi meriti ma per la relazione che Davide ebbe con Lui. Quest’uomo è un esempio di uomo imperfetto che si affida a Dio in ogni circostanza. Egli dimostra il tipo di attitudine che occorre avere nei confronti del Signore: la sincerità, la fede, la capacità di ricercare prima di ogni cosa il Suo pensiero, il Suo parere. Con la testimonianza della vita di Davide, la Bibbia ci parla di grazia in maniera tangibile e reale mostrandoci concretamente che se siamo suoi figli, Dio non ci guarda con occhi di giudizio ma ci accoglie e ammaestra utilizzando i nostri fallimenti per portarci alla consapevolezza che senza di Lui è impossibile essere giusti e giustificati.
    Spesso si sente dire che il Vecchio Testamento presenta un Dio sanguinario e vendicativo che è in antitesi con il Dio che ci presenta Gesù ma chi dice così non si accorge del fatto che quasi tutti i concetti e gli episodi avvenuti prima della nascita di Gesù (tra cui anche la storia di Davide) sono scritti per mostrare l’importanza dell’opera di Gesù per ogni uomo.
    Dio aveva già preparato per grazia l’opera di salvezza per ognuno di noi. Ci mostra il suo giudizio attraverso certi episodi ma non manca di darci la certezza che se lo cerchiamo con tutto il cuore e siamo pronti ad avere una relazione con Lui Egli ci accetta incondizionatamente così come ha accettato Davide ed utilizzato la sua vita per benedire le generazioni successive. Dio è pronto a perdonarci e riscattarci.
    Gesù, il figlio di Davide è la dimostrazione che Dio sa trasformare le cose orribili in salvezza e amore . Sta a noi lasciargli lo spazio per poterlo fare.

     

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  6. Anna
    | 30 September 2009, 7:11

    Ciao Barbara e grazie

    per avermi dato una risposta così completa. Conosco piuttosto bene la storia di Davide, i libri del Vecchio Testamento che citi li ho letti molte volte. Anche i Salmi, suggestivi, la cui redazione viene appunto attribuita a Davide. La Tua risposta é in sintonia con i pensieri cristiani riguardo a questo personaggio che già conoscevo. Però ci sono due aspetti del Tuo testo, che probabilmente valuto poco e che farei bene ad approfondire. E cioé che il Vecchio Testamento serve da “confronto” per dimostrare la grande opera di Gesù e che Dio sa trasformare cose orribili in Amore.

    Grazie ancora, Barbara, sei stata veramente gentile e mi hai dato motivo per ampliare le mie riflessioni.

    Auguro a Te e ad Emiliano una splendida giornata, pace e bene.

    Anna

     

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  7. Barbara
    solovangelo.it | 7 October 2009, 0:16

    Grazie Anna per le tue parole.
    Ripeto: la mia trattazione è assolutamente parziale ma sono contenta di averti lasciato qualcosa di utile su cui riflettere e (perché no) della quale parlare con Dio.

     

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  8. Mauri
    | 18 October 2009, 9:07

    Gentili amici, e in particolare gentile Barbara, posso dire che se non fossi già stata testimone di Geova (e non “geovista”, vi prego, a meno che non vogliate uguagliarvi ai persecutori del ventennio) la chiara e semplice esposizione della rivista citata mi avrebbe forse convinta a diventarlo?
    Parafraso solo un punto con il quale si illustrava la non volontarietà o scelta della nuova nascita. Se al momento di iscriversi ad una scuola vi dicessero che dovete appartenere ad una certa nazione, non potreste scegliere voi di esservi nati. Nessuno sceglie dove, quando e da chi nascerà. Ma qualcuno che a quella nazione appartiene può decidere di adottarvi. Per questo non si “sceglie” di nascere di spirito, ma sta a Dio decidere.
    L’errore comune, a mio parere, è di guardare ad un premio terreno con sufficienza, quasi come se non valesse la pena: eppure, qual era il proposito di Dio prima che Adamo peccasse? E dove, nelle prime parole rivolte al primo uomo, si intravede la promessa di una futura vita spirituale in cielo? o la minaccia di eterni tormenti? Ciò che fu detto e lasciato chiaramente capire è che la morte sarebbe stata la punizione per il peccato, non la porta aperta ad una migliore vita.
    L’introduzione nel piano divino di un’amministrazione celeste a cui doveva – anzi deve – partecipare un gruppo limitato di credenti non va assolutamente ad intaccare il progetto originale, quello secondo cui la terra fu creata per l’uomo, e perchè l’uomo vi abitasse per sempre. Del resto, per rispondere a chi si chiede che ci sta a fare un regno di sacerdoti per una terra ormai purificata, ricordo che tale regno avrà una durata di 1000 anni, dopo di che Gesù (e quanto più i 144.000) si sottometterà al Padre suo consegnandoglielo ormai purificato. Di ciò che Gesù e gli unti faranno successivamente la Bibbia non parla, ma di molte cose la Bibbia non parla. D’altra parte, su cosa regnerebbero tutti i credenti in cielo? Su un regno privo di sudditi?
    (A proposito, notate come in Rivelazione/Apocalisse cap. 14 si dice che coloro che stanno con l’Agnello hanno scritto in fronte “il suo nome e il nome del Padre suo”. Due nomi diversi. Li avete entrambi? E qual è quello del Padre?)
    Non pensate, vi prego, che la vita eterna sulla terra purificata sia una salvezza “di serie B”, come molti affermano. Se vostro padre vi lasciasse in eredità il pianterreno di una villa con annessi piscina, giardino, parco, bosco, frutteto….. e tutta la mobilia e le risorse che ci sono, vi permettereste di protestare perchè a vostro fratello ha dato l’attico?
    Riflettete amici. Dio vi benedica e custodisca, guidando i vostri passi per la vita eterna.

     

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  9. Mauri
    | 18 October 2009, 9:41

    Aggiungo qualcosa, con il vostro permesso:
    1) cosa intendeva Gesù definendo felici i miti perchè “erediteranno la terra”? Non poteva trattarsi della terra di Israele, perchè Gesù stesso fece capire che il suo Regno non doveva essere di questo mondo, quindi ogni riferimento a future liberazioni politiche o territoriali non avrebbe senso. E poi i “miti” sono di ogni popolo e nazione, non solo ebrei.
    2) cosa intendeva Pietro dicendo che aspettiamo nuovi cieli e nuova terra in cui deve dimorare la giustizia?
    3) sappiamo che le profezie, soprattutto quelle ad ampio respiro, hanno più di un adempimento, uno dei quali in Gesù o nel corso della sua vita terrena o riferito al suo intervento al termine dell’attuale sistema di cose. Come, dunque, si dovrebbero applicare le varie profezie che vedono i salvati dimorare sotto la propria vite e il proprio fico? e in pace con le varie specie animali?

     

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  10. Anna
    | 18 October 2009, 14:59

    Grazie, Mauri,

    di aver risposto indirettamente al mio quesito. Ora proverò a rispondere io al Tuo, ma certamente non potrai tenere la mia risposta in nessuna considerazione, poiché so che l’interpretazione biblica della Watch Tower Society non la contempla per nessuna ragione.
    I credenti in cielo non regnerebbero su alcuno, perché in un sistema di cose non più terreno e perfetto non ci sarebbe più motivo di essere guidati dalle gerarchie. Il regno millenario terreno, da consegnare da Gesù a suo padre dopo averlo purificato, é una delle teorie dei testimoni di Geova, che cade se si parte dal presupposto che Apocalisse é un libro simbolico. Come asserisce buona parte del mondo a matrice cristiana.

    Ma qui saremmo di nuovo allo scontro tra le varie ideologie, che ci porterebbe solo ad arroccarci sulle proprie posizioni e ad allontanarci come fratelli. E questo non desidero che avvenga. Preferisco considerare che “anche chi non ha leggi, ma per natura fa le cose della legge, questi – benché non abbia leggi – é legge a se stesso.Perché tutti abbiamo origine da Dio e chiunque é stato generato da Dio non pratica il peccato ma desidera acquisire conoscenza del vero. Il vero, che é l’amore degli uni verso gli altri, il sentimento che ci riconduce a Dio. Perché l’Amore é più importante di tutto, anche della fede e della speranza”.

    Auguro a tutti una buona domenica, pace e bene.

    Anna

     

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  11. Mauri
    | 18 October 2009, 18:00

    Cara Anna, sono io che ringrazio te e non penso minimamente di non tenere la tua risposta in considerazione. Mi permetto però di farti notare un piccolo errore: a prescindere dal carattere fortemente (ma non unicamente) simbolico di Apocalisse, l’accenno ad un Cristo che sottomette al Padre se stesso e il Regno che ha governato per 1000 anni non si trova in quel libro, bensì nella prima lettera di Paolo ai Corinti, che simbolica – per quanto mi consta – non è.
    C’è un altro punto interessante. Spesso, quando facciamo riferimento a profezie veterotestamentarie che parlano di una terra purificata, veniamo contraddetti con l’affermazione che tali profezie si riferivano alla restaurazione di Israele sul proprio suolo, dopo l’esilio. Tuttavia, in Atti 3:21, Pietro parla di una restaurazione di tutte le cose predetta proprio dai profeti dell’antichità, e non ne parla certo come di un evento ormai passato.

    Pace anche a te in Cristo Figlio di Dio.

     

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  12. Anna
    | 19 October 2009, 14:17

    Cara Mauri,

    grazie per la Tua risposta e perdona se ho fatto un errore di attribuzione, il quale, comunque, non cambia la sostanza del mio pensiero. Nel senso che, anche se l’accenno che mi fai notare si trova nella prima lettera di Paolo ai Corinzi, nessun altra religione a matrice cristiana – per quanto mi consta – ne evince che vivremo altri 1000 anni dopo la morte su questa Terra, nel senso che intendono i testimoni di Geova. A me, comunque, non interessa farTi dei ragionamenti o portarTi delle prove per farTi cambiare il Tuo credo. Non ho bisogno che Tu la pensi come me per sentirTi sorella, come non ho bisogno che un musulmano, induista, ateo ecc. diventino cristiani per sentirli fratelli.

    La cosa, invece, che volevo evidenziare sopra e che spesso non viene considerata, é che non credo che nelle intenzioni di Gesù ci fosse quella di predicare un messaggio da applicare a suon di versetti ed intepretazioni. Gesù ha insegnato ad amare – se stessi ed il prossimo, a perdonare e ad operare soprattutto con i fatti che non con le parole. Perché é solo attraverso l’Amore che si giunge a percepire Dio. Ed ha pure evidenziato (in vari modi) quanto questo sentire ed agire fosse la cosa più importante di tutto.

    Alla fine, proveniamo tutti dalla stessa fonte e scorriamo tutti verso lo stesso oceano….

    Inoltre, come mi suggerisce Barbara (e lo trovo un suggerimento bellissimo), parlerò ancora , con Dio di queste mie asserzioni.

    Un caro saluto a tutti,

    Anna

     

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  13. Barbara
    solovangelo.it | 20 October 2009, 23:57

    Ciao ragazze,
    grazie mille per i vostri interventi.
    Chiedo scusa se scrivo solo ora e chiedo scusa a Mauri per il termine “geovista” (sinceramente usato solo per non ripetere nella stessa frase l’espressione “Testimoni di Geova”). Mi dispiace che sia risultato antipatico.
    Grazie Mauri per esserti sentita libera di esporre il tuo pensiero. Pensiero che conosco abbastanza bene e che a tratti condivido.
    Interessante notare che in questi nostri pittoreschi scambi, siamo partite dal concetto di “nuova nascita”, abbiamo transitato per la vita di Davide parlando di grazia per finire a discutere su concetti escatologici di “nuovi cieli e nuova terra”. Il tutto è avvenuto in fretta e con una certa naturalezza ma abbiamo messo così tanta carne al fuoco che non basterebbe un libro per approfondire tutti gli argomenti.
    Proprio convinta di quanto sopra, ho deciso di incentrare il mio dire su due aspetti: i 1000 anni di regno di Cristo e i “famosi” 144.000.
    Prima di addentrarmi nel discorso è doveroso per me unire la mia voce a quella di Anna quando scrive che Gesù ha insegnato ad amare – se stessi ed il prossimo, a perdonare e ad operare soprattutto con i fatti più che con le sole parole. Anche per me è prioritaria la messa in pratica piuttosto dell’analisi “nuda e cruda” di un versetto ma, ammetto che non sarebbe equilibrato basare la nostra vita cristiana solo sul pratico escludendo una parte importante: l’analisi della Bibbia in quanto essa è lo strumento che Dio ci ha lasciato per farsi conoscere. Ritengo quindi utile ed equilibrato il confronto del nostro credo basando i nostri ragionamenti solo ed esclusivamente sulla Sacra Scrittura.
    Cara Mauri, l’esempio che fai della scuola che accetta solo alunni appartenenti ad una determinata nazione è abbastanza calzante e non è la prima volta che lo sento però mi chiedo e ti chiedo: è veramente rappresentativo dell’insegnamento scritturale oppure è rappresentativo di una dottrina?
    A parte questo, vorrei che ognuno di noi potesse leggere il capitolo 20 del libro “Rivelazione” o “Apocalisse” in due versioni della Bibbia a scelta (io personalmente scelgo la TNM e la NR).
    Vi chiedo anche lo sforzo di leggere senza commentari e senza interruzioni tutto il capitolo 15 della 1 Corinzi.
    I due brani sono paralleli. Essi parlano della resurrezione dei morti solo che 1 Co mette l’accento su come possa avvenire la resurrezione mentre Apocalisse ne spiega il senso mettendo in luce il proposito di Dio. Per sintetizzare dico che la prima lettera spiega il “come” mentre la seconda ci indica il “perché”.

    Mauri scrive: “a prescindere dal carattere fortemente (ma non unicamente) simbolico di Apocalisse, l’accenno ad un Cristo che sottomette al Padre se stesso e il Regno che ha governato per 1000 anni non si trova in quel libro, bensì nella prima lettera di Paolo ai Corinti, che simbolica – per quanto mi consta – non è.”

    La mia considerazione è che in 1 Co si parla del fatto che Gesù è risorto ed è primizia (il primo) di una lunga serie ossia quelli che sono in Cristo (i nati di nuovo). Dopo queste cose verrà la fine, quando Gesù ridurrà al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza per poi consegnare il regno a Dio Padre.
    Non c’è alcun accenno ai mille anni di regno. Essi sono infatti citati in Rivelazione o Apocalisse 20.
    In 1 Co dal versetto 35 in poi non si sta parlando della resurrezione di un numero limitato di persone ma si sta facendo riferimento alla sorte di tutti i credenti. Questo lo deduco dal versetto 22 che dice” Poichè, come TUTTI muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno TUTTI vivificati. Qui l’unica distinzione che c’è è che ciascuno ha il suo turno: prima Cristo poi tutti i credenti. Dal versetto 35 in avanti Paolo spiega che la risurrezione avverrà con un corpo che, se precedentemente era “corruttibile”, a seguito della grazia di Dio in Cristo Gesù risuscita “incorruttibile”. Seminato “ignobile”, per grazia risuscita “glorioso”.
    Paolo non sta dicendo queste cose riferite ad una cerchia di persone (144.000) ma a tutti i credenti (prova ne è che sta scrivendo ad una comunità). Egli ci dice che come oggi stiamo portando l’immagine del terrestre, così, alla risurrezione porteremo l’immagine del celeste.

    So che i Testimoni credono che tutte le prime comunità cristiane erano composte da unti (e quindi facenti parte dei 144.000). Vorrei solo dire che questo non è scritturale. E’ un’interpretazione arbitraria delle Scritture. Così come ho dimostrato nel mio articolo l’errata interpretazione del Capitolo 2 di Primo Giovanni, avrei argomentazioni anche per sostenere l’affermazione precedente ma per brevità non lo farò in questa sede.

    Uno dei principi ermeneutici sui quali si basano le discussioni teologiche, è quello che afferma che nella Bibbia non vi è contraddizione.

    Se quanto affermato è vero, occorre leggere Apocalisse 20 alla luce di 1 Co 15. Facendo ciò possiamo notare che il regno di Cristo che durerà mille anni sarà governato da Cristo e da tutte le persone credenti risorte il cui numero simbolico è 144.000 (che sta ad indicare il numero della completezza che è 12 moltiplicato per se stesso e per mille). Compiuti i mille anni Satana sarà sciolto per un periodo e ritornerà ad avere influenza (proprio come ai nostri giorni) su chi? Su quelli che risusciteranno dopo i 1000 anni e che non sono risorti in Cristo.
    Tutti i credenti regneranno con Cristo mille anni su coloro che, risorti senza Cristo avranno a che fare con gli inganni di Satana e, quando Satana sarà gettato definitivamente nello stagno di fuoco e zolfo insieme alla Bestia e al Falso Profeta, essi saranno giudicati.
    Dopo queste cose ci sarà un nuovo cielo e una nuova terra.

    Per rispondere a Mauri su come armonizzare i passi profetici che descrivono l’uomo in armonia con il creato e le bestie (vedere Isaia) rispondo che da un’analisi biblica non riscontro che i credenti saranno in cielo (come non riscontro assolutamente che i morti vadano in Paradiso, essi non sono consci di nulla dice la Scrittura)ma che abiteranno in nuovi cieli e nuova terra. Dire qualcosa su come saranno questi cieli e questa terra è molto azzardato perché nessuno lo sa ma sicuramente Dio sarà tutto in tutti.

    Come al solito, nonostante aver scritto molto, sono riuscita a dire solo una parte del mio pensiero. Purtroppo è difficilissimo parlare di certi argomenti scrivendo. Spero comunque di non aver lasciato fraintendimenti.

    Prima di salutarvi vi scrivo ancora alcune considerazioni:
    1. Mauri afferma che il testo di 1 Co non è simbolico quindi lo considera letteralmente. Se è vero che si tratta di una lettera, è pur vero che nel passo analizzato l’apostolo parla di una realtà celeste nel modo in cui gli è dato di capirla (quando parliamo di fatti strettamente legati al futuro escatologico, dobbiamo sempre tenere presente il filtro della nostra umanità, che in qualche modo “altera” la nostra comprensione delle cose di Dio). Il modo di esprimersi di Paolo non è poi molto diverso da quello di Giovanni, che ci riporta in un linguaggio ricco di simboli quanto gli è stato dato di vedere del trionfo di Cristo.

    2. i 144.000 non possono non essere un numero simbolico infatti se del libro di Rivelazione o Apocalisse consideriamo simbolici i quattro angeli; i quattro angoli della terra; i quattro venti, le dodici tribù d’Israele, terra e mare non possiamo non ritenere i 144.000 un simbolo.

    Spero di non avervi annoiato troppo.
    Un fraterno saluto
    Barbara

     

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  14. Anna
    | 21 October 2009, 17:58

    Ciao a tutti,

    e grazie Barbara che, come Mauri, Ti sei presa la briga di citare tanti versetti. Io, sono stata la più pigra e sicuramente pure la meno documentata. Devo ammettere che non analizzo più la Bibbia come facevo una volta, confrontandomi pure, ora cerco soprattutto di non rimanere agli appunti ma di valorizzare ed operare secondo le regole apprese. E c’é anche un motivo a questa mia decisione.

    Barbara, se analizzo la Bibbia con Te, divento una sorella pentecostale, se l’analizzo con Mauri divento una sorella testimone di Geova, se l’analizzo con Fabio T divento una sorella cattolica. Mentre io voglio essere solo una sorella per tutti e percepire tutti come fratelli, cercare nelle religioni cio che ci unisce e non ciò che ci divide. Sono certa che i sentimenti fraterni, praticati, uniscono le persone della Terra più che non tutti i ragionamenti del mondo. Come dice la mia unica guida: Gesù! E per non interpretare troppo liberamente le scritture, chiedo forza spirituale e discernimento all’ispiratore del potente messaggio e sono certa che lui, che vede nel mio cuore, saprà consigliarmi al meglio. Fino ad oggi é sempre stato così.

    Una lieta serata a tutti, gioia,
    serenità e pace sempre.

    Anna

     

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  15. monica
    | 12 February 2010, 11:44

    io volevo solo dire che è facile parlare di Dio e Gesù,ma come ho letto se non si nasce di nuovo non capiremo mai!..Nascere di nuovo significa rendersi conto che senza Dio non siamo niente e nemmeno la salute è nostra,come l’intelligenza ecc.Spesso Dio si trova costretto a levarci tutto attraverso la malattia per farci capire che tutto è suo,e che solo se noi lo riconosciamo come padre e glie lo chiediamo come figli ci ridarà tutto e anche di più.Dio è misericordioso,ci perdona sempre,ma non dobbiamo cullarci su questo,se continuamo a sbagliare e farci perdonare non cresceremo mai.Dobbiamo sforzarci di superare i peccati,solo così lo Spirito Santo ci potrà riempire E dare quei carismi che Dio ci ha promesso per aiutare gli altri.Se volete seguire poi un mio consiglio che a me ha portato grandi benefici,andate a fare pregiere al capezzale di un ammalato,avrete tante benedizioni.CiAO

     

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  16. Barbara
    solovangelo.it | 13 February 2010, 20:02

    Ciao Monica,
    grazie per aver espresso il tuo parere.
    Nella speranza di leggerti ancora fraternamente di saluto.

    Barbara

     

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