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	<title>Comments on: Un primato di paglia</title>
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	<description>Uno sguardo al mondo con gli occhi della fede</description>
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		<title>By: Vincenzo</title>
		<link>http://www.solovangelo.it/2009/06/29/un-primato-di-paglia/comment-page-1/#comment-45456</link>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 09:29:09 +0000</pubDate>
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		<description>Chiunque desidera il primato è un posto di paglia, poichè è di Gesù Cristo (Col.1,15+).
Il primato del &quot;Pontefice romano&quot;, come altre autorità sono false, basta metterle al confronto con il nostro maestro Gesù Cristo:
non aveva una abitazione come le volpi e gli uccelli, ma andava di città in città, finchè non trovava una casa ospitale. Il Pontefice romano non ha solo una casa, ma un palazzo, anzi una città:
la Città del Vaticano.
Mi sembra contraddittorio vedere il Re dei re, senza una casa quì sulla terra, ed invece il suo servitore, avere addirritura una città.
Il servo non è maggiore del suo Signore (Gv. 15,20).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiunque desidera il primato è un posto di paglia, poichè è di Gesù Cristo (Col.1,15+).<br />
Il primato del &#8220;Pontefice romano&#8221;, come altre autorità sono false, basta metterle al confronto con il nostro maestro Gesù Cristo:<br />
non aveva una abitazione come le volpi e gli uccelli, ma andava di città in città, finchè non trovava una casa ospitale. Il Pontefice romano non ha solo una casa, ma un palazzo, anzi una città:<br />
la Città del Vaticano.<br />
Mi sembra contraddittorio vedere il Re dei re, senza una casa quì sulla terra, ed invece il suo servitore, avere addirritura una città.<br />
Il servo non è maggiore del suo Signore (Gv. 15,20).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: fabioT</title>
		<link>http://www.solovangelo.it/2009/06/29/un-primato-di-paglia/comment-page-1/#comment-42162</link>
		<dc:creator>fabioT</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 18:51:38 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;A questa Chiesa infatti, per la sua più forte preminenza è necessario che convenga ogni Chiesa, cioè i fedeli che da ogni parte [del mondo] provengono; ad essa, nella quale da coloro che da ogni parte provengono fu sempre conservata la tradizione che discende dagli Apostoli&quot;.
È con questa definizione che Ireneo, vescovo di Lione, verso la fine del II secolo parla del primato della Chiesa di Roma, nella sua famosa opera in cinque libri Adversus Haereses.
L’importanza di questa testimonianza sul primato romano, riconosciuto sin dalle origini della Chiesa, va ricercata sia nel periodo in cui viene scritta sia, soprattutto, nello spessore del suo autore.
Nato probabilmente intorno al 135-140 vicino a Smirne, in Oriente, Ireneo ebbe come maestro il vescovo di questa città, Policarpo, il quale vantava di essere stato discepolo proprio di Giovanni l’Evangelista. Ancora giovane, per motivi a noi ignoti, si trasferì a Lione, in pieno Occidente, dove divenne prima presbitero del vescovo Potino e successivamente, alla morte di questi, vescovo.
Una prima peculiare caratteristica balza subito all’occhio. Figlio dell’Oriente (allievo di Policarpo), Ireneo rappresenta, durante la sua vita, la Chiesa d’Occidente. Si può affermare, quindi, che il vescovo di Lione racchiude in sè quelli che il papa Giovanni Paolo II chiama &quot;i due polmoni della Chiesa&quot;.
A Ireneo interessa intrecciare il concetto di supremazia della Chiesa di Roma con quello della sua universalità. La supremazia di Roma viene spiegata riconoscendo la sua grandezza, la sua notorietà, ma soprattutto il fatto che sia stata fondata dagli Apostoli Pietro e Paolo. In realtà, il principale motivo sembra essere proprio la presenza a Roma delle tombe dei due Apostoli e principalmente quella di Pietro, eletto da Cristo quale fondamento della sua Chiesa.
L’universalità della Chiesa di Roma risulta chiara a Ireneo analizzando la lista dei dodici successori di Pietro, da Lino (primo successore) a Eleuterio (175-189). Questi vescovi di Roma infatti, il cui compito era quello di trasmettere la genuina tradizione apostolica, appartengono, tranne quattro di origine romana, a diversi luoghi del mondo cristiano (Grecia, Siria, Epiro, Aquileia,...).
Possiamo dire quindi che già nel II secolo dopo Cristo, cioè nel periodo più vicino alla comparsa del cristianesimo, il primato della Chiesa di Roma veniva riconosciuto in tutto il mondo cristiano, sia d’Oriente che d’Occidente. La Chiesa di Roma, ed essa sola, era la Chiesa universale. Tra le tante voci che si levano ad affermarlo, quella autorevole di Ireneo racchiude in sè una particolare importanza. Egli infatti, come già ricordato, appartiene sia all’Oriente, dove ebbe la sua formazione, che all’Occidente, dove svolse il suo mandato pastorale.

Bibliografia

Gianpaolo Barra, Il Primato di Pietro nella storia della Chiesa, Mimep Docete, Pessano (MI) 1995
Margherita Guarducci, Il Primato della Chiesa di Roma, Rusconi, Milano 1991
Pietro Cantoni - Marco Invernizzi, Guida introduttiva alla storia della Chiesa, Mimep-Docete, Pessano (MI) 1994.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A questa Chiesa infatti, per la sua più forte preminenza è necessario che convenga ogni Chiesa, cioè i fedeli che da ogni parte [del mondo] provengono; ad essa, nella quale da coloro che da ogni parte provengono fu sempre conservata la tradizione che discende dagli Apostoli&#8221;.<br />
È con questa definizione che Ireneo, vescovo di Lione, verso la fine del II secolo parla del primato della Chiesa di Roma, nella sua famosa opera in cinque libri Adversus Haereses.<br />
L’importanza di questa testimonianza sul primato romano, riconosciuto sin dalle origini della Chiesa, va ricercata sia nel periodo in cui viene scritta sia, soprattutto, nello spessore del suo autore.<br />
Nato probabilmente intorno al 135-140 vicino a Smirne, in Oriente, Ireneo ebbe come maestro il vescovo di questa città, Policarpo, il quale vantava di essere stato discepolo proprio di Giovanni l’Evangelista. Ancora giovane, per motivi a noi ignoti, si trasferì a Lione, in pieno Occidente, dove divenne prima presbitero del vescovo Potino e successivamente, alla morte di questi, vescovo.<br />
Una prima peculiare caratteristica balza subito all’occhio. Figlio dell’Oriente (allievo di Policarpo), Ireneo rappresenta, durante la sua vita, la Chiesa d’Occidente. Si può affermare, quindi, che il vescovo di Lione racchiude in sè quelli che il papa Giovanni Paolo II chiama &#8220;i due polmoni della Chiesa&#8221;.<br />
A Ireneo interessa intrecciare il concetto di supremazia della Chiesa di Roma con quello della sua universalità. La supremazia di Roma viene spiegata riconoscendo la sua grandezza, la sua notorietà, ma soprattutto il fatto che sia stata fondata dagli Apostoli Pietro e Paolo. In realtà, il principale motivo sembra essere proprio la presenza a Roma delle tombe dei due Apostoli e principalmente quella di Pietro, eletto da Cristo quale fondamento della sua Chiesa.<br />
L’universalità della Chiesa di Roma risulta chiara a Ireneo analizzando la lista dei dodici successori di Pietro, da Lino (primo successore) a Eleuterio (175-189). Questi vescovi di Roma infatti, il cui compito era quello di trasmettere la genuina tradizione apostolica, appartengono, tranne quattro di origine romana, a diversi luoghi del mondo cristiano (Grecia, Siria, Epiro, Aquileia,&#8230;).<br />
Possiamo dire quindi che già nel II secolo dopo Cristo, cioè nel periodo più vicino alla comparsa del cristianesimo, il primato della Chiesa di Roma veniva riconosciuto in tutto il mondo cristiano, sia d’Oriente che d’Occidente. La Chiesa di Roma, ed essa sola, era la Chiesa universale. Tra le tante voci che si levano ad affermarlo, quella autorevole di Ireneo racchiude in sè una particolare importanza. Egli infatti, come già ricordato, appartiene sia all’Oriente, dove ebbe la sua formazione, che all’Occidente, dove svolse il suo mandato pastorale.</p>
<p>Bibliografia</p>
<p>Gianpaolo Barra, Il Primato di Pietro nella storia della Chiesa, Mimep Docete, Pessano (MI) 1995<br />
Margherita Guarducci, Il Primato della Chiesa di Roma, Rusconi, Milano 1991<br />
Pietro Cantoni &#8211; Marco Invernizzi, Guida introduttiva alla storia della Chiesa, Mimep-Docete, Pessano (MI) 1994.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Emiliano Musso</title>
		<link>http://www.solovangelo.it/2009/06/29/un-primato-di-paglia/comment-page-1/#comment-38752</link>
		<dc:creator>Emiliano Musso</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 17:43:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.solovangelo.it/?p=958#comment-38752</guid>
		<description>Buonasera sig.Fabio,
anzitutto, grazie per il suo commento e per la richiesta di un sereno scambio di opinioni, cosa che ritengo sempre auspicabile quando ce ne sia la possibilità: non penso che termini anche «forti» possano minare un proficuo dialogo, e credo che - a volte - uno scambio anche &quot;ruvido&quot; sia preferibile a quell&#039;ecumenismo che non è altro che pretesa di aver ragione mascherata da tolleranza e rispetto.

Partendo dal fondo del suo commento, concordo pienamente con lei: soltanto in Cristo sta la verità, e chiaramente all&#039;uomo è impossibile conoscere il cuore dei suoi simili. Soltanto Dio sarà in grado di giudicare equamente, e spesso affermo che sia meglio così: ci immaginiamo il giudizio in mano degli uomini? Sarebbe senz&#039;altro tutto, fuorchè amministrazione della giustizia.

In primis, le chiederei la gentilezza - se davvero le ha notate - di farmi presenti quelle che crede siano discrepanze con l&#039;insegnamento biblico, anche se - mi scuserà - sono convinto che senza tirare in ballo la «Traditio» cattolica questo non le sarà possibile, non perchè io sia una specie di «arrogante dotto» come lei vorrebbe definirmi, ma perchè nel mio dire non ho mai tralasciato la Bibbia, che dovrebbe essere l&#039;unica norma di fede di un cristiano.

Personalmente, almeno in questo articolo, non ho avuto altro intento se non dimostrare l&#039;illiceità del primato petrino (articolo che fa il paio con quello denominato &quot;Le chiavi del regno&quot;, e che probabilmente sarà seguito da un ulteriore post sempre sul passo di Mt.16:18, affrontato però da una prospettiva linguistica), anche se in altri momenti ho utilizzato un linguaggio ben più forte di quello che ha avuto modo di leggere.

Se da un lato infatti è vero quanto lei esprime sul giudizio, è altresì vero che l&#039;assenza di tale valutazione negativa è possibile soltanto nel caso in cui ci sia ignoranza da parte di chi commette un certo errore: posso tollerare l&#039;ignoranza della vecchietta che si inginocchia davanti ad una statua, ma non certo quella del vescovo istruito, che ha tutte le possibilità di studiare la Parola e farsi guidare da essa, ma preferisce invece proseguire nello spandere le frottole di una religione umana.

Ed è questo il motivo per il quale non mi trovo affatto d&#039;accordo con lei, quando afferma la similitudine dele confessioni cristiane: personalmente, non adoro un dio che consegna la propria autorità ad un uomo fallibile, oppure un dio che nel suo essere divino si fa affiancare da altre &quot;divinità&quot; di rango più o meno elevato, alcune addirittura ex-uomini (vedi il caso dei santi).

Adoro invece un Dio che è Unico, che è il solo ad amministrare la propria autorità, ed è l&#039;Unico Capo della chiesa, che Egli ha voluto suscitare a Sua gloria, non certo affinchè le cosiddette «guide» ne traessero profitto personale.

Beninteso, condanno solo in seconda battuta gli sfarzi della chiesa romana: per me, al primo posto viene la dottrina, che poi determina tutto il resto.
Ecco perchè, da un certo punto di vista, rifiuto l&#039;accusa che mi muove di essere una sorta di &quot;imbonitore&quot; che con fare da predicatore cerca di gettare altri nel discredito: se infatti riteniamo (e lei stesso lo scrive nel suo commento) che le «chiavi della conoscenza» siano possedute da Dio soltanto, dobbiamo essere consci del fatto che tali «chiavi» sono trasposte nella Parola di Dio, ossia le Sacre Scritture.

Questo fatto può portare semplici uomini, come me e lei, ad esprimere pensieri, insegnamenti, dottrine  infinitamente superiori alle nostre capacità, poichè non provengono da pareri personali, ma da ciò che Dio stesso ha voluto che fosse scritto nella sua Parola.

Ecco perchè è necessario che la approfondiamo: perchè in essa si trova la scienza che Dio ha voluto dare all&#039;uomo, affinché questi venga alla conoscenza del suo Creatore. Mi dispiace sempre quando vedo utilizzare la Bibbia in maniera poco appropriata (l&#039;esempio che lei fa nel tentativo di dare una veste &quot;santa&quot; alla pratica delle indulgenze è il più classico esempio di decontestualizzazione), ed ecco perchè non è affatto antitetico parlare di non addetti ai lavori: perchè se è vero che la Bibbia ci parla chiaramente del peccato dell&#039;uomo e del suo bisogno di redenzione in Cristo, vi sono una serie piuttosto corposa di insegnamenti che devono essere collocati nel giusto contesto scritturale, studiando tutto ciò che il consiglio di Dio può dirci su di essi: un compito, questo, sicuramente non alla portata di tutti, per differenti motivi, siano essi la capacità, la disponibilità di tempo, la pigrizia, ecc.

Sinceramente, mi dispiace del fatto che lei consideri passatempi da imbonitori in cerca di adepti quelli che invece sono insegnamenti scritturali, messi lì affinchè li capiamo, non per essere semplicemente letti come si fa con un libretto di istruzioni, il quale viene poi puntualmente accantonato per lasciar spazio a modesti tentativi «fai da te»: Dio è un Dio di luce, di conoscenza, e la sua Parola è data proprio a questo fine.

Prima di salutarla, le consiglio la lettura dell&#039;epistola di Giuda, attraverso la quale potrà rendersi conto di come gli apostoli stessi apostrofavano coloro che tentavano di sedurre i credenti con dottrine che tradivano lo spirito cristiano: e considerando che nel caso specifico stiamo parlando di una chiesa che osa ergersi ad intermediaria tra Dio e gli uomini, penso di essermi anche fin troppo trattenuto oltre il livello della cortesia.

Le auguro ogni bene nel suo percorso di ricerca verso Dio, e mi scuso se le sono sembrato troppo drastico, ma questo è il mio modo di esprimermi sulle cose che ritengo di importanza capitale - questioni sulle quali ne va della salvezza del nostro prossimo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera sig.Fabio,<br />
anzitutto, grazie per il suo commento e per la richiesta di un sereno scambio di opinioni, cosa che ritengo sempre auspicabile quando ce ne sia la possibilità: non penso che termini anche «forti» possano minare un proficuo dialogo, e credo che &#8211; a volte &#8211; uno scambio anche &#8220;ruvido&#8221; sia preferibile a quell&#8217;ecumenismo che non è altro che pretesa di aver ragione mascherata da tolleranza e rispetto.</p>
<p>Partendo dal fondo del suo commento, concordo pienamente con lei: soltanto in Cristo sta la verità, e chiaramente all&#8217;uomo è impossibile conoscere il cuore dei suoi simili. Soltanto Dio sarà in grado di giudicare equamente, e spesso affermo che sia meglio così: ci immaginiamo il giudizio in mano degli uomini? Sarebbe senz&#8217;altro tutto, fuorchè amministrazione della giustizia.</p>
<p>In primis, le chiederei la gentilezza &#8211; se davvero le ha notate &#8211; di farmi presenti quelle che crede siano discrepanze con l&#8217;insegnamento biblico, anche se &#8211; mi scuserà &#8211; sono convinto che senza tirare in ballo la «Traditio» cattolica questo non le sarà possibile, non perchè io sia una specie di «arrogante dotto» come lei vorrebbe definirmi, ma perchè nel mio dire non ho mai tralasciato la Bibbia, che dovrebbe essere l&#8217;unica norma di fede di un cristiano.</p>
<p>Personalmente, almeno in questo articolo, non ho avuto altro intento se non dimostrare l&#8217;illiceità del primato petrino (articolo che fa il paio con quello denominato &#8220;Le chiavi del regno&#8221;, e che probabilmente sarà seguito da un ulteriore post sempre sul passo di Mt.16:18, affrontato però da una prospettiva linguistica), anche se in altri momenti ho utilizzato un linguaggio ben più forte di quello che ha avuto modo di leggere.</p>
<p>Se da un lato infatti è vero quanto lei esprime sul giudizio, è altresì vero che l&#8217;assenza di tale valutazione negativa è possibile soltanto nel caso in cui ci sia ignoranza da parte di chi commette un certo errore: posso tollerare l&#8217;ignoranza della vecchietta che si inginocchia davanti ad una statua, ma non certo quella del vescovo istruito, che ha tutte le possibilità di studiare la Parola e farsi guidare da essa, ma preferisce invece proseguire nello spandere le frottole di una religione umana.</p>
<p>Ed è questo il motivo per il quale non mi trovo affatto d&#8217;accordo con lei, quando afferma la similitudine dele confessioni cristiane: personalmente, non adoro un dio che consegna la propria autorità ad un uomo fallibile, oppure un dio che nel suo essere divino si fa affiancare da altre &#8220;divinità&#8221; di rango più o meno elevato, alcune addirittura ex-uomini (vedi il caso dei santi).</p>
<p>Adoro invece un Dio che è Unico, che è il solo ad amministrare la propria autorità, ed è l&#8217;Unico Capo della chiesa, che Egli ha voluto suscitare a Sua gloria, non certo affinchè le cosiddette «guide» ne traessero profitto personale.</p>
<p>Beninteso, condanno solo in seconda battuta gli sfarzi della chiesa romana: per me, al primo posto viene la dottrina, che poi determina tutto il resto.<br />
Ecco perchè, da un certo punto di vista, rifiuto l&#8217;accusa che mi muove di essere una sorta di &#8220;imbonitore&#8221; che con fare da predicatore cerca di gettare altri nel discredito: se infatti riteniamo (e lei stesso lo scrive nel suo commento) che le «chiavi della conoscenza» siano possedute da Dio soltanto, dobbiamo essere consci del fatto che tali «chiavi» sono trasposte nella Parola di Dio, ossia le Sacre Scritture.</p>
<p>Questo fatto può portare semplici uomini, come me e lei, ad esprimere pensieri, insegnamenti, dottrine  infinitamente superiori alle nostre capacità, poichè non provengono da pareri personali, ma da ciò che Dio stesso ha voluto che fosse scritto nella sua Parola.</p>
<p>Ecco perchè è necessario che la approfondiamo: perchè in essa si trova la scienza che Dio ha voluto dare all&#8217;uomo, affinché questi venga alla conoscenza del suo Creatore. Mi dispiace sempre quando vedo utilizzare la Bibbia in maniera poco appropriata (l&#8217;esempio che lei fa nel tentativo di dare una veste &#8220;santa&#8221; alla pratica delle indulgenze è il più classico esempio di decontestualizzazione), ed ecco perchè non è affatto antitetico parlare di non addetti ai lavori: perchè se è vero che la Bibbia ci parla chiaramente del peccato dell&#8217;uomo e del suo bisogno di redenzione in Cristo, vi sono una serie piuttosto corposa di insegnamenti che devono essere collocati nel giusto contesto scritturale, studiando tutto ciò che il consiglio di Dio può dirci su di essi: un compito, questo, sicuramente non alla portata di tutti, per differenti motivi, siano essi la capacità, la disponibilità di tempo, la pigrizia, ecc.</p>
<p>Sinceramente, mi dispiace del fatto che lei consideri passatempi da imbonitori in cerca di adepti quelli che invece sono insegnamenti scritturali, messi lì affinchè li capiamo, non per essere semplicemente letti come si fa con un libretto di istruzioni, il quale viene poi puntualmente accantonato per lasciar spazio a modesti tentativi «fai da te»: Dio è un Dio di luce, di conoscenza, e la sua Parola è data proprio a questo fine.</p>
<p>Prima di salutarla, le consiglio la lettura dell&#8217;epistola di Giuda, attraverso la quale potrà rendersi conto di come gli apostoli stessi apostrofavano coloro che tentavano di sedurre i credenti con dottrine che tradivano lo spirito cristiano: e considerando che nel caso specifico stiamo parlando di una chiesa che osa ergersi ad intermediaria tra Dio e gli uomini, penso di essermi anche fin troppo trattenuto oltre il livello della cortesia.</p>
<p>Le auguro ogni bene nel suo percorso di ricerca verso Dio, e mi scuso se le sono sembrato troppo drastico, ma questo è il mio modo di esprimermi sulle cose che ritengo di importanza capitale &#8211; questioni sulle quali ne va della salvezza del nostro prossimo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Fabio</title>
		<link>http://www.solovangelo.it/2009/06/29/un-primato-di-paglia/comment-page-1/#comment-38742</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 09:12:41 +0000</pubDate>
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		<description>Egr. Sig. Musso,
ho letto più volte il suo articolo riguardo alla chiesa romana, ma da cristiano credente e praticante trovo in esso alcune lacune e discrepanze con l&#039;insegnamento biblico.
Vengo al dunque, cercando non una mera vena di polemica ma un confronto di opinioni.
Nella mia convinzione cristiana sono consapevole del comportamento errato della chiesa romana e dello sbagliato modo di approvvigionamento ed utilizzo delle sue risorse economiche.
Mi rendo anche consapevole di un altro aspetto, e cioè quello altruistico e missionario, l&#039;istituzione di opere di volontariato che, sparse per il mondo donano un po&#039; di benessere ai meno fortunati.
Non dimentichiamoci che l&#039;Italia è il Paese che più al mondo fa volontariato e la maggior parte di esso nasce dalla cultura cristiana cattolica.
Purtroppo la spiritualità viene da Dio e la religione è fatta dagli uomini con le loro debolezze ed i loro difetti.
Difetti che mostra anche Lei nelle sue parole giudicando su avvenimeti intercorsi quando non esisteva scissione tra le chiese.
La tipologia di indottrinamento che denotano le sue parole non risulta essere di carattere discorsivo, come anticipa all&#039;inizio dell&#039;articolo, ma di condanna e giudizio nei confronti di &quot;un&#039;altra religione&quot;.
Parlo di &quot;Altra religione&quot; tra apici perchè fondamentalmente si tratta della stessa religione. 
Noto astio e tentativi polemici da predicatore, da guida e possessore della verità assoluta, un po&#039; come fanno i nostri politici per screditare gli avversari, e qui riporto un passo della Bibbia che anche lei ha citato.
«Ma voi non vi fate chiamare “Rabbì”; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo» (Mt.23:8-10)
E le ricordo inoltre questo meraviglioso passo sempre di matteo che cita:
Non giudicate acciocché non siate giudicati; perché col giudicio col  quale  giudicate,  sarete  giudicati;  e  con  la misura  onde  misurate,  sarà  misurato  a  voi.  E
perché guardi tu il bruscolo che è nell’occhio del
tuo  fratello,  mentre  non  iscorgi  la  trave  che  è
nell’occhio  tuo?  Ovvero,  come  potrai  tu  dire  al
tuo  fratello:  Lascia  ch’io  ti  tragga  dall’occhio  il
bruscolo, mentre ecco la trave è nell’occhio tuo?
Ipocrita,  trai  prima  dall’occhio  tuo  la  trave,  e
allora   ci   vedrai   bene   per   trarre   il   bruscolo
dall’occhio  del  tuo  fratello. (liberamente tratto dalla Riveduta del prof. Luzzi)
Se crede di essere nel giusto sig Musso, non giudichi chi ha sbagliato, mi creda quando le dico che non servono le sue parole perchè basta vedere con i propri occhi il mondo per capire.
Non creda di avere &quot;Le chiavi della conoscenza&quot;, solo Dio le possiede e coloro che credono in Lui sanno ciò che è giusto e ciò che non lo è.
Parla di Indulgenze, sperperi, menzogne ma di ogni medaglia abbiamo sempre due facce.
Non forse anche le altre chiese hanno 8 per 1000 e 5 per 1000?
Premetto che non condivido le indulgenze ma lo stesso Gesù disse:
&quot;Se vuoi essere perfetto, va&#039;, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi&quot; (Matteo XIX, 21)
Martin Lutero proclamava la lettura personale della Bibbia per trovare in essa tutte le risposte, purtroppo questo ha portato ad una troppo libera interpretazione delle sacre scritture a partire dalla scelta delle stesse.
Le chiedo pertanto di proseguire nel suo lavoro ma di non fare il falso profeta o il cavaliere detentore della conoscenza.
Parli della Bibbia, l&#039;approfondisca per i &quot;non addetti ai lavori&quot; (altro punto che paradossalmente va contro ciò che dice la chiesa evangelica...chi ha il diritto di professarsi &quot;addetto ai lavori&quot; se non chi si crede una guida al di sopra degli altri?) e non giudichi il prossimo per non essere giudicato.
La fede non sta nel colore delle ostie per la cena, non sta nel pensare che sia più giusto chiamare l&#039;Eucarestia con diversi sinonimi (cena, comunione,rito etc. etc) queste sono elugubrazioni per imbonitori in cerca di adepti.
la fede sta in Gesù crito e basta e non nelle persone che lo professano siano esse nel giusto o nel torto.
Ci sarà un giudizio finale e fino ad allora nessuno può sapere esattamente e con certezza chi è nel giust, lo si può immaginare, supporre, ma solo in Cristo sta la verità assoluta.
Grazie
Fabio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egr. Sig. Musso,<br />
ho letto più volte il suo articolo riguardo alla chiesa romana, ma da cristiano credente e praticante trovo in esso alcune lacune e discrepanze con l&#8217;insegnamento biblico.<br />
Vengo al dunque, cercando non una mera vena di polemica ma un confronto di opinioni.<br />
Nella mia convinzione cristiana sono consapevole del comportamento errato della chiesa romana e dello sbagliato modo di approvvigionamento ed utilizzo delle sue risorse economiche.<br />
Mi rendo anche consapevole di un altro aspetto, e cioè quello altruistico e missionario, l&#8217;istituzione di opere di volontariato che, sparse per il mondo donano un po&#8217; di benessere ai meno fortunati.<br />
Non dimentichiamoci che l&#8217;Italia è il Paese che più al mondo fa volontariato e la maggior parte di esso nasce dalla cultura cristiana cattolica.<br />
Purtroppo la spiritualità viene da Dio e la religione è fatta dagli uomini con le loro debolezze ed i loro difetti.<br />
Difetti che mostra anche Lei nelle sue parole giudicando su avvenimeti intercorsi quando non esisteva scissione tra le chiese.<br />
La tipologia di indottrinamento che denotano le sue parole non risulta essere di carattere discorsivo, come anticipa all&#8217;inizio dell&#8217;articolo, ma di condanna e giudizio nei confronti di &#8220;un&#8217;altra religione&#8221;.<br />
Parlo di &#8220;Altra religione&#8221; tra apici perchè fondamentalmente si tratta della stessa religione.<br />
Noto astio e tentativi polemici da predicatore, da guida e possessore della verità assoluta, un po&#8217; come fanno i nostri politici per screditare gli avversari, e qui riporto un passo della Bibbia che anche lei ha citato.<br />
«Ma voi non vi fate chiamare “Rabbì”; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo» (Mt.23:8-10)<br />
E le ricordo inoltre questo meraviglioso passo sempre di matteo che cita:<br />
Non giudicate acciocché non siate giudicati; perché col giudicio col  quale  giudicate,  sarete  giudicati;  e  con  la misura  onde  misurate,  sarà  misurato  a  voi.  E<br />
perché guardi tu il bruscolo che è nell’occhio del<br />
tuo  fratello,  mentre  non  iscorgi  la  trave  che  è<br />
nell’occhio  tuo?  Ovvero,  come  potrai  tu  dire  al<br />
tuo  fratello:  Lascia  ch’io  ti  tragga  dall’occhio  il<br />
bruscolo, mentre ecco la trave è nell’occhio tuo?<br />
Ipocrita,  trai  prima  dall’occhio  tuo  la  trave,  e<br />
allora   ci   vedrai   bene   per   trarre   il   bruscolo<br />
dall’occhio  del  tuo  fratello. (liberamente tratto dalla Riveduta del prof. Luzzi)<br />
Se crede di essere nel giusto sig Musso, non giudichi chi ha sbagliato, mi creda quando le dico che non servono le sue parole perchè basta vedere con i propri occhi il mondo per capire.<br />
Non creda di avere &#8220;Le chiavi della conoscenza&#8221;, solo Dio le possiede e coloro che credono in Lui sanno ciò che è giusto e ciò che non lo è.<br />
Parla di Indulgenze, sperperi, menzogne ma di ogni medaglia abbiamo sempre due facce.<br />
Non forse anche le altre chiese hanno 8 per 1000 e 5 per 1000?<br />
Premetto che non condivido le indulgenze ma lo stesso Gesù disse:<br />
&#8220;Se vuoi essere perfetto, va&#8217;, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi&#8221; (Matteo XIX, 21)<br />
Martin Lutero proclamava la lettura personale della Bibbia per trovare in essa tutte le risposte, purtroppo questo ha portato ad una troppo libera interpretazione delle sacre scritture a partire dalla scelta delle stesse.<br />
Le chiedo pertanto di proseguire nel suo lavoro ma di non fare il falso profeta o il cavaliere detentore della conoscenza.<br />
Parli della Bibbia, l&#8217;approfondisca per i &#8220;non addetti ai lavori&#8221; (altro punto che paradossalmente va contro ciò che dice la chiesa evangelica&#8230;chi ha il diritto di professarsi &#8220;addetto ai lavori&#8221; se non chi si crede una guida al di sopra degli altri?) e non giudichi il prossimo per non essere giudicato.<br />
La fede non sta nel colore delle ostie per la cena, non sta nel pensare che sia più giusto chiamare l&#8217;Eucarestia con diversi sinonimi (cena, comunione,rito etc. etc) queste sono elugubrazioni per imbonitori in cerca di adepti.<br />
la fede sta in Gesù crito e basta e non nelle persone che lo professano siano esse nel giusto o nel torto.<br />
Ci sarà un giudizio finale e fino ad allora nessuno può sapere esattamente e con certezza chi è nel giust, lo si può immaginare, supporre, ma solo in Cristo sta la verità assoluta.<br />
Grazie<br />
Fabio</p>
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