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Jul 11 2009

Domande e risposte su Gesù

Scritto da Emiliano & Barbara, inserito nelle categorie: Apologetica, Approfondimenti

Quello che pubblichiamo oggi è un estratto di una lettera con la quale Barbara ha risposto alle domande di un nostro lettore, arrivate alcuni giorni fa sulla nostra casella info@solovangelo.it. Abbiamo deciso di pubblicare questa comunicazione (ovviamente, rimuovendo i riferimenti personali) in quanto la riteniamo utile anche per altre persone che potrebbero porsi gli stessi interrogativi del nostro interlocutore.

Attraverso la sua richiesta, il lettore (un testimone di Geova) intendeva mettere in dubbio la natura divina di Cristo. Abbiamo considerato quest’occasione come una possibilità per chiarire alcuni aspetti relativi alla Trinità, con particolare attenzione alla figura di Gesù. Ci auguriamo che possiate trovare spunti interessanti nel proseguo di questo scritto, nonchè di farci pervenire le vostre considerazioni in merito.
Da parte nostra, un sincero augurio di buona lettura.


Dio, nella sua infinita grazia, ha voluto che le sue creature umane guastate dal peccato e quindi impossibilitate a comprendere pienamente chi Egli sia, avessero una testimonianza scritta affinché, nel leggerla, l’uomo di ogni tempo potesse scorgere Dio, il suo amore, il suo piano di salvezza, il suo proposito per l’uomo che si redime, le conseguenze della ribellione, ecc.

Dal Vecchio Testamento al Nuovo Testamento si scorge un messaggio importante: il nostro Signore (YHWH) è un solo Dio vivente e vero (De 6:4; Is 45:5-7; 1Co 8:4) Spirito infinito ed onnisciente (Gv 4:24), perfetto in tutti i suoi attributi, uno in essenza, esistente da ogni eternità in tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo (Mt 28:19; 2Co13:14) ciascuna degna di adorazione e di ubbidienza in eguale misura.

Per poter arrivare a comprendere la tri-unità di Dio è doveroso capire la figura di Gesù. Il Gesù-uomo che ha vissuto corporalmente tra noi e il Gesù-glorioso che ha ripreso il suo posto in cielo dopo aver compiuto per noi l’espiazione del peccato e la redenzione dallo stesso morendo e risuscitando. Quando Gesù è venuto sulla terra, nella sua incarnazione, ha deposto il proprio diritto alle piene prerogative di coesistenza con Dio, ha assunto il ruolo di Figlio e si è fatto servo pur senza svestirsi dei propri attributi divini.

Ecco alcuni passi che dimostrano quanto sopra espresso.

Filippesi 2:5-8 “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.”

Colossesi 2:9 “… perché in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità”.

Forse questi versetti non ti dimostrano nulla in quanto la versione resa dalla Traduzione del Nuovo Mondo (TdNM) in Filippesi 2:5-8 è meno chiara. Essa dice” “…Non prese in considerazione una rapina cioè che dovesse essere uguale a Dio…”; così come Colossesi 2:9 che nella TdNM è resa come segue: “… in Lui dimora tutta la pienezza della qualità divina”.

Ho qui tra le mani alcuni libri:
1 Bibbia versione Nuova Riveduta
1 Bibbia versione Riveduta
1 Bibbia versione Diodati
1 Bibbia versione Nuova Diodati
1 Bibbia versione CEI
1 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimento (Revisione 1987)
1 Nuovo Testamento Interlineare (Greco-Latino-Italiano) ediz. San Paolo

Interessante notare che nelle note riferite a Colossesi 2:9 della Traduzione del Nuovo Mondo in mio possesso (tanto per intenderci è quella grossa, marrone che ora mi han detto che non fanno più), dice: “qualità divina”: letteralmente divinità dal greco theòtetos, dal latino divinitatis.

Ti riporto la traduzione letterale (senza aggiunte o modifiche o interpretazioni) dello scritto greco di Filippesi 2:5-8
“ Questa cosa pensate in voi che fu anche in Cristo Gesù che, in forma di Dio esistente, non rapina reputò l’essere uguale a Dio ma se stesso svuotò forma di schiavo avendo preso, in somiglianza degli uomini essendo divenuto; e in figura essendo stato trovato come uomo abbassò se stesso essendo divenuto obbediente fino alla morte , morte ma di croce”.

Purtroppo, in tante occasioni, occorre consultare i testi originali per avere luce di quale versione renda meglio il pensiero dell’autore.

Se ancora stai leggendo… proseguiamo la nostra analisi:

Giovanni 14: 1-11. In questo brano Gesù dice di essere il Padre e dice che chi ha visto Lui ha visto il Padre. Riporto il brano:

«Il vostro cuore non sia turbato; credete in Dio e credete anche in me! Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse ce io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me affinché dove sono io, siate anche voi; e del luogo dove io vado, sapete anche la via.»

Tommaso gli disse: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo sapere la via?» Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre per mezzo di me. Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l’avete visto

Filippo gli rispose: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: Mostraci il Padre? Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è n me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no credete a causa di quelle opere stesse».

Purtroppo, anche in questo brano ci sono problemi di versione. Tutte le Bibbie che ho tra le mani concordano tranne la TdNM. La TdNM dal versetto 9 al versetto 11 scrive:

“Gesù gli disse: «Sono stato con voi tanto tempo, e tu, Filippo, non mi hai ancora conosciuto? Chi ha visto me ha visto [anche] il Padre. Come mai dici: Mostraci il Padre? Non credi che io sono unito al Padre e il Padre è unito a me? Le cose che vi dico non le dico da me stesso; ma il Padre che rimane unito a me fa le sue opere. Credetemi che io sono unito al Padre e il Padre è unito a me; altrimenti, credete a motivo delle opere stesse»”.

Come potrai notare, in questo caso, è fondamentale andare a vedere gli scritti greci originali per sapere esattamente cosa dica l’autore. Prima di procedere con l’analisi dal greco, ti faccio notare la parola “anche” scritta tra parentesi quadre. Essa cambia sostanzialmente l’affermazione di Gesù.

Ora c’è da chiedersi: Gesù ha detto che chi vede lui vede il Padre oppure ha detto che chi vede lui vede anche il Padre?
Sempre sulla Traduzione del Nuovo Mondo in mio possesso, a pagina 7 dell’Introduzione spiega a cosa servono le parentesi quadre.
Riporto esattamente cosa dice:
PARENTESI QUADRE: Le parentesi quadre singole racchiudono parole inserite per completare il senso del testo italiano. Le parentesi quadre doppie indicano interpolazioni (parti estranee inserite nel testo originale). Vedi Luca 23:3,34

E’ ovvio che la parola “anche” è stata inserita dai traduttori. A mio avviso, però, a differenza dell’esempio da loro citato di Luca 23:3 in cui hanno (giustamente) aggiunto nel testo la locuzione “lo” per renderlo leggibile, qui hanno inserito una parola che stravolge il senso della frase. Nel testo greco, la parola “anche “ in Giovanni 14:9 NON c’è ed è giusto che non ci sia!

Analizziamo il greco di Giovanni 14:9-11 per vedere se è più giusto dire che Gesù è nel Padre ed il Padre in lui oppure se Gesù è unito al Padre ed il Padre unito a lui.

“Dice a lui Gesù: Da tanto tempo con voi sono e non hai conosciuto me, Filippo? L’avente visto me ha visto il Padre; come tu dici: mostra a noi il Padre? Non credi che io sono in il Padre e il Padre in me è? Le parole che io dico a voi da me stesso non parlo. Il ma Padre in me dimorante fa le opere di lui. Credete a me che io sono in il Padre e il Padre è in me; se poi non, a causa delle opere stesse credete.”

Come puoi notare, è più corretto dire che Gesù affermò che lui è nel Padre ed il Padre in lui.

Il brano di Giovanni 14, nei versetti da 15 a 17 parla dello Spirito Santo. Gesù lo promette ai suoi dicendo: il Padre vi darà un altro Consolatore (paracleto, confortatore). E’ interessante notare che l’espressione greca qui tradotta con “un altro” significa specificamente un altro dello stesso genere, vale a dire qualcuno come Gesù stesso, che avrebbe preso il suo posto e continuato la sua opera. Egli è lo Spirito della verità poiché è la fonte della verità e comunica la verità ai suoi (Giovanni 14:26; Giovanni 16:12-15). Senza lo Spirito Santo gli uomini non possono conoscere la verità di Dio (1Co 2:12-16).Tutto ciò premesso mi accingo a rispondere alle tue domande:

Prima domanda.
Tu scrivi:
Giovanni 1:14 dice: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità”.
Giovanni 1:18 dice: “Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato”.
Riflessione: Gesù è venuto sulla terra, venne ad abitare in mezzo a noi, ma Dio nessun essere umano lo ha mai visto.
Le chiedo: Se Gesù è Dio, ed è venuto sulla terra, perchè il versetto 18 dice che “Dio nessuno l’ha mai visto?”

Risposta alla prima domanda.
Innanzi tutto dico che per esporre il tuo pensiero hai riportato i passi tratti dalla versione CEI. Se mi permetti, ti riporto lo stesso passo dalla versione Nuova Riveduta e dal greco (Nestle-Aland):
“Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre è quello che l’ha fatto conoscere”.
Traduzione letterale dal greco:
“Dio nessuno lo ha visto mai; l’unigenito Dio – essente in il seno del Padre quello lo ha svelato”.

Prima di ogni cosa occorre, come abbiamo fatto precedentemente, definire quale traduzione è più corretta in base ai testi originali.
Facendo una ricerca ho trovato che l’espressione “Unigenito Dio” si trova nei seguenti manoscritti:
P66 che risale al 200 a.c.;
P70 che risale al III secolo
P75 che risale all’inizio del III secolo;
B (è un onciale del IV secolo)
S* (è un onciale del IV secolo con scrittura di prima mano)
C ( è un onciale del V)
L019 (è un onciale dell’VIII secolo).
L’espressione “Unigenito Figlio”, invece, è inserita in diversi onciali di secoli posteriori al 200 a.c. (per esempio l’onciale A che risale al V secolo), molti codici minuscoli (che sono tutti successivi al 200 a.c.), diverse traduzioni e in alcuni scritti dei padri della chiesa con lo scopo di armonizzare il testo con i passi di Giovanni 3:16-18 e 1Giovanni 4:9.

Quindi, in base al principio che vede nei testi più antichi quelli più attendibili, posso dire con certezza che la dizione più corretta è:
“Nessuno ha mai visto Dio; l’Unigenito Dio, che è nel seno del Padre è quello che l’ha fatto conoscere”.
Questo versetto dimostra chiaramente che Gesù è una persona di Dio.
Sulla TdNM il versetto in questione è un po’ arzigogolato. La parola Dio riferita a Gesù è scritta in minuscolo senza ragione ed è stato aggiunto del testo posto tra parentesi quadre che non è presente negli originali.

Comunque non ho ancora risposto alla domanda: il versetto dice che nessun uomo ha mai visto l’interezza di Dio ma la persona di Dio espressa nel Figlio venuto in carne tra noi ce lo ha mostrato!
So che il concetto non è immediato ma occorre togliere l’associazione di YHWH al Padre. YHWH è Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo.
Nessuno ha mai visto YHWH ma il Figlio ce l’ha svelato.

Seconda domanda.
Tu scrivi:
“San Paolo in 1 Corinzi 11:3 affermò: “Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l´uomo e capo di Cristo è Dio”.
Gesù in Giovanni 14:28 disse: “Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me”.
Riflessione: Paolo dice chiaramente che Cristo non è Dio, e che Dio è superiore a Cristo. Lo stesso Gesù ammise che il Padre è più grande di lui.
Le chiedo: Come posso essere superiore a qualcuno, ed essere nello stesso tempo quel qualcuno?”

Risposta alla seconda domanda.
Per rispondere alla tua domanda devo assolutamente dirti che è mal posta in quanto me la poni come se stessimo parlando di persone umane in carne e ossa come me e te, non di realtà spirituali come quella di Dio!
Per quanto riguarda il passo citato di 1 Corinzi 11:3 ti invito a riflettere che l’apostolo Paolo stava dando disposizioni ad una congregazione problematica. Erano tutte persone che provenivano dal paganesimo e avevano fatto della libertà in Cristo un motivo di disordine. Avevano rigettato chiaramente il concetto di ordine e sottomissione nella chiesa e forse anche nella società. In particolare le donne.
Paolo li esorta a portare ordine nella loro comunità, nelle famiglie e per rendere bene il senso del discorso dona loro delle motivazioni.
Questo brano evidenzia la subordinazione di Cristo a Dio. Lo stesso concetto lo trovi sempre nella stessa lettera 3:23 e 15:28.
Da notare che qui Paolo dice che Cristo è sottoposto a Dio. Non dice al Padre.

Cristo è subordinato a Dio (YHWH). Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo sono tre espressioni di YHWH il quale è unico e vero, tre espressioni distinte ma connesse tra loro con funzioni diverse.
Una motivazione addotta da Paolo per incoraggiare i Corinzi a mettere ordine nella loro condotta è l’ordine divino: Dio, Cristo, uomo, donna. E’ un esempio e non lo si può prendere come verità di fede imprescindibile. Ti spiego il perché:
se noi leggiamo questo passo letteralmente potremmo arrivare alla conclusione che l’uomo è superiore alla donna agli occhi di Dio. Questo non è affatto vero e lo dimostrano i versetti 11 e 12. Uomini e donne insieme, in interdipendenza reciproca, completandosi l’un l’altro, portano gloria a Dio.
Quindi, per armonizzare il concetto non estrapolando selvaggiamente il versetto dal suo contesto, siamo obbligati a capire che uomo e donna (così come Dio e Gesù) hanno la stessa sostanza, lo stesso valore ma ruoli differenti. L’ordine sta nell’accettare ognuno il proprio ruolo così come Cristo, quando è venuto sulla terra ha accettato di spogliarsi della gloria e morire come il peggior malfattore del mondo, la donna cristiana accetta e rispetta l’autorità dell’uomo all’interno della congregazione. L’insubordinazione nella chiesa non dovrebbe esistere così anche nella coppia credente. La moglie sceglie quotidianamente di sottomettersi al marito il quale non è un despota (perché sa che sua moglie non è meno di lui agli occhi di Dio). Al marito è chiesto di amare la propria moglie come Cristo amò la chiesa e diede se stesso per lei. Alla moglie è chiesto di onorare il proprio marito. E la moglie cristiana sa che facendo questo è protetta e sicura.
Per quanto concerne il passo da te citato di Giovanni 14:28, come ti ho detto a pagina 1. E’ importante distinguere il Gesù-uomo dal Gesù-glorioso. Qui Giovanni sta riportando il discorso di Gesù-uomo che indica la sua inferiorità rispetto al Padre.
Ci sono altre volte che il Gesù-uomo ha parlato della sua vera natura. Se ci fai caso, ci sono volte in cui Gesù si dichiara inferiore e altre in cui dice di essere uguale al Padre. Gesù ha dichiarato la sua uguaglianza con il Padre tutte le volte che ha portato il discorso ad un livello spirituale. In effetti Gesù non è mai stato inferiore al Padre in essenza. Vedi per esempio Giovanni 10:30 “Io e il Padre siamo uno” ma nella sua incarnazione si è sottomesso volontariamente alla volontà del Padre in umile ubbidienza.
Dopo tutto questo scrivere dico che la risposta in breve è: io e te non possiamo essere qualcuno e nello stesso tempo essere inferiori a quel qualcuno ma Gesù sì per i motivi che ti ho appena esposto.

Ti lascio tre passi: due fanno capire quanto sia irriverente da parte dell’uomo cercare di incanalare Dio nei propri schemi mentali e uno per dirti il giusto atteggiamento da assumere davanti a realtà spirituali:

Giobbe 36:26 “Sì, Dio è grande e noi non possiamo conoscerlo”, Giobbe 42:2 – Ebrei 11:1 “…dimostrazione di realtà che non si vedono.”

Terza domanda.
Tu scrivi:
“In Giacomo 1:13 si legge: “Nessuno, quando è tentato, dica: Sono tentato da Dio; perchè Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male”.
Il racconto di Luca 4:1-13 parla delle tentazione di Gesù.
Riflessione: Dio non può essere tentato dal male, a differenza di Gesù, che fu tentato dal diavolo nel deserto per ben tre volte.
Le chiedo: Come può essere Gesù Dio, visto che fu tentato?”

Risposta alla terza domanda.
Hai giustamente dimostrato con la Bibbia che Dio non può essere tentato. Quindi ti sei posto la domanda di come Gesù potesse essere stato tentato da Satana nel deserto se lui è Dio.
Il brano (sto leggendo dal vangelo di Matteo Capitolo 4) dice che Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo.
Una prima cosa importante che notiamo è che Dio stesso non è mai colui che tenta (Gm 1:13) ma in questo caso, come nel libro di Giobbe, Dio usa la tentazione di Satana per i suoi scopi sovrani.
La lettera agli Ebrei ci dice che Cristo fu tentato in ogni cosa (Eb 4:15). Per esempio Satana lo tentò con “la concupiscenza della carne” (Mt 4:2-3); con la “concupiscenza degli occhi” (Mt 4: 8-9) e con l’orgoglio della vita (Mt 4: 5-6).
E’ ovvio che Gesù era un uomo in carne e ossa benché fosse perfetto, nato senza peccato e avesse la potenza di Dio.
Qui Satana si rivolge a Gesù che, come uomo e non come Dio ha dovuto subire tentazioni, torture e addirittura la morte.
Quando Gesù è morto, è morto Dio o è morto un uomo? E’ ovvio che Dio non muore!
Nonostante Dio non possa essere tentato dal male e non tenti nessuno con il male, Dio ha scelto di abbandonare alcune sue peculiari caratteristiche ed incarnarsi in una donna vergine, nascere e crescere come un essere umano, vivere, soffrire e morire come un essere umano. Ebbene sì, Satana si è permesso di tentarlo nella sua umanità.
La domanda è: Gesù, perfettamente uomo e perfettamente Dio, poteva peccare? C’era la remota possibilità che lui potesse scegliere di sottostare a Satana nonostante fosse venuto apposta sulla terra per redimere il genere umano morendo al suo posto?
Escludendo la sua natura divina verrebbe da rispondere affermativamente ma includendola il discorso prende un’altra piega!
Occorre stare molto attenti a non filtrare le letture neotestamentarie inerenti Gesù solo con il filtro del Gesù-Dio. I Vangeli sono la narrazione di Gesù-uomo. Come viveva, quali erano i suoi insegnamenti, i suoi sentimenti, le sue qualità.
Se facciamo l’errore di leggere i vangeli con la pretesa di escludere l’umanità di Gesù perdiamo il senso di quello che lui è stato ed ha compiuto per noi.

Quarta ed ultima domanda.
Tu scrivi:
1 Giovanni 5:1 dice: “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato”.
Apocalisse 1:8 dice: “Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!”
Riflessione: Visto che la Bibbia insegna che Gesù, a differenza di Dio ha avuto un inizio, essendo stato creato da Dio, le chiedo: L’affermazione con la quale i sostenitori di questa dottrina riassumono in: “Dio sussiste da sempre in tre persone”, ha un riscontro con ciò che insegnano le Sacre Scritture?
1Giovanni 5:5 “E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?”
Alla luce di ciò che insegna la Bibbia mi chiedo: Ma la Trinità è davvero un insegnamento biblico?”

Risposta alla quarta ed ultima domanda.
Per rispondere a questa domanda devo farti notare che per sostenere che Gesù è stato creato da Dio hai sbagliato citazione in quanto in riferimento a “colui che è stato generato”, il versetto di 1Giovanni 5:1 non si riferisce a Gesù. Dal contesto si capisce che l’oggetto del discorso è un altro.
Se ancora stai leggendo, ecco la dimostrazione a sostegno di quanto dico:
Come tu ben sai, in origine le Sacre Scritture non erano divise in Capitoli e Versetti. Non esistevano neppure i sottotitoli (utili per cercare i passi ma spesso inopportuni in quanto distraggono il lettore).
Non dobbiamo mai dimenticare che quando leggiamo un versetto o una parte di brano, esso è inserito in un contesto che ha un discorso generale.
Qual era il discorso generale di Giovanni nella sua prima epistola in particolar modo dal Capitolo 4 al 5? A parte lo smentire l’eresia del docetismo di cui ti parlo dopo in analisi del versetto di 1Gv 5:5, Giovanni sta parlando dell’amore di Dio e dell’amore fraterno.
Ora ti riporto l’intero brano non mettendo né la divisione in capitoli né in versetti, leggi tutto il brano senza fare interruzioni:
1 Giovanni 4:7-21 + 5:1-3
“Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha tanto amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.
Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e il suo amore diventa perfetto in noi. Da questo conosciamo che rimaniamo in lui ed egli in noi: dal fatto che ci ha dato del suo Spirito. E noi abbiamo veduto e testimoniamo che il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo. Chi riconosce pubblicamente che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto. Dio è amore; e chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.
In questo l’amore è reso perfetto in noi: che nel giorno del giudizio abbiamo fiducia, perché qual egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore. Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo.
Se uno dice: «Io amo Dio», ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto. Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello.
Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato. Da questo sappiamo che amiamo i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. Perché questo è l’amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.”

Se hai letto il brano senza fare interruzioni, hai sicuramente notato che quando dice “Chiunque ama colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato” non sta parlando di Gesù ma dei fratelli in cristo: della chiesa. Chi ha creduto in Gesù è stato generato perché era spiritualmente morto nel peccato e, nel momento della sua conversione lo Spirito Santo ha compiuto la sua maggiore opera: l’ha fatto diventare non solo creatura di Dio ma figlio di Dio. Il Padre ci ha riscattati in Gesù e ci ha adottati come figli. Senza Gesù noi non siamo figli di Dio. (Confronta Gv 1:12-13; Ro 8:7-17 e Lu 11:9-13). Se quanto dico non fosse corretto, non avrebbe senso la frase scritta subito dopo: “da questo sappiamo che amiamo i figli di Dio”.
Non trovo brani della scrittura che sostengano il fatto che Gesù è una creatura di Dio. Neppure il passo di Colossesi 1:13-18 che sulla TdNM contiene erroneamente la parola “altre” tra parentesi quadre (quindi un’aggiunta dei traduttori al testo originale).

Il brano di 1Gv 5:5, poi, è decontestualizzato: infatti, il punto focale dell’analisi dell’apostolo è volto a contrastare una delle eresie che stavano nascendo nella cristianità del tempo, ossia il docetismo, corrente che vorrebbe affermare come l’aspetto e la sofferenza di Cristo fossero soltanto apparentemente reali ed umani, e che in realtà essi non fossero che “messe in scena” da parte di un essere che, in quanto spirituale, non poteva incarnare l’umanità. Chi è che vince il mondo? (ossia, chi è che va contro il pensiero eretico del mondo per abbracciare la verità rivelata?) Chi crede che Gesù è il Figlio di Dio (ossia, colui che afferma che la venuta di Dio nel mondo è stata in carne, ossia che Gesù era anche realmente uomo, e la sua sofferenza è stata più che reale). D’altra parte, se così non fosse stato, come potremmo parlare di una valenza fondamentale del sacrificio di Cristo?

Se ti interessa approfondire un po’ di più il tema portante di Giovanni nelle sue epistole (ossia, la confutazione dell’eresia docetista), puoi leggere un articolo di Emiliano all’indirizzo: http://www.solovangelo.it/2009/06/08/il-discernimento-degli-spiriti

Per finire la mia trattazione ti dico ancora che il riferimento ad Apocalisse (o Rivelazione) credo sia uno dei brani maggiormente indicativi del fatto che Gesù sia Dio: se infatti unisci il brano di Ap.1:8 con Ap.22:12-16, noterai che ci sono gli stessi appellativi sia per Dio che per Gesù. Infatti, secondo la tua citazione Ap.1:8 dice: “Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!”, mentre puoi notare che i versetti di Ap.22:12-16 recitano: «Ecco, sto per venire e con me avrò la ricompensa da dare a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine. Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all’albero della vita e per entrare per le porte della città! Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna. Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese. Io sono la radice e la discendenza di Davide, la lucente stella del mattino».
In questo caso, notiamo che è Gesù a parlare, ed utilizza per sé gli stessi appellativi divini di alfa e omega, primo ed ultimo, principio e fine, aspetti che troviamo anche in altri passi della Scrittura riferiti a YHWH, come ad esempio nel brano di Isaia 44:6, che recita: «Così parla il SIGNORE, re d’Israele e suo redentore, il SIGNORE degli eserciti: Io sono il primo e sono l’ultimo, e fuori di me non c’è Dio»: come vedi, si tratta degli stessi titoli, acquisiti intercambiabilmente da Dio e da Gesù, e questo non sarebbe possibile, se non ci fosse una fortissima relazione di interdipendenza, di identificazione stretta – in ultima analisi, di uguaglianza.

Alla luce di quanto insegna la Bibbia, in tutta coscienza posso dire: sì, la Bibbia parla di un Dio Unico e Vero che esiste in Tre Persone. Parlare di Trinità così com’era intesa nel pensiero greco forse è troppo semplicistico ma è sicuramente la migliore spiegazione che l’uomo è riuscito a dare di quel Dio meraviglioso ed incomprensibile che ha amato così tanto la sua creatura da mandare suo Figlio a morire per ciascuno di noi.
Con rispetto,
Barbara di Solovangelo.it



             

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4 Commenti »

  1. Giorgio
    | 12 July 2009, 11:10

    Ma siete ancora convinti dell’esistenza di gesù??????????????????????????

     

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  2. Emiliano Musso
    solovangelo.it | 12 July 2009, 13:36

    Noi sì, eccome. Tu sei ancora convinto di essere frutto del caso?

     

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  3. Barbara
    solovangelo.it | 12 July 2009, 16:35

    Ciao Giorgio, è da un pò che non ci si sente, spero di trovarti in forma. Ciao.

     

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  4. Armando
    | 9 March 2010, 0:45

    Negare il fatto che Gesù sia realmente esistito è ha dir poco comico.

     

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