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Aug 23 2009

Decapitato al grido di “Allah è grande”

Scritto da Barbara Venturello, inserito nelle categorie: Attualità, Chiesa perseguitata

E mentre per quasi tutti noi le giornate scorrono nell’opulenza, non troppo distante da noi succedono fatti come quello riportato di seguito:

Fonte: http://www.icn-news.com/index.php?do=news&amp&id=7495
Il pastore George Orjih è stato decapitato su ordine diretto del capo della Boko Haram, la setta islamica anti-occidentale e anti-cristiana che ha seminato il terrore in Nigeria nelle ultime due settimane. Testimoni oculari hanno raccontato le modalità dell’assassinio del pastore. I musulmani hanno tentato inutilmente di costringere l’uomo di chiesa a convertirsi all’Islam. Per tutta risposta il pastore ha detto che sarebbe stato possibile solo sul suo cadavere. Ha invece annunciato il Vangelo ai suoi rapitori.

Orjih era noto come persona che non aveva paura di niente, un lavoratore instancabile, con una robusta preparazione intellettuale, stava terminando un Master in teologia al tempo del sequestro. E’ stato infatti arrestato nella Scuola di Teologia.

E’ stato decapitato insieme con altri due pastori che, come lui, si erano rifiutati di convertirsi all’Islam. I musulmani hanno celebrato il triplice omicidio al grido di “Allah è grande! “, accompagnato da alcuni colpi di arma da fuoco sparati in aria.


La Scrittura diventa attuale anche nelle parti in cui descrive la persecuzione a motivo della fede. Mi vengono in mente versetti come Filippesi 1:20 in cui l’apostolo Paolo afferma:

“…con ogni franchezza, ora come sempre, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia con la vita, sia con la morte. Infatti per me vivere è Cristo e morire è guadagno.”

Oppure come 1Tessalonicesi 2:2-4 dove, sempre l’apostolo Paolo, scrivendo alla chiesa che si trovava nella città di Tessalonica dice:

“…dopo aver prima sofferto e subito oltraggi, come sapete, a Filippi, trovammo il coraggio nel nostro Dio, per annunziarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte. Perchè la nostra predicazione non viene da finzione, nè da motivi impuri, né è fatta con inganno; ma come siamo stati approvati da Dio che ci ha stimati tali da poterci affidare il vangelo, parliamo in modo da piacere non agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori”

L’avvenimento che ho riportato non è un caso sporadico ma una triste realtà che i cristiani stanno vivendo in tutti quei paesi musulmani e non dove il governo li perseguita o comunque non li protegge.
Come fanno queste persone a sopportare, come fanno a gioire e a vivere con speranza?
La loro forza è la stessa forza che hanno ricevuto gli apostoli e i primi cristiani: Dio. Lui dona il coraggio e la forza di proseguire anche a costo della vita perché, essendo stati salvati da Cristo, affrontano la morte con la certezza di riposare nel Signore in attesa della futura resurrezione eterna.

Personalmente quando penso alla persecuzione che sta avvenendo, riesco a scorgere con nitidezza che la mia vita è altamente benedetta. Ogni suo aspetto (anche quello che generalmente mi causa tristezza) diventa veramente motivo di lode. Nello stesso tempo mi dico che come credente ho il dovere morale di fare quanto più possibile per sostenere i miei fratelli e le mie sorelle che si trovano nella distretta. Fare un’offerta ad associazioni come “Porte Aperte” è uno dei piccoli passi che posso compiere. Dedicare del tempo alla preghiera di intercessione per loro è un’arma che Dio ci dà per aiutarli nella lotta.

Noi occidentali dobbiamo renderci conto che non siamo ricchi per i nostri meriti. Ogni cosa è un dono di Dio che dobbiamo imparare ad amministrare mettendo da parte l’egoismo e la superficialità.

Che il Signore ci aiuti in questo.



             

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1 Commento »

  1. Ludovico Albano
    fiumedivita.it | 24 August 2009, 13:09

    Credo fermamente che la nostra società e le nostre generazioni in questo momento siano volutamente e sistematicamente TENUTE ALLO SCURO di tutte le atrocità che in questo momento si susseguono nel mondo.
    In particolar modo la stampa italiana, che profondamente filtrata da tutto ciò che ha a che fare con “vaticano e chiesa cattolica”, preferisce riempire metà dei propri telegiornali con storie di gattini abbandonati, madonne che piangono, sagre di provincia e di vincite ultrafantastimilionarie invece di parlare dei fatti reali e di cui la gente ha diritto e dovere di essere informata.
    Ho amici che per lavoro si ritrovano a girare il mondo, e vedere tutte le assurdità che sono presenti in questo momento in paesi come l’india, in cui la gente muore per strada malata e disidratata sotto l’assoluta indifferenza della gente e delle autorità.
    C’è bisogno di cambiare mentalità e rivolgere le nostre vite verso il prossimo che ha bisogno, ma non solo, iniziare ad educare i nostri figli rendendoli consapevoli che se abbiamo avuto di più è per poter aiutare chi ha di meno e non tenere tutto per noi, trasmettendo la consapevolezza che il mondo non finisce ai confini della propria città … ma ci sono “altri bambini” che hanno seriamente bisogno di aiuto.
    Concludo dicendo che spesso il più grande problema di noi adulti occidentali è quale modello di cellulare comprare, dove andare in vacanza, la mancata vittoria al superenalotto. Le cose di cui ci interessiamo con più accanimento sono: Cosa ha fatto oggi Amy Winehouse, le scappatelle di questo o quel personaggio famoso, le ultime conquiste di Geoge Clooney, i recenti acquisti del Milan ecc., mentre il più grande problema di un uomo, una donna, un bambino o ragazzo di qualsiasi altro paese in guerra o piegato dalla fame, è che non sa tanto bene se riuscirà ad arrivare a domani!
    Spero di non essere stato troppo duro e fuoritema e di non avere offeso nessuno.
    A presto.
    Ludo.

     

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