Dec 18 2009
Il regalo più prezioso
In un periodo così particolare come quello natalizio, mentre il mondo si ammanta di buonismo e si produce in corse disperate all’ultimo acquisto, o all’organizzazione di questo o quell’altro evento, desideriamo invitare ogni lettore ad una pausa – proprio qui, davanti allo schermo. Per i prossimi dieci minuti, non sarete più in ritardo per le compere, non penserete alla scelta tra lo starvene a casa un paio di giorni o andare a sciare, e non vi farete condizionare da spot pubblicitari che vorrebbero farvi credere che in questo periodo potete fare cose impossibili durante il resto dell’anno. Vorrei fare a ciascun lettore una domanda: ti é mai capitato, mentre organizzavi qualcosa di importante, di dimenticarti di un dettaglio essenziale? A me é capitato, sono cose che succedono – tutto é preparato nei minimi particolari, eppure ci siamo scordati di quell’elemento che avrebbe reso tutto perfetto, e che avrebbe fatto la differenza.
Con il Natale non é diverso: si guarda alle meritate ferie (per chi ha la benedizione di poterne godere), al tempo con la famiglia, si pensa ai vari regali da fare ai propri cari, si organizzano pranzi e cene, si ricerca quell’atmosfera che ci fa stare bene, a nostro agio. Tutte cose lecite e buone, ma troppo sovente dimentichiamo un «dettaglio» fondamentale: chi stiamo festeggiando a Natale? Nell’antichità c’era l’usanza, in occasione di grandi festività o di eventi particolari, di scambiarsi doni per manifestare la propria gioia: oggi, i doni arrivano quasi su ordinazione, e stiamo educando le nuove generazioni ad attendere particolari periodi dell’anno solo perché «se fanno i bravi, magari qualcuno gli porta ciò che desiderano». Non manca un pezzo? Dov’é l’evento per il quale manifestare quella gioia a cui accennavo? Nella società odierna, una grande deficienza che mi sento di sottolineare é la mancanza di motivazioni: tutto si fa perché «si deve fare», perché «é tradizione», ma non sono molti quelli che vanno alla radice dei loro gesti. Farai un regalo ad un tuo caro? Bene, ma qual é la tua motivazione? Se questo dono glielo consegnassi tra due settimane, avrebbe lo stesso senso? E se rispondi di no, qual é allora il senso che dai al tuo gesto in questo periodo? Molti esclamerebbero: «Che discorsi sono? Si fa così perché….é Natale!» (tipico esempio di ragionamento circolare, dove non si arriva ad una conclusione). Evidentemente, la risposta é altrove.
In queste pagine abbiamo parlato molto di come la data di nascita di Cristo non sia realmente il 25 Dicembre, portando prove bibliche e storiche a riguardo. Ci siamo soffermati sulla critica della tradizione cattolica, che nel tentativo di assimilare a sé i pagani che arrivavano dal mitraismo, ha «fissato» per Cristo lo stesso giorno di nascita del dio Mitra, in modo da «ammorbidire» i fedeli di quest’ultimo. Quindi siamo perfettamente coscienti del fatto che, in sé, il giorno di Natale non sia riconducibile a nulla di concreto (e, anzi, di tutti i mesi dell’anno, la tradizione ha scelto quello meno probabile, e basta confrontarsi con il contesto che l’evangelista Luca ci descrive nel suo Vangelo per rendersene conto). Ma la maggior parte delle persone ignora tutto questo, e di conseguenza segue una tradizione di cui non conosce l’errore. Cosa vogliamo fare? Limitarci alla critica, oppure prendere queste persone per mano? Quando l’apostolo Paolo giunse ad Atene, si dispiaque nel vedere la quantità di idoli e déi che gli ateniesi adoravano. Ma non si scagliò contro di loro ferocemente, criticando la loro cultura, bensì – notando che essi avevano anche un altare dedicato alla «divinità sconosciuta» – spiegò che ciò che essi non conoscevano, lui era lì a presentarglielo, a renderglielo noto.
Quindi, la priorità per il credente dovrebbe essere quella di presentare Cristo a chi non lo conosce (e parlo di una conoscenza che non si esaurisce nell’intellettuale, ma che va nel pratico di una relazione con Dio), senza attaccarsi a ragionamenti accessori, ma andando al cuore del problema. Il motivo di tale necessità? Semplice e complesso al tempo stesso – Cristo é l’unica Via affinché l’uomo possa apparire giustificato davanti a Dio. Nessun uomo può soddisfare la giustizia divina, perché ciascuno é marchiato dal peccato di ribellione a Dio, e tutti sono meritevoli della sua condanna, perché mancanti al suo cospetto. Non importa quanto possiamo sforzarci di essere «buoni», quasi volessimo auto-redimerci: la condizione in cui versiamo é disperata, e soltanto attraverso la croce di Cristo – sulla quale Egli morì come sacrificio sostitutivo al posto di ciascuno di noi – possiamo ricevere il perdono divino, e la certezza della vita eterna. Un giorno a noi sconosciuto di circa duemila anni fa, Gesù é venuto al mondo come Dio incarnato, per prendere su di sé il peccato del quale non potevamo sbarazzarci in altra maniera. Con il suo «natale», Cristo preparò il dono più grande possibile, offrendolo a chiunque sappia riconoscersi per ciò che siamo – esseri bisognosi della grazia di Dio.
Spesso ci focalizziamo sull’immagine del bambino paffutello al centro dell’attenzione, e non realizziamo invece l’«uomo dei dolori» che Gesù dovette divenire per condurre alla salvezza chiunque crede in Lui. Il profeta Isaia, vissuto diverse centinaia di anni prima Cristo, parlò della sofferenza di Gesù in questi termini:
«Chi ha creduto a quello che abbiamo annunziato? A chi è stato rivelato il braccio del SIGNORE? Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella, come una radice che esce da un arido suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci. Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca. Dopo l’arresto e la condanna fu tolto di mezzo; e tra quelli della sua generazione chi rifletté che egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo? Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato con il ricco, perché non aveva commesso violenze né c’era stato inganno nella sua bocca. Ma il SIGNORE ha voluto stroncarlo con i patimenti. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni, e l’opera del SIGNORE prospererà nelle sue mani. Dopo il tormento dell’anima sua vedrà la luce, e sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, egli dividerà il bottino con i molti, perché ha dato sé stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori; perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli.» (Isaia, cap.53)
Quanto può essere gioioso il Natale? Poco o tanto, nella misura in cui capiamo di essere oggetto di un così grande amore da parte di Cristo, tale da non farlo esitare nel donare la propria vita per ciascuno di noi. E anche se il mondo dovesse dirti che non vali niente, Dio ti dimostra invece che hai un valore immenso: per donarti la salvezza eterna, il sangue del Figlio di Dio é stato ritenuto un prezzo accettabile, che valeva la pena pagare. Un costo immenso, ma adeguato alla preziosità che ogni essere umano possiede agli occhi di Dio. Alla conclusione di questo articolo, quindi, vorrei invitarti a controllare meglio sotto il tuo albero di Natale: vedrai un pacco semplice, senza fronzoli o ornamenti che attraggano la vista, e probabilmente un po’ impolverato – perché era lì già negli anni passati, ma non l’hai mai notato, o l’hai considerato cosa di poco conto. Quel pacco é da parte di Dio, ed é proprio per te. Se ancora non l’hai fatto, apri quel pacco, perché contiene tutto ciò di cui realmente hai bisogno: poni la tua fede in Cristo, che si é fatto uomo e ti ha amato così tanto da dare la propria vita per te, per farti comparire giustificato dinanzi a Dio, e permetterti di entrare a far parte di coloro che non saranno contati tra i ribelli, ma che sono invece coperti dai meriti del Messia e hanno ricevuto da Dio la promessa di essere resuscitati a vita eterna nel suo regno senza fine.
Con la sincera speranza che questo possa realizzarsi nella vita di ognuno che sta leggendo queste righe, porgiamo a ciascuno i nostri più cari auguri di un sereno Natale, da vivere nel suo significato più completo.



































| 20 December 2009, 2:56
Aspettavo questo articolo
sai che lo condivido. Io ovviamente non festeggio il Natale… tuttavia sono disgustata dal materialismo di questo periodo e dalla corsa all’ultimo regalo; non ho fatto regali e non mi aspetto di riceverne, non desidero nemmeno riceverne perchè l’idea di ‘festeggiare’ il dio Mithra o il Sol invictus non è proprio tra le mie aspettative
preferisco un regalo fatto col cuore durante un normale giorno dell’anno, se proprio deve accadere.
Bellissima la frase: –”ciascuno é marchiato dal peccato di ribellione a Dio, e tutti sono meritevoli della sua condanna”– …ho sorriso e annuito.
Con stima.
Vota commento:| 21 December 2009, 16:36
Quindi, la priorità per il credente dovrebbe essere quella di presentare Cristo a chi non lo conosce (e parlo di una conoscenza che non si esaurisce nell’intellettuale, ma che va nel pratico di una relazione con Dio), senza attaccarsi a ragionamenti accessori, ma andando al cuore del problema.
HAI DETTO BENE EMILIANO ma come possiamo presentare cristo??????????????
non festeggiando il natale??
facendo notare che gesu non e nato il 25 dicembre?????????????
io dal canto mio festeggio natale e pasqua tutti i giorni ma ,anche in quei giorni stabiliti dalla tradizione e sono grato a dio che nonostante ,ci sia una ben chiara ed evidente mercificazione di tali eventi:il mondo riconosce che dio sie fatto uomo e nato ,morto assassinato dai nostri peccati ed e risorto x la nostra redenzione ,non per meriti ma solo x la grazia del suo amore non e meraviglioso ????
e del tutto irrilevante il resto, il mondo ,ammette che dio si e fatto uomo x amore nostro er a ee e tutt oggi l unica via della salvezza.
perdonatemi ma mi dissocio dall esercito di tradizioni evangelico protestanti che ,con mille motivazioni a loro dire sostenute biblicamente si oppongono ,a festeggiareil regalo piu bello a consacrare un giorno e fare festa perche e nato il redentore.l apostolo paolo dice esaminate ogni cosa e ritenete il bene ,e bene che il mondo faccia festa perche e nato cristo ?????????
il resto non lo trattengo ma il bene si percio ti e vi auguro un felice e sereno natale di cristo che possiate viverlo con gioia ,perche ricordta che le potesta e le signorie che governano il mondo non sono riuscite ad impedire ,che il mondo riconosca che e nato un giorno di circa 2000 anni fa il redentore cristo gesu e io grido dal profondo dell anima mia ALLELUIA
Vota commento:| 31 December 2009, 14:40
Scusate se mi intrometto: Salvatore, ho capito il tuo punto di vista, ma personalmente la penso come Emiliano.
Se il mondo festeggiasse una data errata non realmente dedicata al mio Maestro, bensì una tradizione sbucata fuori secoli fa solo per tappare una ricorrenza pagana, e oltretutto proposta dalla Chiesa che ha infangato il nome del mio Maestro e ne ha monopolizzato il potere terreno con usi e abusi, non festeggerei mai tale festa e anzi, mi renderebbe triste vedere il materialismo snaturare ogni anno il nome del mio Maestro.
Poi per carità, se qualcuno riesce a gioire seriamente festeggiando la nascita di Gesù e non approfittando della ricorrenza per materialismo, finto buonismo ed abbuffate, su questo non mi pronuncio. E’ solo il mio parere, non sto giudicando [il mio Credo è un altro e col natale non c'entra assolutamente nulla]
Vota commento:| 8 January 2010, 19:01
Caro Hvitlys , e’ meno male che non volevi giudicare nessuno !!!!!!!!!!!
Hai detto che la Chiesa ha infangato il nome di Gesu’ e che ne ha monopolizzato il potere terreno con usi e abusi . Hai affermato che chi festeggia e’ un materialista , finto buonista e “abbuffone” .
Figuriamoci se volevi giudicare cosa avresti detto ??? …………mah .
Saluti .
Vota commento:| 23 January 2010, 22:05
Francesco, essendo io Satanista inciampo in opinioni personali dal mio punto di vista anche quando parto dal presupposto di tenere un tono moderato, esattamente come il leone non si rende conto di aver graffiato la zebra neanche quando credeva di averle solo passato la zampa sul costato.
Ho graffiato senza volerlo, ma esattamente come hai intuito avrei detto di molto, MOLTO peggio se avessi voluto. Non avendolo voluto, considerami una nemica “gentile”. Ma pur sempre nemica.
Saluti
(nel caso volessi rispondermi, il mio indirizzo privato è
grimorium.verum@libero.it: non è mia intenzione disturbare
ulteriormente questo sito nel quale sono solo ospite)
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