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L'angolo della lettura

Jan 30 2010

Ritratto dell’empio, ritratto del giusto: il ritratto di ognuno

Scritto da Barbara Venturello, inserito nelle categorie: Riflessioni, Testimonianze

Dal libro dei Salmi.
Salmo 14. Salmo 15. (se si usa la versione C.e.i. Salmo 13. Salmo 14)

Tante volte mi chiedo se ancora abbia senso condurre una vita all’insegna dell’onestà e della trasparenza.
E’ difficile.
E’ difficile mediare continuamente tra un alto valore morale e la sensibilità degli interlocutori che, ignari delle norme di Dio, del suo amore e della sua santità non hanno alcun ritegno.
Non c’è giustizia, non c’è compassione, non c’è trasparenza. La calunnia è un’abitudine. Un modo di condurre la vita. Il creare divisioni con lo scopo di dominio sui più è una pratica quotidiana.

Se da un lato il Salmo 14 mi fa comprendere che con le mie sole forze non sono in grado di fare il bene, il Salmo 15 mi dà le motivazioni per continuare a perseverare perché mi assicura che un giorno il Signore farà giustizia. Non devo farmela da sola, ci penserà Lui con i suoi parametri e con i suoi metodi. Io devo solo continuare a lasciare che lo Spirito Santo agisca in me per compiere le opere buone che Dio ha precedentemente preparato affinché io le pratichi.

Caro lettore. Non sto parlando di utopia ma dell’opera reale che Dio compie attraverso il suo Spirito nella vita di tutte le persone che si sono riconosciute mancanti davanti a Lui, hanno accettato il dono di salvezza che è rappresentato dalla morte e resurrezione di Gesù e hanno deciso di eleggerlo come Re nel loro cuore.
Dopo tanti anni di disperazione, rabbia e delusioni io ho chiesto a Dio di prendere le redini della mia vita e ti assicuro che se oggi posso scrivere queste parole è perché la sua opera si è compiuta.

Dio vuole che anche tu possa essere annoverato tra i giusti. Vuole il tuo bene. Vuole darti un avvenire, una speranza e vuole che oggi tu possa condurre una vita ricca di benedizioni. Vuole che tu possa accorgerti che quando sei in difficoltà Lui è lì, pronto a soccorrerti.
Se anche tu lo vuoi, smetti di leggere e ricava ora del tempo per parlare con Lui. Confessagli le tue mancanze ed i tuoi dubbi e certamente il nostro Creatore ti risponderà.

Che Gesù ti benedica.



             

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Jan 27 2010

Il silenzio di Dio

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

A seguito del tragico evento che ha colpito l’isola di Haiti, molte voci si sono alzate per domandarsi il motivo di quella grande sciagura. Un segmento della crosta terrestre ne urta un altro in maniera violenta, e non rimane che contare il numero di vittime, osservando (in maniera silenziosa per alcuni e disperata per altri), ciò che resta dell’opera umana dopo quella catastrofe. Molti si interrogano, domandando con rabbia dove fosse Dio mentre quelle persone morivano, e la solita propaganda atea di quart’ordine cerca di fare «sciacallaggio spirituale» presso le persone, sussurrando alle loro orecchie che se Dio fosse realmente esistente e buono, certo sarebbe intervenuto in quella circostanza. Approfittando del triste momento di riflessione che tali avvenimenti ci propongono in maniera forzata, i nemici della fede strisciano come novelli «serpenti in Eden», nel tentativo di vincere a sé anime che non sanno darsi risposta davanti a quello che potremmo definire «il silenzio di Dio».

Prima di scrivere questo articolo, mi sono fermato più volte a riflettere, perchè spesso – davanti a grandi dolori – il silenzio è di gran lunga migliore, e la semplice (ma mai scontata) compassione, accompagnata dalla preghiera a Dio per chi è nella prova, sono attitudini certamente preferibili rispetto a lunghi discorsi, troppe volte «asettici». Ma al tempo stesso, come poter tacere davanti a coloro che affermano che Dio non si cura delle proprie creature? Come poter ascoltare asserzioni sulla non esistenza di Dio, senza invece offrire ciò che Dio stesso ci comunica attraverso la sua Parola? Ed è per questo motivo che mi ritrovo a scrivere proprio su questo fantomatico «silenzio di Dio», sperando vivamente che da ogni singola parola traspaia il rispetto verso persone che hanno subìto perdite così importanti, e che proprio in questi istanti stanno lottando per sopravvivere.
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Jan 23 2010

Scoprire l’acqua calda

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

È di oggi l’articolo del Corriere.it che riporta le parole dell’attuale pontefice cattolico, ed il suo appello affinché i sacerdoti siano attenti alle nuove tecnologie (la Rete in primis), sfruttandole per predicare il messaggio del Vangelo in quella che è – di fatto – una “grande nazione virtuale“, al quinto posto al mondo per “numero di abitanti“, perlomeno secondo stime recenti. Ed è proprio per questo motivo che ho intitolato queste poche riflessioni con l’espressione “scoprire l’acqua calda“: perché l’utilizzo della Rete per parlare dell’offerta di riconciliazione fatta da Cristo agli uomini, è ormai “prassi comune” per tanti, da diversi anni. È pur vero che la chiesa di Roma è storicamente retrograda in fatto di innovazioni, ma concedere eccessivo spazio a questa notizia, come se si trattasse di una assoluta novità, è certamente svilente per il lavoro dei molti che vi si impegnano.

Ma più che superficiali considerazioni di questo tipo, ciò che mi preme evidenziare è la natura del messaggio che si intende portare: il papa parla della “Parola di Dio”, ma allora sarebbe quantomeno doveroso specificare se con tale espressione si intenda il vero messaggio dell’Evangelo, oppure – come d’altronde il cattolicesimo intende da sempre – si indichi invece il tentativo di proselitismo verso una particolare religione, finalizzato all’ottenimento di un potere maggiore (più seguaci, maggiore influenza – se si è un’istituzione gerarchicizzata).
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Jan 17 2010

Andate a mostrarvi ai sacerdoti

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Approfondimenti

Nel recarsi a Gerusalemme, Gesù passava sui confini della Samaria e della Galilea. Come entrava in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, i quali si fermarono lontano da lui, e alzarono la voce, dicendo: «Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!» Vedutili, egli disse loro: «Andate a mostrarvi ai sacerdoti». E, mentre andavano, furono purificati. Uno di loro vedendo che era purificato, tornò indietro, glorificando Dio ad alta voce; e si gettò ai piedi di Gesù con la faccia a terra, ringraziandolo; ed era un samaritano. Gesù, rispondendo, disse: «I dieci non sono stati tutti purificati? Dove sono gli altri nove? Non si è trovato nessuno che sia tornato per dar gloria a Dio tranne questo straniero?» E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato» (Vangelo di Luca, cap.17 vv.11-19)


Nel suo viaggio verso Gerusalemme, città al di fuori della quale sarebbe morto per pagare il peccato dell’uomo, Gesù passò sul confine tra Samaria e Galilea. In un villaggio, gli si fecero incontro dieci lebbrosi, che invocarono a gran voce il suo aiuto. I dieci chiamano Gesù con l’appellativo di “maestro” (in aramaico “rabbì”, riconoscendo quindi la sua autorità nel campo dell’insegnamento della legge di Dio), ma con ogni probabilità era giunta alle loro orecchie la fama di Gesù come “operatore di miracoli”: se aveva potuto sanare altre infermità, perché non avrebbe potuto aiutare anche questi lebbrosi? Ed ecco quindi che i dieci lo invocano dicendo “abbi pietà di noi”.

È un’espressione che in qualche modo rivela la loro fiducia in quel maestro itinerante, perché normalmente si chiede pietà a qualcuno che ha il potere di gestire una determinata situazione: questi uomini avevano creduto all’autorità che Gesù aveva mostrato sulla malattia, e pertanto gli si rivolgono come colui al quale far riferimento per risolvere il proprio problema.

La lebbra nel pensiero giudaico
Davanti all’uomo nato cieco, i discepoli chiesero a Gesù chi avesse peccato perché l’uomo fosse in quella condizione (“lui, o i suoi genitori?”). Vediamo quindi che nel pensiero ebraico del tempo c’era una certa correlazione tra l’idea della malattia e quella del peccato. Tale concezione derivava da molti passaggi veterotestamentari, nei quali è possibile vedere come davanti all’uomo israelita ci fossero sostanzialmente due strade: la prima, quella che implica fedeltà a Dio, ricca di benedizioni e sicurezze, mentre la seconda – ossia quella dei ribelli alle prescrizioni divine – fatta di stenti, di pericoli, e di malattia.
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Jan 06 2010

Cosa affermano le Scritture sull’eucarestia?

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Multimedia

Il video che proponiamo oggi è una nostra piccola creazione, che intende offrire alcuni spunti di riflessione sul tema dell’«eucarestia»: possiamo trovare sue indicazioni nel contesto biblico? Si tratta davvero di un sacramento che è in grado di elargire grazia, oppure la Bibbia ha qualcos’altro da dirci in proposito? Lungi dal voler fornire una trattazione esaustiva dell’argomento, questo filmato intende sottolineare alcuni aspetti che è possibile approfondire, sia autonomamente che, per quanti lo desiderassero, in sede di commento. Buona visione!



             

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