Jan 23 2010
Scoprire l’acqua calda
È di oggi l’articolo del Corriere.it che riporta le parole dell’attuale pontefice cattolico, ed il suo appello affinché i sacerdoti siano attenti alle nuove tecnologie (la Rete in primis), sfruttandole per predicare il messaggio del Vangelo in quella che è – di fatto – una “grande nazione virtuale“, al quinto posto al mondo per “numero di abitanti“, perlomeno secondo stime recenti. Ed è proprio per questo motivo che ho intitolato queste poche riflessioni con l’espressione “scoprire l’acqua calda“: perché l’utilizzo della Rete per parlare dell’offerta di riconciliazione fatta da Cristo agli uomini, è ormai “prassi comune” per tanti, da diversi anni. È pur vero che la chiesa di Roma è storicamente retrograda in fatto di innovazioni, ma concedere eccessivo spazio a questa notizia, come se si trattasse di una assoluta novità, è certamente svilente per il lavoro dei molti che vi si impegnano.
Ma più che superficiali considerazioni di questo tipo, ciò che mi preme evidenziare è la natura del messaggio che si intende portare: il papa parla della “Parola di Dio”, ma allora sarebbe quantomeno doveroso specificare se con tale espressione si intenda il vero messaggio dell’Evangelo, oppure – come d’altronde il cattolicesimo intende da sempre – si indichi invece il tentativo di proselitismo verso una particolare religione, finalizzato all’ottenimento di un potere maggiore (più seguaci, maggiore influenza – se si è un’istituzione gerarchicizzata).
Cosa c’è davvero nella mente dei vertici cattolici? Presentare l’offerta di perdono e riconciliazione che Dio mette davanti all’uomo, esaltando unicamente l’opera espiatrice di Cristo, sola strada per la salvezza dell’uomo, oppure cercare di asservire il fedele a culti che nulla hanno a che spartire con la Parola di Dio? Istituzioni, santi, madonne, superstizioni, e ogni altra invenzione umana – e non divina – davanti alle quali l’uomo non deve piegare le proprie ginocchia, oppure l’Unico Vero Dio, Colui che “non concede la propria gloria a nessun altro, né la lode che gli spetta agli idoli“? (Is.42:8)
Oggi va molto di moda essere “ecumenici”, aperti ai diversi pensieri e approcci religiosi, nel tentativo di uniformare una sorta di grande coscienza spirituale, ma non è questo che il Signore ci chiede di fare nella sua Parola: piuttosto, Egli ci chiede di discernere il vero dal falso, attenendoci fermamente alle sue indicazioni, affinché possiamo perseguire il nostro bene e prendere le distanze da ciò che attenta alla nostra “salute interiore”. Ed è per questo motivo che sono convinto del fatto che non si possa plaudere a questo appello del papa a cuore leggero: certo, tutto dipenderà da come esso verrà interpretato, ma al momento nutro seri dubbi su un improvviso cambiamento di rotta che porti il cattolicesimo a mettere sopra ogni altra cosa quel Libro che mantenne inaccessibile al popolo fino al 1965, e il cui possesso antecedentemente a quella data, rappresentava una sicura condanna per chi riteneva – giustamente – che nessuna autorità umana (anche se autodichiarata) potesse mettersi allo stesso livello della rivelazione diretta di Dio.



































| 27 January 2010, 16:24
il cosiddetto papa vuole solo tenere attaccata più gente possibile alla tradizione umana di questa chiesa che
si professa la vera chiesa di Cristo,
a lui la Parola non interessa più di tanto;
che dire, niente di nuovo sotto il sole!
Vota commento: