SoloVangelo è un blog che si propone di discutere temi attuali, analizzandoli da una prospettiva cristiana, nonchè di fornire studi ed approfondimenti in materia di fede.
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Un libro per te IL TESTAMENTO di John Grisham - Ediz. Mondadori
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Un libro per te LO SPIRITO FERITO di Frank Peretti
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Un libro per te DUE DI ME di David Wilkerson, edito da EUN
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Un’interminabile attesa, con migliaia di persone ordinatamente in fila che attendono di osservare da vicino un feretro trasparente, all’interno del quale giacciono ossa annerite dal tempo. Nonostante tutti i visitatori possano rendersi conto della staticità della morte, molti di loro si lasciano andare ad espressioni di «devozione» verso quei resti, che più di ogni altra cosa parlano di come l’uomo non sia che un soffio fugace. Con questa breve introduzione, mi sto riferendo a quanto ho avuto modo di osservare nei pochi minuti in cui, ieri sera, ho assistito ad una puntata del programma televisivo «Terra!», all’interno del quale è stato proposto un servizio riguardante l’esposizione al pubblico dei resti di Antonio da Padova.
Chi, come me, è profondamente innamorato della verità biblica, non poteva provare, davanti a quelle immagini, altra sensazione che una profonda tristezza. Duecentomila anime che pregano ed invocano un morto, che è stato uomo come loro, ed i cui resti dovrebbero urlare la sua incapacità di essere mediatore o compitore di grazie! Eppure, con il cuore pieno di devozione, ciascuna di quelle persone si è presentata convinta della possibilità di poter avanzare le proprie richieste al «santo», con la speranza dell’esaudimento. Quel teschio annerito dovrebbe essere un monito per ciascuno, un simbolo che grida «solo Dio è Eterno!», ma gli occhi dei più, sigillati da una dottrina che insegna menzogne, non erano in grado di osservare l’evidenza. Continua la lettura »
Una nostra lettrice ci ha recentemente posto una domanda che abbiamo ritenuto utile trattare pubblicamente, in modo da fornire una risposta accessibile anche ad altri che dovessero interrogarsi sul medesimo argomento. Il testo della domanda è il seguente:
«Si dice nella Bibbia che l’uomo è stato creato con il libero arbitrio mentre, per esempio, per gli Angeli questo non esiste, loro possono solo ubbidire a Dio. Allora come è possibile che quello che noi chiamiamo “Lucifero” abbia trasgredito all’ordine di Dio?»
Il quesito parte dall’assunto che le creature angeliche e gli esseri umani siano stati formati con differenti standard di comportamento: all’uomo sarebbe stata conferita la capacità di scegliere, mentre agli angeli tale diritto sarebbe stato negato. Una tale premessa però è inesatta, proprio perchè – contrariamente a quanto viene affermato nella domanda – non esistono passaggi biblici sui quali costruire un ragionamento di questo tipo. La conclusione della domanda, di per sé, ne è già la prova più evidente: «come è possibile che Lucifero abbia trasgredito, se non poteva esercitare il libero arbitrio?». Se le Scritture parlano però della ribellione di quello che divenne l’avversario di Dio, è conseguentemente logico affermare che egli era in grado di scegliere. Quelle che seguono vogliono essere brevi considerazioni per chiarire meglio il discorso, vedendo rispettivamente la posizione dell’umanità e quella delle schiere angeliche in relazione all’autorità divina. Continua la lettura »
Oggi proponiamo la lettura di un articolo di Emanuela Di Pasqua tratto da Il Corriere Della Sera riaprendo sulle nostre pagine l’eterno dibattito tra evoluzionisti e creazionisti.
MILANO – Sette centimetri, contro le misure di non più di un centimetro fino ad ora osservate nei loro contemporanei: tanto misurano i fossili scoperti da un team di ricercatori francesi, tedeschi, americani e svizzeri. Eppure risalgono a un periodo successivo all’estinzione di massa più catastrofica di tutti i tempi, il Permiano-Triassico, dopo il quale si è sempre parlato di effetto Lilliput, alludendo a un ridimensionamento significativo – dopo questa crisi – degli organismi abitanti il Pianeta.
IL PERMIANO-TRIASSICO – Durante questo periodo geologico, circa il 96 per cento delle specie animali marine si estinse e complessivamente scomparve il 50 per cento delle famiglie animali esistenti. Potrebbe essere stato un episodio di vulcanismo intenso verificatosi circa 250 milioni di anni fa a causare questa ondata distruttiva. Ciò che è certo è che da lì in poi nulla fu più come prima. Pare che piano piano la vita tornò sulla Terra, ma tutto si fece molto più piccolo. Come spiegare l’esistenza dei gasteropodi di taglia forte, più di un milione di anni dopo la grande estinzione di massa (quella che viene chiamata dai paleontologi transizione biotica)?
L’IMPORTANZA DEI GASTEROPODI – Letteralmente significa «animale che striscia sulla pancia»: il gasteropode, pur nel suo aspetto non particolarmente interessante, è in realtà fonte di grande interesse per gli studiosi. I fossili di gasteropodi ritrovati sono cruciali perché questa specie, come i bivalvi, ha una notevole importanza paleoecologica essendo legata a condizioni ambientali ben precise. Ora questa specie gigantesca dello Utah rimette in discussione molte certezze ormai acquisite sull’origine della vita sulla Terra.
Oggi vi proponiamo la nostra recente traduzione di un’intervista al noto teologo John MacArthur, pastore battista americano, nella quale egli tocca argomenti decisamente importanti, quali ad esempio il rapporto tra il cosiddetto «vangelo della prosperità» e l’autentico messaggio biblico, soffermandosi a definire cosa significhi realmente abbracciare il cristianesimo da una prospettiva scritturale. Consigliamo caldamente la visione di questi due video a tutti i nostri visitatori e lettori (in particolar modo la seconda clip per coloro che vogliano conoscere meglio la fede cristiana), nella certezza che le parole di MacArthur non mancheranno di lasciare il segno.
Intervistato a Sky Tg24 Pomeriggio sul rapporto tra scienza e fede, il professor Umberto Veronesi ha affermato come, a suo avviso, queste due aree della vita e della conoscenza umana non possano procedere assieme, bensì esistano in uno stato di reciproca e profonda antitesi. Secondo il parere dell’oncologo, la fede «presuppone di credere ciecamente in qualcosa di rivelato nel passato, una specie di leggenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza il diritto di mettere in dubbio i misteri e dogmi che vanno accettati o, meglio, subiti». Prosegue poi affermando di aver recitato il rosario tutte le sere fino ai 14 anni, decidendo poi di allontanarsi dalla fede, per esaminare successivamente tutte le religioni, ricavando da questo la convinzione secondo la quale «ogni religione esprime il bisogno di una determinata popolazione in quel momento storico».
Nel leggere queste sue affermazioni, credo sia lecito chiedersi se Veronesi stia parlando davvero di fede, oppure non stia piuttosto descrivendo il percorso proposto dalla chiesa che più di ogni altra ha voltato le spalle alla semplicità ed alla potenza del messaggio di Cristo, quella chiesa della quale il capo si fa arrogantemente chiamare con titoli che le Scritture ci dicono essere appannaggio esclusivo di Dio. Il professore cita dogmi, integralismo, costrizione a «subire passivamente», arrivando persino a parlare della sua provenienza da una famiglia religiosissima, e di come lui stesso recitasse il rosario ogni sera. E a fronte di tutto questo, mi è balenata nella mente una domanda: qualcuno si sarà mai preso la briga di spiegargli che il cristianesimo autentico non ha nulla a che spartire con tutto questo? Non faccio fatica a credere che nella sua adolescenza, il professore abbia preso le distanze da una chiesa che cucina ipocrisia e mezze verità, e che pretende che i fedeli le ingurgitino senza fiatare. Pur non conoscendo i trascorsi di Veronesi, posso immaginare che in molti aspetti siano stati comuni a quelli di ciascuno: le incertezze, il profondo bisogno di risposte, lo sbigottimento davanti all’inevitabile, il dolore di sentire scivolare via lentamente ciò in cui, da bambino, credeva fermamente, perchè gli era stato insegnato così. Una fede vissuta nel riflesso altrui. Continua la lettura »
Fin dalla sua istituzione, il sistema dei «bollini televisivi» si è proposto a garanzia della salvaguardia del pubblico minorenne rispetto ai contenuti trasmessi dalle emittenti. Attraverso gli ormai noti colori rosso, giallo e verde, ispirati alle colorazioni delle luci semaforiche, gli utenti possono rapidamente capire se un film o una trasmissione possano essere adatti o meno per la visione da parte dei più piccoli. È un sistema che, essendo nelle mani degli uomini, è pur sempre passibile di errore, ma in generale dovrebbe funzionare: spesso però viene da chiedersi in base a quale criteri venga assegnato, ad un dato programma, un colore piuttosto che un altro. Un esempio attuale che potremmo citare è il telefilm «Le avventure di Merlino», trasmesso in questo periodo da una tra le maggiori emittenti nazionali. La narrazione ruota appunto attorno alla mitica figura del mago Merlino, narrandone la gioventù alla corte dell’allora principe Artù. È una produzione decisamente leggera, con un taglio giovanile, che rispetta sicuramente gli standard di gradimento della fascia a cui è destinato; ma come si possa assegnare ad esso il «bollino verde», visti i contenuti della produzione, rimane un mistero.
Il telefilm, infatti, mostra il ricorso a pratiche occulte (magia generica, stregoneria, negromanzia) come cose assolutamente normali, e anzi, addirittura positive per garantirsi vantaggi di qualche tipo (la riuscita di un’impresa, lo scoprire un determinato segreto, ecc.). Come si può ritenere che una tale pellicola sia visibile dai piccoli in completa autonomia? Possibile che non meriti nemmeno un bollino giallo (e già sarebbe una concessione), di modo che i genitori siano avvertiti della necessità di stare con i propri figli durante la visione? In una società come quella italiana, dove l’occulto rappresenta una vera e propria piaga sociale, come si può pensare che la visione di determinate pellicole sia priva di pericoli? Ovviamente questo è un discorso che possiamo allargare a molti programmi, perchè é sufficiente dedicare un po’ di tempo ad osservare ciò che viene trasmesso nella cosiddetta «fascia protetta» per rendersi conto che molto di ciò che arriva nelle nostre case è un vero e proprio attentato alla sana educazione degli uomini e delle donne del domani, che oggi sono assegnati alle nostre cure. Continua la lettura »