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L'angolo della lettura

Feb 01 2010

Occulto via etere, una riflessione biblica

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Attualità, Riflessioni

Fin dalla sua istituzione, il sistema dei «bollini televisivi» si è proposto a garanzia della salvaguardia del pubblico minorenne rispetto ai contenuti trasmessi dalle emittenti. Attraverso gli ormai noti colori rosso, giallo e verde, ispirati alle colorazioni delle luci semaforiche, gli utenti possono rapidamente capire se un film o una trasmissione possano essere adatti o meno per la visione da parte dei più piccoli. È un sistema che, essendo nelle mani degli uomini, è pur sempre passibile di errore, ma in generale dovrebbe funzionare: spesso però viene da chiedersi in base a quale criteri venga assegnato, ad un dato programma, un colore piuttosto che un altro. Un esempio attuale che potremmo citare è il telefilm «Le avventure di Merlino», trasmesso in questo periodo da una tra le maggiori emittenti nazionali. La narrazione ruota appunto attorno alla mitica figura del mago Merlino, narrandone la gioventù alla corte dell’allora principe Artù. È una produzione decisamente leggera, con un taglio giovanile, che rispetta sicuramente gli standard di gradimento della fascia a cui è destinato; ma come si possa assegnare ad esso il «bollino verde», visti i contenuti della produzione, rimane un mistero.

Il telefilm, infatti, mostra il ricorso a pratiche occulte (magia generica, stregoneria, negromanzia) come cose assolutamente normali, e anzi, addirittura positive per garantirsi vantaggi di qualche tipo (la riuscita di un’impresa, lo scoprire un determinato segreto, ecc.). Come si può ritenere che una tale pellicola sia visibile dai piccoli in completa autonomia? Possibile che non meriti nemmeno un bollino giallo (e già sarebbe una concessione), di modo che i genitori siano avvertiti della necessità di stare con i propri figli durante la visione? In una società come quella italiana, dove l’occulto rappresenta una vera e propria piaga sociale, come si può pensare che la visione di determinate pellicole sia priva di pericoli? Ovviamente questo è un discorso che possiamo allargare a molti programmi, perchè é sufficiente dedicare un po’ di tempo ad osservare ciò che viene trasmesso nella cosiddetta «fascia protetta» per rendersi conto che molto di ciò che arriva nelle nostre case è un vero e proprio attentato alla sana educazione degli uomini e delle donne del domani, che oggi sono assegnati alle nostre cure.

Il sempre crescente interesse per le pratiche occulte presso i giovanissimi è un dato di fatto allarmante, e sarebbe quantomeno superficiale far finta che si tratti soltanto di un fenomeno di costume, destinato a compiere il suo ciclo, come tutte le mode, per poi avviarsi al declino: si tratta invece di qualcosa di decisamente più «sottile», qualcosa che intossica l’intero processo mentale di un individuo, abituandolo alla superstizione, al cercare soluzioni mistiche senza saperne discernere la natura, e – più in generale – facendo maturare quella tendenza che esalta l’uomo quale padrone della propria esistenza, allontanandolo di conseguenza da Colui che ha nelle sue mani le redini della storia dell’uomo, ossia Dio. Ricordiamoci che una generazione che assorbe determinati princìpi, è poi quella che li trasmette alla generazione successiva. Diventa quindi importante capire bene la problematica per poterla arginare in maniera efficace.

A tal proposito, nella speranza di fornire una base più solida in merito, commentiamo brevemente un noto passo del libro del Deuteronomio, analizzando uno dei comandamenti dati da Dio ad Israele prima dell’ingresso nella terra promessa, e riguardante proprio il rapporto dell’uomo con l’occulto:

Quando sarai entrato nel paese che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà, non imparerai a imitare le pratiche abominevoli di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il SIGNORE detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il SIGNORE, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te. Tu sarai integro verso il SIGNORE Dio tuo; poiché quelle nazioni, che tu spodesterai, danno ascolto agli astrologi e agli indovini. A te, invece, il SIGNORE, il tuo Dio, non lo permette. (Deuteronomio 18:9-14)

Passiamo quindi in rassegna il brano, evidenziandone i concetti principali:

  • «Quando sarai entrato nel paese che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà…»
  • Ciò che l’uomo riceve, proviene sempre dalla volontà permissiva di Dio. Nel caso di Israele si trattava di ricevere una terra, nel nostro caso individuale può essere tutto ciò che rappresenta un nostro obiettivo: un lavoro, un bene, la salute, e così via. Nulla può accadere senza che Dio lo sappia: e quando qualcosa avviene, è sempre perchè è stato dato il beneplacito divino. Possono essere avvenimenti gioiosi o tristi, può trattarsi di una vittoria o una sconfitta, ma in nessun caso si può sperare di raggiungere una determinata meta se Dio non ne permette il compimento. Allo stesso modo, sarebbe sciocco pensare che possano verificarsi avvenimenti estranei alla conoscenza divina. Non esiste quindi «forza occulta» che possa garantire all’uomo alcunchè, perchè tutto è sottoposto alla volontà dell’Eterno. Ostinarsi a ricercare soluzioni guardando lontano da Dio, e ignorando quindi la sua Onnipotenza, é pertanto qualcosa di fallimentare e dannoso per l’uomo stesso.

  • «Non imparerai a imitare le pratiche abominevoli»
  • Il valore di un esempio: quante volte prestiamo più attenzione a quello che diciamo, e siamo invece indulgenti verso ciò che facciamo? Ma un gesto parla di noi in maniera molto più forte che molte parole. Si guarda e si impara ad imitare, e questo vale in special modo per i più piccoli, ancora in fase di formazione caratteriale. Che esempio vogliamo dare ai nostri figli? Vogliamo metterli davanti ad uno schermo affinchè imparino dai loro «beniamini» a cercare risposte nei démoni, oppure possiamo insegnare loro le vie di Dio? Ma se decidiamo per questa seconda possibilità, dobbiamo conoscere noi per primi i sentieri di Dio: come insegneremo altrimenti ciò che ignoriamo? Ecco allora la necessità di mettersi alla scuola del Signore, e di cibarci della sua Parola.
    Vediamo inoltre che tali pratiche sono definite da Dio come «abominevoli». Questo è un termine del quale abbiamo perso la forza espressiva, ma indica uno sdegno fortissimo, una sensazione di repulsione che va ben oltre il comune ribrezzo: l’abominio è qualcosa di orrendo, di profondamente dissacrante, di infame. L’uomo, l’essere che reca in sé l’immagine del Dio vivente, decide di piegarsi alle forze occulte, diventandone compartecipatore e sporcando con esse la sua natura – ecco il ribrezzo, ecco l’infamia, ecco l’abominio!

  • «Non si trovi in mezzo a te chi…»
  • A queste parole segue una lista di soggetti praticanti arti esoteriche. Si noti che sono tutte pratiche divinatorie, utili cioé a ricevere direzione o consiglio in maniera occulta: piromanzia (=lettura del fuoco nel quale bruciano sacrifici umani), astrologia (=lettura degli astri), predizione del futuro (=qualcuno che si renda «medium» per l’ingresso di spiriti), negromanzia (=entrare in contatto con i defunti), e così via. Cosa hanno in comune tutte queste pratiche? Oltre a quanto detto poc’anzi sull’«abominio», ciascuna di esse vede l’uomo cercare risposte dove non le può trovare, affidandosi a tutta una serie di elementi che non sono affatto divini (alcuni addirittura diabolici), tralasciando di ricercare la volontà del Dio Vero. Proprio perché è l’unica creatura che reca in sé l’impronta del divino, l’uomo dovrebbe ricercare soltanto la guida di Dio, e non insozzare sé stesso attraverso il culto o le forme di venerazione verso altre creature (gli elementi naturali, ad esempio, oppure «forze» non meglio specificate). Tra il popolo di Dio, tali forme di idolatria non possono essere esistere.

  • «A motivo di queste pratiche abominevoli, il SIGNORE, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te»
  • Percorrere sentieri oscuri, sui quali il Signore ha esplicitamente dichiarato di non camminare, significa esporsi a grandi pericoli. Soprattutto, si deve avere la consapevolezza che ci si sarà incamminati su strade nelle quali la benedizione di Dio non è presente. Se da un lato vediamo quindi l’abbandono di coloro che consapevolmente voltano le spalle a Dio, dall’altra parte possiamo notare la cura che l’Eterno usa nei confronti di chi intende seguirlo: i paesi che anticamente abitavano la Palestina sarebbero stati scacciati per la loro volontaria contaminazione spirituale, e il popolo scelto da Dio sarebbe stato benedetto nella misura in cui si sarebbe attenuto alle prescrizioni divine (cosa che non sempre fece, sperimentando le conseguenze del caso). Qui bisogna stare attenti, perchè ad una lettura superficiale può sembrare che Dio ricatti chi gli si accosta, ma non è così: semplicemente, mette davanti all’uomo la responsabilità personale, facendogli chiaramente conoscere come su una delle due strade che gli si prospettano davanti troverà protezione, mentre l’altra sarà caratterizzata dal pericolo. All’uomo la scelta: grazia o giudizio?

  • «Tu sarai integro verso il SIGNORE Dio tuo»
  • Non accostarsi alle pratiche occulte è sinonimo di integrità: se facciamo dell’Eterno il nostro Dio, non potremo avere il cuore diviso tra Lui e qualcos’altro. Dio non è una specie di «genio della lampada» da usare per i nostri scopi, bensì è il fulcro dell’esistenza dell’uomo. Ne é Signore, Sovrano Assoluto. Il timore di Dio include, tra le altre cose, il rispetto delle disposizioni divine. E l’integrità è un requisito che Dio richiede all’uomo, affinché la creatura fatta ad immagine del Creatore cammini in modo degno di ciò che é. In questo contesto non stiamo logicamente parlando degli sbagli che si compiono durante il cammino cristiano a causa dell’imperfezione umana, quanto piuttosto ci riferiamo all’attitudine che l’uomo deve avere verso Dio, ascoltandone la voce in maniera esclusiva.

  • «A te, invece, il SIGNORE, il tuo Dio, non lo permette»
  • Dopo aver spiegato i soggetti in causa e le motivazioni, ecco la chiosa del comandamento: la proibizione. Nella disposizione divina c’è attenzione alla salute spirituale dell’uomo, affinchè non si contamini con ciò che è male, ma – alla fine – essa è in qualche modo vidimata dall’autorità di Dio. In altre parole, esiste un principio generale, ben spiegato, per il quale l’uomo non deve avere contatti con l’occulto, ma in ultima analisi, la motivazione cardine risiede nella volontà divina: l’uomo non deve rapportarsi a «forze occulte» perchè Dio gli dice di non farlo. E sebbene abbiamo molto materiale per capire quali siano i motivi «pratici» della proibizione, dovrebbe bastarci il fatto che essa è tale, e procede da Colui che ci da la vita.

    Abbiamo trasformato in una specie di piccolo studio biblico ciò che inizialmente sembrava un semplice articolo critico nei confronti della superficialità di chi classifica i programmi televisivi, proprio perchè – alla fine – per l’uomo non dovrebbe essere tanto importante avere una seppur giusta opinione personale, quanto piuttosto constatare se tale opinione «regga», sia valida, davanti alla Parola di Dio: in essa troviamo dei «bollini» ben più affidabili di quelli televisivi, perchè sono apposti da Colui che ci conosce nel profondo della nostra essenza, e sa cosa sia meglio per noi: seguendo i suoi consigli, non inciamperemo mai nelle seduzioni offerte dal mondo per il nostro danno.

    Molto spesso la «società matura» si trova a criticare i più giovani, accusandoli di essere privi di valori, deboli, fragili, bandiere che soffiano dove tira il vento in quell’istante. Ed in parte ciò può anche essere vero. Ma forse, invece di puntare il dito in maniera saccente, tale società dovrebbe domandarsi: «con quale cibo ho nutrito coloro che ora sbeffeggio?». Per tutti è valido l’assioma proverbiale secondo cui «siamo ciò che mangiamo»: e se siamo attenti ad introdurre nel nostro corpo alimenti il più possibile sani, perchè non sappiamo fare lo stesso con il cibo della nostra anima?
    Poco importa se sulla nostra tavola verranno appoggiati cibi all’apparenza squisiti: se sapremo analizzarli attraverso le Scritture che Dio ha dato per il nostro bene, sapremo certamente distinguere quei piatti gradevoli all’occhio ma in realtà avariati – o peggio, avvelenati, tralasciandoli per scegliere quindi di alimentarci con ciò che Dio ha provveduto per la nostra salute. E questa è la sincera speranza che nutro per chiunque si ritroverà a leggere queste righe, forse domandandosi se esse non siano eccessivamente allarmistiche.

    E al tempo stesso, spero che coloro che decidono quali «portate» far giungere attraverso gli schermi televisi possano comprendere che non sempre il male si presenta nelle sue forme più minacciose e ovvie, ma spesso preferisce mascherarsi dietro apparenze seducenti, per rivelare la sua tossicità solo molto tempo dopo la sua assimilazione.



                 

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    1 Commento »

    1. cattolico
      | 2 February 2010, 17:36

      Checchè ne dicano i freschi di mente, convinti di farsi guidare da “spiriti buoni” attraverso scrittura automatica, forme medianiche varie, itc e metafonia, è il demonio che inganna! Nessuno di questi ho mai visto chiedersi se per caso gli spiriti siano veramente quelli che dicono di essere, ed invece ne parlano entusiasti come di grandi maestri!
      Ci sono esempi eclatanti di comunicazioni medianiche, che per un certo verso danno la dimostrazione agli scettici che altre dimensioni spirituali esistono, ma per un altro verso danno insegnamenti fuorvianti , non avendo il Demonio interesse a fare il bene.
      “non si trovi tra voi chi pratica ecc” piu chiaro di cosi…
      Mi chiedo come mai Padre Ernetti e padre Gemelli ebbero il permesso dal Papa di fare questi esperimenti (questa notizia l’ho reperita dalla rete non saprei dire se è al 100% veritiera, ma il cronovisore…)

      Saluti e che dio Dio ci guardi benevolo

       

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