Feb 10 2010
Il cuore del Vangelo – Intervista a John MacArthur
Oggi vi proponiamo la nostra recente traduzione di un’intervista al noto teologo John MacArthur, pastore battista americano, nella quale egli tocca argomenti decisamente importanti, quali ad esempio il rapporto tra il cosiddetto «vangelo della prosperità» e l’autentico messaggio biblico, soffermandosi a definire cosa significhi realmente abbracciare il cristianesimo da una prospettiva scritturale. Consigliamo caldamente la visione di questi due video a tutti i nostri visitatori e lettori (in particolar modo la seconda clip per coloro che vogliano conoscere meglio la fede cristiana), nella certezza che le parole di MacArthur non mancheranno di lasciare il segno.
Prima parte:
Seconda parte:



































| 13 February 2010, 14:46
Buongiorno,
ho guardato il video “Il cuore del vangelo” e sono pienamente in sintonia con il pensiero e il sentimento di John MacArthur, tuttavia nella mia storia religiosa non vi nascondo che ho trovate molti che mi accusavano di ignoranza per questo, ma sono convinto di stare dalla parte di Gesù Cristo, proprio per quello che dice John,
questo è il cuore del vangelo: La croce! La croce della risurrezione e della glorificazione nel regno eterno di Dio.
Vota commento:| 15 February 2010, 21:09
Sono contrario ad ogni estremizzazione del Vangelo, e McArtur sta facendo questo, forse a lui piace vedere il lato della sofferenza, dell’ autoumiliazione che poi è ipocrisia il più delle volte.
Da questo video posso solo trarne conseguenze negative, poichè se è vero che seguire Gesù costa, è anche verò che Dio non ci abbandona. Soffriremo persecuzioni, incomprensioni e altre conseguenze, ma il Signore non può venire meno alle proprie promesse.
Il desiderio della prosperità non è contrario alla volontà di Dio altrimenti cancelleremo una parte consistente della Bibbia; bisogna piuttosto guardarsi dal cercare il Signore per riceverne dei benefici materiali.
la ricchezza travia i cuori e porta alla malvagità, ma la fame, la mancanza di un tetto, di poter avere una vita “normale” non è ciò che Dio ha pianificato per i suoi figli adottivi in Cristo Gesù.
Devono forse gioire della vita solo i figli di questo mondo?
La risposta sta nella ricerca della conoscenza di Dio, e nell’ abbamndono fiducioso nelle sue mani! Gli uomini per quanto saggi possano apparire sono tutti stolti e McArtur promuove l’ evangelo della sofferenza. Evitate quindi postare video che possono abbattere la fede di chi è ancora debole e insicuro.
Vota commento:solovangelo.it | 16 February 2010, 1:11
L’affermazione secondo cui l’enunciazione del Vangelo non dovrebbe essere “estremista”, per utilizzare il termine di Luciano, è un terreno decisamente scivoloso: chi determina l’”estremista” dalla “norma”? È lecito affermare che soltanto per il nostro parere personale, un certo aspetto debba essere definito “fuori dalle righe”? O, piuttosto, come cristiani, vogliamo essere attenti a cosa insegnano le Scritture? Desideriamo imporre il nostro personale punto di vista, o farci plasmare da quanto Dio ha rivelato nella sua Parola? Questi e altri interrogativi mi sono sorti nella mente leggendo l’intervento di Luciano, che a prima vista appare anche equilibrato, ma che – a ben pensarci – non è un discorso pienamente biblico.
Se da un lato è pur vero che Dio desidera il bene per la sua creatura, c’è da dire che l’intero creato è ormai “guastato”, e attualmente non può verificarsi il pieno adempimento di tale benessere, essendo qualcosa che avverrà soltanto alla restaurazione di ogni cosa, al ritorno di Cristo (cfr. Apocalisse 21-22).
In effetti, se così non fosse, verrebbe davvero da chiedersi come mai tanti fratelli e sorelle nel mondo soffrano la persecuzione, e vivano una vita da bisognosi, privati dei propri averi, della propria libertà, dei propri affetti. Ciò non avviene certo per volontà diretta di Dio, ma per volontà permissiva: «tutto il mondo giace sotto il potere del maligno», dicono le Scritture, ed è quantomeno logico aspettarsi che, in un tale mondo, Cristo ed i suoi discepoli vengano disprezzati e perseguitati.
Ed è proprio a causa di questo che Gesù non fece promesse di benessere, ma di martirio (che oggi possiamo intendere a diversi livelli): perchè le promesse di Dio riguardano il contesto in cui Dio regna senza più interferenze, e non interessano, invece, una realtà corrotta, nella quale si può (e si dovrebbe) essere luci che indicano quel regno che verrà.
Non si confonda l’adempimento finale delle promesse di Cristo con quelli che sono i nostri desideri di appagamento! Sono più che convinto che coloro che, come dice Luciano, hanno una fede “debole” o “insicura” non possano che trarre giovamento dall’ascoltare quali siano i presupposti concreti del Vangelo, senza farsi sedurre da insegnanti che spostano il fulcro dei propri messaggi lontano dalla croce di Cristo.
Vota commento:solovangelo.it | 16 February 2010, 1:14
Leggendo Luciano ho fatto la seguente riflessione:
Ogni persona filtra le cose che ode secondo il proprio parametro.
Molti nostri contatti hanno colto nel video proposto il messaggio “salviamo il vangelo dagli evangelici”. Altri hanno colto un (passatemi il termine) “pessimismo biblico”.
Personalmente io sono rimasta folgorata dal messaggio evangelistico che spicca soprattutto nella seconda parte.
Luciano scrive:
“Il desiderio della prosperità non è contrario alla volontà di Dio altrimenti cancelleremo una parte consistente della Bibbia; bisogna piuttosto guardarsi dal cercare il Signore per riceverne dei benefici materiali”.
Sono perfettamente d’accordo con questa tua affermazione e ti ringrazio per aver puntualizzato un aspetto importante.
Non posso dire di conoscere in modo approfondito il pensiero di MacArthur sul tema ma, da quel che ho udito (anche in altri suoi interventi) mi pare che non sempre egli dia risalto a questo aspetto a discapito dell’altro.
E’ innegabile: la vita che l’uomo conduce non è quella che Dio avrebbe desiderato. La Bibbia è ricca di versetti che mettono in mostra che la vera gioia non sta nella sicurezza delle cose materiali ma nella certezza dell’adozione di Dio quale figlio per ognuno che confida in Cristo. Nella sperimentazione quotidiana della pace che Gesù sa dare. Egli infatti ci ha lasciato la sua pace e ce la dà non come la dà il mondo… (Giovanni 14:27).
Sono convinta che la forza dei nostri fratelli perseguitati sta anche in questo e posso testimoniare che anch’io, che nella vita quotidiana, spesso trovo quella pace che è al di là delle situazioni (anche spiacevoli) che vivo in quanto nasce dalla certezza che ho un Padre che mi ama e che mi infonde una gioia che non ha pari infatti spesso le persone non se ne capacitano.
Sperando di leggere ancora tuoi commenti, fraternamente ti saluto.
Vota commento:| 16 February 2010, 14:29
Io non conosco McArtur e nemmeno ho interesse a conoscerlo, io cerco di fondare la mai fede sulla Parola di Dio. Purtroppo seguendo il pensiero di uomini che stimavo maggiori di me nella fede sono caduto rovinosamente; ora quello che dice MCArtur circa gli evangelici è un offesa a chi cerca di fare del Vangelo la propria condotta di vita. Noi come cristiani e credenti sappiamo che siamo figli adottivi in Cristo Gesù e un Padre così immensamente buono non ci priverà di tutte quelle benedizioni utili ad avere una vita armoniosa; ma sappiamo anche che a causa del Vangelo che portiamo saremmo perseguitati, e quindi non dobbiamo attaccarci alle cose materiali e nemmeno farci un idea di un eterno benessere su questa terra. E’ però certo che Dio è un dio fedele e non viene meno alle sue promesse.
Vota commento:| 16 February 2010, 19:26
Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d’intenti. Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, che vi sono discordie tra voi.
Cristo è stato forse diviso?
Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo. La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti:
Distruggerò la sapienza dei sapienti
e annullerò l’intelligenza degli intelligenti.
Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto:
Chi si vanta si vanti nel Signore.
Non è una bella cosa il vostro vanto. Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità.
Vi ho scritto nella lettera precedente di non mescolarvi con gli impudichi. Non mi riferivo però agli impudichi di questo mondo o agli avari, ai ladri o agli idolàtri: altrimenti dovreste uscire dal mondo! Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed è impudico o avaro o idolàtra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme. Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate? Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi!
(Dalla prima lettera ai Corinzi)
Vota commento:| 17 February 2010, 1:44
preoccupatevi del regno di dio e tutte le altre cose vo saranno date in sovrabbondanza .
purtroppo nelle riunioni di preghiera .alle quali ho assistito ,si sente solo chiedere ,tutte le altre cose ,e non ci si preoccupa del vicino di casa che sta andando all inferno perche nessuno gli parla del vangelo poi prega per lui figuriamoci poi se e disposto a digiunare perche questo suo vicino di casa ,compagno di lavoro ,parente ,amico,ecc ecc praticamente il mondo che tanto e stato ed e ancora amato fino al punto di mettere cristo gesu sulla croce ,al posto nostro.
si chiediamo e non abbiamo ma chiediamo cose sbagliate se chiedessimo digiunando e implorando il regno di dio lo avremo ,con tutte le cose di cui abbia bisogno ,ma siamo troppo presi a compiacersi di noi stessi che del suo regno non c e ne importa un fico secco che iddio ci perdoni
Vota commento:| 17 February 2010, 17:28
Non credo che citando parte della prima lettera ai Corinzi, si dia una risposta chiara e netta al tema trattato nel video. Il fatto è che vi sono profeti del benessere e accolgono seguaci e profeti della sofferenza che fanno altrettanto. Ora la verità è contenuta nella Bibbia, e se quello che pensiamo sia una rivelazione di fede ma contrasta con il 99% di quanto è scritto allora facciamo bene a dubitarne.
L’ esortazione che faccio a tutti i fratelli in Cristo è di rimanere nella Parola, e non andare oltre, non prendere Dio per un banchiere né prenderlo per uno che si compiace delal sofferenza. Personalmente vengo dalla tradizione cattolica dove vi è una cultura fondata sul patire, ma poi i risultati di questa dottrina parlano da soli.
Cerchiamo di conoscere il nonstro Signore per poterlo amare veramente, poi non dubitiamo delle sue promesse, cercando di avere ambizioni spirituali piuttosto che materiali.
Vota commento:solovangelo.it | 17 February 2010, 19:28
Ciao Luciano,
su questo tuo ultimo intervento mi trovi d’accordo al 100%: purtroppo uno dei limiti dello scritto è che non sempre riusciamo a capire completamente il pensiero del nostro interlocutore al primo colpo, e credo che in qualche modo sia quello che è successo in questa occasione.
È giusto rimanere nella Parola e considerarla nella sua interezza: ogni testo evidenzia determinati particolari, e certo non è sempre semplice muoversi con equilibrio. Il rischio di far pendere la bilancia dalla parte delle proprie inclinazioni naturali esiste ed è sempre in agguato. Ti ringrazio per questo appello che fai a non «eccedere» in nessun senso, ma piuttosto ad interrogarsi costantemente alla luce delle Scritture, per comprendere sempre meglio la verità rivelata.
Un caro saluto
Vota commento:| 18 February 2010, 17:26
Allora Gesù disse ai suoi discepoli:
“Se qualcuno vuole venire dietro e me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua, perchè chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Quale vantaggio infatti avrà l’uomo se guadegnerà il mondo intero e poi perderà la propria anima, o che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima”?
Io non mi sono avvalso di nessuno di questi diritti, nè ve ne scrivo perchè ci si regoli in tal modo con me, preferirei piuttosto morire.
Nessuno mi toglierà questo vanto.
Non è infatti per me un vanto predicare il vangelo,
è un dovere per me, guai a me se non predicassi il vangelo, se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa.
“Chiunque avrà lasciato, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna”!.
(Matteso 16,24+, 1Cor. 9,15+, perdonatemi se vi scrivo utilizzando parole solo del vangelo o delle sacre scritture).
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