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L'angolo della lettura

Feb 17 2010

Gli angeli sono liberi di scegliere?

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Discussioni aperte

Una nostra lettrice ci ha recentemente posto una domanda che abbiamo ritenuto utile trattare pubblicamente, in modo da fornire una risposta accessibile anche ad altri che dovessero interrogarsi sul medesimo argomento. Il testo della domanda è il seguente:

«Si dice nella Bibbia che l’uomo è stato creato con il libero arbitrio mentre, per esempio, per gli Angeli questo non esiste, loro possono solo ubbidire a Dio. Allora come è possibile che quello che noi chiamiamo “Lucifero” abbia trasgredito all’ordine di Dio?»

Il quesito parte dall’assunto che le creature angeliche e gli esseri umani siano stati formati con differenti standard di comportamento: all’uomo sarebbe stata conferita la capacità di scegliere, mentre agli angeli tale diritto sarebbe stato negato. Una tale premessa però è inesatta, proprio perchè – contrariamente a quanto viene affermato nella domanda – non esistono passaggi biblici sui quali costruire un ragionamento di questo tipo. La conclusione della domanda, di per sé, ne è già la prova più evidente: «come è possibile che Lucifero abbia trasgredito, se non poteva esercitare il libero arbitrio?». Se le Scritture parlano però della ribellione di quello che divenne l’avversario di Dio, è conseguentemente logico affermare che egli era in grado di scegliere. Quelle che seguono vogliono essere brevi considerazioni per chiarire meglio il discorso, vedendo rispettivamente la posizione dell’umanità e quella delle schiere angeliche in relazione all’autorità divina.

La creazione di Dio è fondata, tra le altre cose, sul rispetto delle creature: Il Dio Creatore è un Dio di amore, e come tale non ha mai desiderato di essere circondato da «automi» che ne eseguissero i comandi senza replicare. Fin dalle prime pagine della Genesi, vediamo come Dio abbia il profondo desiderio di ricevere la «collaborazione» dell’uomo, e di sottoporgli il resto del creato affinché lo custodisse (cfr. ad esempio l’assegnazione dei nomi agli animali, Ge.2:19-20). Da questo piccolo esempio, ma ce ne sarebbero molti altri, possiamo già comprendere di non trovarci di fronte ad un tiranno che crea e dispone, quanto piuttosto di essere alla presenza di un Padre che genera e guida, concedendo inoltre diritti. Dio non ha mai preteso forzatamente l’obbedienza dell’uomo, ma l’ha sempre fortemente consigliata, perchè consapevole che allorquando l’essere umano avrebbe deciso di non camminare più nei sentieri tracciati per lui, si sarebbe creata una frattura tra la creatura ed il Creatore, frattura tanto profonda da poter essere sanata soltanto con l’espiazione compiuta dal Figlio di Dio, ossia il sacrificio di Gesù.

Dio il SIGNORE ordinò all’uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai» (Ge.2:16-17)

Il problema della «morte» (intesa in questo passo come la morte spirituale, ossia il distacco da Dio, di cui la morte fisica è riflesso) non era tanto legato alla conoscenza del bene e del male in sé, la quale è lecito supporre che, prima o poi, sarebbe stata rivelata all’uomo per renderlo pienamente consapevole, quanto piuttosto alla trasgressione di un limite fissato da Dio: la proibizione di cibarsi di quel frutto era l’unico segno di autorità che Dio aveva imposto all’uomo, affinchè egli si rendesse conto di non essere lui stesso un «dio», ma di essere comunque sottoposto all’Eterno. Nel cogliere da quell’albero, è come se l’uomo avesse fatto una dichiarazione esplicita, secondo la quale affermava di non intendere più seguire Dio, quanto piuttosto fare di sé stesso una «divinità», con i risultati nefasti che ancora oggi sono sotto gli occhi di tutti. Da questo si comprende che il primo assunto della domanda in esame è corretto: l’uomo – fin dagli inizi – poteva scegliere quale strada seguire, e sebbene non avesse piena coscienza della realtà del peccato, il suo stesso potenziale gli permetteva di abbracciare sia il bene (che gli era noto) che il male (che ancora non conosceva).

Nel contesto appena accennato, vi è anche la presenza di satana, che sotto forma di serpente tentò i nostri progenitori nel perseguire ciò che sarebbe stata la loro condanna. È quindi evidente che la ribellione di Lucifero debba aver avuto luogo prima degli eventi narrati da Genesi 3. La sintesi di tale ribellione ci arriva dagli scritti del profeta Ezechiele, che al capitolo 28 del suo libro, nel famoso «lamento sul re di Tiro», scrisse:

«Figlio d’uomo, pronunzia un lamento sul re di Tiro e digli: “Così parla DIO, il Signore: Tu mettevi il sigillo alla perfezione, eri pieno di saggezza, di una bellezza perfetta; eri in Eden, il giardino di Dio; eri coperto di ogni tipo di pietre preziose: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti, erano al tuo servizio, preparati il giorno che fosti creato. Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Ti avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità. Per l’abbondanza del tuo commercio, tutto in te si è riempito di violenza, e tu hai peccato; perciò io ti caccio via, come un profano, dal monte di Dio e ti farò sparire, o cherubino protettore, di mezzo alle pietre di fuoco. Il tuo cuore si è insuperbito per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saggezza a causa del tuo splendore; io ti getto a terra, ti do in spettacolo ai re. Con la moltitudine delle tue iniquità, con la disonestà del tuo commercio tu hai profanato i tuoi santuari; perciò io faccio uscire in mezzo a te un fuoco che ti divori e ti riduco in cenere sulla terra, in presenza di tutti quelli che ti guardano. Tutti quelli che ti conoscevano fra i popoli restano stupefatti al vederti; tu sei diventato oggetto di terrore e non esisterai mai più”» (Ez.28:12-19)

Vediamo quindi come il cherubino ribelle occupasse, in principio, la posizione più alta tra gli esseri angelici, ammantato di uno splendore ineguagliabile, ed assegnato a compiti ben precisi. Ma invece di ritenere le sue doti come una grazia concessagli da Dio, egli si insuperbì, considerando la sua superiorità come qualcosa da usare per imporsi, anzichè per servire. Ciò lo portò a ribellarsi a Dio, nel tentativo di conquistarne la posizione (su questo aspetto gli scrittori fantasy hanno sprecato fiumi di inchiostro, ma preferiamo di gran lunga attenerci alla sola Parola di Dio). Decidendo di camminare per una strada differente da quella tracciata per lui (ricordiamo che il termine greco αγγελος significa «messaggero», nel senso esteso di «agente divino»), egli si ritrovò a peccare di ribellione, con la malizia di chi desidera trarre vantaggio, subendo di conseguenza un destino simile (ma sostanzialmente diverso, come vedremo tra breve) che poi contribuì a cagionare all’uomo. Anche in questo caso, quindi, ci troviamo dinanzi ad una scelta perfettamente consapevole, e non abbiamo terreno per asserire che Lucifero, o qualsivoglia angelo caduto, fosse impossibilitato alla libera scelta.

Inoltre è importante sottolineare ancora un aspetto: la lettera neotestamentaria di Giuda, il fratello di Giacomo, parlando del castigo inflitto agli angeli ribelli ci informa che: «Egli [Dio] ha pure custodito nelle tenebre e in catene eterne, per il gran giorno del giudizio, gli angeli che non conservarono la loro dignità e abbandonarono la loro dimora» (Gd.6). Detto in altri termini, per gli angeli caduti non c’è possibilità di redenzione, ed il sacrificio di Cristo, attraverso il quale ogni uomo può essere salvato, non include come destinatari i messageri celesti ribelli. Mentre l’uomo peccatore ha in Cristo la possibilità di essere perdonato dei propri peccati, e di essere riscattato a vita eterna, agli angeli che hanno seguito satana (e a satana stesso, ovviamente) non rimane che la promessa di condanna, nel giorno del Signore. Verrebbe da domandarsi il perché, e la risposta a questo interrogativo rappresenta anche la conclusione alla questione sollevata dalla nostra lettrice: infatti, mentre l’uomo è stato trascinato nella ribellione verso Dio mentre ancora non aveva piena consapevolezza né della santità del suo Creatore e nemmeno della realtà del peccato, gli angeli sono stati creati con tali conoscenze, ed hanno una relazione di stretta vicinanza a Dio (data la loro natura di esseri spirituali): per usare le stesse parole di Gesù, potremmo dire che «essi vedono continuamente la faccia del Padre» (Mt.18:10), alludendo con ciò alla loro piena consapevolezza delle realtà celesti, anche perchè presenti fin dall’inizio in maniera concreta: questo li mette in condizione di divenire «irrecuperabili» se scelgono di lasciare tale via. Da questo principio arriviamo quasi a capovolgere la domanda iniziale, e possiamo affermare che il libero arbitrio è appannaggio sia dell’umanità che delle schiere angeliche, ma queste ultime, in principio, hanno potuto esercitare una scelta immediatamente e perfettamente consapevole, mentre l’uomo ha acquisito il senso del peccato soltanto dopo averlo commesso ed averne sperimentato gli effetti.

Il discorso è ben lungi dall’essere completo, ed in questa sede non abbiamo fatto altro che «grattare la superficie», cercando però di rispondere in maniera completa alla questione che ci è stata posta. Come di consueto in questi casi, invitiamo i lettori interessati ad intervenire con i propri commenti, per arricchire l’argomento e proseguire la discussione.



             

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8 Commenti »

  1. salvatore iachella
    | 19 February 2010, 23:14

    la differenza tra noi e gli angeli e fondamentale ,loro creati per servire ,con compiti assegnati ,noi siamo di fatto immagine e somiglianza di dio creati x adorare volontariamente iddio del quale siamo immagine e somiglianza ecco perche gki angeli bramano di essere elevati alla nostra condizione ,loro alla fine dei tempi resteranno servi di dio noi saremo in dio e dio sara in tutti noi ecco il motivo della ribbellione satanica lui era il piu bello e glorioso servo di di dio e tale sarebbe rimasto per l eternita

     

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  2. Hvitlys
    | 28 February 2010, 7:40

    Questo articolo è scritto benissimo e mi complimento.
    Salvatore, ciao: rispetto le tue idee ma desidero spiegare una cosa, che non riesci a cogliere perchè osservi la situazione unicamente dal punto di vista cristiano, ed è un errore, perchè Satana non ragiona da questa prospettiva.
    A Lui non interessa nulla la bellezza, non se ne fa niente di qualcosa che gli è stato donato ma che non può usare.
    Per Lui una eternità facendosi comandare o restando bello senza poter amare la propria bellezza non significavano assolutamente nulla.
    Vorrei dire molto di più….. ma non è questa la sede per tali argomenti.
    Un saluto

     

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  3. salvatore iachella
    | 2 March 2010, 3:13

    hvitlys cara non capisco ,ovvero capisco ,stai te ne vai sei amica ,non sei piu amica ?????? normale ????quale e il tuo nome ?????????????
    legione ?’ in quanti siete???
    li resterete purtroppo da troppo tempo radicati .mentire e la vostra prerogativa diciamo la vostra specialita .io ragiono seguendo la visione biblica”?? v erissimo ,anche tu non hai altr notizie e lo sai benissimo ma essendo legione ,non puoi far altro che mentire .sai benissimo che ti conosco e non puoi farmi nulla ,so che mi temi ,vieni resti un po poi scappi ma dove scappi??? tu sai qual e la tua fine ,che scappi a fare ??? vieni da me che ce ancora una possibilita ,io non ho paura dell allegra compagnia che vive in te ,torna sul mio profilo e en parliamo .x emiliano per favore se puoi pubblicarlo e per lei non so come ragiungerla mi e scappata di nuovo dai contatti sto preganco x lei e si e fatta viva qui puoi pubblicarlo anche solo per un po di giorni dopo puoi eliminarlo grazie

     

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  4. Vincenzo
    | 6 March 2010, 12:22

    Buongiorno,
    “I santi giudicheranno il mondo e gli angeli”!
    (1 Corinzi 6,1+).
    Questa frase mi spinge al pensiero che gli uomini e gli angeli, pur essendo di diversa natura, avranno lo stesso giudizio di Dio, poi alla fine di questo mondo, quando ogni cosa sarà sottomessa a Dio, TUTTI saranno sottomessi a Dio, in modo che Dio sia tutto in tutti. (1 Corinzi 15,20+).
    Il Signore Dio, ha lasciato la libertà agli uomini e agli angeli, di scegliere, ma alla fine la salvezza è per TUTTI, poichè tutti, chi prima chi dopo, sceglieranno di vivere nel regno d’amore ed eterno di Dio.

     

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  5. Hvitlys
    | 19 March 2010, 2:21

    Se Emiliano lo concede, rispondo qui… poi proporrei di passare in privato: non è assolutamente mia intenzione andare OT o disturbare altri lettori.
    Salvatore, mi rallegro che ti ricordi di me, anche se mi rattrista vederti così cupo nei miei confronti: non ho nessuna motivazione per fare del male a te o a qualsiasi altro essere umano… vivi sereno; no, non ti ho tolto dai miei contatti: Facebook mi ha eliminato dei profili, violando la mia libertà di parola. Pensavo infatti di non iscrivermi più a quel social network senza giustizia, invece pian piano mi sto decidendo a rimanere, lì ho tanti amici; la mia religione non è illegale, finchè un esponente del nostro Credo non commette una qualche forma di illegalità noi siamo tutelati dalla Costituzione italiana esattamente come qualsiasi altra fede; se “nascondo” qualcosa non è per paura, bensì perchè sono una persona molto riservata con un concetto molto rigido della privacy… diciamo che amo la mia vita e non mi piace farne uno “show” ;-) Contrariamente a quello che pensi non è mia abitudine “scappare” e non mi diverto a mentire: mi dispiace vederti così prevenuto nei miei confronti, non ti ho mai fatto nulla e di certo non te ne farei; io non valuto una persona dalla religione che sceglie: tu per me sei un essere umano esattamente come me, hai i tuoi diritti ed i pregi, non ti giudico in quanto Cristiano, così come non giudico le tue scelte personali; gradirei se anche tu non mi giudicassi solo in base al mio Credo: lascia sia Dio a giudicarmi, non preoccuparti: io sono molto felice, e sono profondamente innamorata della mia Fede alla quale ho aderito 14 anni fa.
    Comunque, per tornare al vero tema di questi commenti e allo scritto di Emiliano, lo so, tu ragioni dal punto di vista biblico, ma Satana non ragiona affatto da questo punto di vista ;-) tu hai detto: –”lui era il piu bello e glorioso servo di di dio e tale sarebbe rimasto per l eternita”– ma non è esatto, per l’appunto non hai colto il punto di vista del Diavolo: per Lui una eternità senza amare la propria bellezza non significa assolutamente nulla, è solo una tortura.
    Non è mia intenzione aprire un bizzarro dibattito per spiegare il punto di vista di Satana, non è di certo questo il luogo, tuttavia esorto semplicemente a non considerare le Sue azioni dal punto di vista biblico.
    Non sono qui per litigare, nè per spaventare: sono qui soltanto perchè si è parlato di Satana e ho voluto dare dei chiarimenti su un tema che conosco perfettamente. Tutto qui.
    Per il resto, non desidero dare fastidi… la mia email è “grimorium.verum@libero.it”, non per fare spam ma non saprei dove altro scriverla.

    Ciao Vincenzo,
    il tuo pensiero è molto bello e soprattutto positivo; mi piace il tuo ragionamento, perchè non parte dalla condanna dei ‘peccatori’ nè dalla speranza della distruzione degli ‘empi’, bensì dalla speranza di vedere più creature possano scegliere di vivere nel regno di Dio. Se mi è concesso esprimere quello che penso, in poche righe hai dato perfettamente esempio dello spirito Cristiano, si incontra molto raramente tanta speranza e gentilezza.
    Per il resto, lascio la parola ad Emiliano, in tema biblico ne sa di gran lunga più di me.
    Saluti.

     

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  6. Vincenzo
    | 22 March 2010, 23:58

    Dio è amore!
    Dio è anche giustizia, in senso che c’è un ordine della salvezza, ognuno possiederà una propria autorità, prima Cristo che è la primizia, il Re dei re, poi alla sua venuta quellic he sono di Cristo, i sacerdoti e re del regno di Dio che giudicheranno il mondo, poi verrà il giudizio universale e la grande purificazione, non solo della terra, ma di tutta la creazione. Alla fine ci sarà un nuovo cielo, un nuovo governo universale del trono di Dio, e una nuova terra, cioè un nuova umanità che adoreranno Dio.
    «Rallègrati, o cielo, per la sua rovina! E voi, santi, apostoli e profeti, rallegratevi perché Dio, giudicandola, vi ha reso giustizia». (Ap. 18,20).

     

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  7. Barbara
    solovangelo.it | 10 April 2010, 13:20

    Per Vincenzo:
    Secondo te, chi sono i “sacerdoti e re del regno di Dio che giudicheranno il mondo”?

    Grazie per la risposta.

     

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  8. Vincenzo
    | 15 April 2010, 11:05

    La mia fede e la mia speranza è di diventare un santo, di essere liberato dai miei peccati per mezzo del sangue di Gesù Cristo, e di essere altresì un sacerdote regale nel regno di Gesù Cristo, il Re dei re.
    Tutti i cristiani credenti che faranno parte alla prima risurrezione, che non passeranno per il tribunale e il giudizio universale, sarannno sacerdoti e re, e giudicheranno gli angeli caduti e il mondo.
    Ogni città avrà il suo angelo: sacerdote e re.
    Sia lodato Gesù Cristo che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen! (Ap. 1,1+).

     

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