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Feb 26 2010

Devozione popolare, ennesimo atto

Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Approfondimenti, Riflessioni

Un’interminabile attesa, con migliaia di persone ordinatamente in fila che attendono di osservare da vicino un feretro trasparente, all’interno del quale giacciono ossa annerite dal tempo. Nonostante tutti i visitatori possano rendersi conto della staticità della morte, molti di loro si lasciano andare ad espressioni di «devozione» verso quei resti, che più di ogni altra cosa parlano di come l’uomo non sia che un soffio fugace. Con questa breve introduzione, mi sto riferendo a quanto ho avuto modo di osservare nei pochi minuti in cui, ieri sera, ho assistito ad una puntata del programma televisivo «Terra!», all’interno del quale è stato proposto un servizio riguardante l’esposizione al pubblico dei resti di Antonio da Padova.

Chi, come me, è profondamente innamorato della verità biblica, non poteva provare, davanti a quelle immagini, altra sensazione che una profonda tristezza. Duecentomila anime che pregano ed invocano un morto, che è stato uomo come loro, ed i cui resti dovrebbero urlare la sua incapacità di essere mediatore o compitore di grazie! Eppure, con il cuore pieno di devozione, ciascuna di quelle persone si è presentata convinta della possibilità di poter avanzare le proprie richieste al «santo», con la speranza dell’esaudimento. Quel teschio annerito dovrebbe essere un monito per ciascuno, un simbolo che grida «solo Dio è Eterno!», ma gli occhi dei più, sigillati da una dottrina che insegna menzogne, non erano in grado di osservare l’evidenza.

Già, le menzogne del clero: quando le immagini sono passate a mostrare il merchandising di statuette del santo e suppellettili varie, le parole di un sacerdote mi hanno profondamente urtato; egli affermava che, sì, è necessario vegliare sul commercio che si poggia sulla devozione popolare, per evitare che prenda una piega errata, ma che al medesimo tempo esso è necessario, perchè il «pellegrino» ha il bisogno di possedere qualcosa di tangibile che lo accompagni nel suo cammino spirituale. Ipocriti, quel «qualcosa» è la Sacra Scrittura, che Dio ha fatto redigere per la nostra istruzione e sapienza, e che voi avete nascosto per centinaia di anni alla gente, torturando ed uccidendo coloro che si impegnavano per la sua diffusione!
Le persone non hanno bisogno dei vostri manufatti, idoli opera di artigiano, con i quali vi riempite le tasche ingannando il prossimo, ma hanno necessità della sola Parola di Vita, che ancora oggi cercate di tenere celata dietro le vostre interpretazioni, affinchè la gente non possa rendersi conto delle vostre falsità!

Una voce fuori campo descrive le «specializzazioni» del santo: aiutare a ritrovare oggetti perduti, far sì che le persone riallaccino i rapporti, e non spiega che questa non è fede, bensì superstizione, stregoneria! I praticanti di occultismo, nel loro invocare le potenze diaboliche, fanno esattamente la stessa cosa: questo demone per una necessità, questo per un’altra. Qual è la differenza? Chi piega il ginocchio davanti a ipotetici «santi» si da ad una pratica in apparenza più pia rispetto a chi tenta di stabilire contatti con forze malvagie, ma entrambi sono accomunati dal medesimo errore: distolgono la propria devozione dal solo che ne é degno, ossia l’Unico Dio, per rivolgerla a coloro che non sono déi. Gli occultisti lo fanno consapevolmente, ma i fedeli ai «santi» lo fanno per ignoranza, perché non hanno mai avuto possibilità di capire come stiano davvero le cose alla luce delle Scritture, complice una chiesa che ha tutto l’interesse a mantere nascoste queste verità, perchè esse farebbero collassare ogni menzogna insegnata in questi secoli.

Nel nostro paese la superstizione è fortissima, e questo condiziona la spiritualità delle persone, che nella maggior parte dei casi diviene una sorta di «paganesimo cristianizzato», il quale riprende i vecchi concetti delle fedi idolatre e opera una semplice sostituzione dei personaggi ad esse riferite. E quando si sente parlare di «classifiche di devozione», nelle quali – addirittura – Cristo non risulta al primo posto, si capisce fino a che punto le masse siano confuse, e non abbiano la benchè minima idea dei presupposti profondi sui quali si basa la fede cristiana.

La devozione popolare è una prassi estremamente dannosa, perchè allontana dalla comprensione delle promesse e della realtà del Nuovo Patto, facendo piombare la gente in un mondo oscuro fatto di riti, di scongiuri, di caste ecclesiali, di simboli e reliquie alle quali si attribuiscono poteri spirituali di qualche tipo. Ma sul legno della croce, con il suo sangue, Cristo ha annientato tutto questo per farci conoscere la libertà di Dio, inaugurando il ministerio dello Spirito. Nel corso del tempo, la chiesa di Roma ha incoraggiato sempre più le espressioni di «pietas popolare», assecondandole ed inventandosi dogmi a riguardo, per compiacere i fedeli ed evitare defezioni. Ma le Scritture ci dicono chiaramente che dobbiamo istruire nella sana dottrina, evidenziando e separando ciò che è secondo la volontà di Dio da ciò che non lo è. E dobbiamo farlo per amor di Verità e del prossimo, ragione che ci spiega perchè il clero – che è invece spinto da interesse – non parli alla gente del messaggio di libertà e riconciliazione con Dio, ma continui invece a schiacciare le persone sotto il peso di un blasfemo sacramentalismo.

Proponiamo alcuni link ad articoli che abbiamo scritto in passato su alcuni degli argomenti citati in questo post, nella speranza che, attraverso essi, i lettori che sentono il bisogno di maggiore chiarezza la possano trovare, ma soprattutto che tale chiarezza possa portarli all’unica via che conduce alla conoscenza di Dio ed alla riconcilizione con Lui: Gesù Cristo, il Salvatore e Signore del mondo.

  • Cos’é un santo?
  • Idolatria a fin di bene?
  • Un papato supponente
  • Un primato di paglia
  • Le chiavi del regno
  • Il piccolo sasso e la grande Roccia
  • La confessione dei peccati: una questione senza intermediari
  • Che l’Eterno Dio vi benedica e vi conceda, se già non è così, di conoscerLo attraverso la semplicità e la potenza del messaggio del Vangelo.



                 

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    1 Commento »

    1. salvatore iachella
      jak59@hotmail.it | 26 February 2010, 21:34

      suprestizione ,ignoranza blasfemia ,opportunismo clericale .
      nei tempi antichi dire che la cattolica chiesa di roma .obbligasse la gente a restare nell ignoranza ,era la pura verita ,ma oggi come oggi nell era informatica dove bambini chattano su facebook quando va bene se non su badoo o altro dire che la gente, e ignorante e errato ma e ancora piu sbagliato incolpare la cattolica chiesa di roma di questa ignoranza,la gente sa leggere ,capisce quello che legge e crede in quello che vede fargli comodo,quindi basta accuse a dectra ae a manca la colpa di queste cose e nostra in parte perche la gente a farsi fregare dal mago ci va da sola c e sempre andata e continuera a farlo ,perche i figli delle tenebre ,primo non litigano tra di loro ma ccoperano e interagiscono tra di loro sono attivissimi nelle loro opere hanno conoscenza difatti demone vuol dire colui che sa ,e lavoranno si danno da fare .noi che conosciamo la verita ci diamo da fare a denigrare questa e quell altra denomina zione allinterno celle chiese vi sono prefonde spaccature non applichiamo la parola di dio estrapoliamo dal contesto versetti x creare pretesti e dottrine che altro non sono che tradizioni ci sentiamo gonfi denlla nostra conoscenza teologica e non ci accorgiamo che siamo privi della materia prima lAMORE DA QUESTO RICONOSCERANNO CHE SIETE MIEI DISCEPOLI DA QUANTO VI AMATE ma quanto ci amiamo????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????

       

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