Apr 08 2010
Sindone o fede?
Nel luglio di due anni fa, proprio su queste pagine, riportai un breve articolo tratto dal portale Evangelici.net, nel quale erano presenti alcune riflessioni del pastore valdese Giuseppe Platone, contrario all’allora abbozzata idea di una nuova ostensione della sindone, il telo di lino che – secondo il cattolicesimo – avrebbe avvolto il corpo di Gesù, una volta deposto dalla croce. I punti sollevati da Platone furono anzitutto di carattere teologico, sottolineando che esistono confessioni cristiane radicate nell’insegnamento della Bibbia, e che, come tali, si trovano giustamente ad essere contrarie a forme devozionali idolatre, e fece altresì correttamente notare che un’operazione onerosa come l’ostensione, con tutto ciò che comporta in termini organizzativi, avrebbe fatto sentire il proprio peso sulle casse pubbliche (secondo le stime attuali, la spesa si aggira intorno ai 1.750.000 €), alle quali si sarebbe invece potuto attingere per fini ben più utili. Tuttavia, come purtroppo siamo abituati a vedere in casi come questo, non è sufficiente far sentire la propria voce, specie quando l’interlocutore fa finta di non sentire, o non intende ascoltare.
Infatti, proprio in questi giorni avrà regolarmente luogo l’ostensione allora preventivata, e l’esposizione al pubblico coprirà il lasso di tempo tra il 10 aprile ed il 23 maggio. Che quel telo non sia riconducibile a Cristo, è ormai cosa assodata, anche se la disinformazione che viene propugnata in molti ambiti continua a mietere vittime: fin dal 1988, anno in cui la sindone fu datata con il metodo del Carbonio 14, fu chiaro che l’epoca alla quale essa appartiene non può che essere molto più tarda rispetto all’epoca di Gesù. Si guardi poi con cura l’immagine impressa sul sudario: l’uomo che essa ci descrive era alto più di 180 cm, e certo la sua morfologia mal si adatta a quella del tipico ebreo del I secolo. Alcuni esperti (tra i quali il sindonologo torinese Edoardo Garello) trovarono poi, in prossimità dell’immagine degli occhi, impronte di monete, come se esse fossero state apposte sulle palpebre del cadavere: a chiunque abbia anche solo un minimo di dimestichezza con le Sacre Scritture, questo dettaglio non può che apparire come conferma della non autenticità della sindone: i discepoli che si occuparono della sepoltura, certo non si sarebbero mai sognati di compiere un gesto come quello dell’apposizione di monete, usanza notoriamente «pagana».
Non è mia intenzione fare di questo articolo un trattato sulla veridicità della sindone, e pertanto non mi dilungherò eccessivamente su tali questioni. Ad ogni modo, quanto evidenziato non deve scoraggiare alcuno che abbia riposto in qualche modo «fede» in quel telo di lino, ma – casomai – portarlo a meditare sulla correttezza della propria fede; riflettiamo sulle Sacre Scritture: esse ci dicono con forza, fin dai primi libri che le compongono, che Dio vieta al suo popolo forme di idolatria e/o venerazione verso oggetti che abbiano l’intento di rappresentare realtà celesti di qualsivoglia genere. Gesù disse di non essere venuto per abolire la legge divina, ma per portarla a compimento, per adempierla (Mt.5:17), e già questo dovrebbe mettere a tacere sedicenti contraffattori della verità, che affermano che il cristianesimo sia autorizzato all’uso delle immagini in quanto Cristo stesso, incarnandosi, mostrò il proprio aspetto. Possiamo davvero ipotizzare che, nonostante i molti avvertimenti contro l’idolatria, Dio abbia permesso di far giungere fino a noi un telo con impressa l’immagine di Cristo, da dare in pasto alla moderna voglia di toccare, di vedere, di sentire? Ciò equivarrebbe ad un «divino sdoganamento del’idolatria», ma le Scritture affermano altresì chiaramente che «Dio non cambia» (Gc.1:17); la sua eterna volontà è stata promulgata una volta per sempre: come può la casta ecclesiale passare sopra a ciò in maniera così incurante? È presto detto – profitto, e disinteresse nel comunicare l’autentico messaggio evangelico.
L’evento sindonico avrà infatti tutta una serie di ripercussioni di carattere economico: gli alberghi affollati, gli esercizi commerciali improvvisamente invasi da un insolito flusso di potenziali clienti, ma – soprattutto – il crearsi delle condizioni per «riempire» i pellegrini di «gadget pseudo-spirituali», come consuetudine di occasioni analoghe, attraverso i quali far loro credere di poter avanzare in «santità», o ricevere particolari grazie, mentre tutto ciò che realmente ne ricaveranno sarà un impoverimento monetario e anche spirituale, perchè verranno ingannati circa le verità divine, finendo per seguire non gli ammonimenti biblici, ma la frode degli uomini.
Nell’uomo è insito il desiderio di «vedere», perchè in questo modo si sente più vicino al divino, che in qualche modo egli crede manifesto ai suoi occhi. Poco gli importa di ciò che dicono le Scritture: per un tale uomo la spiritualità è fatta anzitutto di sensazioni, di emozioni, e guai a volerlo consigliare, mettendolo di fronte alla volontà di Dio rivelata nella Bibbia. Il clero cattolico conosce molto bene questo tipo di ragionamento, ed è dal tardo III secolo d.C. che viene a compromessi con qualsiasi usanza pagana, incorporandola nel proprio culto, pur di non «deludere» i fedeli, i quali però si trovano – proprio per l’effetto di questa commistione – ad allontanarsi sempre più dalla verità divina, finendo per credere ad un «qualcosa» che definire cristianesimo è decisamente azzardato.
Quale sarà l’effetto, o l’impatto, del recarsi a visitare della sindone? Sarà un evento culturale, senz’altro: d’altra parte, stiamo parlando di un reperto risalente al tardo 1300, quindi un oggetto di sicuro valore storico. Ma quanti invece lo scambieranno perciò che non è? E riguardo alla fede – o meglio – riguardo alla vita delle persone che affolleranno il duomo di Torino, cosa possiamo dire? Davanti a quel telo, cosa succederà nell’intimo degli astanti? Diverranno in grado di adempiere la volontà di Dio? Acquisiranno certezze eterne, date dalla consapevolezza della rivelazione divina? Oppure osservare la sindone, ed anche abbandonarsi ad atti di venerazione nei suoi confronti, altro non significherà se non passare una giornata diversa, che senza l’ostensione si sarebbe dedicata ad altro?
Ed a coloro che accampassero pretese di «misticismo», e che dovessero affermare che la sindone produca in loro un «incremento di fede», domanderei: e domani? E il giorno dopo? Quale grazia o forza potrà mai concedere quel telo, quando le tentazioni, o gli inevitabili problemi che la vita ci offre, verranno a bussare alla nostra porta? Ci appelleremo forse ad un drappo, per essere salvati, per ricevere la via di uscita? E temo davvero di ricevere risposta a questi interrogativi, perchè moltissimi sono coloro che, nella prova, ma anche abitualmente, stringono a sé talismani, amuleti, raffigurazioni, o si rivolgono ad esseri che non sono Dio, e che, pertanto, sono impossibilitati a fare alcunchè, se non illudere.
Pensare alle migliaia di persone che fisseranno quel sudario, richiama alla mia mente la domanda che l’angelo pose alle donne accorse al sepolcro di Cristo: «Perchè cercate il Vivente tra i morti?» (Lu.24:5). Parafrasando, perchè siete così incapaci di riflettere sulla gloriosa realtà della resurrezione, e sul nuovo patto inaugurato da Gesù? Un patto eterno, che libera chi lo accetta dalla potenza della legge di condanna, e dall’osservanza di riti che non possono concedere ciò che solo il sangue dell’Agnello può dare: perdono dei propri peccati, riconciliazione con Dio, possibilità di affrontare la propria natura decaduta a testa alta, perchè rivestiti della dignità di figli adottivi dell’Altissimo, e la certezza della realizzazione delle sue promesse.
Potete trovare tutto questo in un telo, opera di mano d’uomo, che non rappresenta ciò che credete, e che, quand’anche davvero lo fosse, non è che semplice lino, senza valore in sé? Chiaramente no, perchè «Dio è Spirito, e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità» (Gv.4:24). Non esistono luoghi privilegiati per adorare Dio, non ci sono reliquie o reperti che ne possano raccontare la grandezza, e quegli uomini che, animati da interesse, si propongono come «mediatori» dell’Eterno, altro non sono che volute di fumo – a volte inconsapevolmente, altre volte ben conoscendo le proprie menzogne.
Se queste righe vi hanno parlato di qualcosa che ignoravate, e se dovessero aver fatto nascere nel vostro cuore una anche timida voglia di conoscere Dio, sappiate che Egli vuole fare di voi il suo tempio, il «luogo» da trasformare all’immagine di Cristo, e attraverso il quale trarre gloria per il suo nome. La viva speranza che nutro per tutti coloro che si interrogano in proposito, è che possano comprendere, aiutati dalle Sacre Scritture, la vanità e l’errore che risiede negli idoli – anche quando questi sono spacciati per chissà quali reliquie -, e abbracciare quindi tutta l’ampiezza del patto al quale Dio desidera che ciascuno aderisca. Un patto che si concretizza nel silenzio di un’anima che sa riconoscersi mancante e bisognosa di essere graziata tramite Cristo, il patto che Dio ha inaugurato nello Spirito, abolendo tutto ciò che si frappone tra l’uomo ed il suo Creatore, per donare alla creatura una conoscenza vera, che sfocia in un rapporto eterno e assolutamente personale con il Dio che, ancora oggi, non si stanca di salvare.
Voglia il Signore di ogni cosa illuminare le menti ed i cuori di tutti coloro che lo cercano con sincerità, e che ancora sono schiavi delle menzogne dell’uomo, affinchè possano finalmente accedere alla luce di Cristo.
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| 9 April 2010, 0:12
Salve,vorrei dare una mia opinione su quanto scritto nel Vostro articolo perquelo che ho letto :riguardo al risultato del carbonio 14 si sono ricreduti la maggior parte degli scienziati,un esempio da poter correlare col carbonio 14 sono le previsioni del tempo:nel 1988 anno in cui è stata datata la sacra sindone verso l anno 1300 ,le previsioni meteo capitava che sbagliavano il tempo che ci poteva essere il giorno dopo,figuriamoci se invece il carbonio 14 poteva affermare la data al 1300.Almeno io la pensop cosi.Come seconda cosa,gesù è il figlio di Dio ,quindi non ha importanza l’altezza che aveva ,poteva essere anche due metri,lui è divenuto uomo per amore ma non era uomo come noi,lui era ed è il figlio di Dio.ci sono tante cose che secondo me fanno risalire all’autenticità della sacra sindone al figlio di Dio,come ad esempio la corona di spine,oppure il sangue e il siero,quest’ultimo acqua che si separa dal sangue subito dopo essere defunta la persona,bè il siero era anche presente nel lenzuolo,questo certifica che non era un dipinto ma che era stato avvolto veramente un uomo,e gli studiosi,per quel poco che io ne possa sapere,hanno anche certificato che il lenzuolo era stato unto di mirra,sostanza che è scritta anche nei vangeli.a tutti cordiali saluti
| 9 April 2010, 0:25
unultima cosa,ho letto che :nel 1300 nessuno sapeva che Gesù durante la Via crucis portava solo il legno verticale anzichè tutta la croce,infatti in quell epoca tutti lo dipingevano che durante il tragitto portava tutta la croce,invece nella sindone risulta che portava solamente il legno in cui gli dovevanio essereinchiodate le mani e che poi arrivati nel punto della crocifissione c era la trave con cui completare l intera croce cosi da poter anche inchiodargli i piedi;quindi cn quest altra affermazione sembra proprio impossibile la datazione del 1300,perchè in questa data nessuno sapeva che lui portava solo illgno verticale,infatti nelle tele era dipinto che nella via crucis portav tutta la croce,cmq buon lavoro,secondo me siete veramente un ottimo sito,ho saputo molte informazioni,a parte quest articolo,che mi sono interessate molto; cordiali saluti
solovangelo.it | 9 April 2010, 19:42
Salve Lucio,
e grazie per il suo commento, che abbiamo apprezzato: è sempre bello ricevere considerazioni e alimentare così le discussioni.
Grazie altresì per i complimenti: ci auguriamo davvero di poter continuare a svolgere un lavoro di utilità quanto più possibile vasta, e soprattutto curata.
Venendo a noi, personalmente ritengo che determinate tecnologie non possano essere equiparate, trovandosi su campi di applicazione totalmente differenti: un esempio di questo può essere lo sbarco sulla Luna. Nel 1969 si aveva la tecnologia necessaria a compiere questa impresa, ma al giorno d’oggi molti uffici si ritrovano a combattere con pc malfunzionanti e problemi informatici. Insomma, a ciascuno il suo: ogni settore cresce a suo modo. Per questo motivo – non essendo io uno scienziato – non mi sento di bollare come “inefficace” una tecnica (quella del Carbonio 14) che ad oggi è ancora apprezzatissima da una grande fetta della comunità scientifica.
Inoltre, non considererei così di secondo piano la morfologia dell’uomo della sindone. Dire «era il Figlio di Dio, quindi avrebbe potuto essere anche alto due metri» è – se mi permette – una affermazione che non tiene conto della realtà umana di Cristo, tangibile tanto quanto quella divina. Gesù si incarnò come uomo tra gli uomini, e addirittura il profeta Isaia, nella sua visione del Messia, ce lo descrive come un uomo di non particolare bellezza. Non abbiamo riferimenti evangelici sui quali basarci per pensare che Gesù fosse differente dal resto della popolazione, e d’altra parte, vista la genealogia materna, viene da chiedersi come avrebbe potuto esserlo. Insomma, per non tirarla troppo per le lunghe su questo punto, mi limito ad affermare che non è possibile, nell’ambito di un’analisi seria, escludere il fattore morfologico/etnico, oppure considerarlo come cosa di poco conto.
In ogni caso, a mio avviso le motivazioni più importanti sono e rimangono quelle teologiche, che cercano cioè la verità nei confini della volontà di Dio: e come accennavo nell’articolo, che strano Dio sarebbe a vietare l’idolatria, per poi permettere l’adorazione/venerazione di un drappo. Mi viene in mente il famoso episodio del vitello d’oro: attraverso esso, Aronne non intendeva offrire il culto ad altri dèi, bensì affermò «questo è il Dio che vi ha fatti uscire dall’Egitto». Le sue intenzioni erano anche buone, e in qualche modo decise di tentare di dar forma all’Invisibile. Ma i suoi presupposti non furono sufficienti ad evitare l’ira divina: il comandamento di Dio non è soggetto ad abrogazione.
Molti sostengono che, essendosi fatto uomo (quindi visibile), Gesù avrebbe “sdoganato” in qualche modo la pratica di farsi immagini. Eppure, in tutto l’insegnamento biblico non troviamo nemmeno il minimo accenno a questo, anzi, casomai è vero il contrario. Come dicevo nell’articolo, non discuto sul fatto che l’uomo abbia un naturale desiderio e bisogno di “vedere” e “toccare”, ma è comunque necessario verificare la bontà di tale desiderio alla luce della Parola di Dio.
Grazie ancora per il suo intervento, un caro saluto
solovangelo.it | 10 April 2010, 10:05
Mi permetto inoltre di segnalarle l’ultimo articolo del blog, con il quale rendiamo disponibile un opuscolo edito da Casa della Bibbia, che ci ha concesso il permesso di pubblicazione.
http://www.solovangelo.it/2010/04/10/la-sindone-di-torino-e-la-certezza-della-fede/
Sempre per rimanere nel tema, è mio desiderio arricchire la discussione con alcune affermazioni tratte da un articolo di Carlo Papini, comparso su Micromega nell’aprile del 200, in occasione della precedente ostensione (fonte: «Orizzonti infiniti»)
L’idea di “reliquia” era totalmente estranea alla mentalità degli ebrei come dei cristiani del I secolo …. L’interesse per i panni sepolcrali arriverà solo nel VII secolo e – da allora in poi – l’Europa sarà invasa da molte Sindoni e Sudari (ne sono stati contati più di 40) …
E’ pensabile che Gesù abbia voluto lasciare un Suo ritratto da venerare? No. Gesù era un ebreo che rispettava la Torah, la quale vietava di farsi qualunque immagine del proprio Dio …
Nei Vangeli non c’è traccia di una lunga striscia di tela di oltre 4 metri …
Nei Vangeli sindon è sempre un abito e mai un lenzuolo.
La prima notizia della nostra Sindone è del 1.357 …
Nessun corpo umano potrebbe lasciare le impronte ortogonali, non deformate e “statuarie” dell’immagine sindonica, perchè il rilievo del volto umano trasfertito in piano ne uscirebbe completamente deformato …
Alcuni “sindonologi” cercarono di individuare il DNA … ma si cadde nel grottesco quando uno studioso di Genova dovette dichiarare che quel DNA era di una persona di sesso femminile …
L’analisi del carbonio 14 … l’arco di anni indicato, tra il 1.260 e il 1.390, con un limite di fiducia del 95%, coincide quasi perfettamente con i dati storici …
| 10 April 2010, 16:02
Gent.ssimo Egregio Emiliano,La ringrazio per avermi risposto,mi permetto di precisare soltanto un accorgimento sul carbonio 14:lei sa meglio di me,che l’età della sindone potrebbe essere stata alterata per diversi fattori,come ad esempio:l’incendio scaturito in una chiesa diversi secoli fa,dove poi sono stati ricuciti le piccole bruciature che hanno che ha subito la sindone dall’incendio,i vari cambiamenti climatici,l’esposizione in chiesa dove ci sono candele e profumi vari,tutto questo – secondo me- può alterare ogni risultato che richiama il carbonio 14,e mi risulta leggendo un documentario in chiesa,che già nel 1100 già si parlava di questo lenzuolo in un libro,appunto del 1100,mi scuso se non posso farLe il nome di come si chiama il libro ma non lo ricordo,e oltretutto il carbonio 14 ( dico questo perchè ho fatto alcune ricerche su internet) ha usato due metodi di ricerca su tutte le varie forme di vita tranne che sulla sindone e infine usando sempre il metodo del carbonio 14 su una lumaca ancora in vita risultava di secoli indietro,o ancora un mammut estintosi molti anni fa risultava del 21 sec.,infine esaminando la sindone su altri pezzi di stoffa da quello esaminato risultano date incongruenti con quella dichiarata nel 1988, e riguardo l’altezza,dicono che l’uomo della sindone è alto tra gli 1,75 e gli 1,85.La Sua dichiarazione è da persona molto colta,e voglio ringraziarLa di nuovo per avermi risposto,ma essendo molto interessato in materia ,il fatto che nella sindone c’è stata una lancia che gli ha conficcato il costato,sicuramente dopo che l’uomo era già defunto avendolo loro constatato dal fatto che nella sindone c’ era sangue e siero,-quest’ ultimo scoperto solamente negli ultimissimi secoli vicini al nostro,Lei sa meglio di me che prima nessuno sapeva che dopo la morte il sangue si separava dall’acqua-che aveva una corona di spine,anzi ,un casco di spine,la martellata alle gambe per farli morire prima,- cosa che l’uomo della sindone non ha ricevuto- sono tutti degli elementi – mi corregga se sbaglio e mi scuserò- non contraddittori con i vangeli.Le porgo i miei più Cordiali Saluti
| 10 April 2010, 16:06
volevo precisare che tutto quello che io ho scritto lo letto da studi fatti su internet. Saluti carissimi
solovangelo.it | 13 April 2010, 19:14
Buonasera Lucio,
è vero, gli elementi da lei citati non sono affatto contraddittori della narrazione evangelica, ed in effetti – fermandosi alle sole similitudini – si deve comunque ammettere che esistono paralleli impressionanti. Tuttavia, non mi trova concorde sul «discredito» del Carbonio 14, in quanto spesso la comunità extra-scientifica si trova a sposarne la bontà, oppure a schierarcisi contro, a seconda delle situazioni.
Un esempio per chiarire la mia affermazione. La chiesa di Roma sostiene fermamente l’inaffidabilità del Carbonio 14 relativamente alla datazione sindonica. Eppure, piuttosto recentemente, il C14 è stato impiegato per analizzare alcuni resti umani, trovati in una tomba posta nella basilica di San Paolo fuori le mura, che risalirebbero all’epoca dell’omonimo apostolo. Lo stesso Benedetto XVI si è espresso affermando che tale datazione confermerebbe la tradizione «unanime ed incontrastata che si tratti dei resti umani dell’apostolo Paolo». Come dire: sembra che le analisi scientifiche siano oggetto di osservazioni strumentali, che si dicono favorevoli quando esse riguardano conferme di tradizioni consolidate, mentre in caso contrario vengono bollate come metodi inefficaci e/o fuorvianti. Dubito seriamente che persone con serie competenze scientifiche si siano fatte ingannare da «rattoppi posteriori», e non abbiano analizzato più campioni del telo, per avere un quadro d’insieme soddisfacente.
Ad ogni modo, continuo a pensare che – alla fine – il discorso puramente scientifico, seppure importante, lasci un po’ il tempo che trova, perchè al di là del fatto che eventuali approfondimenti possano confermare o smentire una posizione piuttosto che l’altra, rimane il fatto che la venerazione verso un oggetto ricade nel novero delle pratiche idolatre (mi rendo conto di tagliare con l’accetta questa definizione, ma credo che a volte sia opportuno sacrificare un po’ di “delicatezza” a fronte di maggior chiarezza).
Come tale, questa attitudine andrebbe rifiutata dai cristiani, perchè ce ne è fatto esplicito divieto, spiegandocene altresì le motivazioni. Invece assistiamo ad un continuo incentivare pratiche contrarie alla Scrittura. E spero che quanto abbiamo esposto, anche se brevemente, in queste righe, possa aiutare qualcuno a riflettere più in profondità sull’argomento.
La ringrazio ancora per i suoi interventi, che sicuramente contribuiscono ad arricchire la discussione. Spero di rileggerla ancora sulle nostre pagine, e la saluto cordialmente.
| 15 April 2010, 11:33
Buongiorno Sign Emiliano,volevo solamente dirLe che l’altra volta ho visto un programma sulla sindone su una emittente nazionale-non dico il nome perchè non so se posso farlo ai fini di legge -,dove dicevano che quel pezzo di stoffa ritagliato dalla sindone prima di essere esaminato è stato pesato,poi quest’ultimo lo hanno ritagliato in tre pezzi uguali e li hanno ripesati.Addizionando i tre pezzi di stoffa ovviamente provenienti da quel pezzo di stoffa ritagliato dalla sindone erano incompatibili con il pezzetto di stoffa pesato prima di essere diviso in tre parti,e infatti già lì ci sono state le prime obiezioni sull’esame;inoltre il materiale della sindone è composto da un tessuto che si trovava solamente nei paesi della bibbia quindi anche in palestina oltre al polline ricavato dalla stessa e entrambi risultano compatibili a 2000 anni fa, oltre al tipo di flagellazione che all’”arma” che hanno usato sono proprio compatibili a 2000 anni fa,oltre alla crocifissione dove la sindone dà conferma in modo molto convincente;vorrei esprimere una mia opinione sul carbonio 14: io penso che una cosa sia usare il carbonio 14 su dei resti umani,un’altra cosa sia usarlo per un lenzuolo che tra batteri,muffe,incendi,senza parlare di quante volte è stata esposta la sindone da quando è stata scoperta,è ovvio che i sacerdoti che si incaricavano di esporre la sindone per farla vedere alle persone la prendevano dalle punte del lenzuolo,e proprio una di queste punte è stata esaminata,dopo che è stata palpata centinaia di volte da molte mani;scritto questo io penso che è giustificabile pensare che ci possa essere un’alterazione del tessuto esaminato;comunque devo essere io a ringraziarLa per aver risposto nuovamente,Le porgo i miei più cordiali saluti
| 15 April 2010, 11:42
volevo anche aggiungere un’ ultima cosa: quando hanno ritagliato,pesato,esaminato e infine messo in un sacchettino di plastica trasparente il pezzo di stoffa proveniente dalla sindone -almeno durante il video che ho visto- non l’hanno minimamente neanche sfiorato con un dito,ma solamente con delle pinze,penso che ci sarà un motivo ben valido per non toccarlo con le mani,bè da questo mi viene da pensare che non sò se è stato preso in considerazione che da secoli la sindone è passata da molte mani prima e dopo aver esaminato il materiale.Di nuovo Cordiali Saluti
| 21 April 2010, 12:58
Ciao,
vorrei dire la mia. Per prima cosa, sembrerà strano, ma che la sindone sia originale o che non lo sia (questa è la mia posizione) non cambia assolutamente la mia fede. La sindone ne diminuisce ne aumenta la mia fede, non diminuisce il rapporto con Dio ne lo aumenta.
Perchè dico questo ? Perchè se un oggetto, qualsiasi tipo di oggetto, o luogo aumenta la mia fede vuol dire che la mie fede non è più basata su Dio ma su un oggetto o luogo e quindi idolatria. Trovo veramente sbagliato a livello biblico persone che dicono che oggetti (santuari, reliquie o altre cose) o luoghi siano stati mezzi in cui il rapporto con Dio è aumentato. Questo significherebbe che la loro fede non è basata sulla Bibbia ma su oggetti o luoghi. Sicuramente se io andassi a visitare il Getzemani o il monte Sinai mi meraviglierei, ma la mia fede e il rapporto con Dio rimarrebbe tale e quale a prima.
Quindi la mia domanda è: Perchè andare a vedere la sindone o le varie reliquie ? per avvicinarsi a Dio (quindi idolatria) o come un qualsiasi altro museo ?
Si da talmente tanta importanza agli oggetti che sono cornice che al contenuto del quadro.
E’ più importante la sindone (vera o falsa che sia) o l’uomo che c’è dietro ? Per me è importante l’uomo che c’è dietro quindi per me non ha importanza la sindone.
Perchè guardare al cornice quando il quadro è molto più bello ?
Ciao a tutti
Luca