May 13 2010
Perchè rifiutare quest’offerta?
«E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio» (Gv.3:14-21)
Il fariseo Nicodemo si era recato in gran segreto da Gesù, ed era desideroso di conoscere meglio gli insegnamenti di quel «rabbi» così diverso dai maestri del tempo, le cui opere dimostravano in maniera tangibile che quanto Egli diceva corrispondeva al vero, e che era approvato da Dio (Gv.3:2). A conclusione del dialogo, Gesù afferma quanto abbiamo riportato nel brano di apertura, ossia enuncia il piano di Dio per l’umanità corrotta e perduta. Ai giorni nostri, molti maturano l’idea dell’esistenza di una divinità sadica, insensibile alle sofferenze umane, e addirittura colpevole di non intervenire per sottrarre la sua creatura ai disastri, alle malattie, e a tanti altri avvenimenti negativi, con i quali ogni giorno ci troviamo, in una maniera o in un’altra, ad avere a che fare. In questi termini, il giudizio finale di Dio è visto come un’inopportuna «ciliegina sulla torta», che va ad incrementare il peso di una vita passata a cercare di fare il proprio meglio, senza aver mai la sicurezza di «aver fatto bene»: quante persone oggi evitano ragionamenti basati sulla fede perchè sono spaventati, oppure si sentono a disagio? Ma nel brano che abbiamo visto, Gesù capovolge completamente questo tipo di ragionamento, e anzi ci fornisce una stupenda chiave di lettura del problema dell’uomo, attraverso la quale comprendere cosa sia in realtà l’amore di Dio. In questo articolo cercheremo di fare qualche considerazione sulle affermazioni di Cristo all’indirizzo di Nicodemo, perchè esse sono importantissime anche per tutti noi, in quanto ci parlano della volontà divina nei riguardi di ciascun essere umano.
Nicodemo era un fariseo, un profondo conoscitore della legge che Dio aveva dato ad Israele attraverso Mosé: ed ecco che Gesù parte proprio da dove si trovava il suo interlocutore, prendendo spunto da una delle vicende con le quali il popolo di Dio aveva dovuto avere a che fare durante le sue peregrinazioni nel deserto. Gli israeliti si erano trovati a mormorare contro il Signore, nonostante Egli provvedesse continuamente per loro tutto ciò di cui necessitavano; per questo motivo, Dio mandò tra il popolo dei serpenti velenosi, mostrando cioè cosa sarebbe accaduto se Egli avesse rimosso la propria protezione da Israele. Molti che furono morsi morirono, e Dio diede a Mosè un ordine: «Fòrgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un’asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, resterà in vita» (Nm.21:8). E così accadde. Gesù sta tracciando un parallelo tra quell’avvenimento e la sua morte di croce: come l’osservare quel serpente artefatto in cima all’asta era fonte di salvezza per coloro che erano colpiti dai morsi venefici, così il mettere la propria fede in Cristo e nel suo sacrificio espiatorio è il solo modo attraverso il quale l’uomo può essere guarito dal suo peccato. E già qui vediamo come non sia necessario nient’altro: Gesù non sta dicendo che dobbiamo raggiungere la vita eterna con i nostri sforzi, ma che dobbiamo avere fede in Lui, guardando alla sua croce, alle sue sofferenze, ed avendo fiducia che esse hanno avuto luogo per far sì che noi potessimo ricevere il perdono di Dio.
E perchè avere fede in Cristo? Il brano prosegue con la motivazione: «Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna». Detto in altri termini, il sacrificio di Cristo – il sacrificio di Colui che è privo di ogni colpa – é l’unico tramite attraverso il quale Dio ha messo a disposizione la riconciliazione per l’uomo. Per il suo grande amore verso l’umanità decaduta, Egli si è incarnato e si è donato, per portare il peso del nostro peccato e patirne, al posto nostro, tutta l’amarezza. Il passo prosegue ancora, e leggiamo che Cristo non è venuto per giudicare il mondo – quello sarà un evento futuro – ma per salvarlo, per tendergli la mano e offrirgli la possibilità di essere rialzato.
Ma se Egli è venuto per salvare, significa che senza di Lui siamo perduti. Ed in effetti questo ci viene confermato con queste parole: «Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio». Il mondo giace naturalmente nel giudizio e non è «neutrale», come vorrebbero alcuni. Non sono le nostre azioni o il nostro atteggiamento a determinare la nostra salvezza o perdizione, ma piuttosto ciascun uomo nasce con l’istinto naturale alla ribellione verso Dio, e con l’inimicizia verso la sua legge. Con la prima trasgressione, i nostri progenitori consegnarono la creazione nelle mani del nemico di Dio, e questo fa sì che ogni essere umano nasca orribilmente marchiato dal peccato. Siamo già meritevoli del giusto giudizio di Dio, siamo già perduti, siamo già degni di morte: ma Cristo è venuto per darci la possibilità di essere riconciliati con Dio, e di godere della vita eterna. Solo in lui è la salvezza, e se non afferriamo la sua mano, tesa verso di noi, il giudizio permane, perchè l’abisso che ci separa da Dio sarà per noi incolmato ed incolmabile. Non sarà un giudizio determinato da nostri meriti o demeriti, ma sarà basato su ciò che abbiamo fatto dell’offerta d’amore di quel Dio che desidera che nessun uomo sia perduto. Che Dio diverso, quello delle Scritture, rispetto a ciò che molti pensano!
Ed in cosa consiste il giudizio di cui parla Gesù in questo brano? Anche se è apparentemente criptica, quella del Signore è una dichiarazione che ricalca tristemente l’attitudine della maggior parte degli uomini di ogni epoca: «Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte»
La luce (Gesù Cristo) è venuta nel mondo nel salvarlo, per illuminarlo, ma gli uomini hanno preferito rimanere nelle tenebre, perchè il loro stesso essere è pieno di tenebra, ed è certamente difficile buttare il fagotto dei propri pesi, delle proprie mancanze, della propria bassezza davanti alla croce di Cristo e urlare, come il pubblicano della parabola: «Dio abbi pietà di me, peccatore!». Ma è questo che Dio richiede da noi: non sforzi inutili, non percorsi misticheggianti verso il divino, non opere fatte per accumulare «credito spirituale», bensì la semplice dichiarazione – che si trasformerà poi in vita vissuta – derivante dalla nostra consapevolezza di essere ribelli, ed incapaci di ogni vero bene, perchè siamo lontani da Dio e necessitiamo di essere riavvicinati, di ricevere il suo perdono e la sua guida, affinchè possiamo crescere come uomini e donne secondo il proposito divino, e non secondo quello che una società corrotta desidera inculcarci per allontanarci sempre più dalla sola Fonte di vita.
Ma se veniamo alla verità che é Cristo, Egli stesso metterà in noi il suo Spirito, affinchè possiamo essere fortificati e guidati verso la santificazione, mentre attendiamo il ritorno del Signore, il quale ha promesso di venire a completare in maniera perfetta la salvezza del suo popolo, sradicando definitivamente il peccato dal mondo, giudicando il seduttore delle nazioni, e annientando per sempre la morte. Il piano di Dio é da sempre motivato dal suo amore per noi, e dalla ferma volontà di darci la possibilità di ricevere la sua grazia. Perchè rifiutare quest’offerta? Perchè respingere una salvezza così grande, condannandosi così ad un’eternità lontani da Dio, lontani dalla gioia e dalla vita?
Esortiamo quindi ciascuno che ancora non ha preso la decisione di seguire Cristo a dire «sì» davanti alla croce, che ci parla di amore e di sacrificio, e ci annuncia la possibilità di una vita nuova, da iniziare già mentre siamo ancora su questa terra. Non si tratta di pronunciare una «formula magica», o di tentare una strada qualunque, ma di desiderare di essere riconciliati con Dio, e lavati dal proprio peccato. Gesù rende possibile questo ancora oggi, perchè la portata della sua opera non è limitata, né nel tempo e nemmeno nelle possibilità: non esistono azioni o trascorsi spiacevoli che Egli non possa perdonare. Affidati alla sua grazia, e confida in Lui: Egli non è venuto per emettere un giudizio di condanna nei tuoi confronti, ma affinchè tu possa essere eternamente salvato per mezzo suo.
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SoloVangelo - powered by 
| 14 May 2010, 10:37
Sia lodato il nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha salvati!
In questo colloquio con Nicodemo, Gesù ci rivela alcune cose della vita eterna, ci dice che dopo questa vita e la morte, non tutto è finito, ma una volta che il corpo carnale muore, lo spirito umano può finalmente salire dal Padre Celeste.
Questa grande rivelazione della vita eterna condiziona la nostra vita terrena e ci riempie di gioia e di speranza.
La carne ci tiene schiavi del peccato, ma Gesù sta dicendo, secondo me, che chi crede alla fine sarà salvato, poichè rinascerà una seconda volta, risorgerà per la vita eterna, per mezzo dello spirito, l’uomo interiore, perchè lo spirito eredita la vita eterna, solo la carne, l’uomo esteriore, muore.
Sempre sia lodato il nostro Signore Gesù Cristo.
| 14 May 2010, 22:57
Davvero bello questo stralcio di Giovanni, ricco, ricco, ricco di amore. Ringraziato sia Dio per il Suo dono ineffabile.