Uno sguardo al mondo con gli occhi della fede

May 17 2010

Pensiero critico sull’ora di religione nelle scuole italiane

Negli scorsi giorni, il nostro Paese ha assistito all’ennesimo attacco al diritto fondamentale di libertà di espressione e di culto. Il Consiglio di Stato ha infatti accordato legittimità alle ordinanze ministeriali Gelmini e Fioroni, relativamente al conteggio del credito dato dall’insegnamento della religione cattolica nel sistema scolastico italiano. Se, precedentemente, il Tar del Lazio aveva deciso di annullare tale credito, derivante da una scelta (quella religiosa, appunto) che può non essere condivisa da famiglie o alunni che opteranno per l’astensione dall’ora di religione, ora ci troviamo davanti ad uno scenario ben differente, a fronte del quale viene applicata una vera e propria discriminazione tra studente e studente. Infatti, nel caso in cui venga scelto di avvalersi dell’insegnamento cattolico, questo contribuirà alla media dei voti finali, e ciò rappresenterà verosimilmente un «punto di svantaggio» per tutti coloro che, per proprie convinzioni in materia di fede, sceglieranno di non frequentare l’ora di religione cattolica, rinunciando di conseguenza ad usufruire dei crediti aggiuntivi.

Il ministro Gelmini afferma, a mio avviso in maniera estremamente superficiale, che «i principi cattolici sono patrimonio di tutti», ma ciò non è assolutamente vero. Come protestante, fermo sostenitore della sola autorità biblica, sinceramente non so cosa farmene dei principi cattolici, che nel corso della storia si sono dimostrati ben lontani da quel Vangelo che sostengono di proclamare, e che ancora oggi mostrano come le Scritture, la Parola di Dio rivelata, siano tenute in assoluto secondo piano dal magistero cattolico, in favore di una tradizione piena di elementi mutuati dal paganesimo. Perché dovrei «sentire mio» un simile patrimonio? C’è inoltre da dire che se con l’espressione «principi cattolici» ci si sta riferendo ai principi di uguaglianza, di rispetto, amore, essi non sono affatto «cattolici» in senso nativo, semmai cristiani: e certo i due termini non possono essere assimilati ed equiparati, perchè indicano due contesti differenti tra loro. E cosa dovrebbero affermare gli ebrei, i musulmani, i buddisti, e più in generale, i fedeli di religioni non-cristiane? Quale può essere il valore che essi danno a principi che non li identificano nemmeno lontanamente? Senza contare il parere di atei ed agnostici, i quali, completamente estranei al discorso confessionale, si trovano assorbiti loro malgrado in un vortice che non li riguarda affatto.

Non è per nulla corretto né ammissibile che uno studente debba venire a compromessi con le proprie convinzioni fideistiche per vedere incrementata la media scolastica: la scuola è (o dovrebbe essere) un’istituzione laica, nel cui contesto i ragazzi vengono formati sotto il profilo conoscitivo e attitudinale, e non certo indottrinati ad un pensiero religioso piuttosto che un altro. Diverso sarebbe, naturalmente, il discorso relativo a istituti confessionali privati, nel cui corso di studi è ben lecito aspettarsi elementi propri del credo di appartenenza, ma per quanto concerne le scuole statali (pubbliche), esse devono risultare prive di qualsiasi «impronta». Nella società odierna, culturalmente pluralista, a maggior ragione non è assolutamente concepibile una costrizione del genere, che di fatto pone una determinata istituzione al di sopra delle altre, con buona pace di coloro che dissentono, ed hanno tutti i diritti per farlo. Da cristiano quale sono, sarei ben felice di federe la fede biblica abbracciata da molte più persone rispetto alle attuali, ma mai mi sognerei di «imporla» in modi più o meno velati: essa dev’essere una scelta personale e consapevole, assolutamente svincolata dall’intervento di terze parti, e frutto esclusivo della meditazione e convincimento individuali, maturati nel proprio rapporto con Dio.

Riportiamo a seguire qualche cifra, riferita al numero di presenze, sul territorio italiano, di individui professanti un credo diverso da quello cattolico. Si tratta di stime approssimative (fonte: Wikipedia), ma che comunque mostrano piuttosto chiaramente come la decisione del Consiglio di Stato si rifletta su una «fetta» di popolazione tutt’altro che indifferente (e che comunque, quand’anche fosse esigua, avrebbe il diritto di veder tutelata la propria libertà di espressione, senza doverne pagare lo scotto)

Confessione Num.individui
Cristiani protestanti c.a. 700.000
Cristiani ortodossi c.a. 1.200.000
Ebrei c.a. 36.000
Mormoni c.a. 22.000
Testimoni di Geova c.a. 243.400
Musulmani c.a. 1.200.000
Buddisti c.a. 103.000
Induisti c.a. 108.000
Sikh c.a. 25.000
Animisti c.a. 45.000
Neo-pagani c.a. 13.000

C’è da sperare (e pregare) che la sentenza si trasformi in qualcosa di più equo di ciò che appare attualmente, magari dando la possibilità agli studenti non cattolici di maturare crediti aggiuntivi avvalendosi di materie equiparabili (quindi anche in termini di impegno) e sostitutive. In caso contrario, sarebbe davvero stato compiuto un preoccupante passo verso il «bavaglio ideologico», verso la violenza della (e sulla) coscienza, quell’attitudine che nel corso dei secoli è stata a più riprese il germe attraverso cui sono state scritte alcune tra le pagine più tristi della nostra storia. Speriamo di poter aggiornare questo articolo con notizie rassicuranti, dalle quali constatare che la spiritualità dell’uomo non è tornata ad essere un fattore socialmente discriminante, ma che continua invece ad essere un campo nel quale ciascuno, a seconda delle proprie convinzioni, può esercitare il suo diritto alla libertà, senza che ciò rappresenti per lui un «handicap», o, peggio ancora, uno stigma.

                                         
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7 Commenti »

  1. #48212. Barbara Venturello
    solovangelo.it | 24 May 2010, 15:00

    Per un aggiornamento sul tema lascio questo link:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-05-23/religione-catechismo-081000.shtml?uuid=AYHbxCsB#continue


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  2. #49763. uno schieramento dottrinalmente sviato
    | 7 September 2010, 16:31

    il 91% degli studenti italiani che scelgono LIBERAMENTE di frequentare l’ora di religione cattolica, per usare le sue grette espresioni, NON SA COSA FARSENE DELLE SUE FARNETICAZIONI IN MERITO.
    La riforma protestante ha contribuito alla storia, all’arte, alla letteratura, alla cultura italiana quanto la teoria della relatività ad una impresa di pulizie, e chi non frequenta l’ora di religione non lo fa, in massima parte, per problemi di coscienza, ma solo perchè vuole pascolare un pò per i corridoi o andare a fumare (sigarette quando va bene) al bar se gli è consentito di uscire.

    Art. 9.2. La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica.

    Ciò vuol dire che per comprendere il Paese in cui si vive si DEVE conoscere la religione cattolica anche se per qualche folle è una dottrina sviata. Puoi fare tutti i censimenti che vuoi (attento perchè a Qualcuno non sono mai piaciuti)ma non sarà il supermarket delle religioni a cambiare la nostra storia.


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  3. #49766. Emiliano Musso
    solovangelo.it | 7 September 2010, 19:16

    Anzitutto rimando al mittente l’accusa di utilizzo di espressioni grette: non sono io quello che paragona gli studenti agli animali, affermando che amano “pascolare”.

    Poi, se per LIBERAMENTE intende che le famiglie, che per larga parte non conoscono nulla del credo che professano (né gli interessa modificare tale stato), iscrivono i propri figli, quando a questi ultimi poco interessa di ascoltare la materia in questione (ha sentito il frasario medio degli studenti “cattolici”?), credo davvero dovremmo rivedere il concetto di “libertà”…

    Per ultimo, lasciando da parte il livore che lei dimostra nel suo intervento, le consiglierei vivamente di approfondire nel dettaglio gli aspetti dottrinali del credo cattolico rispetto agli insegnamenti biblici: noterà che considerare la teologia cattolico-romana come dottrinalmente sviata non è manifestazione di follia, semmai di coerenza rispetto a quanto un cristiano deve ritenere come massima autorità, ossia quella Parola di Dio che, nei tempi andati, per i protestanti che lei critica rappresentava una sentenza di morte, allorchè ne venivano trovati in possesso dalle gerarchie ecclesiastiche.

    Ad ogni modo, il presente articolo – contrariamente alle imposizioni che lei sembra auspicare – non è animato da intenti polemici, né vuole far trionfare una confessione su altre, ma al di là dei “censimenti” vuole sottolineare come esista una pluralità che deve essere rispettata, anche a livello di istruzione. E fintanto che il nostro sarà un Paese democratico, questo deve essere un fondamento irrinunciabile.


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  4. #49779. Venefica
    | 8 September 2010, 15:15

    Che bello internet: ognuno si sente libero di arrivare e insultare, invece che proporre un civile scambio di idee.
    Allora, nostro caro “uno schieramento dottrinalmente sviato”: la religione storica dell’Italia è il paganesimo, quindi hai perfettamente ragione: se vuoi rimanere qui studia la VERA religione di questo Paese.
    Punto secondo, il Cattolicesimo può vantarsi di essere “la vera religione” (questo per amore della decenza può essere scritto solo e unicamente usando le virgolette!) perchè ha ucciso, torturato e diffamato TUTTE le altre forme di pensiero, congratulazioni… Ma io sono la testimonianza dell’inutilità del vostro lavoro.
    Dunque tu vieni qui, in un blog che non è tuo, a insultare uno schieramento religioso che non è tuo, ad attaccare Emiliano che nemmeno conosci? Sì, tu sei l’esempio perfetto della dittatura della tua finta religione, ormai allo sbaraglio e con le chiese vuote, per mia gioia.
    Sono ben felice che i giovani si astengano da una forma di pensiero che aizza persone integraliste e pericolose come te all’intolleranza, alla condanna verso le idee altrui, all’incoerenza al falso perbenismo, e tutto questo osando definirlo…. amore? Giustizia? Santità?.
    Chiedo di vagliarti come si vaglia il grano, e ne troveremo molte di cose interessanti.
    Sit tibi terra levis.


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  5. #49795. Barbara Venturello
    solovangelo.it | 8 September 2010, 21:15

    Carissimi, credo che il discorso andrebbe portato ad un livello di questo tipo:
    “Perché, in un paese la cui Costituzione garantisce libertà di culto, deve essere imposta una materia quale la religione cattolica ai diversamente credenti?”
    Si parla di cultura, di storia italiana… tutto comprensibile ma io credo che oggi, la sfida italiana non sia quella di rimanere ancorata ad una tradizione ma accettare il fatto che il mondo (compresa l’Italia) sta diventando sempre più multiculturale. Ognuno ha la sua “verità” e non credo che imponendo una materia scolastica si possa portare le persone a Cristo. Lo vedo come un tentativo di “incasellamento” ideologico-culturale che non ha niente a che vedere con la figura di Cristo e con la Sua Parola.
    Se continuassi a scrivere il discorso si orienterebbe sin troppo sulla politica ma questo blog non ha quel genere di finalità quindi mi fermo chiedendo a tutti gli “ospiti” un atteggiamento di tolleranza ed autocontrollo che, per chi si definisce cristiano, dovrebbe essere parte del frutto dello Spirito descritto in Galati 5:22.


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  6. #49901. angelo
    | 11 September 2010, 12:36

    Partecipo al dialogo, non avendo altro da aggiungere oltre a quello già ampiamente espresso da Emiliano, da Barbara e da Venefica.Dichiarando solamente di trovandomi daccordo con i loro interventi.


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  7. #49977. Venefica
    | 13 September 2010, 12:42

    Sì, Barbara ha perfettamente ragione…. alla fine l’Italia deve adeguarsi come gli altri Paesi.
    Personalmente mi scuso per essere stata un po’ aggressiva nel mio precedente post, non ho niente di preciso contro l’utente “uno schieramento dottrinalmente sviato”, ma solo contro l’ideologia aggressiva da “Inquisizione” di chi annulla la possibilità di un dialogo civile riuscendo solo a criticare, condannare e umiliare, dimenticando che tanto finchè siamo in vita nessuno è puro, nessuno è migliore degli altri.
    Definire il Cattolicesimo l’unica vera religione è come definire la Terra piatta: ragionamento tanto errato quanto sorpassato. Voglio rispettare i Cattolici a livello umano, ma preferisco vederli coscienti dei numerosi errori che costellano la loro dottrina, e a quel punto scegliere con consapevolezza cosa continuare a credere.
    Ad ogni modo, ripeto, Barbara ha ragione.
    A proposito, io avevo volontariamente seguito l’ora di religione durante gli ultimi 2 anni delle scuole Superiori, e in parte anche in prima Superiore, all’epoca: era uno scambio culturale molto interessante e ho trovato due docenti laici che hanno saputo reggere il confronto, capendo la mia intenzione sincera di parlare e ascoltare, senza provocare… è stato interessante, ed è stata una mia scelta.
    L’ultimo anno in classe eravamo soltanto in due a seguire l’ora di religione…


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