Uno sguardo al mondo con gli occhi della fede

May 21 2010

Quando muore un ateo

Durante un pomeriggio primaverile di circa tre anni fa, trovammo finalmente in Rete un video che stavamo cercando da tempo: in esso, un anziano ed energico signore stava additando l’intera dottrina cristiana come un mucchio di superstizioni senza reale fondamento storico, sciorinando date, luoghi e personaggi per avvallare le sue tesi. Dall’altra parte della scrivania alla quale era seduto, due grassi sacerdoti cattolici non sapevano far altro che continuare a ripetere «sono tutte fandonie!», senza poter però opporre alcuna argomentazione valida. Davanti a loro un’intera platea di studenti, che assistevano in silenzio quando parlava l’uomo, e ridacchiavano quando i due preti facevano le loro pallide figuraccie. Si trattava di un seminario, tenutosi in una scuola superiore, da Luigi Cascioli, ex-sacerdote diventato poi ateo e strenuo sostenitore della non esistenza storica di Cristo. I due prelati, probabilmente invitati per par condicio, o per palesare con ancora più forza l’ignoranza del clero, fungevano semplicemente da «spalla» all’uomo, che poteva zittirli in continuazione senza sforzo, incapaci com’erano di cogliere le pesanti inesattezze dottrinali e storiche che il Cascioli propinava «accuratamente» all’uditorio.

SoloVangelo.it nacque proprio in quel pomeriggio, mentre ci rendevamo conto che le voci anti-cristiane sul Web erano (e sono ancora) molte, ma non troppi erano invece in proporzione gli spazi cristiani che trattassero approfondimenti sulla fede, e che confutassero le menzogne che molta parte dell’ateismo e dell’agnosticismo mette in giro, sfruttando quel malcontento e quella profonda delusione che schieramenti dottrinalmente sviati come il cattolicesimo hanno saputo alimentare nel corso dei secoli.

Luigi Cascioli è morto, alcuni giorni fa.
E forse ad alcuni potrà sembrare strano leggere questa specie di «epitaffio» sulle nostre pagine, ma riflettendoci un secondo, devo affermare che quell’uomo, che non ho mai conosciuto personalmente ma del quale ho letto ed ascoltato molto, ha piuttosto contribuito – per ironia della «sorte» – all’irrobustimento della mia fede e della mia conoscenza delle circostanze in cui è stata redatta la Parola di Dio, la Bibbia. Diversi anni fa, da poco avvicinatomi al cristianesimo biblico, capitai a leggere le sue tesi quasi per errore, e mi trovai a dover scavare, per cercare di comprendere se potessero essere corrette o meno. Mi resi conto di come il suo lavoro si basasse principalmente sulla citazione del lavoro di altri (e su questo non c’è nulla di male, sia chiaro) e di come i pareri o gli studiosi menzionati da Cascioli non fossero da lui messi in discussione nemmeno per un istante. Bastava che questi esprimessero un concetto in antitesi al cristianesimo, che venivano immediatamente elevati al rango di prova della non veridicità di questo o quell’altro aspetto. Non importava che essi scivolassero su madornali errori storici (di cui le sue tesi sono zeppe), o su conclusioni che ignoravano precisi criteri di analisi degli scritti biblici: venivano comunque «rielaborati» e proposti al pubblico, che non sempre è in possesso delle adeguate conoscenze, utili a rendersi conto delle contraffazioni. E tra questi vi ero anche io, che quella conoscenza l’ho dovuta creare con lo studio assiduo non solo delle Scritture, ma anche della storia secolare in cui esse sono state redatte, per comprendere dove stesse la verità.

Una verità che stavo imparando comunque a conoscere, perchè Cristo non è il seguire le regole di una religione, né il conoscere determinate nozioni, ma è la scoperta di un rapporto profondo con il Creatore di ogni cosa, e l’accettazione della sua grazia, che ci porta dallo stato di condannati a morte a quello di figli adottivi di Dio, attraverso il suo perdono, il suo amore. Meravigliosa grazia! Ma come è stato in passato, ed è ancora oggi, anche in futuro esisterà chi nega la realtà dell’offerta di riconciliazione che Dio ha realizzato in Cristo, e sarà quindi sempre utile approfondire le argomentazioni di costoro, per poterle ribattere in maniera efficace e, soprattutto, rispettosa del vero.

Quando muore un ateo, servono davvero tante parole? A cosa va incontro colui che per tutta la vita ha resistito a quella voce sommessa, che dal profondo del cuore di ciascuno sussurra: «Arrenditi a Dio, e trova riposo»? Cosa ne é di chi passa la propria esistenza negando Colui che dona la vita, e che fa sussistere ogni cosa? L’oblio, dicono alcuni, un’eternità di sofferenza dicono altri. Le Scritture su questo aspetto ci danno un parere autorevole, sul quale non mi dilungo per ovvi motivi, ma che possiamo tradurre così: la morte di chi non si arrende a Cristo, sarà la pratica realizzazione di ciò che questo ha voluto significare in vita. Dio non forza nessuno a seguirlo, ed il rispetto di tale volontà caratterizzerà anche il futuro dopo la morte: un’eternità lontani da Dio, con tutto ciò che questo significa: lontananza dalla vita, dalla gioia, dalla pienezza, dal bene….la lista potrebbe continuare a lungo, e per alcuni potrebbe essere eccessivamente penosa.

E poi, sinceramente, non so mai interpretare fino in fondo l’accanimento di alcuni: che il grido di chi nega Dio non sia invece una disperata richiesta di aiuto? Un urlo dal cuore, come a richiedere di essere smentiti, come a voler desiderare di vedere quello che la propria presunta «intelligenza» non vuole credere? Non possiamo leggere nel cuore degli uomini, e questi interrogativi rimangono un mistero per chiunque, e noti solo a Dio. A noi non resta che pregare di essere sufficientemente sensibili per distinguere la motivazione che spinge l’uomo ad «urlare», perchè per alcuni è l’unico modo possibile di chiedere che venga mostrata loro quella luce della quale percepiscono il bagliore, ma della quale non riescono a sentire il calore.

Per quella che è la mia esperienza personale, – e anche se Cascioli probabilmente non sarebbe felice di questa affermazione – posso dire che quell’energico anziano ateo è stato una sorta di «strumento» nelle mani di Dio per mostrarmi, nel confrontarmi con i suoi studi, che la concretezza delle Scritture e di ciò che esse narrano non risiede soltanto nel cuore di chi crede, ma è testimoniata a gran voce dalla storia, che offre infiniti spunti per comprendere che la Bibbia è la Parola di Dio, e che essa è davvero ciò che afferma: la rivelazione di Dio agli uomini, incarnatasi in Cristo, per farci conoscere il grandioso amore del quale siamo amati, ed il proposito glorioso di quel Dio che sussiste in eterno, quando tutti i suoi oppositori non diventano che un ricordo.

                                         
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6 Commenti »

  1. #48226. Caleb
    | 25 May 2010, 17:11

    Ciao teologo in erba,
    spero di trovarla bene in questa calda giornata.
    Ho letto con piacere il suo articolo.
    Non sapevo dell’alba di questa iniziativa del sito: molto bello. Ce ne fossero…

    Le chiedevo: da dove trai tutte le informazioni storiche primarie? Vai su determinati siti dove trovi tutto, o hai più fonti, libri, magari qualche manoscritto nascosto nel comodino…
    Effettivamente mi rendo conto anch’io che fatico a dimostrare obiettivamente le mie convinzioni basate su fatti storici. Insomma, fatico a confutare.
    Magari, sempre quando hai tempo, potresti scrivere un articolo sul tuo approccio ai fatti storici e un accenno sui “precisi criteri di analisi degli scritti biblici”, per usare una frase di un famoso teologo in erba.

    Dio ti benedica.

    A presto,

    Caleb


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  2. #48234. Emiliano Musso
    solovangelo.it | 25 May 2010, 22:27

    Carissimo Caleb,
    ti ringrazio per il commento, e per lo spunto: in effetti non ho mai pensato di fornire indicazioni in questo senso, e potrebbe essere interessante farlo.

    Per quanto riguarda le fonti, cerco di mettere insieme quanto più materiale possibile, e di confrontare le fonti tra loro. Quelle che hai citato sono tutte da me utilizzate (tranne forse il manoscritto nel comodino!), e, ovviamente, cerco di dare la precedenza ai testi, anche se per ragioni di praticità, quando cito una fonte qui sul blog, solitamente mi rifaccio a pagine web, più rapide da consultare per i navigatori. Cerco comunque di non citare mai nulla se non ho un riscontro letterario.

    Nella maggior parte dei casi, confutare le tesi che mirano a smontare la storicità delle Scritture, per esempio, non è troppo complesso, perchè come accennavo, 90 volte su 100 si é in presenza di date o eventi contraffatti, ed in questo caso i testi seri di storia cristiana aiutano in maniera impagabile. Se hai letto i mie articoli sulle tesi di Cascioli, qualche esempio l’avrai già notato.

    Ti ringrazio ancora per l’apprezzamento, sempre graditissimo.

    A presto, e che Dio benedica anche te.


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  3. #48286. goffredo colucci
    | 29 May 2010, 18:23

    Mi resi conto di come il suo lavoro si basasse principalmente sulla citazione del lavoro di altri ………
    Caro fratello Emiliano Musso questa tendenza purtroppo non è solo retaggio dei religiosi del nostro tempo ma questa realtà rischia di ramificarsi anche nella chiesa quando ci sono degli aspetti dottrinali da prendere in esame per mancanza di coinvolgimento diretto sul soggetto in questione si preferisce accettare soluzioni da tempo elaborate da altri. Questo non è esattamente come facevano appunto i Bereani !
    Dio ti benedica


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  4. #49761. uno schieramento dottrinalmente sviato
    | 7 September 2010, 16:09

    grazie di aver portato la luce in questo mondo di tenebra.


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  5. #50124. angelo
    | 18 September 2010, 8:08

    Devo dire, in verità, che anchio cercavo sul web un sito dove si parlasse del cristianesimo, con “approfondimenti sulla fede” come da te spiegato. A prescindere dal sarcasmo dimostrato dall’intervento di “uno schieramento dottrinalmente sviato “,ringrazio il Signore e sono molto contento di avere trovato questo sito web dove mi ci trovo appieno.
    Grazie.


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  6. #50162. Venefica
    | 20 September 2010, 15:37

    Posso fare una domanda a “uno schieramento dottrinalmente sviato”?
    Non c’è sarcasmo, è solo una curiosità: un cattolico sarebbe felice di fare del male a un evangelista? Servite lo stesso Dio, eppure un cattolico sarebbe contento di far piazza pulita di quelle che reputa delle eresie, anche usando i metodi sanguinari e distruttivi del passato?
    Comunque Emiliano è una persona molto aperta mentalmente e civile: pubblica anche i commenti di chi viene qui a deridere o criticare (ingiustamente) i suoi lavori…..


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