Uno sguardo al mondo con gli occhi della fede

Jun 24 2010

L’evidenza ignorata

Nel dare un titolo a questo articolo, ho tentennato per un po’ tra quello che in effetti ho assegnato, e l’alternativa di «Una occasione sprecata». Entrambi sarebbero stati più che adatti per sintetizzare quanto è mio desiderio commentare brevemente, relativamente ad un episodio di attualità che dimostra quanto l’uomo possa essere cieco davanti all’evidenza, e come – pur di mantenere intatte le proprie convinzioni, anche se errate – ami letteralmente girarsi dall’altra parte rispetto a situazioni che dovrebbero servire ad aprire gli occhi. È il 12 ottobre dello scorso anno, quando un violento nubifragio si abbatte sulla nostra capitale, causando il crollo della statua (ma sarebbe meglio dire «idolo») della «madonna» dal suo piedistallo, sito nela zona di Monte Mario, nel settore nord-est di Roma.

L’immagine è stata restaurata e ricollocata alcuni giorni fa nel suo sito, ed oggi, in occasione di una celebrazione indetta specificamente per l’evento, l’attuale pontefice ha «benedetto» l’effige, accompagnando il rito con queste parole: «La Madonnina – come amano chiamarla i romani – nel gesto di guardare dall’alto i luoghi della vita familiare, civile e religiosa di Roma, protegga le famiglie susciti propositi di bene, suggerisca a tutti desideri di cielo». Ora, come possa un pezzo di pietra che non sa resistere ad un nubifragio proteggere o suggerire alcunché, questo è un gran mistero! Ed ecco l’occasione sprecata, ecco l’evidenza ignorata: un idolo cade, va in frantumi, e nessuno medita sul fatto che esso non è altro che il prodotto del lavoro di un artista. Non è qualcosa di «sacro», né tantomeno può rappresentarlo, perchè ciò che è davvero tale non è raffigurabile dall’uomo.
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Jun 23 2010

Signore mio e Dio mio

Otto giorni dopo la resurrezione, Cristo apparve ai discepoli, tra i quali, in questa occasione, vi era l’incredulo Tommaso. All’invito di porgere le mani e di toccare quelle ferite, per poter finalmente rendersi conto della realtà, Tommaso esclamò una frase che oggi è ancora oggetto di controversie tra vari movimenti non soltanto in seno al cristianesimo, ma anche esternamente ad esso.

Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!۠» (Gv.20:28)

Un’affermazione stravolgente, soprattutto in bocca ad un Giudeo, visto lo stretto monoteismo e l’assoluta intransigenza in questo campo da parte del popolo di Israele. Come commentare una tale esclamazione? Nel corso del tempo si sono date diverse interpretazioni, le quali diverse volte sono state condizionate dal presupposto teologico di origine, invece di basarsi su ciò che in realtà dice il testo di Giovanni. Per fare un esempio, parlando tempo fa con alcuni Testimoni di Geova (notoriamente unitari), mi è stato detto che, a loro avviso, quella di Tommaso doveva essere letta come un’affermazione di stupore, proprio come oggi si sente – in modo del tutto improprio – pronunciare sovente la frase «Dio mio» Questa è una conclusione a dir poco bizzarra, per non dire ignorante, in quanto non tiene assolutamente conto del contesto in cui è stata pronunciata tale esclamazione, nè da chi. Un Ebreo non si sarebbe mai sognato di riferirsi ad un’altra creatura con un appellativo del genere, proprio perchè la legge divina non tollera il culto ad esseri diversi dall’Unico Vero Dio, o espressioni di venerazione di tale risma verso essi.
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Jun 11 2010

Giù le mani dalla rete

Spero che sia solo una di quelle notizie allarmanti che ogni tanto si sentono ma che poi si risolvono in un buco nell’acqua… ma se così non fosse, vorrei utilizzare la libertà di espressione che ancora ho in rete per poter condividere questo video:

Senza l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 169, in rete si può trovare tutto ed il contrario di tutto. Si possono trovare notizie attendibili, opinioni, video scandalosi, bugie inerenti la politica, la religione, lo sport… insomma, è un gran calderone ma il bello di tutto ciò é la LIBERTA’. Una libertà che pare voglia essere soppressa.

Invito tutti i lettori a prendere in seria considerazione questo argomento ed eventualmente firmare l’appello che si trova a questo link:
http://www.articolo21.org/34/appello/giu-le-mani-dalla-rete.html

                                         
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Jun 07 2010

Etica odierna, una riflessione

In questi giorni gli Stati Uniti sono alle prese con l’ennesimo scandalo sessuale a carico del mondo politico: questa volta è il turno di Nikki Haley, donna di estrema destra in corsa per la presidenza del South Carolina, sposata e madre di due figli, ad oggi «accusata» di aver avuto relazioni con due professionisti della politica del suo stato. Non è nostra intenzione sindacare sulle azioni di questa o quell’altra persona, così come non ci piace puntare il dito come per giudicare, consapevoli come siamo della fragilità umana. E, al tempo stesso, non siamo interessati a valutare la politica di uno stato estero, dal momento che – forse a volte sbagliando – ci prendiamo guardia di esprimere giudizi anche su quella del nostro Paese. Tuttavia, date le «conseguenze» che ha avuto la notizia dell’adulterio della Haley, ho ritenuto di spendere un po’ di tempo per riflettere sulla sensibilità della società contemporanea riguardo alle relazioni coniugali ed extra-coniugali.

Sì, perchè Nikki Haley, fino a poco tempo fa piuttosto «oscura» ai più, è improvvisamente diventata assai nota a causa delle sue scappatelle, che l’hanno resa addirittura maggiormente simpatica ad una certa fetta di elettori: alcuni di questi scrivono ai giornali commenti che ne auspicano la vittoria politica, minimizzando la serietà delle sue azioni, e quasi vedendola come una sorta di «vendicatrice» di tutta una serie di mogli che sono state tradite dai propri mariti, importanti nomi della politica d’oltreoceano. Stupida vendetta, a pensarci: come se lo sfascio di una famiglia andasse ad appianare lo sfascio di altre. Tralasciando però qualsivoglia commento sulla finora ancora non provata infedeltà della Haley (perchè ciascuno rende conto delle proprie azioni senza che altri si debbano erigere a giudici di moralità), quello che mi ha lasciato perplesso è stata appunto la reazione del «grande pubblico», della «massa» – quell’insieme di individui che spesso assume i connotati di un’entità unica, anche nella formulazione dei pareri.
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Jun 01 2010

Tapparsi le orecchie per non sentire

Circa un anno fa pubblicai sul nostro canale YouTube la splendida testimonianza di Nick Vujicic, un credente nato senza arti, che nei nove minuti che costituiscono il filmato raccontava in maniera molto chiara e toccante la sua storia, spiegando come Dio lo abbia sostenuto e guidato nell’accettare la sua condizione, e renderla non un punto di svantaggio, ma di forza e di esortazione per sé stesso e per altri, testimoniando della grazia di Dio. È certamente complicato riassumere in poche frasi un discorso così articolato e profondo come quello di Nick: per chi fosse interessato, rendiamo disponibile il link del video, in modo da potersi rendere pienamente conto di ciò che abbiamo solo accennato.

Ad oggi il filmato continua ad essere visualizzato (ormai sfiora i 50.000 accessi), e soprattutto commentato: sul nostro canale si è accesso quasi un dibattito tra coloro che si limitano a guardare con rispetto verso Nick, ringraziando Dio per l’esempio di quel giovane, e quelli che si scagliano contro la testimonianza del ragazzo, affermando che «Dio non c’entra», che «Nick ce l’avrebbe fatta comunque se avesse creduto ad un dio qualsiasi», e più in generale «che Nick è un uomo dalla sicura forza interiore, ma che questo è un fattore indipendente dalla sua fede religiosa», evidentemente facendo orecchie da mercante nei riguardi delle asserzioni del ragazzo, che non si riferisce a Dio come a qualcosa di periferico, opzionale, bensì lo indica come la componente centrale ed indispensabile della sua vita.

Viviamo in un’epoca estremamente materialista e poco incline alla riflessione su determinati valori, e questo è un fatto noto. Tuttavia, attacchi di questo tipo mi lasciano sempre basito. Il motivo è semplice.
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