Uno sguardo al mondo con gli occhi della fede

Jun 24 2010

L’evidenza ignorata

Nel dare un titolo a questo articolo, ho tentennato per un po’ tra quello che in effetti ho assegnato, e l’alternativa di «Una occasione sprecata». Entrambi sarebbero stati più che adatti per sintetizzare quanto è mio desiderio commentare brevemente, relativamente ad un episodio di attualità che dimostra quanto l’uomo possa essere cieco davanti all’evidenza, e come – pur di mantenere intatte le proprie convinzioni, anche se errate – ami letteralmente girarsi dall’altra parte rispetto a situazioni che dovrebbero servire ad aprire gli occhi. È il 12 ottobre dello scorso anno, quando un violento nubifragio si abbatte sulla nostra capitale, causando il crollo della statua (ma sarebbe meglio dire «idolo») della «madonna» dal suo piedistallo, sito nela zona di Monte Mario, nel settore nord-est di Roma.

L’immagine è stata restaurata e ricollocata alcuni giorni fa nel suo sito, ed oggi, in occasione di una celebrazione indetta specificamente per l’evento, l’attuale pontefice ha «benedetto» l’effige, accompagnando il rito con queste parole: «La Madonnina – come amano chiamarla i romani – nel gesto di guardare dall’alto i luoghi della vita familiare, civile e religiosa di Roma, protegga le famiglie susciti propositi di bene, suggerisca a tutti desideri di cielo». Ora, come possa un pezzo di pietra che non sa resistere ad un nubifragio proteggere o suggerire alcunché, questo è un gran mistero! Ed ecco l’occasione sprecata, ecco l’evidenza ignorata: un idolo cade, va in frantumi, e nessuno medita sul fatto che esso non è altro che il prodotto del lavoro di un artista. Non è qualcosa di «sacro», né tantomeno può rappresentarlo, perchè ciò che è davvero tale non è raffigurabile dall’uomo.

Non mi soffermerò, in questa sede, a considerare come il culto che viene offerto alla «madonna» sia errato, né parlerò del fatto che Maria (quella vera) è stata un mirabile esempio di fede, ma ora – come tutti i defunti – è in attesa del giorno finale, senza possibilità di intervenire nella storia dell’uomo, figuriamoci di mediare o impartire grazie! Non considererò gli stretti paralleli tra la pagana Iside (veneratissima nella Roma antica) e l’attuale «madonna», un po’ perchè ne ho già ampiamente discusso in passato, e un po’ perchè sono fermamente convinto che – in un caso come questo – un avvenimento parli in maniera più eloquente di diecimila argomentazioni.

Settemila anime sono accorse a questa celebrazione così poco cristiana, semplicemente per osservare il lavoro di un restauratore e sentire parlare un uomo che pretende di essere il vicario di Cristo sulla terra (titolo, questo, che spetta unicamente allo Spirito Santo, come affermano le Scritture). Settemila anime che non si rendono conto, prese come sono fra tradizioni e scarsa considerazione della Bibbia, che più che rappresentare un «ponte» tra Dio e gli uomini – come ha asserito Gianni Alemanno, sindaco di Roma – quella «madonna» è invece un idolo che viene venerato con titoli che esprimono vere e proprie bestemmie, perché spettanti solo a Cristo, e non certo ad una creatura umana.

Occasione mancata per riconoscere la vanità di quell’idolo, che viene considerato «benedicente», ma che non sa nemmeno difendere sé stesso da un evento atmosferico tutto sommato risibile. Proteggere famiglie? Suscitare «desideri di cielo»? E come può, inerme com’é a tutto – lontana com’è dal dare gloria solo all’Unico Vero Dio, Creatore e Sostenitore di tutto ciò che esiste? La gente si piega davanti a quell’immagine, la prega, chiede intercessione. Ma che razza di devozione può dare un uomo – creato ad immagine di Dio – ad un pezzo di roccia, o di metallo? Quanto errore in due ginocchia che si piegano davanti al prodotto di uno stampo, invece di ricercare un Dio che è Spirito, e che come tale va adorato e pregato in spirito!

Questo avvenimento non è il primo nel suo genere, né verosimilmente sarà l’ultimo: ma ogni volta si fa finta di nulla, e si gettano alle ortiche delle preziose occasioni di riflessione, di meditazione, nel considerare la realtà di ciò che l’uomo produce per la soddisfazione dei suoi sensi, ma che non ha alcun legame con ciò che riguarda la Persona e la volontà rivelata di Dio.

E l’unica cosa davvero sensata che si possa fare in casi come questo è evidenziare, ancora una volta, ciò che le Scritture urlano a gran voce sull’argomento, nella speranza che ogni uomo – come Paolo e Barnaba ebbero a dire agli abitanti di Listra – «possa convertirsi da queste vanità al Dio Vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi» (At.14:15). Non si tratta affatto di una lista esaustiva, per evitare che diventasse eccessivamente pesante da seguire, bensì di pochi passi, attraverso i quali evidenziare una parte importante di ciò che è il pensiero divino sulla questione, per approfondire laddove dovesse essere necessario.


«Non vi rivolgete agli idoli, e non vi fate degli dèi di metallo fuso. Io sono il SIGNORE vostro Dio» (Lv.19:4)

«Non vi farete e non metterete in piedi né idoli, né sculture, né monumenti. Nel vostro paese non rizzerete pietre scolpite per prostrarvi davanti a loro, poiché io sono il SIGNORE vostro Dio.» (Lv.26:1)

«La ribellione è come il peccato della divinazione, e l’ostinatezza è come l’adorazione degli idoli e degli dèi domestici» (1Sam.15:23)

«I figli d’Israele avevano fatto, in segreto, contro il SIGNORE, loro Dio, delle cose non giuste; si erano costruiti degli alti luoghi in tutte le loro città, dalle torri dei guardiani alle città fortificate; avevano eretto colonne e idoli sopra ogni colle elevato e sotto ogni albero verdeggiante» (2R.7:9-10)

«Non dimenticate il patto che io stabilii con voi, e non temete altri dèi; ma temete il SIGNORE, il vostro Dio, ed egli vi libererà dalle mani di tutti i vostri nemici. Ma quelli non ubbidirono, e continuarono invece a seguire le loro antiche abitudini. Così quelle genti temevano il SIGNORE, e allo stesso tempo servivano i loro idoli; e i loro figli e i figli dei loro figli hanno continuato fino a questo giorno a fare quello che avevano fatto i loro padri» (2R.17:38-41)

«Non a noi, o SIGNORE, non a noi, ma al tuo nome da’ gloria, per la tua bontà e per la tua fedeltà! Perché le nazioni dovrebbero dire: «Dov’è il loro Dio?» Il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace. I loro idoli sono argento e oro, opera delle mani dell’uomo. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano, hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non emette alcun suono. Come loro sono quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano» (Sal.115:1-8)

«Ecco, tutti quanti costoro non sono che vanità; le loro opere non sono nulla, i loro idoli non sono che vento e cose da niente» (Is.41:29)

«Io sono il SIGNORE; questo è il mio nome; io non darò la mia gloria a un altro, né la lode che mi spetta agli idoli» (Is.42:8)

«Volgeranno le spalle, coperti d’infamia, quelli che confidano negli idoli scolpiti e dicono alle immagini fuse: “Voi siete i nostri dèi!”» (Is.42:17)

«Così parla il SIGNORE, re d’Israele e suo redentore, il SIGNORE degli eserciti: Io sono il primo e sono l’ultimo, e fuori di me non c’è Dio. Chi, come me, proclama l’avvenire fin da quando fondai questo popolo antico? Che egli lo dichiari e me lo provi! Lo annunzino essi l’avvenire, e quanto avverrà! Non vi spaventate, non temete! Non te l’ho io annunziato e dichiarato da tempo? Voi me ne siete testimoni. C’è forse un Dio fuori di me? Non c’è altra Ròcca; io non ne conosco nessuna». Quelli che fabbricano immagini scolpite sono tutti vanità; i loro idoli più cari non giovano a nulla; i loro testimoni non vedono, non capiscono nulla, perché essi siano coperti di vergogna. Chi fabbrica un dio o fonde un’immagine che non gli serva a nulla? Ecco, tutti quelli che vi lavorano saranno coperti di vergogna, e gli artefici stessi non sono che uomini! Si radunino tutti, si presentino!… Saranno spaventati e coperti di vergogna tutti insieme. Il fabbro lima il ferro, lo mette nel fuoco, forma l’idolo a colpi di martello e lo lavora con braccio vigoroso; soffre perfino la fame e la forza gli vien meno; non beve acqua e si affatica. Il falegname stende la sua corda, disegna l’idolo con la matita, lo lavora con lo scalpello, lo misura con il compasso, ne fa una figura umana, una bella forma d’uomo, perché abiti una casa. Si tagliano dei cedri, si prendono degli elci, delle querce, si fa la scelta fra gli alberi della foresta, si piantano dei pini che la pioggia fa crescere. Poi tutto questo serve all’uomo per fare fuoco, ed egli ne prende per riscaldarsi, ne accende anche il forno per cuocere il pane; e ne fa pure un dio e lo adora, ne scolpisce un’immagine, davanti alla quale si inginocchia. Ne brucia la metà nel fuoco, con l’altra metà prepara la carne, la fa arrostire, e si sazia. Poi si scalda e dice: «Ah! mi riscaldo, godo a veder questa fiamma!» Con l’avanzo si fa un dio, il suo idolo, gli si prostra davanti, lo adora, lo prega e gli dice: «Salvami, perché tu sei il mio dio!» Non sanno nulla, non capiscono nulla; hanno impiastrato loro gli occhi perché non vedano, e il cuore perché non comprendano. Nessuno rientra in sé stesso e ha conoscimento e intelletto per dire: «Ne ho bruciato la metà nel fuoco, sui suoi carboni ho fatto cuocere il pane, vi ho arrostito la carne che ho mangiata; con il resto farei un idolo abominevole? Mi inginocchierei davanti a un pezzo di legno?» Un tal uomo si pasce di cenere, il suo cuore sviato lo inganna al punto che non può liberarsene e dire: «Ciò che stringo nella mia destra non è forse una menzogna?» (Is.44:6-20)

«Così parla il SIGNORE: [...] Quando tu griderai, venga a salvarti la moltitudine dei tuoi idoli! Il vento li porterà via tutti, un soffio li toglierà di mezzo; ma chi si rifugia in me possederà il paese, erediterà il mio monte santo» (Is.57:13)

                                         
Vota/condividi questo articolo:

Parole chiave/Tags: [, , , , , , , , , ]



4 Commenti »

  1. #48604. Gabriele
    | 24 June 2010, 22:23

    Ciao Emiliano..” Combinazione” oggi a pranzo mi sono imbattuto ” per caso ” nel telegiornale…. Mio padre dormiva già sul divano e mia madre trafficava in cucina.. Io mangiavo ed ascoltavo….
    A sentire questa notizia , sono rrimasto molto colpito… Allora ho detto a mia madre:
    ” hai sentito!!! Il vento ha buttato giu la statua… Ma pensa te l’ hanno dinuovo tirata su.. !!!” …Risposta di mia mamma:
    ” Certo!!…E’ storica !!!E’ mica il diavolo!!!”..
    Subito ho avuto voglia di mandare a cagare mia madre…. Ma mi sono trattenuto… Ho preferito andarmene…
    Pensavo: ” Ma possibile che l’ ignoranza dell’ uomo non arrivi a comprendere quelli che sono i” segni” che non provengono dall’ uomo…!? Poi ho concluso tra me e me … Si è possibile, quando l’ ignoranza deriva dal non leggere le scritture oppure avere di esse una interpretazione errata… “… Va bè scusa… se ti ho disturbato .. Complimenti per il tuo articolo e per quello che fai.. Ciao ciao


    Vota il commento:  

  2. #48613. Arcana Hieramatra
    | 25 June 2010, 16:00

    Premettendo di aver sorriso difronte all’affermazione (giustissima e sottile): –”Ora, come possa un pezzo di pietra che non sa resistere ad un nubifragio proteggere o suggerire alcunchè, questo è un gran mistero!”–, mi spiace per coloro che credono di compiacere Dio tramite l’idolatria. Ecco l’ennesimo esempio di come l’essere umano si aggrappi a quello che gli fa comodo, lo rassicuri, invece di ragionare se il proprio comportamento sia coerente con le proprie convinzioni e parole…… convinzioni e parole poi vuote nei fatti.
    Non me ne compiaccio minimamente.
    Grazie per questa informazione, Emiliano, sinceramente mi ero dimenticata della “madonna” di Monte Mario.
    Possa la vostra gente essere più acuta difronte a insidie di ben altra natura


    Vota il commento:  

  3. #49773. angelo
    | 8 September 2010, 8:55

    Sul commento di Arcana Hieramatra sono rimasto perplesso sull’ultima riga del suo commento,in quanto sinceramente non ho compreso a chi si rivolgeva con l’ultima frase scritta;” possa la vostra gente essere più acuta di fronte ad insidie di ben altra natura “.
    Probabilmente Arcana non è italiana,quindi a chi si rivolge quando dice ” vostra gente?”.
    Desidererei che la stessa Arcana potesse chiarire,altrimenti non comprendo il senso del suo intervento.


    Vota il commento:  

  4. #49796. Barbara Venturello
    solovangelo.it | 8 September 2010, 21:20

    Ciao Angelo, Arcana ha scritto quella frase intendendo come “vostra gente” i cristiani in generale perché lei non è cristiana.


    Vota il commento:  

Feed RSS per i commenti a questo post.

URL per trackback

Lasciate un vostro commento

XHTML: È possibile utilizzare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Tastiera ebraica: utilizzare la tastiera seguente per inserire caratteri dell'alfabeto ebraico

Tastiera greca: utilizzare la tastiera seguente per inserire caratteri dell'alfabeto greco

SoloVangelo - powered by WordPress.org
Tema creato da Emiliano Musso

Creative Commons License
SoloVangelo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. SoloVangelo non ha alcuna finalità di lucro


Amministrazione sito